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Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Ottava e… forse ultima parte)

Simbolo-Rivoluzione-civile

 

Vogliamo realizzare una rivoluzione civile per attuare i principi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.

Vogliamo realizzare un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il governo Monti.

Il voto a Rivoluzione Civile, rappresentata da Antonio Ingroia, è quindi un voto dilettevole ed utilissimo per diverse ragioni.

Per l’Europa dei diritti, contro l’Europa delle oligarchie economiche e finanziarie.

Vogliamo un’Europa autonoma dai poteri finanziari e una riforma democratica delle sue istituzioni. Siamo contrari al Fiscal Compact che taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi venti anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pildeve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale;

Per la legalità e una nuova politica antimafia

che abbia come obiettivo ultimo non solo il contenimento ma l’eliminazione della mafia, che va colpita nella sua struttura finanziaria e nelle sue relazioni con gli altri poteri, a partire da quello politico. Il totale contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione, il ripristino del falso in bilancio e l’inserimento deireati contro l’ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico;

Per la laicità e le libertà.

Affermiamo la laicità dello Stato e il diritto all’autodeterminazione della persona. Siamo per una cultura che riconosca le differenze. Aborriamo il femminicidio, contrastiamo ogni forma di sessismo e siamo per la democrazia di genere. Contrastiamo l’omofobia e vogliamo il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere. Contrastiamo ogni forma di razzismo e siamo per la cittadinanza di tutti i nati in Italia e per politiche migratorie accoglienti;

Per il lavoro. Non vogliamo più donne e uomini precari.

Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro;

Per le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole.

Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy;

Per l’ambiente.

Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per unamobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog;

Per l’uguaglianza e i diritti sociali.

Vogliamo eliminare l’IMU sulla prima casa, estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze. Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi. Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza. Vogliamo il diritto alla casa e il recupero del patrimonio edilizio esistente. Vogliamo un tetto massimo per le pensioni d’oro e il cumulo pensionistico. Vogliamo abrogare la controriforma pensionistica della Fornero, eliminando le gravi ingiustizie generate, a partire dalla questione degli “esodati”;

Per la conoscenza, la cultura, un’informazione libera.

Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art.3 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo portare l’obbligo scolastico a 18 anni. Vanno ritirate le riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. E’ necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione e stabilizzare il personale precario. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico, come afferma l’art. 9 della Costituzione. Vogliamo una riforma democratica dell’informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario. Vogliamo una legge sul conflitto di interessi e che i partiti escano dal consiglio di amministrazione della Rai. Vogliamo il libero accesso a Internet, gratuito per le giovani generazioni e la banda larga diffusa in tutto il Paese;

Per la pace e il disarmo.

Va ricondotta la funzione dell’esercito alla lettera e allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione a partire dal ritiro delle truppe italiane impegnate in missioni di guerra. Va promossa la cooperazione internazionale e l’Europa deve svolgere un’azione di pace e disarmo in particolare nell’area mediterranea. Va abrogata la riforma Monti delle Forze Armate, vanno tagliate le spese militari a partire dall’acquisto dei cacciabombardieri F35 e di tutti i nuovi armamenti.

Per una nuova questione morale ed un’altra politica.

Vogliamo l’incandidabilità dei condannati e di chi è rinviato a giudizio per reati gravi, finanziari e contro la pubblica amministrazione. Vogliamo eliminare i privilegi della politica, la diaria per i parlamentari, porre un tetto rigido ai compensi dei consiglieri regionali e introdurre per legge il limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali. Vogliamo una nuova stagione di democrazia e partecipazione.

 

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Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Sesta parte)

I sondaggi demoscopici a fini politico-elettorali, elemento che caratterizza le campagne elettorali, soprattutto da quando Silvio Berlusconi è sceso in campo, vengono ormai adoperati come arma di distrazione di massa. Nelle ultime due settimane di campagna elettorale possono essere effettuati sondaggi, raccolti i dati, ma non pubblicati ufficialmente attraverso gli organi di stampa.

