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Vasche: i soldi sono tanti, milioni di milioni …

IMG_1463C’è un lato molto oscuro nella faccenda delle vasche di laminazione: “gli interessi che la grande opera nasconde”.

Ne hanno parlato già in tanti. Chi libero come cittadino postando commenti ai vari blog, chi come consigliere parlando in consiglio comunale, chi, sempre come fonte istituzionale,  affermandolo durante le assemblee pubbliche. Ma mai il problema è emerso nel suo chiaro aspetto. Noi abbiamo provato a fare chiarezza semplicemente cercando nei documenti pubblici disponibili via internet.

Abbiamo iniziato sfogliando semplicemente i documenti di analisi sulle vasche proposti dalla regione e già si vede che i soldi disponibili per gli espropri sono a dir poco un ampio regalo ai proprietari terrieri dove  sorgeranno le vasche. Per intenderci l’area più indicata dalla regione per questa operazione sono i due ampi campi siti ad est e ad ovest di via De Gasperi.

Tutti terreni agricoli, la cui parte maggiore addirittura risiede all’interno del parco e quindi vincolata da più ampio interesse comunitario e scarso (o nullo) valore commerciale. Quindi terreni il cui valore non supera i tre euro a metro quadro. Invece la regione offre, magicamente, 25 euro. Un enorme guadagno, conseguibile senza dover fare proprio nulla. Un vero affare. Questo lo dicono apertamente i consiglieri ed il presidente durante l’ultima commissione territorio aperta sulle vasche.

Ma chi sono i proprietari?

Bè, anche questo è noto. Lo dicono gli stessi consiglieri: la società Alpina è uno di questi, forse il più grosso proprietario. Andiamo allora a vedere chi è questa società Alpina.

Innanzitutto sembra essere proprietaria dei terreni dove dovrebbe sorgere la vasca più grande. Ma non solo. A Senago, dopo aver costruito case e capannoni per almeno tre decenni, detiene ancora molti ettari (da una recente visura trovata sul sito della regione sembra circa cinquanta) di terreni vergini che vorrebbe edificare.

La società è un’azienda privata che nasce negli anni ’80 con lo scopo di acquistare terreni nel territorio del Comune di Senago per costruirci edifici, come da sua vocazione. Terreni agricoli che poi, con un po’ di pazienza, diventeranno terreni edificabili. Ed in questo ci riesce benissimo, tanto che a Senago, lo sanno tutti, ha costruito praticamente in tutte le zone.

Non è una società di beneficenza, ma è una “società che intende speculare”! Così leggiamo nella trascrizione di uno degli ultimi consigli comunali.

Nero su bianco appunto, basta leggere i verbali pubblici dei consigli.

Intanto, uno dei primi atti ufficiali della giunta Fois, è quello di firmare l’ennesima convenzione con questa società. Anzi, una bi-convenzione, ovvero viene siglato uno strano accordo col quale la società vende ad un terzo soggetto, la società Polaris, il diritto di vendita di palazzine già convenzionate in precedenza. Insomma un gran CASINO! Un arruffarsi di danaro pubblico (circa 2.350.000 euto) per rivendere un immobile che nessuno vuole comprare perchè nessuno ha più soldi e voglia di acquistare case. Già finanziato poco prima da altri soldi pubblici, tra l’altro. Tutto regolare, anche se non si capisce bene perchè un’immobile già convenzionato a 1950 euro/mq ora viene riconvenzionato per la stessa cifra pur usufruendo di più di due milioni di euro di soldi pubblici piovuti dal celo,  tant’è che qualcuno, in un commento ad un blog, invocava addirittura la Bocassini (esagerato! ha altre cose di cui occuparsi in questo momento).

Ma chi sono i veri soci della società Alpina, che avrà buone probabilità di essere al centro dell’operazione Vasche di Laminazione a Senago? Cercando tra i vari documenti pubblici abbiamo trovato diverse indicazioni interessanti.

Intanto la società ha diversi soci. Il primo è il noto imprenditore che a Senago tutti conoscono, Albanese, ovvero colui che tratta direttamente con gli amministratori locali, e la signora Albanese.

Altro socio è un libero cittadino della vicina repubblica elvetica, DE BEAUMONT OLIVIER, che evidentemente ha ben pensato di far fruttare i suoi risparmi investendoli in Italia, pensando forse che l’andamento dello spread lo aiuti in questo. Mentre gli italiani li portano tutti in Svizzera. Mistero.

Ci sono poi alcuni soci che con Senago hanno veramente poco a che fare. Forse in apparenza però.

