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Vasche a Senago: quale soluzione?

IMG_1429Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’articolo di riflessione inviato da un cittadino (Giuseppe Viscomi) a tutte le forze politiche ed associazioni di Senago circa la tematica delle vasche di laminazione.

Una riflessione piuttosto tecnica che non vogliamo valutare nei suoi aspetti specifici in quanto definiscono ed accettano comunque il fatto che per Senago dovrà passare un fiume, nonostante che per sua natura lì non c’è mai stato. Riflessioni che portano quindi ad un criterio di soluzione del problema “SEVESO” a nostro giudizio non corretto.

E’ però certamente un contributo importante che dovrebbe condurre tutte le forze politiche a proporre una successiva SERIA analisi sul tema, per condurle a riflettere sul come interporsi alla volontà persecutoria della regione, che VUOLE le vasche, ed a giudicare criticamente l’immobilità di quei partiti di Senago che pure hanno una propria rappresentanza politica in regione o provincia e che, ad oggi, nulla hanno ancora fatto per contrastare la colossale opera.

Siamo ora più che mai convinti che la soluzione unica al problema dovrà e potrà essere solo politica, partendo dal fermare l’allargamento del canale scolmatore per giungere a bloccare completamente le vasche.

La questione degli allagamenti a Niguarda è solo ed unicamente un capro espiatorio per giustificare la valanga di milioni che sta per cadere su questo progetto che pone Senago al centro dell’attenzione degli speculatori i mestiere.

§

(Lettera di Giuseppe Viscomi, Senago 22-12-2012)

PROGETTO DEFINITIVO AIPO – PROVINCIA DI MILANO- ALCUNI ELEMENTI DI RIFLESSIONE
 
“Il  progetto  definitivo  di  AIPO  e  Provincia  di  Milano,  LAVORI  DI  ADEGUAMENTO  FUNZIONALE  DEL  CANALE SCOLMATORE DI NORD OVEST NEL TRATTO COMPRESO TRA SENAGO (MI) E SETTIMO MILANESE (MI) ‐ MI.E.781,  è stato sviluppato secondo il seguente schema (vedi Relazione Generale pag. 15):
 
‐ interventi  prioritari,  oggetto  del  presente  progetto,  finalizzati  ad  ottenere  un  potenziamento  della capacità di portata derivata dal T. Seveso da 30 a 36 m3/s, in modo da ottenere un funzionamento del canale  definito  “in  regime  transitorio”.  Con  la  realizzazione  di  questi  interventi,  viene  assicurato  il deflusso  delle portate  di  progetto  (aumento  portata  derivata  dal  Seveso  da 30  a 36 m3/s,  con afflussi puntuali dei corsi d’acqua interferenti calcolati per piene con Tr = 100 anni), con sufficiente franco (pari ad almeno 50 cm) rispetto alle sommità arginali e all’intradosso di tutti i manufatti di attraversamento.
 
‐ interventi  di  completamento,  costituiti  sostanzialmente  dalla  realizzazione  di  vasche  di  laminazione ubicate a valle dell’attraversamento del T. Garbogera, del volume ad opere completate pari a 2.200.000 m3; la realizzazione di tali vasche consentirà di derivare dal Seveso 60 m3/s (per tale portata è già stato adeguato  il  canale  scolmatore  dalla  presa  fino  al  ponte  di  Via  Martiri  di  Marzabotto).  A  seguito  della realizzazione  delle  casse  di  laminazione  defluiranno  nel  canale  a  valle  circa  25  m3/s,  portata  che consentirà, in linea generale, un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari a circa 1 metro.
 