Ebbene proprio tra gli ultimi sondaggi pubblicati e pubblicabili ne emergeva qualcuno che, guarda caso, ha iniziato a far emergere che il consenso a Rivoluzione Civile rischiava di essere al di sotto della fatidica soglia del 4%, quella che serve per avere accesso all’elezione di rappresentanti alla Camera dei Deputati. Chiaramente ogni sondaggio è credibile fino ad un certo punto, ma alcune chiavi di lettura decisamente parziali nascondono in realtà la volontà di indurre un certo risultato cercando di cristallizzare tutto così come è registrato dagli istituti demoscopici.

Berlusconi docet. Dal 1994 con Forza Italia ha fatto uso spregiudicato delle scienze statistiche, grazie allora al sondaggista  di fiducia Gianni Pilo. Altri sondaggisti si sono poi alternati nel ruolo della sirena incantatrice ancella berlusconiana che diffonde dati al limite della demenza senile.

Il sondaggio invece che registrare una vera tendenza e portare ad evidenziare un dato, che è solo ed esclusivamente, se affidabile, una fotografia istantanea, viene utilizzato per indurre gli indecisi a schierarsi e soprattutto per ricollocare il voto di coloro i quali hanno intenzione di premiare con la loro scelta i partiti minori. Questo avviene in modo spregiudicato e costante da che in Italia non abbiamo più un sistema elettorale che permette di avere un Parlamento speculare rispetto al paese; in poche parole questo succede da che in Italia non abbiamo più un sistema elettorale di tipo proporzionale.

Sulla base dei sondaggi e solo sulla base di quelli che piacciono a lorsignori (metteteci dentro chi vi pare…) si definisce utile oppure inutile il voto ad una certa compagine.

Perché non si dovrebbe avere la legittima ambizione di andare ben oltre i sondaggi che gli istituti demoscopici di turno ci propinano ? Perché ad un partito, lista o coalizione deve essere impedito di sognare e di lavorare per il raggiungimento di un risultato certamente imprevisto anche da parte dei migliori statistici ?

Pensiamo al risultato di Luigi De Magistris a Napoli due anni fa. Nessuno ipotizzava nemmeno la minima possibilità per lui di arrivare al ballottaggio ed oggi De Magistris è il primo cittadino del capoluogo campano. I sondaggi non sempre sono una scienza esatta.

Pensiamo a Syriza, la forza politica greca che ha più elementi in comune con il programma delle forze politiche che si riconoscono in Rivoluzione Civile. Syriza è passata dal 2% al 30% dei consensi e tutto questo in tempi brevissimi, nell’arco di due elezioni tenutesi a distanza di due anni o poco più. Certo se avessero ascoltato i sondaggi…

La campagna ed il tema del voto utile appartengono ormai al nostro modo di fare politica e di fare soprattutto propaganda politica da che i sistemi elettorali sono stati via via inquinati da meccanismi e logiche di tipo maggioritario-uninominale.

In questi sistemi elettorali avviene generalmente che il primo classificato, come numero di voti e con uno scarto anche irrisorio sul secondo classificato, prende tutto. Tutti gli altri non accedono nemmeno ad un un misero diritto di tribuna e ad una minima rappresentanza. Questo avviene con sistemi elettorali basati sui collegi uninominali.

Guarda caso la proposta del PD per la prossima legislatura sarà quella di ritornare proprio ai collegi uninominali. Il Regno Unito è un modello che ha molto da insegnare da questo punto di vista. I cittadini che si recano alle urne sono ormai decisamente meno della metà degli aventi diritto e partiti che hanno una consistenza vicina o anche superiore al 10% talvolta non sono minimamente rappresentati in Parlamento.

Da che la cultura del maggioritario si è introdotta, con tutta la sua antidemocraticità nelle nostre istituzioni,  si vuole far ritenere inutile, o rendere inutile ogni voto che non va a chi vince. Da allora la politica ha istituzionalizzato una gerarchizzazione del voto.