La società RECOFIN LIMITED, un società di affari sita in Gran Bretagna, e soprattutto la società finanziaria INTERNATIONAL FINANCE & MANAGEMENT HOLDINGS INC., registrata, indovinate un po’, nella LIBERIA, nota area di paradisi fiscali.

Un bel mix, non c’è che dire.

Ora, riflettendo, pensate forse che a costoro interessi qualcosa del territorio di Senago da preservare dalle speculazioni e da ogni intervento che ne modifichi l’origine agricola e di Parco?

Non è la sola cosa comunque. A Senago ci saranno altri beneficiari. Ne avevano scritto lo scorso anno quelli del Comitato Senago Sostenibile che avevano calcolato in numero di camionate di terra che saranno trasportate. La cava Movil Beton, area sud di Senago, sarà anch’essa la più papabile per ospitare i due milioni di metri cubi di terra vergine da lavorare e rivendere a lauto prezzo. Un altro vero affare.

Ma se in tanti ci guadagnano, chi ci perde?

I cittadini di Senago in primo luogo e quelli di Niguarda che non vedranno, alla fine dei lavori, risolto il loro problema delle esondazioni. Anche questo è scritto nella relazione della regione lombardia. Davvero strano, non c’è che dire.

Noi continueremo a lottare come abbiamo sempre fatto per impedire lo scempio e contrastare le speculazioni ai danni della comunità e dell’ambiente.

Sinistra Senago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune.

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Vasche a Senago: quale soluzione?

IMG_1429Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’articolo di riflessione inviato da un cittadino (Giuseppe Viscomi) a tutte le forze politiche ed associazioni di Senago circa la tematica delle vasche di laminazione.

Una riflessione piuttosto tecnica che non vogliamo valutare nei suoi aspetti specifici in quanto definiscono ed accettano comunque il fatto che per Senago dovrà passare un fiume, nonostante che per sua natura lì non c’è mai stato. Riflessioni che portano quindi ad un criterio di soluzione del problema “SEVESO” a nostro giudizio non corretto.

E’ però certamente un contributo importante che dovrebbe condurre tutte le forze politiche a proporre una successiva SERIA analisi sul tema, per condurle a riflettere sul come interporsi alla volontà persecutoria della regione, che VUOLE le vasche, ed a giudicare criticamente l’immobilità di quei partiti di Senago che pure hanno una propria rappresentanza politica in regione o provincia e che, ad oggi, nulla hanno ancora fatto per contrastare la colossale opera.

Siamo ora più che mai convinti che la soluzione unica al problema dovrà e potrà essere solo politica, partendo dal fermare l’allargamento del canale scolmatore per giungere a bloccare completamente le vasche.

La questione degli allagamenti a Niguarda è solo ed unicamente un capro espiatorio per giustificare la valanga di milioni che sta per cadere su questo progetto che pone Senago al centro dell’attenzione degli speculatori i mestiere.

§

(Lettera di Giuseppe Viscomi, Senago 22-12-2012)

PROGETTO DEFINITIVO AIPO – PROVINCIA DI MILANO- ALCUNI ELEMENTI DI RIFLESSIONE
 
“Il  progetto  definitivo  di  AIPO  e  Provincia  di  Milano,  LAVORI  DI  ADEGUAMENTO  FUNZIONALE  DEL  CANALE SCOLMATORE DI NORD OVEST NEL TRATTO COMPRESO TRA SENAGO (MI) E SETTIMO MILANESE (MI) ‐ MI.E.781,  è stato sviluppato secondo il seguente schema (vedi Relazione Generale pag. 15):
 
‐ interventi  prioritari,  oggetto  del  presente  progetto,  finalizzati  ad  ottenere  un  potenziamento  della capacità di portata derivata dal T. Seveso da 30 a 36 m3/s, in modo da ottenere un funzionamento del canale  definito  “in  regime  transitorio”.  Con  la  realizzazione  di  questi  interventi,  viene  assicurato  il deflusso  delle portate  di  progetto  (aumento  portata  derivata  dal  Seveso  da 30  a 36 m3/s,  con afflussi puntuali dei corsi d’acqua interferenti calcolati per piene con Tr = 100 anni), con sufficiente franco (pari ad almeno 50 cm) rispetto alle sommità arginali e all’intradosso di tutti i manufatti di attraversamento.
 
