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Messaggi da Atene !!

18/06/2012 14:13 | POLITICAITALIA | Fonte: controlacrisi.org

Da Atene messaggi di unità a sinistra. Ferrero (Prc) lancia invito a Vendola: Anche in Italia occorre costruire una sinistra unita e autonoma dal Pd.

Paolo Ferrero è ad Atene insieme agli altri rappresentanti della Sinistra Europea, di cui fanno parte tra gli altri Syriza, Fronte de Gauche e la stessa Rifondazione Comunista, per sostenere la battaglia dei compagni greci, che hanno ottenuto un gran risultato alle elezioni appena conclusesi. E Ferrero dalla capitale ellenica lancia un messaggio chiaro a Vendola, leader di Sel: “In Grecia vincono le forze che stanno distruggendo l’Europa con le politiche di austerità ed antisociali ma la sinistra avanza moltissimo e dice che larga parte del popolo non accetta più queste politiche, le politiche della Merkel e di Monti. Syriza raggiunge il 27% dei voti e complessivamente le forze della sinistra antiliberista raggiungono il 40%. Anche in Grecia verrà fatto un “governo Monti” – che vede insieme centro sinistra e conservatori – ma Monti ha poco da festeggiare perché l’unica strada per salvare l’Europa dal disastro è quella indicata da Syriza e dal Partito della Sinistra Europa di cui Syriza fa parte insieme a Rifondazione Comunista. A Vendola vogliamo dire che da Atene arriva un messaggio chiaro: occorre costruire una sinistra unita e autonoma dal Pd”.

Il ministero dell’Interno greco ha diffuso i risultati pressochè definitivi delle elezioni di ieri. Alle 12.00 ora locale sono state scrutinate il 99,96% delle schede. Gli aventi diritto erano 9.951.536, ha votato il 62,47% degli elettori, gli astenuti sono stati il 37,53%. Le schede nulle sono state lo 0,99%. NUOVA DEMOCRAZIA: 29,66% (1.825.394 voti); 129 seggi (compresi i 50 del premio di maggioranza). SYRIZA: 26,89% (1.654.876 voti); 71 seggi. PASOK: 12,28% (755.768 voti); 33 seggi. GRECI INDIPENDENTI: 7, 51% (462.406 voti); 20 seggi. ALBA DORATA: 6,92% (425.952 voti); 18 seggi. SINISTRA DEMOCRATICA: 6,26% (385.022 voti); 17 seggi. K.K.E (comunisti): 4, 50% (277.124 voti); 12 seggi. DIMIOURGIA, XANA!: 1,59% (98.049); 0 seggi. LAOS: 1,58% (97.095 voti); 0 seggi. VERDI ECOLOGISTI: 0,88% (54.418 voti); 0 seggi.
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GRECIA 17 giugno*

(*mi scuso se l’articolo può sembrare disordinato, ma le cose che stanno accadendo in Grecia sono tante e risulta difficile trovare una completa unità)

Grecia percossa sulla schiena,
tiranneggiata, con le tue ferite purulente,
stramazzata nel fango, calpestata,
che tutta notte gemi invocando un po’ d’acqua
come un detenuto in isolamento,
dopo le torture.
Povera Grecia, con i piedi gonfi
nelle vecchie scarpe sfondate,
coi vestiti smessi dei padroni,
come una donna di servizio, che conserva
metà del cibo per i figli.

Grecia svergognata, avvilita,
coi seni nudi a un angolo di strada,
che ti concedi al primo di passaggio
ai marinai stranieri, ai militari
che ora vengono indossando altre divise,
ai turisti dagli abiti variopinti.
Grecia con la lunga tunica bianca
noleggiata dal fotografo del quartiere
con la corona di carta sui capelli tinti,
le braccia flaccide, denudate
per farti fotografare alle feste della scuola
accanto a colonne di cartapesta dipinte.
(Titos Patrikios, da I giacimenti del tempo 1998 [già in Poesie, II 1953-1959] traduzione di Nicola Crocetti)