In sostanza, come già detto altrove, se esistono voti inutili, lo sono di conseguenza anche gli elettori che quei voti esprimono. Sistemi elettorali siffatti ci dicono che esistono elettori di serie A ed elettori di serie e categorie inferiori. In barba alla Costituzione Italiana. E’ forte in questo senso la nostalgia per la prima repubblica in cui valeva forte il principio “Una testa un voto” e nessuno si permetteva mai di dire ad altri che il loro voto non era utile. Ricordiamo che il premio di maggioranza dell’attuale legge elettorale, il noto Porcellum è ancor più truffaldino della Legge Truffa voluta negli anni del secondo dopoguerra dalla Democrazia Cristiana. Ebbene allora il PCI si battè contro questo abominio della democrazia. Oggi il Partito Democratico, piegato al volere della governabilità ed ai diktat della BCE accetta ogni strumento che trasformi in maggioranza ciò che maggioranza non è.

Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Quinta parte)

Ma veniamo finalmente alla questione relativa all’accordo più o meno sancito ed esplicito e più o meno comunicabile pubblicamente da parte del PD con il polo di centrodestra capitanato da Mario Monti.

Non si tratta di un errore di battitura. Il polo Scelta Civica è una coalizione di centrodestra. Sicuramente di stampo europeo, liberale, liberista e non impresentabile come il polo di Berlusconi, ma pur sempre un centrodestra. Del resto all’interno c’è pure Gianfranco Fini…

Sempre Pierluigi Bersani, nei giorni scorsi, interpellato su alcune frasi dell’ancora attuale Presidente del Consiglio, avrebbe detto: “Monti deve ricordarsi che il comune avversario è Silvio Berlusconi, ma attenzione perché se continua così, rimette in discussione la possibilità di collaborare con noi dopo le elezioni. Così l’alleanza dopo il voto salta !”

Ma allora l’alleanza sarebbe già scritta o almeno così si potrebbe evincere da queste parole. Nichi Vendola e Pierferdinando Casini, pienamente arruolati nel gioco delle parti si sgambettano vicendevolmente per dire ai quattro venti che non vi sono minimamente prospettive che possano portare i due poli a governare insieme.

Insomma il gioco delle parti sembra continuare. Ma continuano ovviamente anche le finte rivalità e le avances da parte degli uni e degli altri.

Inoltre, sembra aperta una breccia per cui ogni giorno che passa, una nuova ammissione rende ormai palese quello che è il segreto di Pulcinella. La futura compagine di Governo avrà al suo interno il polo PD-SEL insieme al polo Scelta Civica con Monti, con buona pace di chi finora sembra continuare a vedere delle nette incompatibilità tra i due centri.

A chiarire ulteriormente ogni dubbio ci pensa Riccardo Nencini segretario del PSI (Partito Socialista Italiano) e candidato all’interno delle liste PD. Il PSI, lo storico partito erede di Filippo Turati e di Andrea Costa, ma anche di Pietro Nenni, Riccardo Lombardi e Sandro Petini, farebbe oggi molta fatica a raggiungere anche solo il 4 per mille. Ed allora ecco che i “socialisti” con il loro glorioso avvenire alle spalle entrano nelle liste del PD.

Vi fu un po’ di fibrillazione quando avvenne la composizione delle liste qualche tempo fa. Questo accadde perché sembrava non fosse garantito ai socialisti il numero di seggi sicuri che questi “meritavano” di avere.

E così in barba alle primarie, i candidati del PSI entrano in lista con il PD scavalcando, tra l’altro, candidati che avevano ricevuto preferenze ed investitura popolari durante le primarie di fine anno.

Pressappoco le dichiarazioni di Nencini a Repubblica TV suonano così: “Porte aperte alle forze liberali e moderate e ogni minimo spiraglio chiuso a Ingroia”

Aggiunge il leader degli ex-, dei post- e dei neo-craxiani (perché sapete che….si candida anche Bobo Craxi con loro):

“Non so come sia andata tra Bersani e Ingroia, ma una cosa la so di certo, quando noi abbiamo costruito la carta d’intenti abbiamo fatto una scelta netta, abbiamo aperto la finestra alle forze liberal-democratiche e chiuso ogni finestra, porta, portoncino, spiraglio, alla sinistra massimalista e radicale di Ingroia” .

