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Lusi si “canta” tutta la Margherita soldi anche al sindaco Renzi

L’ex tesoriere è un fiume in piena e racconta di 70mila euro andati nelle mani di Matteo Renzi, ma anche delle spese di Rutelli ed Enzo Bianco. Di assegni e bonifici ce ne era per tutti, mentre si sostenevano mensilmente e annualmente fondazioni e associazioni. Il partito trema per queste rivelazioni. Molti dirigenti passati all’Api venivano poi pagati con i soldi della Margherita

 

“Renzi ha richiesto dei soldi, circa 100 mila, anzi 120 mila euro suddivisi in tre fatture, poi Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70 mila euro”. E’ questa una delle rivelazioni che Luigi Lusi ha fatto durante la sua audizione alla Giunta delle immunità di palazzo Madama. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. “Nella Margherita – ha raccontato Lusi secondo quanto viene riferito – facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti”.

L’ex tesoriere ha quindi ammesso di aver dato dei soldi annualmente e mensilmente a varie fondazioni, tra cui quella di Rutelli … continua a leggere su Il Manifesto

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NO TAV, parla Monti a nome del governo del PD

Monti (e il PD che lo sostiene),

immagina cosa possiamo dirti sentendoti e guardandoti ………………..!

L’armata Brancaleone sta per partire!

Sinistra Ecologia Libertà (sinistra – ah ah ah)

Partito Democratico (CENTRO)

Italia Dei Valori (destra)

Insieme per Senago (quà e là ma sparirà)

E’ questa l’armata Brancaleone al completo pronta per la conquista del governo di Senago. Ci manca solo la Farfalla e poi saranno al completo (forse è solo questione di ore).

Nel video in esclusiva, prodotto dalla BBC-Senago, possiamo vedere il discorso di Brancaleone rivolto all’armata, tutta schierata davanti al prode candidato. Potete vedere, in prima fila, i principali esponenti dei partiti che rappresentano, dai segretari ai censori.


Qualcuno dovrà salvare Senago … da loro!

Primarie, un successo!

Quelli che VOGLIONO GOVERNARE!

Milano, Napoli, Genova, Senago

=

Levatevi di torno, DIMETTETEVI!

PD nella bufera

Al di là della metafora legata al tempo che incorre nella nostra regione ed oltre a chiederci come facevano i vertici del partito a non sapere, ci poniamo una domanda: dov’è finita la questione morale ne PD (se c’è mai stata)?

§

Lusi, dubbi sulla Margherita
spesi 7 milioni dopo avere chiuso

I revisori nel 2011 parlarono di “contabilità regolarmente tenuta”. Acquistato per due milioni l’immobile di un componente del cda dell’organo del partito Europa

Lusi, dubbi sulla Margherita  spesi 7 milioni dopo avere chiuso Luigi Lusi

ROMA – Espulso ieri dal gruppo Pd (e verosimilmente presto anche dal partito), Luigi Lusi si dimette dalla carica di vicepresidente della commissione bilancio del Senato, ma non da quella di componente della giunta per le immunità. Incassa un primo rifiuto dalla Procura a una proposta di patteggiamento di pena di 1 anno, perché ritenuta troppo bassa. Attende di sapere di qui a qualche giorno se la sua offerta di restituzione alla ex Margherita di 5 dei 13 milioni di cui si è indebitamente appropriato sarà, come pure sembra probabile, ritenuta congrua e chiuderà almeno la parte “contabile” della sua vicenda.

E tuttavia, se nelle sue intenzioni e in quelle dell’ex partito di cui è stato tesoriere, la stangata alla Margherita doveva restare confinata ad “affare doloroso e incomprensibile” di un solo uomo che si rivela “un debole”, assumendosene per intero la responsabilità, di quella speranza, oggi, non resta nulla. L’affare Lusi interpella ormai l’intero ex gruppo dirigente del partito.

leggi tutto l’articolo sul sito di Repubblica

Elezioni a Senago, che aria tira?

Gira una strana aria nella neonata coalizione di centrosinistra formata da PD, SEL e Insieme per Senago.