Alcuni  elementi  di  riflessione  che  renderanno  evidente  la  “forzatura”  della  necessità  della  vasca  di laminazione in Senago come dichiarato nel progetto definitivo di AIPO ‐ Provincia di Milano:
‐ L’assetto provvisorio del progetto (vedi pag. 26, Tabella 7 – Risultati di simulazione), prevede una portata di 60 m3/s fino all’immissione del T. Garbogera e una portata minima di 55 m3/s a partire  dal  T.  Pudiga,  fino  a  una  portata  massima  di  90  m3/s  a  valle  dello  scaricatore denominato “Olone 2”.
‐ Il  tratto  che  funge  da  “imbuto”,  con  una  portata  di  42  m3/s,  è  ubicato  in  Senago  tra l’immissione del T. Garbogera e l’immissione del T. Pudiga.
‐ Adeguare questo breve tratto, lungo circa 700 m, permetterebbe di convogliare dal T. Seveso, in caso di piena, una portata di 55 m3/s con un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari ad almeno 50 cm (gestibile e controllabile come dichiarato nella Relazione Generale a pag. 16).
‐ Essendo i bacini del T. Seveso e dei T. delle Groane, del T. Lura e del fiume Olona ben distinti e separati,  la  probabilità  di  scolmare  simultaneamente  nel  CSNO  le  acque  proventi  dai  bacini sopra indicati è di fatto nulla. Defluire a valle del T. Garbogera una portata di soli 25 m3/s per garantire  un  franco  di  sicurezza  di  1  m,  come  previsto  nell’assetto  definitivo  di  progetto, avrebbe una valenza puramente teorica e non reale o necessaria.
 
Grazie all’adeguamento del CSNO da 42 m3/s a 55 m3/s nel tratto sopra descritto, essendo la portata del CSNO superiore al 90% della portata di 60 m3/s prevista dall’obiettivo finale del progetto definitivo, decadrebbe, di fatto, la necessità della vasca di laminazione prevista nel nostro comune di Senago.

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PGT di Senago: sulla scuola, un progetto terrificante