Posizione più che legittima, ma a questo punto non ci si arrampichi sugli specchi per voler dimostrare che i voti ed i senatori di Monti saranno richiesti se e solo se realmente indispensabili. Quell’accordo è già scritto ed è stato praticamente in più occasioni confessato dallo stesso Bersani:

“Ho sempre detto che alle urne chiedo il 51 per cento, ma che mi rivolgerò a forze alternative a Berlusconi e alla Lega come se avessi il 49 per cento dei voti”.

Tra le altre amenità, tra leopardi e/o giaguari smacchiati, Bersani proprio in questi giorni avrebbe aggiunto frasi chiare come: “Tra Mario e Nichi il traffico lo dirigo io” e “Terrò insieme Monti e Vendola” rassicurato da quest’ultimo che nel comizio di Piazza Duomo a Milano ha dichiarato che il proprio ruolo sarà quello di “garante della stabilità del futuro governo”.

Nencini oggi candida i suoi nelle file del PD, niente meno di quello che accadde nel 2008 quando Veltroni ospitò i Radicali di Marco Pannella ed  Emma Bonino nelle proprie liste. Pare che la stessa proposta sia stata fatta ad Antonio Ingroia ormai quasi due mesi fa, per convincerlo a desistere e non presentare il proprio simbolo al Senato. Ma la proposta, il cui latore pare fosse LucianoViolante, ex-presidente della Camera, ed ancora rappresentante del PD (sempre lui, quello della “riabilitazione” dei “ragazzi di Salò”) era realmente irricevibile.

Si parlava di candidare in posizione sicura due persone vicine a Rivoluzione Civile, ma non così facilmente identificabili con questa “sinistra massimalista”, per non far capire a Monti che si ospitavano persone a lui poco gradite. Insomma una proposta davvero irricevibile almeno per chi conserva quel minimo di dignità politica e di coerenza.

L’accordo è fatto, probabilmente mancano solo i dettagli. A qualcuno piacerebbe avere Romano Prodi come futuro Presidente della Repubblica, mentre altri hanno dichiarato la loro preferenza per Emma Bonino (ma piacerà ai cattolici ???). Piccoli dettagli che potranno essere discussi nelle pause di un prossimo Consiglio dei Ministri.

Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Quarta parte)

Le elezioni si avvicinano e con la campagna elettorale che volge al termine la questione “voto utile” diviene una sottile battaglia psicologica nella quale ognuno piega la logica a proprio uso e consumo. Si finisce con il leggere alcune affermazioni degne di un reparto psichiatrico. La sindrome bipolare e lo sdoppiamento della personalità condite da acuti attacchi di schizofrenia la fanno ormai da padrone. Ora sappiamo quanto insistentemente il candidato Pierluigi Bersani abbia spinto sull’acceleratore per definire l’utilità del voto al PD e l’inutilità del voto alla lista di Rivoluzione Civile. Su questo sarebbe bene ricordare quello che altri hanno già affermato e cioè che “non esistono voti inutili !” semplicemente perché qualora esistessero significherebbe svilire il senso civico di ogni cittadino.

Se esistesse il voto utile esisterebbe anche quello inutile ed esisterebbe di conseguenza l’elettore inutile. L’articolo 48 della Costituzione Italiana invece recita così: “Il voto è personale libero, eguale, segreto e il suo esercizio è un dovere civico che non può essere limitato”.

bersenzi

A dar manforte al vecchio rivale, giunge anche il giovane Matteo Renzi, quello che durante le primarie divideva il popolo degli elettori PD a lui favorevoli e a lui contrari  in NOI  e LORO, a sottolineare ulteriormente come la situazione vedesse ormai la convivenza di due partiti in uno solo.  Oggi anche Renzi sembra usare gli stessi argomenti di coloro i quali fino a pochi giorni fa voleva rottamare. Infatti Renzi, come Finocchiaro, D’Alema, Veltroni e lo stesso Bersani sono tutti sullo stesso carro e nel medesimo coro intonano la solita gracchiante e stonata canzone che il voto a Rivoluzione Civile farebbe vincere Silvio Berlusconi ed il centrodestra. Addirittura si arriva a dire che, o si vota Partito Democratico oppure tutti gli altri voti equivalgono ad un sostegno al mafioso di Arcore (definizione di Bossi Umberto da Cassano Magnago).