Un’aria a metà tra l’euforia e il dramma della sconfitta.

Da una parte un’accozzaglia gioiosa per aver ottenuto l’insperato candidato a Sindaco e che sprizza consigli in ogni direzione, facendosi paladina dell’ordine e della giustizia e proliferando di buone intenzioni il popolo senaghese.

Dall’altra il solito assordante silenzio, nessuna posizione nè argomentazione circa i risultati che hanno graffiato per l‘ennesima volta i soliti noti, ulteriormente feriti perchè colpiti al fianco dagli ex, ed ora neo alleati, espulsi. Insomma in un paese normale roba da dimissioni. Ma vadano pure avanti così.

La regia di Insieme per Senago, in tutto questo gioco, è fenomenale, almeno a giudicare dalle pagine del loro sito, l’unico che cerca di comporre qualche frase compiuta. Una sovrintendenza del tutto paterna, prodiga di consigli e moniti, quasi ecclesiale, oseremmo dire. E questi si sono proclamati il futuro di Senago. Meglio guardare altrove.

Forse l’unica cosa che li unisce è che non volevano i comunisti nel loro governo (così ci pare d’aver sentito dire).

Anche nei dintorni però il solito silenzio, quasi fossero tutti imparentati col PD.

Solo la Lega lancia qualche vagito, in sostanza i soliti rutti, visto che essendo totalmente priva di contenuti propri e dopo la figuraccia fatta a Senago con la Rossetti, chiama all’appello il popolo padano “… per far sentire il calore di tutti i sostenitori e militanti al nostro BARBARO SOGNANTE” (testuali parole da loro usate). Il solito teatrino insomma, con tanto di inchino, che vedrà presente Maroni ed il riluttante Salvini ad inveire probabilmente da un palco contro gli stranieri ed i comunisti. Un modo come un altro per riempire un vuoto culturale e di idee che resterà sempre incolmabile.

Solite cose insomma e nessuna novità.

Forse.

perchè uno spettro si aggira per Senago, e non dite che non vi avevamo avvertito.

Federazione della Sinistra Senago

Ce l’hanno fatta: il PD sconfigge se stesso!

Anche questa volta il PD di Senago ce l’ha messa tutta, ed anche questa volta c’è riuscito: ha perso ancora prima di partire.

E’ con questa grave e cocente sconfitta che la COSA (PD, SEL e IPS n.d.r.) si appresta a portare a candidato Sindaco colui che era già stato epurato dalle file del PD in quanto ritenuto indesiderato: Lucio Fois.

Dopo la cacciata, che tutti ricorderete, avvenuta prima delle scorse amministrative, Fois trovò collocazione politica prima in Senago Democratica e quindi, in vista di queste amministrative, nella neonata SEL di Senago.

Ora, ironia della sorte,  si troverà a rappresentare coloro che lo hanno cacciato. Un inizio in decisa salita per lui.

Ma come ha potuto il PD perdere il proprio candidato?

Bè, senza voler fare fantapolitica, tutti sanno che il PD a Senago è sempre stato diviso come un arancia. Alle ultime amministrative un tacito accordo tra lega eduno spicchio del PD, fece perdere le elezioni alla coalizione di sinistra ed aprì le porte al disastro della Sindaca Rossetti che tutti abbiamo potuto vedere. E fu proprio l’epurazione nei confronti di Fois & C. che determinò questo insolito connubio con la lega.

Forse ora la Lega, di certo non parca di tatticismio, ha visto in Lucio Fois il candidato più debole ed intravedendo il modo di aprire un varco nella coalizione di centro-sinistra, ha scatenato le proprie brigate di votanti per farlo eleggere,  assieme ad altri spicchi del PD più o meno insofferenti verso questa loro coalizione che ha voluto escludere importanti forze di sinistra. Riuscendo nell’intento.

E’ chiaro che ora per Fois, sempre ammesso che sarà eletto a Sindaco,  governare sarà un bel problema, con il PD che avrà probabilmente la maggioranza più spezzettata del consiglio comunale e la lega pronta a fargli da spalla già a partire dal ballottaggio. Una situazione decisamente sfavorevole per tutti loro.