Senago e il parco delle Groane
Nel Piano di Governo del Territorio di Senago una parte, importante e prescrittiva, è costituita dal Documento di Piano. Il documento dedica solo poche righe alla scuola, per disegnare grossolanamente una sua radicale trasformazione.
Come si possa pensare una cosa del genere in poche righe, rimane un mistero.
Ma, ciò che è peggio, la trasformazione pensata dagli urbanisti estensori del DdP atterrisce.
La ristrutturazione del sistema scolastico definito “dell’obbligo” (erroneamente: comprende la scuola dell’infanzia, che non è scuola dell’obbligo) nel Documento di Piano è da rigettare.
Ecco perché.
L’idea base è quella di costruire tre mega-complessi (centro, Castelletto, Papa Giovanni), nella convinzione che tre sia meglio di undici: tanti sono i plessi scolastici oggi.
Innanzitutto, l’idea non tiene conto del recente dimensionamento scolastico, per cui si dovrebbe supporre che uno dei tre poli scolastici sia in “comproprietà” tra i due Istituti di Senago. Non è nelle competenze comunali la definizione del numero degli Istituti e stupisce che un urbanista progetti trascurando questo dato. Se invece è stata volutamente progettata una “comproprietà”, viene da pensare che non siano state immaginate le conseguenze di caos gestionale a cui condurrebbe una soluzione del genere. Oppure, l’idea potrebbe essere stata che ad un Istituto sarebbero toccati due poli e ad un altro uno solo. Ma l’idea è in contrasto con il dimensionamento. Più facilmente, non è venuto in mente a nessuno il problema.
L’aggregazione in grandi strutture edilizie della popolazione scolastica attualmente distribuita in undici plessi causerebbe problemi innanzitutto a bambini e ragazzi. Orientarsi in uno spazio piccolo è meglio che in uno spazio esteso e complesso. Presupponendo che nessuno avrà le risorse per allestire molte palestre o laboratori di informatica, quante centinaia di metri dovrà fare ogni classe per raggiungere i laboratori e tornare? E quanto tempo si perderà, in una situazione in cui i troppo ripetuti “cambi” di insegnante rendono sempre mancante il tempo della didattica? Per stare nei tempi, gli insegnanti saranno costretti a “rubare” dal tempo della formazione quello dello spostamento. Esito atteso: meno informatica, meno palestra per tutti.
E ancora: per una popolazione scolastica di circa duemilacinquecento alunni, suddivisi in solo tre poli, che locali mensa sarà necessario costruire? Ogni polo dovrà somministrare il triplo o il quadruplo dei pasti erogati oggi nelle mense. E’ pensabile una mensa che ospiti sette-ottocento alunni? In alternativa, quanti turni di mensa occorrerà prevedere? A che ora pranzerà l’ultimo bambino? Quanto velocemente dovranno pranzare quelli che lo precederanno?
Di più: che congestione subirà il traffico in prossimità del polo-monstre, all’orario di fine lezioni, magari in un giorno di pioggia, che come sanno tutti, tranne gli urbanisti, rende l’esodo degli alunni più complicato?
In aggiunta a tutto ciò, i tre grandi poli verrebbero implementati da altri attrattori sociali, che ne ingrandirebbero la dimensione, aggravandone la complessità gestionale e di manutenzione e i problemi di traffico e parcheggio nelle aree limitrofe.
La realizzazione del progetto è assegnata ai meccanismi del project financing e/o del leasing. Contemporaneamente, le aree degli undici plessi, di proprietà comunali, verrebbero vendute. E’ il modo per fare cassa, evidentemente, facendo leva sui privati, che vogliono lucrare e che non sono tenuti a fare filantropia o beneficenza. Che non hanno nella loro mission l’educazione e l’istruzione. Che non hanno l’obbligo di elevare le condizioni culturali della popolazione. Per questo il capitale privato va tenuto lontano e distinto dalla scuola pubblica, anche per quello che riguarda la struttura edilizia.
E le aree dismesse degli undici plessi “alienati”, che fine faranno? Saranno oggetto di speculazione edilizia, presumibilmente, in virtù di altri generosi PGT che concederanno l’edificabilità in zone di pregio urbanistico: sarà un nuovo giro di affari per i costruttori e magari anche per le casse Comunali, che tra vendita e oneri di urbanizzazione faranno lauti incassi: ma al prezzo del contrario di quello che in altre parti del DdP si predica: una città verde e sostenibile.
Tutto si basa sulla convinzione che grande sia meglio di piccolo. Che concentrato sia meglio di diffuso. Si tratta di una concezione economicista e mercantile: bada al soldo e non al sodo.
Prima di tutto, anche qui ed anche stavolta, c’è il dio denaro, il guadagno ed il risparmio che governano le scelte. Ma qui si tratta di risparmiare sui bambini.
In quale famiglia assennata i genitori sono disposti a risparmiare sui loro figli?
Undici plessi sono meglio di tre, anche se costerà di più allo Stato e al Comune mantenerli. Allo stesso modo in cui una piccola città è più vivibile di una megalopoli: ci vuole davvero tanto a capirlo?
Se alla scuola pubblica sarà concesso di vivere ancora, di svilupparsi, potrà maturare la sua funzione elettiva di centro di cultura e di collante sociale. Nella scuola si incontrano classi sociali diverse, ceti differenti, culture diverse tra loro. Nella scuola e a causa della scuola socializzano non solo i bambini ed i ragazzi, ma anche i genitori. Undici scuole invece di tre possono rappresentare lo stroma della convivenza sociale, una struttura attorno alla quale far vivere la città, se lo si vuole fare e se lo si sa fare.
Allora è necessario mantenerla, questa struttura, arricchendola, invece di impoverirla. Nel DdP compare l’idea dei centri di quartiere per anziani, per giovani, dei parchi gioco, dei centri di aggregazione. Bene: ci vogliono, in una città che sia vivibile. Ma perché affastellarli attorno ai poli-monstre e invece non avvicinarli ai cittadini? Dovrebbero essere diffusi, non concentrati, allo scopo di aumentare i nodi della rete, non più undici, ma ventidue o quarantaquattro. Sembra che invece all’urbanista a cui preme l’economicità di gestione (ma sarà poi così economico concentrare?) piaccia un’idea di cultura e aggregazione come ghetto, con tre luoghi deputati a cultura, ricreazione, educazione. Solo tre.
E nel resto della città?

