Posts Tagged 'territorio'

“Salviamo il paesaggio!” Dal Comune NESSUNA risposta

Uno dei punti centrali del nostro programma era di far sottoscrivere al Comune di Senago la campagna promossa dal forum nazionale di “Salviamo il paesaggio”, con la quale si chiedeva di eseguire un censimento del proprio territorio al fine di individuare gli immobili, residenziali ed industriali, sfitti o inutilizzati e quindi determinare il reale fabbisogno abitativo e di industria in Senago.

Nel febbraio di quest’anno è infatti partito ufficialmente il censimento proposto e, come per tutti i comuni d’Italia, anche al Comune di Senago è stata inviata la richiesta di adesione da parte del Forum Salviamo il Paesaggio, precisamente il 7 marzo e rinnovata il 15 giugno ed il 15 settembre di quest’anno.

Nell’attesa di un responso che provenisse dal Sindaco e dalla nuova giunta insediatasi in primavera, ci siamo comunque mossi in collaborazione con il Comitato Senago Sostenibile per costituire un referente del forum anche a Senago che è stato identificato ufficialmente nel Comitato stesso.

Ai primi di settembre, oramai prossimi al termine della scadenza per quanto riguarda la riconsegna dei moduli del censimento da parte del Comune e non vedendo alcuna risposta ufficiale, abbiamo avanzato direttamente come SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, un’ISTANZA al Sindaco ed al Presidente del Consiglio, nella quale si invitava a dare comunicazione circa lo stato della pratica, chiedendo altresì di informare il Consiglio Comunale sull’iniziativa, ed esortandoli infine ad attivare l’immediata raccolta censuaria qualora non fosse già stato fatto. Era il 19 settembre 2012.

Purtroppo ad oggi non ci è pervenuta nessuna risposta.

Siamo in ogni caso convinti che questo sia il più importante e fondamentale strumento di ausilio alla stesura del PGT che proprio in queste settimane è al centro del dibattito politico, dalle voci di paese alquanto aspro, interno alla maggioranza.

Questo strumento sarà in grado di definire se vi sarà o meno la necessità di pensare ad un’ulteriore espansione urbana di Senago il cui territorio è oramai giunto al suo punto più critico, in quanto risulta tra i più urbanizzati della provincia di Milano, e probabilmente sarà in grado di decifrare la situazione di collasso a cui oramai è giunto.

Riteniamo quindi la NON risposta un elemento di pesante gravità e denunciamo la assoluta mancanza di trasparenza da parte della giunta. Enfatizziamo con questo il loro demerito nel non voler considerare degna di considerazione la nostra istanza politica presentata nei termini e modi previsti dallo Statuto del Comune e volta a dar voce a quella parte di popolazione che comunque ci ha scelti a rappresentarla e verso cui abbiamo il dovere di dare risposta.

La giunta e la maggioranza che la sostiene stanno in questi giorni dibattendosi per formulare in un mese quello che in sei anni nessuno è riuscito a fare. Sarà sicuramente un pessimo PGT, come alcuni di loro hanno già definito, e saremo pronti a far fronte contro qualsiasi forma di CONSUMO ED ATTACCO AL TERRITORIO.

I goffi tentativi che stanno attuando, indirizzati a far credere che anche loro vogliono fermare il consumo di suolo, si scontreranno a breve con la realtà del PGT che presenteranno e che conterrà per l’ennesima volta la conversione di territorio vergine in spazi per edificare.

Come alcuni hanno già detto in consiglio comunale, la speculazione è tutt’ora in atto. Ma di questo torneremo a parlarne in prossimi articoli.

SinistraSenago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune

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Milano, la città della bolla speculativa. Intervista a Basilio Rizzo

Cosa sta succedendo al territorio di Milano, quanto si è costruito, perché in dieci anni sono stati dati in pasto al cemento sette ettari del territoriosenza una pianificazione a salvaguardia dei terreni e della loro sostenibilità? Lo chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Basilio Rizzo, che negli anni si è impegnato a placare una certa logica di urbanistica, analizzando anche l’ascesa di Ligresti e soprattutto sottolineando il problema del Piano casa. Quali sono le origini di una così selvaggia urbanizzazione della città?