‐ interventi  di  completamento,  costituiti  sostanzialmente  dalla  realizzazione  di  vasche  di  laminazione ubicate a valle dell’attraversamento del T. Garbogera, del volume ad opere completate pari a 2.200.000 m3; la realizzazione di tali vasche consentirà di derivare dal Seveso 60 m3/s (per tale portata è già stato adeguato  il  canale  scolmatore  dalla  presa  fino  al  ponte  di  Via  Martiri  di  Marzabotto).  A  seguito  della realizzazione  delle  casse  di  laminazione  defluiranno  nel  canale  a  valle  circa  25  m3/s,  portata  che consentirà, in linea generale, un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari a circa 1 metro.
 
Alcuni  elementi  di  riflessione  che  renderanno  evidente  la  “forzatura”  della  necessità  della  vasca  di laminazione in Senago come dichiarato nel progetto definitivo di AIPO ‐ Provincia di Milano:
‐ L’assetto provvisorio del progetto (vedi pag. 26, Tabella 7 – Risultati di simulazione), prevede una portata di 60 m3/s fino all’immissione del T. Garbogera e una portata minima di 55 m3/s a partire  dal  T.  Pudiga,  fino  a  una  portata  massima  di  90  m3/s  a  valle  dello  scaricatore denominato “Olone 2”.
‐ Il  tratto  che  funge  da  “imbuto”,  con  una  portata  di  42  m3/s,  è  ubicato  in  Senago  tra l’immissione del T. Garbogera e l’immissione del T. Pudiga.
‐ Adeguare questo breve tratto, lungo circa 700 m, permetterebbe di convogliare dal T. Seveso, in caso di piena, una portata di 55 m3/s con un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari ad almeno 50 cm (gestibile e controllabile come dichiarato nella Relazione Generale a pag. 16).
‐ Essendo i bacini del T. Seveso e dei T. delle Groane, del T. Lura e del fiume Olona ben distinti e separati,  la  probabilità  di  scolmare  simultaneamente  nel  CSNO  le  acque  proventi  dai  bacini sopra indicati è di fatto nulla. Defluire a valle del T. Garbogera una portata di soli 25 m3/s per garantire  un  franco  di  sicurezza  di  1  m,  come  previsto  nell’assetto  definitivo  di  progetto, avrebbe una valenza puramente teorica e non reale o necessaria.
 
Grazie all’adeguamento del CSNO da 42 m3/s a 55 m3/s nel tratto sopra descritto, essendo la portata del CSNO superiore al 90% della portata di 60 m3/s prevista dall’obiettivo finale del progetto definitivo, decadrebbe, di fatto, la necessità della vasca di laminazione prevista nel nostro comune di Senago.

Ancora e sempre NO alle VASCHE di LAMINAZIONE

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Le dimissioni di Boni e le vasche di Belotti

Davide Boni, leghista, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, si è dimesso dalla sua carica in seguito alle indagini per corruzione che lo vedono coinvolto, come informano le agenzie di stampa e i siti dei maggiori quotidiani italiani.
Boni segue l’esempio di altri esponenti del suo partito che si sono dimessi nei giorni scorsi per gli stessi motivi. Il gruppo dirigente della Lega non ha chiesto affatto le sue dimissioni, anzi gli ha rinnovato la fiducia.
Che cosa significano per i senaghesi queste notizie?

Boni è stato assessore al territorio prima dell’attuale (Daniele Belotti, anche lui leghista) e gli ha lasciato il posto nel maggio 2010, quando è stato chiamato a presiedere il Consiglio Regionale. Da quel momento è stato Belotti a proseguire l’opera di Boni, sostenendo la “soluzione” delle vasche per rimediare ai disastri delle piene del Seveso.
Belotti ha così portato a termine una prima parte del lavoro di Boni, progettando una raffica di vasche: tre a Vertemate, una a Cantù, due a Carminate; sono inoltre allo studio altre vasche a Lentate, Varedo, Paderno e Milano.
La Provincia, prono ente attuatore, ha già aggiudicato i lavori con gara d’appalto per il raddoppio del canale scolmatore e le vasche di Senago. I progetti sono già finanziati.

Ora, se Boni è fuori gioco dal punto di vista istituzionale, non lo è dal punto di vista politico perché –così sembrerebbe- ha la fiducia di Maroni e del cosiddetto “triumvirato” (il direttorio della Lega): dunque può ancor influire sulle scelte di Belotti, il quale, dal canto suo, per sua stessa dichiarazione (Corriere della Sera, cronaca di Bergamo, 8 marzo 2012), all’investitura non era molto competente in merito ambientale ed urbanistico.

