Posts Tagged 'Evasione fiscale'

I soliti noti colpiscono ancora !

Le proposte, che in questi giorni vengono presentate nella manovra economica tutta lacrime e sangue, che si predispone, secondo la maggioranza di centro-destra, a far rientrare il debito pubblico italiano nei limiti richiesti a livello europeo, si arricchiscono ogni giorno di nuovi elementi e nuovi capitoli.

Nella finanziaria in discussione in questi giorni si parla ovviamente di nuove tasse, chiaramente da far pagare ai lavoratori dipendenti, si discute di tagli alle pensioni e cosa strana lo fa ogni governo dal 1995 ad oggi, ci si anima sulla questione dell’abolizione dell’articolo 18 e quanti soldi porti questa cancellazione così cara a Confindustria ancora non l’abbiamo capito, si propone un po’ velatamente e con un pizzico di sana vergogna l’ennesimo condono attraverso un altro scudo fiscale, si annunciano le solite draconiane misure nei confronti di quei fannulloni ed impenitenti che lavorano alle dipendenze dello stato e si perseguono ulteriormente i tagli agli enti locali portando i comuni e le regioni a non garantire più alcun servizio alla cittadinanza.

Il contributo di cosiddetta solidarietà riguarda ovviamente una gran parte di lavoratori dipendenti che hanno redditi sopra i 90mila ed i 150mila euro. Sia ben chiaro che nessuno di questi contribuenti diverrà povero e questi redditi possono essere ovviamente colpiti, ma l’impressione è che la manovra sia per l’ennesima volta unidirezionale. Si toccano i redditi e si lasciano intoccate le rendite. Si calcola già che solo il 10% dei potenziali pagatori del suddetto contributo sia costituito da lavoratori autonomi. Eppure già Marcegaglia, annuncia proteste vibranti. Da notare che tra le proposte circolate inizialmente figurava anche un contributo ad hoc per i lavoratori autonomi, ma che era fissato, guarda caso, a partire da una soglia di reddito ben inferiore, circa 55mila euro. Di questa proposta nessuna traccia. Scomparsa subito. La indiscussa ed incontrovertibile volontà del governo Berlusconi di stare comunque e sempre dalla parte degli evasori fiscali è l’unico elemento forte di coerenza del nostro esecutivo.

Sull’ennesima riforma, o sarebbe bene dire taglio, alla previdenza sociale chiaramente Confindustria e PdL spingono con forza trovando in questo caso una Lega Nord un po’ riottosa che vedrebbe ovviamente ledere la propria base di popolarità o forse meglio di popolanità. Tuonava qualche giorno fa anche il leader Bossi, ormai costretto a fare i conti con una discreta impopolarità in costante aumento che lo ha portato a desistere dal tenere alcuni comizi agostani. Nonostante le invettive contro i nani veneziani e le ballerine di corte, sembra comunque profilarsi all’orizzonte un ulteriore ritocco alle pensioni, attraverso un innalzamento dell’eta pensionistica per le donne.

Sull’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello sul licenziamento per giusta causa, si continua a spergiurare che è parte integrante delle richieste che la Banca Centrale Europea ha inviato al governo italiano, ma su questo tema nessuno ha ancora visto nulla di esplicito. E’ sin troppo esplicita e da tempo, la volontà di cancellarlo attraverso un intervento legislativo e saltando a piedi pari ogni trattativa sindacale. Ora, dando per scontato che CISL e UIL, negli ultimi tempi firmano qualunque porcata venga loro proposta, o quasi, è altrettanto scontato che se si insiste su questo tema, così poco in grado di fornire un entrata a favore dell’erario pubblico, si può andare incontro solo alle grandi manifestazioni che portarono ai 3 milioni di cittadini al Circo Massimo di qualche anno fa. E forse rischieremmo che proponendo l’estensione dell’art. 18 a tutti i lavoratori anche Bersani questa volta potrebbe darci ragione e quindi sarebbe bene non toccare più l’argomento. Quanto alla direzione in cui ci conduce la sfrenata rincorsa ad una continua flessibilizzazione del mercato del lavoro mi pare che se ne abbia prova quotidianamente nella ottusa precarizzazione delle ormai poche certezze dei lavoratori del nostro paese.

Paiono invece già scongiurate le possibilità di un ennesimo scudo fiscale perché sembra esserci un limite a tutto. Anche Berlusconi di fronte all’ennesimo condono da presentare agli italiani, cercando di favorire sostanzialmente dei ladri senza poterlo apertamente dichiarare, ha provato un moto di sana vergogna. Sembra che lo stesso Vaticano, che di ladri ben si intende, lo IOR e Marcinkus ancora pesano sulle coscienze d’Oltretevere, abbia avanzato dichiarazioni piuttosto ostili nei confronti dell’ennesimo scudo fiscale.

Sui tagli ai dipendenti pubblici ormai non si discute nemmeno più, perché sembrano essere un cavallo di battaglia di grande popolarità e Brunetta, il nano veneziano (Bossi dixit), sembra essere già lanciato verso questa nuova crociata. Da notare che i dipendenti pubblici si trovano con lo stipendio bloccato per 4 anni senza il normale adeguamento ISTAT al costo della vita e senza i previsti scatti di anzianità. Ovviamente, se questo non è mettere le mani nelle tasche delle persone possiamo discutere di tutto, ma chiaramente sarà ancor più esplicito dare mano libera alla manomissione di TFR e tredicesime dei dipendenti statali.

Sui tagli agli enti locali sicuramente la Lega Nord proverà gli imbarazzi maggiori. Dovrebbe spiegare a tutti gli italiani, padani e non, come è possibile la realizzazione di un federalismo senza alcuna autonomia economica. I tagli agli enti locali si ripetono ormai da anni, e ad opera di diversi governi, e questo si traduce praticamente nella incapacità da parte dei comuni di garantire servizi alla cittadinanza oppure nella impossibilità di garantirli allo stesso prezzo: esempio pratico anche a Senago si potrà assistere all’aumento delle quote relative alle mense scolastiche oppure alla variazione in rialzo di alcune tariffe di competenza comunale quali la Tassa sui Rifiuti.

Questa serie di provvedimenti non è una diretta intromissione nelle tasche dei cittadini, ma si traduce chiaramente nella necessità di pagare più onerosamente servizi che erano garantiti a tariffe migliori. Quindi, è bene che Berlusconi smetta con la pantomima del cuore grondante di sangue, perché le mani delle tasche degli italiani le ha messe e le sta tenendo da ormai 4 anni. Consigliamo al presidente del consiglio di arrestare l’emorragia del suo cuore se vuole evitare il peggio oppure di chiamare il 118 prima che sia troppo tardi.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

Calendario delle pubblicazioni

dicembre: 2019
L M M G V S D
« Ago    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031