A Milano è avvenuto un consumo poco intelligente del territorio, fatto con il meccanismo della bolla speculativa, costruendo senza la certezza di vendere, ma con la sicurezza di avere finanziamenti dalle banche. Gli immobili sono stati poi messi a garanzia dei prestiti successivi, creando la situazione paradossale di aumentare l’edificazione, senza dare risposte ai problemi sociali della città, che sono quelli delle abitazioni a basso prezzo per i ceti medi. Tutto questo ha generato il fenomeno dei grandi spazi abbandonati a se stessi, con costruzioni, anche le più recenti, che di fatto non vengono concepiti per essere venduti. Oggi il problema è ancora più evidente, dato che gli immobili costruiti sono fuori dalla portata economica di chi ha bisogno di casa.

Politicamente, quali possono essere gli strumenti per rimediare alla politica delle costruzioni e degli abbandoni edilizi?

L’attuale Giunta lavorerà per trovare dei provvedimenti che penalizzino l’operatore, che, per lungo tempo, è stato in possesso di immobili sfitti, non permettendo più a questo di costruire altro. Il più delle volte questi operatori non hanno neanche tentato di mettere gli immobili sul mercato. Degli accorgimenti normativi potrebbero indirizzarsi verso un’intensificazione dell’IMU sugli immobili non utilizzati, ma ben presto si dovrà arrivare allo studio di provvedimenti specifici, come avviene in altri Paesi, che indichino che dopo 3-4 anni (come il provvedimento dei conto correnti dormienti) se un proprietario ha un immobile privo di contratto (di vendita o di affitto) dovrà rassegnarsi a concederlo alle istituzioni, che dovranno riutilizzarlo socialmente. In questo modo si realizzerebbe la sovranità dell’ente pubblico in merito a questo tipo di problematiche.

Le migliaia di abitazioni sfitte saranno finalmente destinate a chi necessita di una dignitosa dimora?

C’è un grande patrimonio di edilizia residenziale pubblico inutilizzato e credo che una delle prossime scelte dell’Amministrazione sarà quella di recuperare le migliaia di alloggi sfitti che ci sono a Milano. Si partirà dal patrimonio pubblico, con degli investimenti di risanamento ed adeguamento delle norme necessarie, perché è intollerabile che, di fronte ad un bisogno così ampio, esistano alloggi, anche di natura pubblica, che non vengano utilizzati.

Quali sono state le debolezze istituzionali che hanno permesso questa marcia libera dell’annientamento del suolo?

Guardando al recente passato, si può imputare alla Giunta che ci ha preceduti di non aver utilizzato i freni del PGT (Piano di governo del territorio), per impedire alle aree agricole di arrivare a diritti edificatori. Si è consegnato un piano, in vigore, che non individua assolutamente terreni non edificabili. Quindi si è concesso anche ad aree a destinazione agricola di esercitare diritti volumetrici. Nel nostro PGT le aree a parco non avranno diritti di edificazione e per le altre aree si dovrà tornare sempre in Consiglio Comunale per decidere se costruire o meno.

AMBIENTEITALIA | Fonte: E – il mensile on line | Autore: lorenzo giroffi(Da Controlacrisi.org)

Appuntamenti: sabato 18 maggio ore 14,00 “La TAV della Lombardia”

TAV e archeologia

Un’archeologa parla dei danni provocati dai lavori per la TAV ad un importante sito archeologico neolitico… Complimenti al nostro superministro della Cultura, che non ha saputo difendere un sito unico, che avrebbe potuto portare tanto a quel territorio e al nostro Paese!

Ecco il link al video su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=UU6FDA3wMeM

La Senago che abbiamo e la Senago che vogliamo

Ecco il progetto della Senago che vogliamo: è quella che c’è già, non utopia, ma una realtà che vogliamo preservare.

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Questo territorio è di tutti ed alcuni partiti di Senago e della Ragione Lombardia lo vogliono far sparire.

FERMIAMO LO SCEMPIO e teniamoci SENAGO!

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO – NO alle VASCHE di LAMINAZIONE

“FEDERAZIONE DELLA SINISTRA di SENAGO

(le foto sono statte scattate domenica pomeriggio, 5 febbraio, nel parco delle Groane di Senago partendo a piedi dal campo sportivo e passando attraverso l’area dove vorrebbero costruire le vasche di laminazione, durante una splendida gita con, e per, i nostri bambini)

Letture per un programma a salvaguardia del nostro territorio

Nella barra laterale trovate un link ad un video di Luca Mercalli: PREPARIAMOCI.

Non è la pubblicità ad un libro ma è l’invito alla lettura di un documento che riteniamo importante per il futuro nostro e dei nostri figli.