Senago continua a correre un grande rischio: la costruzione delle vasche di Senago è uno tra i primi lavori che dovrebbero partire. Il rischio è stato aumentato dal fatto che per troppo tempo le istituzioni a Senago non si sono opposte davvero ai progetti di marca leghista.

Però Boni si è dimesso perché investito dallo scandalo che riguarda proprio il suo passato di assessore all’urbanistica ed all’ambiente ed anche Belotti, a sua volta, è stato indebolito dalle dimissioni di Boni e da tutta la bufera di scandali che ha di recente investito la Lega.
Sarebbe dunque importante che la nuova amministrazione di Senago si inserisca subito e con decisione nella situazione politica regionale, per riprendere in mano da protagonista la vicenda: sarebbe il momento giusto.

Riassumendo: il rischio è grande e molto vicino, ma la proposta dell’assessore leghista è complessivamente più debole, oggi. Per questo occorre a Senago un sindaco che sappia agire rapidamente, con decisione e nella direzione giusta.
Questo sindaco è Stefano Palazzolo.

La Senago che abbiamo e la Senago che vogliamo

Ecco il progetto della Senago che vogliamo: è quella che c’è già, non utopia, ma una realtà che vogliamo preservare.

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Questo territorio è di tutti ed alcuni partiti di Senago e della Ragione Lombardia lo vogliono far sparire.

FERMIAMO LO SCEMPIO e teniamoci SENAGO!

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO – NO alle VASCHE di LAMINAZIONE

“FEDERAZIONE DELLA SINISTRA di SENAGO

(le foto sono statte scattate domenica pomeriggio, 5 febbraio, nel parco delle Groane di Senago partendo a piedi dal campo sportivo e passando attraverso l’area dove vorrebbero costruire le vasche di laminazione, durante una splendida gita con, e per, i nostri bambini)

Miglior video 2011: NO vasche a Senago

Anche quest’anno abbiamo scelto il miglior video su youtube per Senago che, per il 2011, spetta a “belpaese09” con il suo “NO vasche a Senago”. Buona visione a tutti.

Partito Democratico di Senago: l’alter ego della Lega, la solita manfrina

La scorsa settimana il PD di Senago ha tenuto una conferenza stampa per chiarire la propria posizione in merito alle vasche di laminazione. Presenti nella sala del proprio circolo, il coordinatore Rocco Lucente ed il loro Supervisore Franco Mirabelli, consigliere regionale del PD, nonchè il solito Pepe, fautore dell’azione politica che ha portato alla sconfitta del centrosinistra alle ultime elezioni di Senago, votando contro l’alleanza di centrosinistra formata da Insieme per Senago-Rifondazione-Senago Democratica (ora SEL) e regalando il governo della città alla Lega alleata della Farfalla e del PDL, con le tragiche conseguenze che abbiamo tutti potuto vedere..

Sostiene Mirabelli nelle sue dichiarazioni: << Le vasche di laminazione non sono una soluzione al problema. Una misura d’emergenza>>.

Tanto per iniziare i contenuti appaiono poco comprensibili e sembrano dire “si le vasche vanno fatte per l’emergenza (expo 2015 n.d.r.) poi si vedrà”, ovvero l’esatto contrario del no alla vasche che invece Pepe sembra affermare. Ci appare poi alquanto debole, se non strano, convocare una conferenza stampa solo per dire no alle vasche.

Infatti in paese c’è chi si mobilita da più di un anno contro questo, ed il PD si limita a dire un pacato e sommesso “NO ma forse SI”. Purtroppo possiamo solo constatare che ad oggi il PD non ha fatto assolutamente nulla per contrastare le vasche, nonostante i propri mezzi e le forze che potrebbe essere in grado di mobilitare. Non ultimo il consigliere Mirabelli che, nella piena facoltà di intervenire in consiglio regionale, non ha mai prodotto un atto ufficiale che dicesse no alle vasche a Senago.

Ma la risposta a questo è molto semplice e basta leggere sul sito di Mirabelli dove un suo recente articolo (del 5 settembre 2011) conclude con le seguenti parole: <<Credo, lo ripeto, si debba fare ciò che è già stabilito e finanziato e siamo impegnati per questo. Chiedendo alla regione di trovare con l’amministrazione di Senago una soluzione per collocare la vasca di laminazione in un sito concordato garantendo ai senaghesi  un risarcimento per l’onere che si assumono.>>

Per lui, per il PD, è solo una “banale questione monetaria”. Ecco allora spiegato il perchè di una conferenza stampa, chiamata alla rinfusa solo per salvare le proprie apparenze in vista delle elezioni amministrative a Senago. A questi politici del PD delle vasche non  gliene frega niente e stanno solo prendendo in giro i cittadini senaghesi!