Il primo Piano della Giunta

Il 30 ottobre il Consiglio Comunale di Senago ha approvato e reso operativo il Piano Comunale dei Servizi per il Diritto allo Studio a.s. 2012/2013. Esso illustra tutti gli interventi dell’Amministrazione in favore della scuola; è analitico e contiene anche gli impegni di spesa a copertura dei servizi e delle proposte.

Il documento, partendo da una breve analisi della situazione, raggruppa in cinque capitoli gli interventi: Servizi di supporto alla Pubblica Istruzione, Contributi e sostegni a progetti educativi, Sostegno all’attività didattica, Oneri e contributi da convenzioni con altri istituti, Acquisto arredi e manutenzione degli edifici scolastici. Per una lettura integrale del Piano e per la scheda sintetica che lo riassume, si rimanda ai link in fondo a questo articolo.

Esaminando il Piano, è evidente lo sforzo che l’Amministrazione Comunale ha fatto, nel progettare gli interventi. La politica scolastica comunale disegnata nel documento segue una traiettoria di continuità con gli anni precedenti nonostante il difficile momento economico del Paese e della città. Ma l’impegno di spesa complessivo è sceso, rispetto agli scorsi anni, a fronte di una stabilità della popolazione scolastica, che dal 2008 ad oggi si è mantenuta sempre attorno alle 2300 unità. Evidentemente, anche se si possono riconoscere ampiezza e qualità dell’offerta, una disponibilità finanziaria minore per una platea invariata produce una contrazione che si ripercuote soprattutto sulle parti più riducibili del programma. Insomma, tanto per fare un esempio, non si può risparmiare (molto) sull’erogazione del servizio di ristorazione scolastica, se lo si vuole di qualità. Però si può un po’ di più sull’arredo scolastico: e difatti la spesa scende.

Un servizio molto significativo per la scuola è stato del tutto tagliato: si tratta della mediazione culturale, che è scomparsa. Si tratta di un servizio molto importante, il cui taglio totale stupisce e preoccupa notevolmente: perché aggravare notevolmente i problemi di chi cerca di integrarsi? La Giunta ha calcolato le conseguenze e i costi sociali a breve e lungo termine?

Al contrario, per fortuna, è aumentato l’impegno di spesa per l’assistenza degli alunni diversamente abili.

I tagli di spesa sono distribuiti in molti dei capitoli del Piano, anche perché l’Amministrazione sta affrontando, con un impegno gravoso che supera gli 800 mila euro, la messa in sicurezza delle scuole secondarie di via Monza e via Risorgimento. Ma si trattava, anche in questo caso, di adeguamenti non più rimandabili: soprattutto, di una spesa sulla quale non si può risparmiare.

L’Amministrazione ha bilanciato questa situazione difficile inserendo nel Piano numerose offerte valide, di spessore culturale e formativo, a costo zero. Si tratta di una pratica consolidata di almeno due Amministrazioni precedenti; nella situazione attuale essa assume un particolare valore aggiunto.

E’ altresì evidente, soprattutto in questo genere di offerte alle scuole, che il Comune ha voluto tenere conto delle proposte provenienti dal territorio, da Associazioni e da altri soggetti.Di particolare interesse, tra le proposte, è il progetto di lotta agli sprechi nelle mense scolastiche. Si tratta di una proposta nuova. E non sono molte, le proposte nuove. Ma ci sono.

Esaminando gli impegni di spesa del Piano, si nota inoltre che esso continua a erogare, sia pure riducendo la spesa, contributi alle scuole private. In una situazione in cui l’Amministrazione Statale taglia da otto anni con ossessiva regolarità, in ogni legge di bilancio, la spesa per la scuola pubblica, mentre aumenta gli stanziamenti verso le private, sarebbe stato meglio smettere di finanziarle.