PREPARIAMOCI è l’ invito a rivedere il nostro modello di vita. E’ un invito rivolto a tutti i cittadini del mondo, ma è anche un invito rivolto ai cittadini di Senago. E’ un invito al CAMBIAMENTO. Un cambiamento che deve coinvolgere ogni cosa. Un invito a lasciar stare il territorio ed a salvaguardarlo. E’ un invito alo STOP al consumo di territorio, al cambiare i nostri energivori stili di vita che non sono più compatibili con le oramai scarse risorse che il territorio può dare. Che il pianeta terra può dare. E’ un invito alla sobrietà, alla decrescita.

E’ l’invito a resistere ai costruttori di Senago che vogliono a tutti i costi cementificare l’area di Papa Giovanni (si veda il programma di PD-SEL-Insieme Per Senago).

La FEDERAZIONE della SINISTRA di SENAGO accoglie l’invito di questo libro-appello sostenendo l’esigenza di questo cambiamento e ponendo al centro del proprio programma la battaglia STOP al CONSUMO di TERRITORIO per il Comune di Senago.

Questo libro è quasi un manifesto per la politica, o forse lo è già diventato.

Programma elezioni: approfondimenti sul territorio a Senago

NO TANGENZIALI

Nuove strade vuol dire nuovo traffico e con esso nuovo smog, rumore, nuovi insediamenti produttivi e residenziali che necessitano di ulteriori servizi che la città non è più in grado di dare. A questo diciamo STOP.

La tangenziale sud non è un’esigenza della città la quale può benissimo farne a meno. C’è già la tangenziale al confine con Bollate, viale lombardia, ed un suo doppione non serve a nessuno. Al suo posto vogliamo lasciare gli spazi verdi che già ci sono.

La tangenziale nord sarebbe come una voragine che si insedierebbe all’interno del delicato equilibrio del parco delle groane. La soluzione al problema di attraversamento del centro di Senago sta nell’utilizzare l’esistente. La via per Cesate che conduce la maggior parte di traffico verso Garbagnate, può essere allargata in modo opportuno e resa fruibile dai veicoli così direttamente deviati verso la tangenziale di Garbagnate (già esistente). In questo modo si aprirebbe una via più veloce per chi, venendo da nord, deve dirigersi alla stazione del treno di  Serenella.

Con i soldi risparmiati dalla non costruzione delle tangenziali sarà possibile creare un vero servizio di trasporto pubblico per Senago che colleghi in modo razionale la città alle stazioni dei treni e della metropolitana. Si potrà poi ripristinare il servizio di trasporto pubblico tolto dalla giunta Rossetti: pulmino per il mercato e per il cimitero.

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NO VASCHE

Siamo tra i promotori e sostenitori del Comitato Senago Sostenibile e pensiamo che la lunga battaglia contro la costruzione delle vasche non terminerà con la recessione del progetto da parte della Regione ma dovrà continuare per ottenere la totale libertà di quel pezzo di territorio contro ogni futura speculazione.

Dei due terreni previsti dallo studio della regione, quello interno al Parco delle Groane dovrà rimanere allo stato vergine in cui i ghiacciai, in un lavorio durato millenni, lo hanno creato e ce lo hanno lasciato. L’altro terreno, pensato per la vasca piccola, diverrà il simbolo di questa lotta adottandolo ad orto comunale su cui sarà fondato il progetto “La città degli orti”.

Con questo progetto il comune si farà promotore e coordinatore per promuovere la pratica della coltivazione dell’orto. Con questa pratica si vuole chiamare la comunità senaghese alla condivisione e cooperazione in un’attività che può aiutare soprattutto le famiglie e le persone in maggiore difficoltà economica. Questa pratica favorirà la filiera corta e consentirà a tutti di assaporare i “VERI” cibi della terra.

Un mercato periodico dello scambio e la promozione di cooperative di consumo coadiuveranno questo progetto.

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STOP CAVE

Dopo decenni di abuso sul suolo, vogliamo che le cave siano dismesse ed a loro posto siano realizzate due grandissime aree a verde pubblico e ricreativo. Un luogo d’incontro per tutti dove sarà possibile svolgere attività sportive e ricreative all’aria aperta. Stop ad ogni speculazione e stop all’inquinamento da rumore e polveri che le cave producono ogni giorno. Chiederemo uno stralcio immediato delle zone cava già esaurite al fine evitare qualsiasi altro utilizzo improprio del suolo e per garantirle a spazio di verde pubblico. Senago deve tornare sovrana nella gestione del proprio territorio.