Se questa è la coerenza politica che spetterà a Senago, ci sentiamo di preferire un commissario ad interim. Non capiamo poi come le altre forze di centro sinistra, Insieme per Senago e SEL –  ex Senago Democratica ovvero una costola uscita dal PD perchè in CONFLITTO con gli stessi ed attuali organi dirigenti del partito – ,  possano trovare un percorso comune per governare.

Come Rifondazione nei mesi scorsi avevamo cercato un confronto con queste rappresentanze, per affrontare i veri temi che la politica senaghese aspetta da tempo, al fine di trovare una via comune che portasse beneficio al paese, ma tutti loro si sono sempre negati, preferendo un percorso che ci tenesse lontani. Forse temono le nostre intenzioni che proclamano come primo punto del nostro programma “STOP al CONSUMO di TERRITORIO”. Evidentemente la lobby dei costruttori di cemento qui è ancora forte.

Nella conferenza stampa, il magico trio Lucente, Pepe e Mirabelli, attacca poi gratuitamente l’operato dei consiglieri e dell’assassore di Rifondazione già in carica al precedente governo di Senago, dicendo che sapevano delle vasche. Grossomodo la stessa nauseabonda posizione della lega, ma entrambi questi partiti erano presenti in Consiglio. Ci chiediamo per esempio dov’erano i cinque cosiglieri ed i tre assessori del PD quando in regione, sede di lavoro del loro consigliere Mirabelli, si accingevano a mettere le fondamenta del progetto vasche, passato in sordina con l’ormai famoso “Contratto di Fiume” al quale il Comune di Senago non ha partecipato semplicemente perchè è stato volutamente tenuto fuori ed all’oscuro di tutto. Insomma una sterile polemica da campagna elettorale, usata per insultare il lavoro di Rifondazione che aveva per esempio impedito la colata di cemento che proprio il PD voleva portare sulla piazza del mercato. Fu grazie al nostro assessore ed ai nostri consiglieri che questo fu impedito.

Chi poi ha seguito la vicenda vasche ha potuto ben vedere l’impegno profuso fin dall’inizio da Rifondazione, che non ha mai esitato a schierarsi contro le vasche  a fianco del Comitato e di cui continua a sostenere le azioni approvando tutte le sue battaglie, senza se e senza ma, a fianco dei cittadini di Senago.

NO vasche a Senago!

(riprendiamo dalla rete)

Le bugie della lega sulle vasche a Senago.

 

Vasche a Senago: di balla in balla!

Dopo l’accanito comunicato della lega, nel quale si diffondono come in un campo fiorito migliaia di pollini di balle e falsità, ora è la volta del PDL (leggi Franca Rossetti-la Farfalla…etc….).

Leggiamo infatti, su settegiorni, il comunicato PDL di risposta alla lega nel quale tentano di dilegursi da ogni responsabilità, con un articolo dal titolo “Sono falsità, scaricano su altri la colpa”.

Ecco, hanno ragione: “è quello che la Rossetti e i suoi alleati del PDL stanno proprio dicendo: FALSITA'”. Ci scusi la lega se qui non ci occuperemo delle loro bassezze, visti i scarsi contenuti che hanno proposto, cui peraltro hanno già risposto in troppi.

Questo è il turno del PDL-Rossetti, perchè qui di balle ce ne sono davvero troppe. Si, perchè va bene dichiararsi contro le vasche, considerando che lo fanno un po’ tutti di questo periodo visto l’approssimarsi delle elezioni, ma addirittura porsi a paladini quando i documenti agli atti sconfessano palesemenete le loro voci, ci sembra quasi un’eresia nei confronti dei cittadini inermi.

L’atto che durante l’incontro in Regione è stato citato e che la stessa ha considerato come il nullaosta favorevole alla realizazione delle vasche di laminazione a Senago, è la delibera emessa proprio dalla giunta comunale presieduta dall’ex Sindaco Franca Rossetti e sostenuta in tutto e per tutto proprio dal PDL. Delibera di giunta n.114 del 01/06/2010 (leggi qui integralmente).

