Posts Tagged 'tremonti'

Senago, la posta di Castelletto chiude: un’anteprima del governo Monti.

 

(Continua la saga dei nostri simpatici testicoli “las pelotas”, qui intenti a rappresentare il passaggio di testimone tra i ministri dell’economia del nostro paese)

Da tempo corrono voci fondate che la posta di Castelletto si avvia alla chiusura e come spesso accade in questi casi, gli ultimi a saperlo o ad essere informati sono i cittadini. D’altronde, soprattutto di questi tempi, per loro è meglio che i diretti interessati, cioè i cittadini e i lavoratori addetti, non sappiano, o meglio ancora non decidano sulle sorti dei servizi che vengono prima privatizzati e poi tagliati se essi non sono più che remunerativi.

Ormai è questa la politica che impera:  liberalizzazioni, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico che sono solo visti come “rogne” per uno Stato o un Comune.

Per loro il privato è bello, è sinonimo di efficienza, di produttività, di solidità e forse è per questo che non vengono tassati i grandi patrimoni.

Intanto i cittadini continuano a pagare le tasse, anche per quelli che le evadono, pagano i servizi e, nel “tempo libero”, pagano i debiti contratti dal governo e la speculazione finanziaria delle banche.

Ma tornando alle questioni locali, mentre i nostri politici stanno “affilando le armi” per le prossime elezioni amministrative, noi perdiamo un altro pezzo di servizi, dopo la chiusura del distretto socio sanitario, dell’URP di Castelletto, la soppressione del pulmino del mercato del lunedì, dei servizi di trasporto pubblico e la sospensione di Agenda 21 e del bilancio partecipato, queste ultime le uniche iniziative che avevano appunto lo scopo di costruire un percorso partecipativo con i cittadini per le scelte amministrative della nostra città.

In compenso si continuano a costruire palazzi e residenze che naturalmente, con gli oneri di urbanizzazione, servono loro per finanziare opere pubbliche (quali?), ma non servono ne a famiglie bisognose nè aiutano giovani in cerca di una casa per metter su famiglia, anzi a questi giovani gli regalano due “belle” vasche di laminazione, utili per fargli respirare i “profumi” della merda depositata dai fiumi in piena.

E’ da più di vent’anni che si continua a portare avanti questa politica scellerata in nome del mercato dell’efficienza e della competitività e il risultato è che abbiamo un sistema pubblico e sociale in via di estinzione, un sistema produttivo allo sbando fra cassa integrazione e chiusure d’aziende e un’ ambiente sempre più sull’orlo del collasso e dell’emergenza, mentre lo Stato è indebitato e commissariato e i bilanci dei comuni sono prossimi all’estinzione. Alla faccia del federalismo, mantre i lavoratori, i pensionati, gli studenti e i giovani non sanno più dove sbattere la testa per “sopravvivere” in questa realtà.

Ciò nonostante, diabolicamente si persiste con pervicacia e arroganza a sostenere, sia a livello più generale che territoriale, scelte politiche che la realtà ha dimostrato essere disastrose e si chiede a noi tutti di concorrere nei sacrifici per la salvezza della nazione.

No non ci stiamo, è ora di finirla con questi metodi.

Come hanno detto gli studenti nelle manifestazioni di questi giorni:” essere responsabili per noi significa non rinunciare a una battaglia per riappropriarci del nostro spazio e decidere le scelte per nostro futuro”.

Ed è da qui che bisogna ricominciare, da un idea di democrazia in cui uno Stato e un Comune, sono prima di tutto dei e per i cittadini.

 

 

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Tremonti, un giallo che non funziona

pubblicato in Il Manifesto di domenica 31 luglio da Alessandro Robecchi
Gentile editore, le invio una breve sinossi della trama del mio prossimo giallo a sfondo politico. Cordiali saluti.
Il ministro del Tesoro, capo della Guardia di Finanza, si sente pedinato dalla Guardia di Finanza. C’è il fondato sospetto che il Presidente del Consiglio ce l’abbia con lui, il che lo spinge a pagare l’affitto ogni settimana in contanti a un inquisito suo amico, e a sostenere che è tutto regolare, pur essendo una cosa che se fai nella vita vera arriva la Guardia di Finanza e ti fa un culo così. Quale Guardia di Finanza? Quella che tifa Tremonti o quella che tifa Berlusconi contro Tremonti? Sempre che l’affitto non lo pagasse invece il solito imprenditore, come da verbali, e allora la Guardia di Finanza dovrebbe andare anche da lui. Abbiamo abbastanza Guardia di Finanza in Italia o dobbiamo prendere degli stagionali? In ogni caso, la giusta esigenza di Tremonti di non dormire in una caserma della Guardia di Finanza, dove non si sentiva sicuro, lo ha spinto a dormire a casa di Milanese, dove invece si sentiva sicuro. Sicuro di fare una figura di merda. Nel frattempo il Presidente del Consiglio, quello che ha amici nella Guardia di Finanza che forse spiavano e pedinavano il ministro del Tesoro capo della Guardia di Finanza, è minacciato di morte da Gheddafi. Senza dubbio una mossa pubblicitaria: ora Gheddafi starà simpatico a tutti. O forse solo un modo per sviare l’attenzione e confondere chiunque, compresa la Guardia di Finanza, che non sa più chi pedinare: Tremonti? Gheddafi? L’imprenditore che paga l’affitto? Tutti si aspettano da un momento all’altro le dimissioni di qualcuno, ma siccome l’economia traballa e i famosi mercati ci cacano in testa, nessuno si dimette. Fine.
Gentile Robecchi, la sua trama fa schifo, non è credibile, è troppo assurda. Affitto in contanti? Pedinamenti? Va bene la fiction e la fantasia, ma non esageriamo! Quale paese potrebbe sopportare tanto senza cominciare una sommossa? Cordialmente, l’Editore.