STOP al consumo di territorio a Senago

Continuiamo nel percorso già iniziato della presentazione delle nostre idee di programma per le prossime elezioni amministrative a Senago. Riprendiamo con un approfondimento sul primo punto già esposto: STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.

Le linee guida del PGT, redatte dallo studio dell’Arch. Favole su commissione del Comune di Senago, indicano un dato importante circa la crescita della popolazione di Senago per i prossimi anni: “in costante diminuzione”.

Questo dato (vedi immagine a lato), preso dall’annuario statistico della Regione Lombardia, considera l’andamento naturale della popolazione e non considera variabili di tipo esogeno, come per esempio la disponibilità di nuove abitazioni o aree fabbricabili.

La lettura di questo dato ci porta immediatamente sul sentiero del consumo di territorio ovvero nel terreno delle speculazioni. Purtroppo in molti ineggiano ancora oggi alla necessità di nuove costruzioni, fosse solo per chi non ha casa o per chi, venendo da fuori porta, desidera approdare in questo Comune. Ebbene, questo dato scoraggia ogni possibile ponte si possa calare verso gli speculatori e dimostra chiaramente che la nostra popolazione è invecchiata e che il deficit tra nascite e decessi è inesorabilmente destinato a favore di questi ultimi. In altre parole non vi è necessità alcuna di nuove costruzioni nè di destinare nuove aree a costruzioni di qualunque tipo.

Una cruda realtà per chi vuole continuare nella speculazione edilizia che in questi ultimi decenni ha imperversato lungo tutto lo stivale ed in particolare proprio nel nostro Comune. STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Il bisogno casa, quello vero, è necessità di poche famiglie messe oramai sul lastrico dalle continue strette economiche, non ultima quella del governo Monti, che vedono calare giorno dopo giorno la possibilità di acquistare autonomamente la casa dove abitare e creano inesorabilmente le condizioni per cui anche un affitto in forma privata diventa insostenibile.

Ecco quindi che ancora una volta la demagogia prende il sopravvendo ed in nome del bisogno casa si giustificano nuovi insediamenti su territori vergini. E’ scritto in alcuni passaggi del programma della coalizione PD-SEL-IPS, così com’è scritto, da sempre, nel DNA delle destre, LEGA-ALLEANZA PER SENAGO e PDL.

E’ ora di dire basta. La soluzione non può di nuovo passare dal consumo di territorio. E’ insostenibile sotto ogni profilo, compreso quello della realizzazione di servizi che ciò comporterebbe e che non vengono poi mai fatti. Salviamo il territorio, concentrando invece le esigenze ed i bisogni di chi ha davvero necessità di una casa, passando il testimone ad un nuovo modo di concepire l’urbanizzazzione che filtra ed accoglie le esigenze dei residenti attraverso un percorso di valorizzazione e recupero di tutti gli immobili dismessi nel territorio. Vogliamo che si lavori sul recupero energetico degli edifici e sulla ristrutturazione dei beni esistenti affinchè il patrimonio possa valorizzarsi e rendersi quindi disponibile a forme di affitto sostenibile. Vogliamo un censimento completo degli immobili e convertire aree non più adatte ad uso industriale in aree dove il residenziale pubblico possa finalmente rispondere alle esigenze casa dei residenti che non ce la fanno da soli. I molti, troppi, capannoni industriali sorti come funghi a Senago, saranno luogo destinato alla desertificazione, imposta non da una politica che li osteggia, ma dalla realtà che vede per i prossimi anni il paese in RECESSIONE.

Ritaniamo che lo sviluppo non sia quello di costruire ma quello di conservare. Il lavoro che può essere creato da una politica di conservazione dei valori immobiliari locali e di ristrutturazione in termini di efficienza energetica è l’unica vera crescita economica che si possa auspicare e che non va a discapito dell’ambiente favorendo il lavoro. Crediamo che la crescita indiscriminata, come quella avvenuta dal dopoguerra ad oggi, sia la fine dell’era moderna. Vogliamo che le poche risorse disponibili siano indirizzate alla rinascita delle case di corte, dove la convivenza ed il reciproco aiuto erano un patrimonio di tutti noi, culturale in primo luogo. Vogliamo abbassare gli indici di edificazione per evitare l’insulso sorgere di palazzi dove prima c’erano villette o case di corte. Vogliamo creare una città vivibile, dove lo spazio e la convivialità siano un bene di tutti. Per fare questo non occorre fare nulla: “la popolazione è destinata a diminuire ed allora diciamo STOP al CONSUMO DI TERRITORIO”.