Come tutti sapranno oggi in Grecia si vota di nuovo per cercare di formare un governo, che possa guidare il paese in questa situazione difficilissima. I dubbi e gli interrogativi posti durante le scorse (e recenti) elezioni sono gli stessi: che ruolo potrà avere la sinistra radicale greca dinnanzi alle sinistre degli stati Europei? Come affrontare la grande minaccia di Alba Dorata? Quali saranno le sorti dell’economia ellenica e come potrà il popolo greco rialzarsi nonostante gli interessi di Stati più potenti?
I versi di Titos Patrikios (Atene 1928) qui riportati riescono benissimo a descrivere l’attuale situazione della Grecia nella sua pericolante precarietà, come non vedere in quelle parole degli anni ’50 una fotografia dei nostri giorni? Gli interessi degli stati esteri, le violenze interne, la decadenza…

1)Le sorti dell’Euro e della stessa unione sono contenute nelle urne greche, il mondo intero attende con ansia i risultati che dovrebbero giungere questa sera. La sfida è aperta e interessa soprattutto Nuova Democrazia (partito di centro destra) e SYRIZA, il partito della sinistra radicale; il perno del gioco è il “Memorandum”: ND vorrebbe mantenerlo leggermente ammorbidito, SYRIZA invece rifiuta quell’intesa e vorrebbe varare un piano per far uscire la Grecia dalla crisi, mantenendola nell’Eurozona.
Queste sono le principali proposte di SYRIZA (elencate dal Segretario Paolo Ferrero nella sua pagina Facebook):
1. Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.
2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
3. Alzare l’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno.
4. Cambiare la legge elettorale perché la rappresentanza parlamentare sia veramente proporzionale.
5. Aumento delle imposte sulle società per le grandi imprese, almeno fino alla media europea.
6. Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.
7. Proibire i derivati finanziari speculativi quali Swap e Cds.
8. Abolire i privilegi fiscali di cui beneficiano la Chiesa e gli armatori navali.
9. Combattere il segreto bancario e la fuga di capitali all’estero.
10. Tagliare drasticamente la spesa militare.
11. Alzare il salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese).
12. Utilizzare edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.
13. Aprire mense nelle scuole pubbliche per offrire gratuitamente la colazione e il pranzo ai bambini.
14. Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato.
15. Sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui.
16. Aumentare i sussidi per i disoccupati. Aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito.
17. Sgravi fiscali per i beni di prima necessità.
18. Nazionalizzazione delle banche.
19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua …).
20. Scommettere sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale.
21. Parità salariale tra uomini e donne.
22. Limitare il susseguirsi di contratti precari e spingere per contratti a tempo indeterminato.
23. Estendere la protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale.
24. Recuperare i contratti collettivi.
25. Aumentare le ispezioni del lavoro e i requisiti per le imprese che accedano a gare pubbliche.
26. Riformare la costituzione per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente.
27. Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.
28. Abolizione di tutti i privilegi dei deputati. Rimuovere la speciale protezione giuridica dei ministri e permettere ai tribunali di perseguire i membri del governo.
29. Smilitarizzare la guardia costiera e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperti o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l’immigrazione, le droghe o l’inclusione sociale.
30. Garantire i diritti umani nei centri di detenzione per migranti.
31. Facilitare la ricomposizione familiare dei migranti. Permettere che essi, inclusi gli irregolari, abbiano pieno accesso alla sanità e all’educazione.
32. Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.
33. Regolare il diritto all’obiezione di coscienza nel servizio di leva.
34. Aumentare i fondi della sanità pubblica fino ai livelli del resto della Ue (la media europea è del 6% del Pil e la Grecia spende solo il 3).
35. Eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.
36. Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.
37. Ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia.
38. Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967.
39. Negoziare un accordo stabile con la Turchia.
40. Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato

2)Nel clima teso delle elezioni in tempo di crisi le formazioni naziste di estrema destra (Alba Dorata) si impongono con la violenza: un cittadino greco di origine egiziana è stato assalito da una ventina di militanti di quel partito, ora si trova in gravissime condizioni. Nella zona del Pireo (il grandissimo porto di Atene) vive una grande comunità egiziana impiegata nel settore della pesca, che oggi ha manifestato, assieme a molte altre persone, contro i sempre più numerosi attacchi dei fascisti. Il popolo si lamenta della violenza notturna nelle strade e chiede al governo (quello che ci sarà) di prendere provvedimenti contro il razzismo e la xenofobia.
Alba Dorata pensa di risolvere il problema occupazionale greco prendendosela con gli immigrati, dai loro comizi emergono frasi come: “per ogni immigrato che lavora, c’è un greco che perde il posto”, il presidente della sezione del Pireo di quel partito ha affermato di voler impedire ad ogni egiziano di lavorare nel settore ittico. A voi tutte le conclusioni, queste parole non paiono nuove o inascoltate, ma non posso andare oltre… Questo non è il primo atto di violenza compiuto da militanti di AD e temo non sarà l’ultimo, per questo bisogna augurarsi una solida vittoria della sinistra in modo da estirpare visibilmente quella pianta velenosa.

Dunque la situazione è ancora più confusionaria, ingarbugliata, sospesa; le vie d’uscita paiono lontane e così anche le speranze in un paese che è martoriato al suo interno e al suo esterno.

Riprovaci, Syriza!

Il 17 giugno si vota per la secondo volta in un mese. Nell’urna c’è la sfida di un cambiamento che vale per il paese ma anche per tutti noi«In Grecia non c’è una battaglia tra euro e dracma, ma uno scontro frontale tra capitale e lavoro». Parla Theanò Fotiou , deputata di Syriza, la coalizione di sinistra diventata decisiva

«In Grecia non c’è una battaglia tra euro e dracma, ma uno scontro frontale tra capitale e lavoro; tra i poteri forti del Paese e dell’Europa, contro Syriza e le altre forze della sinistra«. L’analisi della deputata di Syriza, Theanò Fotiou, la porta comunque a essere sicura che il voto del 17 giugno prossimo sarà d’impulso per la costruzione di un’altra Europa. Docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Atene e da sempre nella sinistra radicale europeista e comunista, Fotiou è conosciuta per le sue battaglie in favore dell’istruzione pubblica.

Il risultato di Syriza ha rappresentato un terremoto politico in Grecia e non solo …
Il successo di Syriza rispecchia i cambiamenti della società greca negli ultimi due anni. Noi stessi a volte non credevamo che con la crisi la società si sarebbe radicalizzata. Da mesi la gente riempie le piazze per dire no ai Memorandum e affronta la violenza poliziesca, scende in strada sotto tonnellate di gas lacrimogeni. La vittoria di Syriza è cominciata in quel momento, anche se il movimento non significava automaticamente la politicizzazione e l’adesione a Syriza dei cittadini esasperati dai tagli. Ma Syriza – con i suoi militanti e la sua gente – ha saputo stare dentro questa trasformazione, dal primo momento. Perfino la riforma universitaria, approvata con la maggioranza più schiacciante nella storia del parlamento greco, è rimasta lettera morta perché è stata boicottata dalla reazione dei rettori. Questa relazione di Syriza con le masse, con la popolazione indignata e ribelle, le ha offerto una nuova identità. Analisi ed elaborazioni sulla crisi, che hanno aiutato la gente a capire che significa “debito”, “Memorandum”, eccetera e a ribaltare l’opinione secondo la quale tutta questa macelleria sociale ce la meritiamo, perché abbiamo speso troppo. D’altra parte Syriza ha avuto una osmosi con i movimenti sociali, radicalizzando il suo linguaggio, assumendo caratteristiche politiche e identità molto chiare.