L’impressione complessiva che un osservatore indipendente ricava dall’esame del Piano è quella di un progetto che cerca di barcamenarsi un po’ per affrontare un periodo difficile, con l’errore di alcune scelte che appaiono miopi e che creeranno maggiori problemi in futuro. Inoltre, una parte importante delle proposte dotate di spessore culturale è ereditata dalle pratiche dell’ormai defunta rete denominata “Crescere (a) Senago“. Ma si tratta di una riedizione delle proposte originarie fatta senza slancio, senza un ripensamento partecipativo. Ciò da un lato non produce innovazione, da un altro rappresenta la rinunzia a rilanciare l’idea di costruire una rete di tutte le agenzie educative del territorio. (Vedi http://senagobenecomune.wordpress.com/2012/10/03/assessore-curcio-rilanciamo-crescere-a-senago/). Insomma la proposta non racchiude l’idea della costruzione di cittadinanza e partecipazione tra ragazzi e bambini, anche piccoli. E non tocca solo alle scuole, insegnare ad essere cittadini: tocca anche al Municipio. Sarebbe stato possibile farlo a costo zero: per realizzare un progetto del genere, occorre coordinare e tessere la rete: associazioni, enti diversi, scuole, istituzioni che adesso non si “parlano” più, lo farebbero, se a guidare il progetto fosse l’Amministrazione. Non sarebbe facile, visti i tempi che corrono, ma varrebbe la pena. Sarebbe un investimento per il futuro.

Scheda sintetica Piano Diritto allo Studio Senago 2012-2013

PIANO COMUNALE DEI SERVIZI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO 2012-2013

Il diavolo se li prenda: il Consiglio vieta le riprese audio-video, all’unanimità!

Abbiamo già scritto diversi articoli riferiti ai Consigli Comunali fin qui svolti e vorremmo cercare di essere sempre puntuali nell’affrontare gli argomenti all’ordine del giorno, esponendo i nostri punti di vista.

Purtroppo a volte siamo costretti a desistere poichè i tempi di pubblicazione dei verbali sono davvero molto lunghi, superano il mese, ed essendo persone che lavorano, non ce la facciamo a seguire le battute di ogni Consiglio Comunale quando durano fino a notte fonda. Così è stato per l’ultimo Consiglio tenutosi il 30 ottobre, finito quasi all’alba e dove si è dicusso, come ultimo argomento, delle famigerate riprese video.

Ma l’informazione per fortuna non manca e le voci sulle decisioni assunte corrono per il paese. Facciamo però un breve passo indietro a prima del consiglio.

Lo Statuto allora vigente, consentiva di effettuare riprese audio e video a chiunque presentasse una semplice richiesta al Presidente del Consiglio il quale, riuniti i capigruppo prima della seduta, disponeva della facoltà di concederle o negarle nel caso ci fossero state questioni particolari. Uno Statuto fortemente democratico e che offriva trasparenza ed apertura da parte del Consiglio Comunale verso la cittadinanza. Purtroppo tutto questo non è mai stato applicato.

Infatti già dalla prima seduta di questo nuovo Consiglio, tutti i consiglieri hanno fatto in modo di bloccare e negare ogni ripresa audiovisiva, adducendo scuse improbabili da sostenere e negando con tutta evidenza ogni autorizzazione, arrivando addirittura a servirsi della forza pubblica. E’ stato così nonostante le due richieste che FDS, Senago Bene Comune e SinistraSenago, uniche forze politiche ad averlo fatto, hanno protocollato in Comune seguendo i termini dello Statuto.

Nel contempo la Giunta si era impegnata a dare nuova regola affinchè fosse possibile rendere disponibile tale servizio direttamente da parte del Comune e questo modificando lo Statuto.

Così, come abbiamo già detto, l’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 ottobre, era proprio quello relativo alle riprese audiovisive.

In attesa dei verbali, che saranno pubblicati forse per Natale, le voci che abbiamo colto sono alquanto allarmanti e manifestano la totale drammaticità della situazione politica attuale.