Allora “uno spettro si aggira per Senago”, la Federazione della Sinistra , la vera Sinistra a Seango, si presenterà alle prossime elezioni amministrative.

Pensioni, ADDIO! Grazie PD per avercele tolte!

Con l’ultima manovra economica del nuovo governo Monti, ha avuto compimento il disegno, iniziato nel 1992, di scardinare il sistema pensionistico per portarlo ad un livello insignificante ed inutilizzabile. Insomma è stato conseguito il loro obbiettivo iniziale di distruggere il sistema pensionistico.

Il tutto ovviamente a vantaggio delle assicurazioni private e delle banche che, proprio in questo momento, si stanno ben bene sfregando le mani, pronte a contare i lauti guadagni che i prossimi anni gli porteranno.

Mentre da un lato si continuano a pagare baby pensioni, vedi per esempio quelle dei parlamentari – inutile approfondire perchè tutti ormai sanno -, dall’altro si riducono drasticamente i parametri di calcolo per la pensione e contemporaneamente si elimina la pensione di anzianità, oltre che aver inalzato gli anni minimi di contribuzione a 42 anni ed 1 mese. Per ora. Perchè dal prossimo anno ci sarà il costante adeguamento, in crescendo, per l’aumento dell’aspettativa di vita. Aumento di 3 mesi di contibuti ogni due anni. Una bella beffa nella beffa dentro la beffa.

In sostanza chi, per esempio come me lavora da quando aveva 17 anni (il sito INPS non lo prevede e “decide” che devi aver inziato a lavorare ad almeno 18 anni), sarà costretto a da andare in pensione quando ne avrà 66. Quindi con 49 anni di lavoro effettivo.

Vabbè, a riuscire ad arrivarci a quell’età, con lo stress quotidiano cui siamo sottoposti, uno potrebbe anche farcela a lavorare. Ma a ben pensarci, chi ti vuole più a lavorare dopo una certa età? Soprattutto se non hai particolari ed elevate specializzazioni. Ho di fronte a me l’esperienza attuale e drammatica di diversi amici, cassaintegrati o licenziati per crisi o bancarotta delle aziende (che dopo aver fatto bottino per anni alle prime difficoltà se la squagliano lasciando tutti sul lastrico), in umile ricerca di un qualsiasi lavoro e nessuno che li vuole prendere a lavorare con sè. Nonostante l’esperienza che anni di lavoro ha loro procurato, sono troppo vecchi e quindi poco malleabili. Hanno dai 45 ai 55 anni.

Ma tutto questo in realtà cela, dietro di sè, una grande oscura manovra: l’instaurazione di un sistema pensionistico privato.

Non ci sono completamente riusciti con l’istituzione delle pensioni integrative di categoria, con le quali si sono FREGATI il TFR dei lavoratori, ed allora hanno ben pensato a qualcosa di più sottile e congeniale che si sviluppa su due linee parallele.

La prima che obbligherà i lavoratori, anche coloro che non lo hanno ancora fatto, ad aderire in modo forzoso ad una di queste forme di pensione privata, in modo da vedersi coprire gli anni bui che gli spetteranno quando prima o poi si vedranno, in età avanzata, proiettati (per non dire espulsi) fuori dal sistema di lavoro senza alcuna possibilità di reintegro.

La seconda obbligherà gli stessi a computare una forma di risparmio forzoso per garantirsi un cuscinetto economico per la dissocupazione di cui sopra e quindi favorendo ancora una volta le banche detentrici finali del risparmio effettivo, col quale portanno tornare a far respirare i loro profitti.

Insomma, una bella truffa realizzata coi guanti di velluto.

Oltre a tutto questo e dulcis un fundo, si parla ora di mettere mano al sogno di Berlusconi: l’ARTICOLO 18. Forse è ancora una volta, come per le pensioni, la sua lunga manina che guida tutti questi burattini.

O forse, con somma tristezza, è la doppia mano carpiata PDL-PD che ha portato al compimento totale del duopolio che loro hanno sempre voluto. E forse ci sono riusciti. Sulle spalle di tutti i lavoratori.