Pochi giorni dopo le elezioni, Syriza ha avuto l’incarico dal presidente di formare un governo aprendo le porte del parlamento ai «dannati della terra» …
Nuova Democrazia e Pasok avevano 149 seggi su 300 e non potevano né volevano formare un governo. Insistevano che Syriza, con i suoi 52 seggi, doveva formare un governo di minoranza! Noi siamo tornati sui contenuti della nostra identità: ci siamo appellati alle classi sociali e ai loro rappresentanti nella società. Non abbiamo accettato l’incarico di formare un governo facendo la spola tra gli uffici dei partiti, ma abbiamo aperto per prima volta le porte le parlamento alla società, ai sindacati, ai rappresentanti delle categorie, alle associazioni dei professionisti e agli scienziati. Le persone più semplici sono entrate nel parlamento e hanno potuto esprimere la loro opinione sul futuro del paese. I rettori delle università ci hanno dato un grande sostegno, perché hanno risposto alle denunce di Nuova Democrazia e del Pasok, secondo le quali avevamo umiliato le istituzioni. Il rettore costituzionalista dell’Università della Tracia ci ha fatto i complimenti, perché allargando alla società le consultazioni di governo abbiamo dato un significato sostanziale alla costituzione. Il dialogo con i rappresentanti delle diverse categorie arrivava però sempre allo stesso punto: ci illustravano le loro proposte, ma subito dopo ci chiedevano di resistere, di non fare un solo passo indietro, e ci offrivano il loro pieno appoggio.

Siamo di fronte ad una campagna elettorale permanente in cui tutti i poteri forti in Grecia e in Europa sono contro Syriza …
C’è uno scontro frontale tra il capitale e le forze del lavoro, a tutti i livelli: internazionale, europeo e nazionale. Merkel, Barroso, Schlutz, Lagarde, e tutto il personale politico e finanziario e il loro seguaci in Grecia ci ricattano con la questione dracma/ euro, cercando di nascondere il vero quesito su cui si voterà: cioè se dobbiamo finalmente rifiutare i tagli e le logiche del Memorandum. I cittadini il 6 maggio li hanno già bocciati. Syriza dice con assoluta chiarezza che la Grecia rimarrà nell’eurozona, che la nostra moneta nazionale è l’euro. Ci accusano di essere populisti, perché vorremmo imbrogliare la gente per prendere i loro voti, mentre l’Europa ci butterà fuori dall’euro. Ma oggi economisti e leader politici non di sinistra, come Obama, sostengono che le politiche di eliminazione dei deficit e dei debiti in Europa sono senza uscita e devono cambiare. La Grecia ora vuole trasformarsi da cavia dell’eurozona in una leva di resistenza, riorganizzazione e riassetto dell’Unione Europea. Sarà una fatica immensa. Ma non l’abbiamo chiesta noi, ce l’ha assegnata la storia.

A quali alleanze pensate?
La nostra proposta deve essere condivisa nei luoghi di lavoro e nelle piazze, da tutti i movimenti. Se riusciremo a convincere la gente che le nostre politiche sono giuste, non importa molto con chi andremo a formare un governo. Se hai l’egemonia politica e culturale nella società e la gente nelle piazze, nessuno potrà farti male. Le alleanze le costruiremo dopo le elezioni. Sappiamo molto bene che per governare non basta una maggioranza di 151 deputati su 300. Anche se avessimo da soli i 151 deputati. Serve la partecipazione dei lavoratori, dei disoccupati, della gente. Servono i movimenti. E solo l’unità della sinistra può cambiare il destino del nostro paese. C’è ancora qualcuno che non ha capito che nelle piazze sta nascendo l’altra Europa?