Questo è il capolavoro che hanno prodotto: con voto unanime tutti i Consiglieri presenti hanno approvato un emendamento allo Statuto che “prevede che se un consigliere lo richieda, può far oscurare in qualsiasi istante sia il video che l’audio della seduta in corso, senza specificarne la motivazione”.

Ci uniamo allora al coro di disprezzo che va diffondendosi in città, contro un Consiglio Comunale che si autoreferenzia chiudendosi nel palazzo, a dispetto delle richieste di trasparenza della cittadinanza.

Siamo purtroppo in un brutto momento per il sistema democratico anche a  Senago che da città modello di trasparenza e partecipazione, sta diventando la città dei “palazzi chiusi”.

Come SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, valuteremo la possibilità di fare ricorso legale per far ripristinare la democrazia in questo paese.
Vi invitiamo alla lettura dei nostri precedenti articoli di SinistraSenago sull’argomento:

Primo Consiglio Comunale a Senago….

Il grande fratello in …..

“Salviamo il paesaggio!” Dal Comune NESSUNA risposta

Uno dei punti centrali del nostro programma era di far sottoscrivere al Comune di Senago la campagna promossa dal forum nazionale di “Salviamo il paesaggio”, con la quale si chiedeva di eseguire un censimento del proprio territorio al fine di individuare gli immobili, residenziali ed industriali, sfitti o inutilizzati e quindi determinare il reale fabbisogno abitativo e di industria in Senago.

Nel febbraio di quest’anno è infatti partito ufficialmente il censimento proposto e, come per tutti i comuni d’Italia, anche al Comune di Senago è stata inviata la richiesta di adesione da parte del Forum Salviamo il Paesaggio, precisamente il 7 marzo e rinnovata il 15 giugno ed il 15 settembre di quest’anno.

Nell’attesa di un responso che provenisse dal Sindaco e dalla nuova giunta insediatasi in primavera, ci siamo comunque mossi in collaborazione con il Comitato Senago Sostenibile per costituire un referente del forum anche a Senago che è stato identificato ufficialmente nel Comitato stesso.

Ai primi di settembre, oramai prossimi al termine della scadenza per quanto riguarda la riconsegna dei moduli del censimento da parte del Comune e non vedendo alcuna risposta ufficiale, abbiamo avanzato direttamente come SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, un’ISTANZA al Sindaco ed al Presidente del Consiglio, nella quale si invitava a dare comunicazione circa lo stato della pratica, chiedendo altresì di informare il Consiglio Comunale sull’iniziativa, ed esortandoli infine ad attivare l’immediata raccolta censuaria qualora non fosse già stato fatto. Era il 19 settembre 2012.

Purtroppo ad oggi non ci è pervenuta nessuna risposta.

Siamo in ogni caso convinti che questo sia il più importante e fondamentale strumento di ausilio alla stesura del PGT che proprio in queste settimane è al centro del dibattito politico, dalle voci di paese alquanto aspro, interno alla maggioranza.

Questo strumento sarà in grado di definire se vi sarà o meno la necessità di pensare ad un’ulteriore espansione urbana di Senago il cui territorio è oramai giunto al suo punto più critico, in quanto risulta tra i più urbanizzati della provincia di Milano, e probabilmente sarà in grado di decifrare la situazione di collasso a cui oramai è giunto.

Riteniamo quindi la NON risposta un elemento di pesante gravità e denunciamo la assoluta mancanza di trasparenza da parte della giunta. Enfatizziamo con questo il loro demerito nel non voler considerare degna di considerazione la nostra istanza politica presentata nei termini e modi previsti dallo Statuto del Comune e volta a dar voce a quella parte di popolazione che comunque ci ha scelti a rappresentarla e verso cui abbiamo il dovere di dare risposta.

La giunta e la maggioranza che la sostiene stanno in questi giorni dibattendosi per formulare in un mese quello che in sei anni nessuno è riuscito a fare. Sarà sicuramente un pessimo PGT, come alcuni di loro hanno già definito, e saremo pronti a far fronte contro qualsiasi forma di CONSUMO ED ATTACCO AL TERRITORIO.