Siamo in buone mani.

In che mani è finito questo Paese? Non è difficile saperlo.

A parte il presidente del consiglio, plurindagato e di cui si sanno tutti i misfatti, l’altro bell’imbusto che si proclama capobanda di questa traballante barca che è l’Italia, è il ministro dell’economia Giulio Tremonti.

Mentre da una parte prende e porta a casa un bottino di oltre 50 miliardi di euro (e pare che non siano del tutto sufficienti) prelevandolo direttamente dalle tasche dei cittadini, dall’altra elargisce titoli nobiliari ai colleghi Ministri, come ha fatto con Brunetta, definendolo “proprio un cretino” (vedi il video).

Noi non siamo certo qui a difendere le ragioni nobiliari del piccolo ministro e ce ne guardiamo bene dall’inserirci nelle loro diatribe di famiglia, forse livemente fuori tema rispetto ad un dibattito politico che era stato preparato per presentare la tagliola della finanziaria al popolo incurante.

Ma non finisce qui. Lo stesso Ministro Tremonti, ha avuto, fino a pochi giorni fa, uno stretto consigliere politico che probabilmente è colui che più di tutti ha contribuito a costruire il salasso da 50 miliardi di euro. Si tratta del deputato Pdl Mario Milanese,   sul quale ora grava una pesante richiesta di arresto: le accuse contestate sono di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere.

Niente male per chi collabora col Ministro dell’economia di un paese quasi vicino allo sbando economico.

La principale ipotesi di reato che torna, ancora una volta per Milanese (cinquantenne deputato di origine irpine che risulta essere stato già in contatto anche con alcuni faccendieri implicati nell’indagine sulla P3), è di corruzione.

Si tratta almeno del quarto episodio che la Procura di Napoli avrebbe individuato a carico dell’ex plenipotenziario del ministero delle Finanze. Proprio quel Milanese che, invece, appena qualche settimana fa è stato prezioso testimone nell’inchiesta sulla P4 durante un faccia a faccia con il generale della Guadia di Finanza, capo di Stato maggiore, Michele Adinolfi.

La P3 e la P4, che vengono dopo la P2. Non confondiamoci, non si tratta del numero dei parcheggi di un grande aeroporto, anche se qualcosa in comune vi è: l’aggettivo “grande“.

P4, erede della Loggia Massonica P2 e della più recente P3, è la GRANDE associazione a delinquere che, attraverso il controllo dell’informazione e dell’economia del paese, cerca di sovvertirne i poteri democratici, al fine di sottometterli al proprio controllo ed arbitrio.

Ecco. Il fantasma di Gelli e della P2 torna a materializzarsi e non occorre fare molta strada per capire che forse, il piano di rinascita nazionale cui la loggia originaria s’ispirava, ora è quasi realizzato. Basta vedere il numero di deputati ex appartenenti alla P2 per capirne l’entità delle infiltrazioni. Ricordiamo, giusto per continuare a fare chiarezza su aspetti reali, il numero di tessera d’iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia massionica P2: tessera n. 1816.

Per fare memoria, andate a rileggervi l’elenco dei piduisti di allora. Con un po’ di fortuna se ne troveranno diversi che adesso occupano indegnamente il nostro parlamento.

leggi l’elenco dei membri della loggia P2

Brunetta parla, Tremonti lo demolisce: “E’ un cretino”

Bè, contenti loro, a noi va bene così e non possiamo che condividere (in tutti i senti).

Buona visione.

 

La controTremonti di Sbilanciamoci

La manovra del governo è iniqua e fa sprofondare ancor più l’Italia nella recessione. Non è vero che non c’è alternativa. Sbilanciamoci! propone la sua ricetta, sulle spese e sulle entrate. Ecco il documento

La manovra di Tremonti varata in queste ore dal governo affossa ancora di più il paese nella depressione economica, deprime le possibilità di ripresa dell’economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le conseguenze di questa crisi. Il pareggio di bilancio del 2014 non ci è stato imposto dall’Unione Europea. È una scelta politica di Tremonti che in questo mondo rischia di portare il paese ancora di più nella recessione. È una manovra tutta concentrata furbescamente nel 2013-2014, quando – speriamo – potrebbe esserci un altro governo a fronteggiare l’emergenza economica.

Dopo mesi di inutile ottimismo e di stupida sottovalutazione della portata della crisi, il governo si trova a dover prendere amaramente atto del fallimento della sua politica economica, della fallacia delle sue previsioni iniziali, della futilità delle speranze dell'”effetto traino” legato alla possibile ripresa dell’economia mondiale. Dopo tre anni di provvedimenti tappabuchi, di mezzemisure all’insegna del marketing e di fumo negli occhi, la situazione economica del paese è gravissima, ed il peggio deve ancora venire. Avere tenuto sotto (parzialissimo) controllo i conti pubblici, senza rilanciare l’economia e la domanda interna, senza dare adeguata protezione sociale ed ai redditi si è dimostrata una strategia fallimentare ed autolesionista, senza futuro.

continua a leggere sul sito di sbilanciamoci


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