Posts Tagged 'energia'

Facciamolo a pezzi 5: CLIMA ed ENERGIA

Iniziamo questo percorso alla scoperta di nuove possibilità per far fronte alle problematiche ambientali divenute oramai una vera emergenza. Un nuovo piano energetico comunale non è un’opzione: è un obbligo per garantire un futuro di autosopravvivenza ai nostri figli che abiteranno questa città.

E’ però anche una grande possibilità di rinnovare la città abbassando i costi dei consumi e della gestione dell’energia. E’ una possibilità per creare nuovi posti di lavoro e per proiettare la nostra comunità verso il consumo zero.

Vi lasciamo quindi a questa prima, intensa, lettura che delinea e descrive un possibile percorso.

Questa pubblicazione presenta in maniera sintetica, ma con un elevato contenuto scientifico, le basi per orientarsi nel mondo del clima e dell’energia al fine di capire come agiscono quei processi che governano l’equilibrio climatico del nostro pianeta. Di fronte ai problemi ambientali di cui il riscaldamento globale è solo l’aspetto più vasto e complesso, economia, industria e singoli individui sono chiamati a cambiare abitudini e obiettivi, costruendo un mondo più sostenibile attraverso l’efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia, la riduzione degli sprechi, la diffusione delle energie rinnovabili. Il primo passo per vincere questa sfida epocale, la cui posta in gioco è il benessere dell’intera Umanità, sta nella formazione di una consapevolezza dalla quale derivino scelte razionali tanto nella politica d’alto livello quanto nella vita quotidiana di ogni persona. Capire per poi poter agire in maniera più consapevole nel percorso della sostenibilità ambientale ed energetica. Queste pagine si pongono proprio questo fine e nascono nell’ambito della Campagna SEE – Energia Sostenibile per l’Europa.

CLIMA ed ENERGIA, capire per agire (.pdf)

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Nucleare: l’Italia come la Germania!

Se la Germania, che è una delle maggiori potenze industriali del mondo ed attualmente copre il 22% del suo fabbisogno di energia utilizzando l’atomo, ha deciso di rinunciare completamente al nucleare, perchè anche l’Italia non può farlo?

 

 

ENERGIA PULITA O NUCLEARE ?

 

ENERGIA PULITA o NUCLEARE?

 

Gli ultimi tragici avvenimenti, a seguito del recente terremoto in Giappone, rimettono in prima linea la discussione sulle modalità di produzione dell’energia e questo in un contesto internazionale.

Da anni il dibattito, in previsione della progressiva riduzione del petrolio e di altre materie prime che oggi vengono utilizzate per produrre l’energia, segue due filosofie:

la prima che si basa sulla convinzione che le risorse energetiche siano praticamente illimitate e la seconda che contesta radicalmente questa affermazione e propone un modello di sviluppo sostenibile.

La crisi di livello globale che le economie dei paesi industriali tradizionali ed emergenti stanno affrontando richiede un nuovo pensiero che definisca un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che non può più essere basato su un modalità di produzione e stili di vita che hanno causato cambiamenti climatici tali da mettere in discussione, se non si cambierà profondamente, l’avvenire del nostro pianeta.

Il punto centrale è questo: o si cambia lo stile di vita o qualsiasi piccola modifica non fa altro che allungare l’agonia del pianeta.

E su questa questione fondamentale si individua lo spartiacque tra le politiche conservatrici e  quelle che promuovono sostenibilità per le future generazioni.

E basterebbe pensare al tasso di democrazia tra i due modelli:

Il primo richiede di mantenere il potere in poche mani, di ricorrere alle guerre per il controllo delle materie prime, produce un impoverimento complessivo della società che ci fa tornare indietro prima della rivoluzione industriale che fu la base dello sviluppo del XX secolo.

Il secondo è esattamente il contrario: riconosce come BENI COMUNI le risorse naturali come l’acqua, il sole, il vento e si caratterizza dalla partecipazione dei popoli al futuro del proprio paese.

In questa elaborazione del Nuovo Pensiero degli anni 2000, si colloca il dibattito sull’uso delle risorse e quindi la contrapposizione tra utilizzo delle fonti rinnovabili e del nucleare per soddisfare i bisogni energetici del pianeta.

Non possono esserci mediazioni; anche dal punto di vista tecnico e dei costi l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili è meno cara, più sicura e sempre disponibile a differenza di quella nucleare.

Ed in tempi di crisi come quello attuale, basterebbe guardare vicino a noi alla Germania, per scoprire che gli investimenti relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili hanno, in un tempo brevissimo, aumentato l’occupazione creando maggiore ricchezza nel paese e riducendo la dipendenza dalle importazioni, con un saldo positivo nella bilancia commerciale.

Ma basterebbe solamente vedere cosa sta accadendo alle centrali nucleari in Giappone per non avere più dubbi ed intraprendere con forza la strada dello sviluppo delle rinnovabili anche nel nostro paese.

A giugno saremo chiamati, tra gli altri come quello sull’acqua bene pubblico, ad esprimerci sulla possibilità di costruire nuoce centrali nucleari nel nostro paese.

Non ci sono dubbi: la vittoria del NO significa intraprendere la seconda strada: quella dello sviluppo sostenibile a salvaguardia delle future generazioni.

PRC-Senago (18-03-2011)

2010 punto di non ritorno!

Si, una buona notizia: l’energia solare costa meno di quella nucleare!

Mentre in Italia si stanno mettendo le basi per il ritorno al nucleare, uno studio recente, pubblicato il 26 luglio dal New York Times e quasi del tutto ignorato dai nostri principali mass media, ci mostra l’antieconomicità di questa fonte di energia, destinata nel prossimo futuro ad essere scalzata dall’energia solare, visto oramai il più basso costo di quest’ultima.

Lo studio, prodotto da John Blackburn, docente di economia presso la prestigiosa Duke University, indica che dal mese di luglio 2010 il solare costa meno del nucleare e la tendenza futura sarà costantemente in discesa, aumentando ulteriormente il divario tra i due costi, a vantaggio ovviamente dell’energia prodotta dal sole.

Inoltre, sempre dallo studio, si evidenzia come i costi di produzione dell’energia tramite nucleare siano invece di tendenza opposta, cresciuti costantemente nel periodo preso in esame e destinati a crescere anche nei prossimi anni.

Produrre con il solare oggi costa 0,16 dollari al kilowatt, esattamente come il nucleare. Quale quindi la scelta giusta per il nostro paese? Il ritono al nucleare? O scegliere un’energia più pulita e disponibile in enormi quantità proprio sopra di noi?

L’attuale governo di destra, sembra proprio scegliere la via del nucleare e con essa sembra imboccare un punto di non ritorno. Una scelta sbagliata adesso, proprio in questo momento così critico per il lavoro e lo sviluppo, pone le basi per la completa regressione della nostra economia futura che sarà sempre più vincolata ai costi, sempre meno competitivi, che il nucleare imporrà.

Costi che graveranno, come sempre, sulla collettività e quindi sulle casse dello stato, oramai già spolpate fin quasi all’osso e forse solo buone per farci un blando brodino. E si sa, con un brodino le energie vengono sempre meno e per stare in piedi ci riproporranno l’olio di ricino e, se qualcuno non ne vorrà, passeranno al manganello. Guarda a caso giusto quello che questo governo di destra sta proprio facendo.

Auguri Italia.


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