Probabilmente anche la vicenda del Monte dei Paschi di Siena ha creato nervosismo nell’ambiente del probabile futuro Presidente del Consiglio ed i fatidici sondaggi hanno iniziato a registrare dati non sempre incoraggianti. Ed allora tra minacce di sbranamenti a chi metteva in discussione l’onorabilità del Partito Democratico e banche sbranate davvero ecco che sembra più utile e dilettevole tornare alla vecchia trita e ritrita litania del voto utile.  Il festival dell’incoerenza delle dichiarazioni su MPS ha visto il meglio quando nei giorni scorsi Bersani si sbracciava affermando che: “Le banche fanno le banche e noi facciamo politica e non siamo per niente coinvolti nella vicenda !” D’Alema di par suo ripeteva invece che orgogliosamente era stato proprio il PD a pretendere che venisse cambiato il CdA di MPS. Sembrava riecheggiare l’intercettazione di Piero Fassino che anni fa con Consorte ridacchiava via etere dicendo: “Ma allora abbiamo una banca ?” In realtà Unipol-BNL sarebbe stata la seconda, visto che MPS era già il giocattolo di casa.

Insomma decidetevi ! O contate qualcosa oppure non contate nulla in MPS e quindi lasciate che le cose facciano il loro corso, anche quello giudiziario…

travaglio

Altri illustri commentatori come Marco Travaglio si sono recentemente cimentati con le continue farneticazioni secondo cui si vogliono vedere assorbiti nel centrosinistra tutti i voti “non di destra”. Ebbene sarebbe anche utile che venisse spiegato all’elettorato per quale ragione, coloro i quali si ritengono l’unica alternativa al berlusconismo abbiano trascorso gli ultimi 14 mesi a sostegno del Governo Monti dove convivono contemporaneamente, facendo convergere il proprio voto sugli stessi provvedimenti, tanto il Partito Democratico quanto il Popolo delle Libertà, l’Unione di Centro e Futuro e Libertà per l’Italia.

Qualcuno obietterà che si trattava di una situazione di emergenza nazionale e che un governo tecnico non ha colore. Ebbene il colore delle decisioni prese lo abbiamo invece visto ed abbiamo avuto modo di capire cosa possa attendere gli italiani che avranno in sorte, dopo queste elezioni, un probabile governo Bersani-Monti.

Gli esodati ancora oggi ringraziano !!!!

Ma sembra ancor più sottile la battaglia psicologica che si combatte tra Mario Monti  e Pierluigi Bersani. Ogni giorno sembra che le schermaglie per fingersi avversari debbano superare il bon ton istituzionale. Tutto poi si ricuce. Ognuno cerca di marciare separatamente dall’altro per poi unire i rispettivi voti e i propri consensi dopo il 25 febbraio. In un impeto di onnipotenza o forse di disperazione Bersani avrebbe detto o forse twittato: Ma quale sinistra è quella che fa vincere la destra ?”

Risposta lapidaria di Antonio Ingroia sempre via twitter: “La tua !”

Ora sarebbe opportuno capire per quale ragione una lista come Rivoluzione Civile che presenta un proprio programma fortemente alternativo a tutto quello che viene indicato e va per la maggiore tra le altre coalizioni si dovrebbe sentire additata come fiancheggiatrice delle destre. Se pensiamo ai favori compiuti alla destra berlusconiana proprio dal centrosinistra può tornare alla mente la mancata legge sul conflitto di interessi mai messa in agenda per avendo governato per circa 7-8 anni degli ultimi 20. Si può pensare alle tante missioni militari, non ultima la guerra in Mali, votate e finanziate lautamente da Bersani e da tutto il PD. Tutto questo sta ancora lì a dimostrare ed in modo paradigmatico come oggi vi sia una continuità di fondo tra centrodestra e centrosinistra che deve certamente preoccupare.