La bancarotta dello stato era forse la soluzione meno traumatica, almeno dal punto di vista dell’equità.

Ma forse è giunta l’ora della RIBELLIONE, nobile parola che ci conduce ad un dissenso vero che ci induce ad urlare un forte NO, una delle parole più semplici e corte del vocabolario, la parola più urgente ed essenziale, forse la più selvaggia. Un NO alla brutalità della politica, no alla follia delle ingiustizie economiche che ci circondano. Contro queste cose, il NO non è mera negazione: il NO assume un forte valore propositivo, costruttivo e creativo.

Ci dispiace solo per gli amici del PD che, assieme ai benpensanti del parlamento hanno approvato, ed approveranno, le manovre del governo dei BANCHIERI.

NO col sistema NON ci STO!

Consigli ai compagni del PD

Consigli ai compagni del Pd per fare bella figura in società.

Ricordare che il governo Monti non è un governo di sinistra. Giusto. Quindi sostenere la decisione di votarlo per responsabilità e senso dello Stato. Deplorare gli estremisti che si lamentano, ricordando quello che c’era prima. Contemporaneamente, recarsi alla manifestazione della Cgil che contesta le misure del governo Monti. Informarsi con garbo se sia meglio votare la manovra con la mano destra e tenere il cartello Giù-le-mani-dalle-pensioni con la sinistra. Per i mancini, invertire. Ricordare con veemenza che è grazie alle pressioni del Pd che si salvano le pensioni più basse dall’inflazione. Deplorare con un rapido inciso che grazie all’inflazione aumentata (benzina, Iva, ecc.) le pensioni decenti saranno presto indecenti anche loro. Sostenere gli sforzi del governo Monti che ci dà più credibilità in Europa. Incrociare le dita nella speranza che prima di finire la frase precedente l’Europa ci sia ancora. Sollevare con veemenza la questione dell’Ici della Chiesa cattolica. Minimizzare con eleganza e tatto la questione dell’Ici della Chiesa cattolica. Dispiacersi dell’assenza, nella manovra, della patrimoniale. Aggiungere pudicamente: “però per le grosse fortune”. Dolersi per i sacrifici del ceto medio. Consolarsi ricordando che però la prima alla Scala si è svolta in un clima di elegante sobrietà. Se qualcuno nomina il ministro Fornero, ribattere ricordando il ministro Gelmini e far notare l’indiscutibile evoluzione della specie. Approvare l’Ici sulla prima casa. Disapprovare l’Ici sulla prima casa. Ricordare la sacrosanta tassa su yacht ed elicotteri, vanto del comunismo nel mondo. Deplorare l’insufficiente azione sui capitali scudati, che poteva essere più alta. Rivendicare la tassazione sui capitali scudati che sarà bassa, ma è meglio di niente. Dolersi del fatto che i capitali scudati non si trovano più ed è difficile tassarli. Indignarsi per quest’ultima triste realtà e sbottare: “Ci vorrebbe un governo veramente liberale”! Oh, cazzo, questa vi è scappata. Ricominciare da capo.

(di Alessandro Robecchi – pubblicato in il Manifesto)

Senago sarà così?

E’ nata la Santa alleanza di CENTRO, tra PD, Insieme per Senago e SEL.

E mentre si apprestano a proclamare le primarie per eleggere a candidato Sindaco la Curcio, proposta dal PD,  già al loro interno s’intravedono le prime crepe.

Bruciato il cadidato di SEL, Fois, troppo debole e (soprattutto) un po’ di SINISTRA, l’unica vera candidata rimane la Curcio, anche se in sordina Insieme per Senago tiene pronto l’asso di fiori della ex assessora De Ponti. Ma il gioco è in realtà già stato fatto dal PD, troppo sicuro di vincere anche le elezioni a Senago e per questo pronto a schierare il proprio (e non solo) esercito di alzamano alla farsa delle primarie.

Per loro quel che conta non è il programma, è chi comanda, ed il PD sa a chi riconoscere questo ruolo. Lo si vede anche in questi giorni in parlamento, visto quello che si accingono ad approvare. Auguri a tutti coloro che li sceglieranno!

 


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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