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Viaggio tra le altre liste: 5 punti in 5 anni. Era tutta una finta.

… era questo il motto che la lista Vivere Senago aveva portato casa per casa al fine di incontrare gli elettori senaghesi: “… 5 punti in cinque anni”.

Una serie di incontri che volevano caratterizzare la campagna elettorale del candidato Sofo. Primo incontro, guarda a caso, proprio sulle “vasche di laminazione”.

E gli altri quattro? Non ci sono mai stati.

Forse era sufficiente il primo incontro per autoproclamarsi, senza mai esserlo stato, paladino della lotta contro le vasche. Bene, bravo, con un po’ d’inganno ce l’ha fatta. Perfetto.

Ora lo aspettiamo al varco del Consiglio Comunale per vedere se manterrà fede oppure non a questo importante impegno.  Oppure la sua era solo una farsa per alzare il prezzo delle compensazioni che andranno a chi consentirà la realizzazione delle vasche?

I posteri lo diranno, noi intanto ci stiamo preparando per seguire da fuori il consiglio e, per certi aspetti, la nostra sarà una posizione privilegiata.

Auguri consigliere Sofo (o assessore?) e a tutta la sua lista, noi la stiamo aspettando a braccia aperte per vigilare nel caso sbagliasse ancora una volta a firmare qualsiasi documento (visto che lei ha già firmato un documento a favore delle vasche quand’era assessore).

Alle prossime elezioni!

Programmi a confronto: “Sofo (lista Vivere Senago): opportunista o trasformista dell’ultima ora?”

E’ stato al governo di questa città quando c’era Sindaco la Rossetti, a fianco di lega, alleanza per senago e PDL. Era in lista per l’UDC, ovvero con chi, dopo essere passato dall’alleanza con Berlusconi, ora sostiene il governo Monti, con cui si accingono a fare un accordo per il futuro governo del paese.

Con loro era assessore ai servizi sociali e sempre con loro è riuscito a far dismettere gli uffici URP decentrati di Senago. Ora propone i referenti di condominio, una resumazione dei capi condominio inventati ai tempi del fascismo e già riproposta da Berlusconi (loro alleato di governo) in epoca più recente (2005).

Sempre come assessore è riuscito, in compagnia della destra malsana, ad affossare l’esperienza di bilancio partecipato e soprattutto quella di Agenda 21 locale.

Ora vanta nel suo programma l’adozione di una casa dell’acqua, idea che era già stata portata come richiesta in Comune attraverso le riunioni di bilancio partecipato. Noi ne fummo promotori ma purtroppo non se ne fece nulla proprio perchè costoro bloccarono ogni processo partecipativo e non si riusci a portare a compimento tale progetto.

Sofo sta ora attuando una campagna elettorale dispendiosa ed aggressiva e manda in giro per il paese i suoi camion con scritto “No vasche di laminazione”, eleggendosi a paladino della battaglia che il Comitato Senago Sostenibile  sta portando avanti da due anni e  di cui diversi nostri candidati ne fanno parte, mentre egli non si è mai visto in alcuna occasione a sostenerne la causa.

Anzi, proprio nel 2010, con la delibera di giunta_n.114-2010 –  (clicca qui per leggerla), la giunta Rossetti, con la firma dell’assessore UDC Sofo, apre inspiegabilmente le porte alla realizzazione delle vasche di laminazione, determinando la contraddizione nei confronti della delibera di consiglio che votò invece un preciso no alle vasche. Contraddizione che purtroppo, durante il recente incontro del Comitato Senago Sostenibile in Regione, è stata sollevata dal consigliere leghista Pedretti che l’ha usata proprio per perpetrare la propria causa a favore delle vasche (fortemente volute dalla Lega).

Insomma, un Sofo trasformista a tutto campo che non vanta problema alcuno a passare da uno stesso argomento con due idee diverse. Per questo forse ha cambiato vestito, cioè simbolo.

Nel nostro programma cerchiamo invece un percorso di coerenza che parte da esperienze passate e ritenute positive (agenda 21, partecipazione) per arrivare al percorso odierno, orientato allo stop al consumo di territorio. Noi non siamo nè trasformisti nè politici efferati. Parliamo il linguaggio della gente e non quello confuso e meschino che purtroppo a volte la politica offre.

KIM IL SUNG REDIVIVO A SENAGO

I fatti: il candidato sindaco Sofo, dopo aver pattuito con gli altri candidati le regole per lo svolgimento della campagna elettorale, ne ha fatto carta straccia. Davanti alle autorità locali i candidati si erano accordati per un uso moderato di bandiere e cartelloni. L’accordo teneva presenti le leggi in vigore. Subito dopo, il candidato Sofo ha esposto gigantografie con il suo volto.  Esse erano state escluse dall’accordo.

Il candidato sindaco della coalizione Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune, Stefano Palazzolo,  ha giustamente avuto da dire su questo comportamento. In seguito alle sacrosante rimostranze di  Palazzolo, Sofo ha aggiunto un post sul sito della sua lista.

Nell’articolo, Sofo afferma che a proposito dei patti bisognerebbe che Stefano Palazzolo si informasse sulle loro richieste. Come se un patto fosse fatto dalle richieste. Corrisponde ad una visione un po’ narcisistica della politica, scambiare il proprio desiderio per quanto è pattuito. E’ come dire che, poichè io ho chiesto un gelato, allora devo averlo. Oltretutto, egli ammette di essere afflitto da manie di protagonismo (testuale). Un vero autogol, inquadrabile in questo narcisismo politico, che ha generato una specie di culto del suo volto.

Il candidato Sofo nota che anche altri violano le regole e si lamenta per il fatto che Stefano Palazzolo non si lamenta di essi. Ci sarebbe da rispondere che è proprio a causa dei comportamenti come quelli attuati dalla sua lista, che si allarga la violazione delle regole. Quando sgridi un bambino per una marachella, spesso per giustificarsi risponde: “Ma anche lui lo ha fatto… perchè non gli dici niente?” Questo è giusto un modo per non riconoscere le proprie responsabilità.

Sofo afferma che può ben parlare di legalità, poiché partecipò, gli anni addietro, ad una fiaccolata in favore delle forze dell’ordine. Ma, riflettendo, potrà capire anche lui che conta poco aver partecipato ad una fiaccolata, se poi non si rispettano le leggi: la fiaccolata non esime dalla loro osservanza. Ed è logico che Sofo voglia “lasciare da parte le forze dell’ordine”, visto che i suoi militanti hanno già avuto scontri verbali con i carabinieri proprio perché contestavano il mancato rispetto delle regole.

Il fatto è che anche Sofo ha tanto da far dimenticare. Deve far dimenticare che egli, che si ammanta di tanto “nuovismo”, è stato uno dei protagonisti della triste stagione della giunta Rossetti.

Del tutto ridicole sono infine le battute anticomuniste che fa Sofo, quasi ad insegnare ai comunisti che cosa deve essere il comunismo. Ma per fortuna non lo decide lui, quello che i comunisti devono pensare ed il modo in cui possono agire, i valori in cui credere. O forse gioca a fare il comunista lui, che comunista non è, ma fa sventolare la sua effige manco fosse Kim Il Sung?


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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