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Non c’è peggior sordo…

Confesso che il titolo di questo post voleva essere decisamente più azzardato e più cattivo, ma non volendo incorrere nel reato di vilipendio al Presidente della Repubblica ho optato cautamente per una titolazione più soft, lasciando ad altri il campo di confronto contro il Presidente della Repubblica. Il nodo della questione è ancora una volta la legge elettorale. Come tutti sanno la legge Calderoli, il cosiddetto Porcellum, è stato giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

Ma cosa con precisione è stato bocciato dalla Consulta ?

Nessun TG e comunque pochi commentatori sono entrati nel merito della decisione. Questo ha permesso ai più di fare illazioni sulla totale bocciatura anche dell’attuale Parlamento, che essendo stato nominato con il Porcellum, poteva rischiare di vedere l’annullamento dei risultati elettorali. Il Presidente Napolitano ha immediatamente ribadito la legittimità dell’attuale Parlamento, ma ha fatto anche di più dicendo e manifestando forse troppo una posizione di parte. Ed è andato, lo stesso Giorgio Napolitano, ben oltre il ruolo super partes che dovrebbe avere. Non certo la posizione che dovrebbe avere il tutore della Costituzione ! Ha inoltre decisamente invaso il campo della politica e del Parlamento, che è deputato a legiferare, suggerendo una scelta certamente fuori luogo.

Il Presidente della Repubblica ha infatti affermato che bisogna abbandonare il sistema elettorale proporzionale.

Come se il Porcellum, che ha seguito il Mattarellum, il sistema maggioritario ed antidemocratico che lo ha preceduto, fosse un sistema elettorale di tipo proporzionale.  Non lo è affatto !!!! Un sistema elettorale che concede un premio di maggioranza a chi ha meno del 30% dei voti tale da raggiungere il 55% dei seggi è una truffa. Non ci sono altre possibili definizioni !

Come truffaldino era il Mattarellum stesso, nato dopo il referendum golpista Segni-Occhetto, la definizione di golpista non è mia, ma la sostengo a pieno. Il Mattarellum dava a chi vinceva i collegi uninominali (quindi senza alcuna possibilità di esprimere preferenze) la vittoria assoluta senza considerare che anche in quel caso l’eletto era votato, nella stragrande maggioranza dei casi, da una minoranza degli elettori.

Ma quale parere ha espresso la Corte Costituzionale ? Il Porcellum è stato bocciato per la presenza di un abnorme premio di maggioranza e per l’assenza delle preferenze per la scelta degli eletti. E’ stato ripetuto alla noia che abbiamo da anni Parlamenti di nominati che venivano per l’appunto scelti attraverso una lista bloccata.

Ebbene la Corte Costituzionale, cancellando con un colpo di spugna questi due elementi, ci consegna la piena legittimità di un sistema elettorale di tipo proporzionale, quello su cui nacque la Reppubblica Italiana e la Costituzione che ancora oggi è uno dei documenti più avanzati e democratici che mai siano stati prodotti in questo paese.

Il commento decisamente fuori luogo da parte del presidente Napolitano, che definisce indispensabile l’uscita dalla stagione del proporzionale, tradisce due grandi difetti: o siamo in presenza del garante della Costituzione che mostra ignoranza della Costituzione medesima e delle ultime stagioni politiche oppure, ancor peggio siamo già in pieno esercizio di una sorta di Repubblica Presidenziale in cui il singolo prevale sulla collettività del Parlamento.

L’Italia è uscita dalla stagione del sistema proporzionale nel 1993-94 e da allora non ci ha più fatto ritorno. In compenso da allora si sono alternati circa una dozzina di governi e diverse elezioni senza che la promessa stabilità politica venisse raggiunta dal paese. La sentenza della Corte Costituzionale stabilisce in realtà che proprio il concetto così tanto amato dai più, cioè quello che vorrebbe un sistema elettorale ancora in grado di falsare i numeri e quindi il maggioritario così caro a chi vuole la governabilità gode di grande illegittimità.

Stupisce vedere che il Garante della Costituzione in prima persona voglia falsificare ed interpretare alla rovescia la sentenza della Corte Costituzionale.

Un’altra brutta pagina dell’italietta di oggi. Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma questo è il panorama politico in cui siamo costretti a navigare a vista. Nessuno sembra avere più a cuore la rappresentanza speculare in Parlamento di quelle che sono le posizioni e le opinioni dei cittadini nella nostra società.

Ognuno purtroppo ragiona in modo che il governo futuro abbia in mano una sorta di golden share come se fossimo in un famigerato Consiglio di Amministrazione che non ascolta ciò che avviene al paese.

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Legalità e rispetto delle regole. Senago è ultima

Il rispetto delle regole è la base del modello democratico in cui viviamo e ciò può essere tradotto in una parola semplice: legalità.

Legalità che si assume essere sempre presente nelle istituzioni, quasi come un assioma, mentre il cittadino è costantemente sotto il faro del controllo, quale sospettato di illegalità nelle sue quotidiane azioni.

Eravamo noi  illegali in Consiglio Comunale quando, muniti di videocamere e comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, ci accingevamo ad effettuare le riprese della seduta consigliare, nel rispetto delle regole. Fummo allora invitati – con l’ausilio dei Carabinieri – a chiudere la videocamera (ma non l’audio registratore e le fotocamere – stranezza) senza nemmeno che fosse pronunciata una parola ufficiale in aula che potesse quindi essere verbalizzata.

Per la cronaca l’audio lo conserviamo ancora, ma per rispetto delle istituzioni non lo pubblichiamo, anche se “è cosa” pubblica a tutti gli effetti.

Capita poi purtroppo, a volte, che la mancanza di rispetto per le regole parta proprio dall’ambito istituzionale. E’ qui che l’assioma si rompe e l’illegalità si manifesta nel suo più torrido aspetto: il sopruso e l’abuso da parte del potere.

Così accade che nel nostro piccolo Comune di Senago, il Sindaco riceve una ISTANZA firmata da un gruppo di cittadini facenti parte di diversi movimenti politici. Una istanza presentata secondo le regole scritte nello Statuto del Comune di Senago, dove si chiedevano lumi circa la richiesta, già pervenuta all’amministrazione da parte del “Forum Salviamo il paesaggio” per effettuare il censimento degli immobili, alla quale non è mai stata data risposta.

Sono passati più di due mesi dalla nostra istanza e nessuno si è ancora fatto vivo.

Speriamo almeno che il Sindaco abbia informato il consiglio comunale, com’era scritto nella nostra istanza, altrimenti saremmo nel più grave degli squilibri democratici. Alla faccia della trasparenza da loro tanto sbandierata.

Viva la legalità, se ancora esiste.

SinistraSenago, Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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