I goffi tentativi che stanno attuando, indirizzati a far credere che anche loro vogliono fermare il consumo di suolo, si scontreranno a breve con la realtà del PGT che presenteranno e che conterrà per l’ennesima volta la conversione di territorio vergine in spazi per edificare.

Come alcuni hanno già detto in consiglio comunale, la speculazione è tutt’ora in atto. Ma di questo torneremo a parlarne in prossimi articoli.

SinistraSenago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune

Il canale scolmatore “si allarga” per le vasche

“I lavori per l’allargamento del canale scolmatore, propedeutici alla realizzazione delle vasche di laminazione a Senago, partiranno“.

E’ quanto afferma la giunta Provinciale, guidata da PDL e LEGA, in risposta ad una interrogazione del Consigliere della Federazione della Sinistra Massimo Gatti.

Viene anche indicato un programma di avanzamento delle opere:
– sottoscrizione del contratto entro 10/2012
– progettazione esecutiva, verifica e validazione del progetto entro 01/2013
– inizio lavori 02/2013
– durata stimata dei lavori massima prevista n 710 giorni naturali consecutivi

Il Consiglio Comunale, la Giunta ed il Sindaco di Senago stanno invece a GUARDARE.

“Ci hanno preso in giro”, dicono dal Comitato Senago Sostenibile.

Ora non rimane che promuovere azioni concrete, anche legali, e per questo tutte le istituzioni comunali dovranno muoversi.

La mozione sottoscritta da tutti i Consilieri ha decretato il “no alle vasche” ma ha commesso l’errore di togliere riferimenti precisi al canale scolmatore, come chiedeva il comitato, e ad eventuali azioni legali.

Un errore che potrà costare caro a Senago, voluto in primis dalla lega che osteggiava la mozione già in Commissione e che ha portato al compromesso dello stralcio per consentire il voto unanime. Tutti sono, di questo, RESPONSABILI.

Noi li aspettiamo, intanto stiamo già preparando una mobilitazione contro l’inizio dei lavori ed invitiamo già da ora tutti coloro che sostengono il Comitato e la causa a prenderne parte. L’appello è per un coordinamento di lotta contro questa iniziativa che porterà Senago nell’oblio.

Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune e SinistraSenago sono già attivi.

Viaggio tra le altre liste: 5 punti in 5 anni. Era tutta una finta.

… era questo il motto che la lista Vivere Senago aveva portato casa per casa al fine di incontrare gli elettori senaghesi: “… 5 punti in cinque anni”.

Una serie di incontri che volevano caratterizzare la campagna elettorale del candidato Sofo. Primo incontro, guarda a caso, proprio sulle “vasche di laminazione”.

E gli altri quattro? Non ci sono mai stati.

Forse era sufficiente il primo incontro per autoproclamarsi, senza mai esserlo stato, paladino della lotta contro le vasche. Bene, bravo, con un po’ d’inganno ce l’ha fatta. Perfetto.

Ora lo aspettiamo al varco del Consiglio Comunale per vedere se manterrà fede oppure non a questo importante impegno.  Oppure la sua era solo una farsa per alzare il prezzo delle compensazioni che andranno a chi consentirà la realizzazione delle vasche?

I posteri lo diranno, noi intanto ci stiamo preparando per seguire da fuori il consiglio e, per certi aspetti, la nostra sarà una posizione privilegiata.

Auguri consigliere Sofo (o assessore?) e a tutta la sua lista, noi la stiamo aspettando a braccia aperte per vigilare nel caso sbagliasse ancora una volta a firmare qualsiasi documento (visto che lei ha già firmato un documento a favore delle vasche quand’era assessore).

Alle prossime elezioni!

Scegli Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune

STEFANO PALAZZOLO

UN CANDIDATO SINDACO

IN BICICLETTA

PER UN VOTO

CHE NON INQUINA SENAGO

Programmi a confronto: “Sofo (lista Vivere Senago): opportunista o trasformista dell’ultima ora?”