Lombardia perde terreno agricolo a favore del cemento

Sembrava l’ultima trincea, ma è caduta pure quella. La Lombardia è scesa sotto la soglia psicologica del milione di ettari di territorio agricolo disponibile.

 

Il dato emerge dall’ultimo censimento 2011 sulle aree rurali ed è stato diffuso questa mattina a Milano durante la presentazione del rapporto Ersaf sul consumo di suolo.

 

“Siamo scesi a quota 984 mila ettari” conferma l’assessore regionale all’agricoltura Giulio De Capitani. Intanto su 1.544 comuni lombardi solo il 40 per cento ha un piano di governo del territorio. “I nuovi Pgt – spiega Ettore Prandini, vice presidente regionale della Coldiretti Lombardia – avrebbero dovuto prevedere la salvaguardia del territorio agricolo di particolar pregio, ma non sta avvenendo. E’ un dato preoccupante. Il consumo di suolo sta aumentando e non è giustificato né dal punto vista residenziale nè produttivo, perché questi terreni sono stati spesso occupati da case invendute o da capannoni vuoti e questo ci deve far riflettere sull’utilità di tante costruzioni in aree che non potranno poi più essere recuperare all’utilizzo agricolo e ambientale”.

 

Anche perché sul totale delle superfici consumate, i due terzi riguardano proprio quelle più fertili. Con un impatto – spiega la Coldiretti regionale – sia sulla produzione alimentare che sulla difesa ambientale: ogni anno in Lombardia si perde una potenzialità di produzione pari a 27 mila tonnellate di grano e si riduce di 850 mila tonnellate la capacità del terreno di immagazzinare anidride carbonica che così, in parte, finisce nell’aria che respiriamo. Inoltre il consumo di suolo ha effetti sul clima e sull’evaporazione delle acque, causando l’accumulo in atmosfera di un’energia pari a 5-6 milioni di chilowattora ogni anno (l’energia necessaria al funzionamento di quasi 20 milioni di frigoriferi).

 

Negli ultimi dieci anni – spiega Ersaf – le province che hanno subito di più l’assalto al suolo sono state Lodi, Mantova e Cremona. Mentre il resto del territorio (Milano e la Brianza, Bergamo e Brescia, Varese, Como e Sondrio) era stato già stato colpito in periodi precedenti. E adesso – conclude la Coldiretti Lombardia – c’è anche la spada di Damocle delle grandi autostrade progettate o in costruzione: dalla Pedemontana alla Brebemi fino alle nuove tangenziali milanesi.

 

Fonte: Bresciapoint.it

Consumo di territorio

IL SUOLO MINACCIATO, un film documentario di Nicola Dall’Olio (46 min.).

SINOSSI

Negli ultimi anni, nella pianura padana, migliaia di ettari di suolo agricolo sono andati perduti a causa della dilagante espansione urbana ed infrastrutturale. Nella sola Food Valley parmense, luogo di produzioni agroalimentari di eccellenza, lo sprwal urbano, con i suoi capannoni, le sue gru, le strade e il cemento consuma un ettaro di suolo agricolo al giorno, minacciando la sostenibilità e le basi di quelle stesse produzioni. Partendo da questo caso emblematico e paradossale, il film, attraverso il montaggio di interviste ad esperti di livello nazionale e internazionale in materia di urbanistica, agricoltura e sostenibilità, intende mostrare quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio per accrescere la consapevolezza dell’importanza di preservare una risorsa fondamentale e non rinnovabile come il suolo agricolo, sviluppando un discorso articolato sul tema del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo urbano e di governo del territorio, alla luce delle esperienze maturate in altri paesi europei, come la Germania e la Francia, o in piccoli Comuni italiani, come Cassinetta di Lugagnano (MI).

E da questo triste spaccato della realtà parmense, possiamo benissimo capire, confrontandolo, come questo scempio sia già successo anche a Senago.

Guardatelo, magari pensando ai vostri figli e al futuro che gli stiamo lasciando.

http://www.viaemiliadocfest.tv/film-IL-SUOLO-MINACCIATO-hd-10.html

 

 

 

 

 

 


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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