POLITICAINTERNAZIONALE | Fonte: il manifesto | Autore: Argiris Panagopoulos (Da controlacrisi.org 26/05/2012)

LA SVEGLIA

CRISI:SPAGNA; SINDACATI, ADESIONE SCIOPERO AL 74%, INCIDENTI
(ANSA) – MADRID, 30 SET – Il tasso di adesione allo sciopero generale convocato oggi in Spagna contro la riforma del mercato del lavoro e’ stata finora del 74%, hanno indicato i sindacati Ugt e Ccoo, che hanno anche denunciato alcuni incidenti fra scioperanti e polizia, in particolare a Madrid.
Davanti all’impresa aeronautica Eads-Casa di Getafe, alla periferia della capitale, secondo il dirigente di Izquierda Unida Javier Viondi la polizia ha sparato alcuni colpi per aria per disperdere un picchetto di sciopero. Il comando della polizia di Madrid ha confermato gli spari, ma ha parlato, secondo El Pais online, di un incidente isolato. In scontri con le forze dell’ordine in tutto il paese, secondo i sindacati, 12 persone sono rimaste contuse, e 30 sono state fermate.
Secondo il portavoce di Ugt Jose’ Ricardo Martinez, ”lo sciopero e’ stato piu’ duro a Madrid”. Per i sindacati lo sciopero ha avuto una adesione del 61% nel settore della stampa, del 70% in Tv e radio. I giornali a Madrid oggi non sono arrivati nelle edicole, per lo sciopero della distribuzione.
Il livello di adesione e’ stato inoltre, secondo i sindacati, del 30% nei grandi centri commerciali, del 45% nel piccolo commercio,del 40% nel settore alberghiero e del 98% nei servizi di pulizia. A Madrid i bidoni di immondizia non sono stati raccolti oggi e sono rimasti nelle strade. A fine mattinata, secondo l’ente elettrico, il consumo elettrico industriale ha registrato un calo del 21%, scendendo ai livelli di un giorno festivo. (ANSA).
CEF
29-SET-10 13:37
GRECIA: MANIFESTAZIONI E SCIOPERI TRASPORTI E SANITA’ CONTRO TAGLI
Atene, 29 set. – (Adnkronos/Dpa) – Manifestazioni e scioperi di trasporti e personale sanitario ospedaliero stanno nuovamente creando gravi disagi in Grecia, sempre in protesta contro la rigida austerity ordinata dal governo socialista di George Papandreou. Ad Atene si sono fermati autobus, filobus e tram, mentre in tutto il paese hanno incrociato le braccia i ferrovieri, paralizzando il traffico su rotaia. In sciopero anche i medici degli ospedali pubblici, che hanno rifiutato di curare i pazienti per 24 ore. A questo si aggiungono le proteste dei farmacisti, che hanno proclamato una serrata per protestare contro i piani del governo di liberalizzarne la professione. Le proteste giungono mentre il paese si trova alle prese con il blocco degli autotrasportatori, in atto da due settimane, che hanno lasciato vuoti i supermercati delle principali citta’ e isole. I camionisti protestano contro il piano di liberalizzazione previsto dal governo. La Grecia deve ottemperare agli obblighi di austerity e riforma economiche imposte dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario internazionale in cambio di un megaprestito di 110 miliardi di euro, che ha per ora evitato al paese la bancarotta.
(Ses/Col/Adnkronos)
29 sett10 11.51

LAVORO: ISTAT, AUMENTANO ORE SCIOPERO GRANDI IMPRESE A LUGLIO
Roma, 29 set. (Adnkronos) – Le ore di sciopero effettuate nelle grandi imprese nel mese di luglio sono state pari a 2,7 per mille ore lavorate, con un aumento di 1,4 ore di sciopero per mille ore lavorate rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e di 0,1 ore nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-luglio. Lo comunica l’Istat.
Nelle grandi imprese dell’industria le ore di sciopero effettuate a luglio sono state pari a 4,5 per mille ore lavorate, con una crescita di 2,1 ore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e di 1,0 ore nel confronto tra i primi sette mesi del 2010 e il medesimo periodo del 2009.
Nelle grandi imprese dei servizi il numero delle ore di sciopero nel mese di luglio e’ stato pari a 1,7 per mille ore lavorate, con un aumento di 1,0 ore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e una diminuzione di 0,4 ore nel confronto tra il periodo gennaio-luglio 2010 e il medesimo periodo del 2009.
(Sec/Col/Adnkronos)
29-SET-10 12:00

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