Riportiamo, per chiarezza, alcuni passaggi di questa delibera con cui Franca Rossetti-PDL-etc…, svendono il nostro territorio:

e questo il passaggio chiave col quale viene dato l’assenso all’operazione VASCHE da perte dell’ex Sindaco Rossetti in cambio di un congruo risarcimento detto “compensazione” (col quale probabilmente pensava di mandare avanti la sua avventura in Comune):

Ecco allora chiaro il motivo per cui questi si dicono convinti, nell’articolo su settegioni, che le vasche si faranno: sono accordi che LORO hanno già sottoscritto con la Regione (giusto per ricordare, si fa riferimento all’assessorato al territorio presieduto dal LEGHISTA BELOTTI – capito Lega e Alleanza per Senago?).

Ma noi diciamo NO.

Intanto, per chi non lo sapesse, hanno già deciso di allargare il canale scolmatore a 60m3/s, senza dire nulla a nessuno.

Comunque grazie Franca Rossetti. Grazie PDL. Grazie LEGA-ALLEANZA PER SENAGO. In nemmeno due anni di giunta siete riusciti a mandare al macero quanto di più prezioso avevamo: il nostro territorio.

La SUPPOSTA della Lega!

Cara Lega Nord di Senago,

abbiamo capito, partecipando all’incontro in Regione col Comitato Senago Sostenibile, che il problema delle vasche è oramai tutto vostro (in realtà per una buona metà è del PDL Farfalla – vedi Franca Rossetti e chi l’ha patrocinata).

Ora sta a voi convincere il Vostro Assessore Bergamasco (Belotti) che le vasche non si faranno, altrimenti vi assumerete la responsabilità di questa scellerata scelta di fronte a tutta la cittadinanza. Non si può sbandierare la propria contrarietà e poi appena il capo vi chiama reagite urlando sissignore e scattate sull’attenti per ubbidire alle richieste bollate dell’oligarchia che governa la Lega, pronta ad inniettarvi le peggiori purghe che neanche in Russia conoscono.

Di padre in figlio, da Bossi al Trota e via scemando attraverso i poggiabraccia delle poltronissime che oramai occupate in ogni ambito istituzionale. Volete svendere Senago in cambio di poltrone.

VOI VOLETE LE VASCHE A SENAGO!

Ma state attenti, perchè avrete allora contro, oltre la città di Senago, anche Bollate, Novate, e forse (è quasi certo) anche Milano, dove la ricaduta delle vasche si vedrà nelle falde acquifere di questi Comuni e negli allagamenti che continueranno ad imperversare su Niguarda.

Responsabilità, s’intende, che condividerete con chi approvò la delibera di giunta N.114 del 01/06/2010 (clicca qui per leggerla) nella quale veniva espresso palese parere favorevole alla realizzazione delle vasche a Senago.

E questo atto lo fece la giunta dell’ex VOSTRO Sindaco Franca Rossetti (ora latitante sull’argomento) che ha governato Senago in questi ultimi due anni e di cui la LEGA e Alleanza per Senago ha fatto pienamente parte!!!

Un monito anche al PDL-Farfalla ed affini: voi siete stati gli autori di quella delibera e non avete saputo rappresentare la città nelle istituzioni anzi, l’avete svenduta. Con buona pace di chi continua a scrivere sui propri giornalini che non abbiamo rappresentanze politiche.

All’incotro che il Comitato ha avuto in Regione, al quale aveva preventivamente invitato tutte le forze politiche Senaghesi, mancava proprio la ex-sindaca de la Farfalla Franca Rossetti e l’ex-vice-Sindaco Riccardo Pase che sicuramente avrebbero potuto dare la loro versione di fronte all’assessore. Ma forse non avevano null’altro da aggiungere ai vari incontri clandestini che avevano già avuto con loro e di cui nessuno conosce i contenuti.

Avanti così e il paese sarà sepolto e cementificato e noi riteniamo che la responsabilità sia prima di tutto VOSTRA.

Rifondazione Comunista approva e continua a sostenere le posizioni del Comitato che anche durante la riunione in Regione Lombardia ha decisamente e fermamente espresso le proprie reali motivazioni CONTRO la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago. Chiede che tutte le forze politiche di Senago si identifichino in questa battaglia comune per l’interesse dei cittadini e chiediamo in particolare a coloro che hanno votato la mozione no vasche e che hanno sottoscritto il manifesto di contrarietà, PD, Insieme per Senago, Italia dei Valori, Senago Democratica (confluita in SEL) di contribuire con la raccolta delle firme in aiuto al Comitato e di attivare tutte le proprie rappresentanze istituzionali presenti in Provincia ed in Regione affinchè intervengano per fermare questo percorso.



Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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