E’ stato al governo di questa città quando c’era Sindaco la Rossetti, a fianco di lega, alleanza per senago e PDL. Era in lista per l’UDC, ovvero con chi, dopo essere passato dall’alleanza con Berlusconi, ora sostiene il governo Monti, con cui si accingono a fare un accordo per il futuro governo del paese.

Con loro era assessore ai servizi sociali e sempre con loro è riuscito a far dismettere gli uffici URP decentrati di Senago. Ora propone i referenti di condominio, una resumazione dei capi condominio inventati ai tempi del fascismo e già riproposta da Berlusconi (loro alleato di governo) in epoca più recente (2005).

Sempre come assessore è riuscito, in compagnia della destra malsana, ad affossare l’esperienza di bilancio partecipato e soprattutto quella di Agenda 21 locale.

Ora vanta nel suo programma l’adozione di una casa dell’acqua, idea che era già stata portata come richiesta in Comune attraverso le riunioni di bilancio partecipato. Noi ne fummo promotori ma purtroppo non se ne fece nulla proprio perchè costoro bloccarono ogni processo partecipativo e non si riusci a portare a compimento tale progetto.

Sofo sta ora attuando una campagna elettorale dispendiosa ed aggressiva e manda in giro per il paese i suoi camion con scritto “No vasche di laminazione”, eleggendosi a paladino della battaglia che il Comitato Senago Sostenibile  sta portando avanti da due anni e  di cui diversi nostri candidati ne fanno parte, mentre egli non si è mai visto in alcuna occasione a sostenerne la causa.

Anzi, proprio nel 2010, con la delibera di giunta_n.114-2010 –  (clicca qui per leggerla), la giunta Rossetti, con la firma dell’assessore UDC Sofo, apre inspiegabilmente le porte alla realizzazione delle vasche di laminazione, determinando la contraddizione nei confronti della delibera di consiglio che votò invece un preciso no alle vasche. Contraddizione che purtroppo, durante il recente incontro del Comitato Senago Sostenibile in Regione, è stata sollevata dal consigliere leghista Pedretti che l’ha usata proprio per perpetrare la propria causa a favore delle vasche (fortemente volute dalla Lega).

Insomma, un Sofo trasformista a tutto campo che non vanta problema alcuno a passare da uno stesso argomento con due idee diverse. Per questo forse ha cambiato vestito, cioè simbolo.

Nel nostro programma cerchiamo invece un percorso di coerenza che parte da esperienze passate e ritenute positive (agenda 21, partecipazione) per arrivare al percorso odierno, orientato allo stop al consumo di territorio. Noi non siamo nè trasformisti nè politici efferati. Parliamo il linguaggio della gente e non quello confuso e meschino che purtroppo a volte la politica offre.

1° Maggio, Fassino contestato a Torino. E’ atteso il bis anche a Senago!

Bis atteso anche a Senago quando Fassino verrà  a chiudere la campagna elettorale della coalizione guidata da Fois. Questa volta la replica non verrà dai manifestanti dei centri sociali ma dalle migliaia di lavoratori umiliati e logorati dalle manovre attuate dal governo Monti che il suo partito (PD) continua a sostenere e votare in parlamento. E poi ci chiediamo: cosa avrà mai da dire Fassino su Senago?

§

da la Repubblica del 1 maggio 2012

Fischi quando Fassino parla dal palco di piazza San Carlo

Primo maggio di tensione a Torino, fischi a Fassino e scontri tra polizia e no Tav.  Finito il tradizionale corteo del Primo Maggio, alcuni esponenti No Tav e giovani dei centri sociali (circa cinquecento) si sono diretti davanti al municipio con l’obiettivo di issare sul balcone due strisicioni per chiedere la liberazione degli attivisti No Tav arrestati qualche mese fa. Dall’interno  sono intervenuti due vigili che lo hanno impedito. A quel punto la folla davanti al municipio ha cominciato a rumoreggiare, tentando di sfondare il portone d’ingresso. E’ scattata la carica della polizia che ha disperso….

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