E non bastano certo i distinguo dell’ultima ora sugli F-35 votati e voluti anche da Prodi e D’Alema in tempi non sospetti. Abbiamo già parlato di Veltroni e delle candidature nel solco del “ma anche…” e non ci dilungheremo nel sottolineare chi negli ultimi anni il centrosinistra di governo ha più giovato alla destra piuttosto che adoperarsi per una politica vicina ai valori storici della sinistra come il lavoro, la scuola e la sanità pubblica, i diritti sociali e civili e tanto altro ancora.

Ed il dramma psicologico sembra continuare con Bersani che ogni qualvolta si affaccia sui teleschermi per spiegare la propria linea programmatica l’elettorato si comporta come il Mar Rosso di fronte a Mosè.

Si passa ormai alla ripicca bella e buona: Bersani avrebbe detto “ci vogliono impedire di vincere”, ma ci sembra quasi tautologico affermare che lo scopo delle elezioni, di ogni elezione che si rispetti è quello di fare il possibile, legalmente si intende, per vincere, e quindi di conseguenza per non far vincere gli avversari. Oggi Bersani sembra scoprire tutta questa cattiveria da parte dei suoi competitors. Avversari che lo stesso PD ha alimentato per tutti questi ultimi 14 mesi con un sostegno pressoché illimitato ed incondizionato.

Chi è causa del suo mal…

Ipocriti e Falsi

Se non vogliamo essere masochisti e irresponsabili dobbiamo cacciare i “mercanti dal tempio”.

I mercanti sono i soliti noti, Berlusconi, Bersani, Casini & Co, che nella loro ipocrisia, dimenticano in questi giorni, distratti dalla campagna elettorale il sostegno dato all’unisono e di concerto nel 2012 al Governo Monti, uomo della Finanza europea e delle Banche, uomo della Trilateral e del Gruppo Bilderberg. Tutti soggetti beninteso legalmente riconosciuti, ma indubbiamente interessati a condizionare le politiche nazionali in direzione ultraliberista attraverso l’uso di azioni lobbistiche. Il distinto professore dell’ Università Bocconi, sempre promosso a pieni voti in parlamento, dai soliti mercanti ha nell’ordine:

– distrutto il presente ed il futuro del sistema previdenziale

– introdotto una pesante tassa sulla prima casa ormai tristemente nota a tutti con il nome di IMU

– compromesso l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori

– condotto sull’orlo della disperazione intere famiglie creando il caso degli esodati, senza reddito né da lavoro né da pensione, generando quindi disoccupazione e povertà

Diciamo basta a tutto questo ed al penoso spettacolo delle falsità messe in scena da eminenti ministri dell’attuale governo come Fornero e Profumo e da parte di una politica compromessa con gli affari, i poteri forti e la corruzione.

Che fare allora ? Si chiederebbe il saggio Vladimiro (detto Lenin).

Iniziamo la nostra Rivoluzione Civile nel paese e per avere voce in parlamento, per difendere e realizzare i principi fondanti della nostra Costituzione.

Il 24 ed il 25 febbraio andiamo a votare e sosteniamo la lista di Rivoluzione Civile con a capo Antonio Ingroia e a sostegno dell’unico programma veramente alternativo alle logiche del mercato e dell’illegalità.

Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Terza parte)

Ancora ci pare di ricordare, o comunque si narra nelle terribili notti di plenilunio, la storia di una campagna elettorale di qualche anno fa. Non troppo distante né nello spazio e nemmeno nel tempo. Si trattava di andare a votare nel 2009 per il ballottaggio per l’elezione del Sindaco di Senagh, dal latino Sanacum, cioè luogo salubre, ma questo era molto tempo fa, decisamente prima che qualcuno decidesse che nel piccolo comune si dovessero costruire delle vasche di laminazione per il contenimento delle acque putride e luride di un fiume che tutti i comuni lambiva, tutti i comuni fuorchè Senagh, per l’appunto.

Senagh era un piccolo comune alle porte di Milano, un comune che confinava, ma forse confina ancora a sud con Bollate, ad ovest con Garbagnate Milanese e Cesate, a nord con Limbiate ed invece a est con Paderno Dugnano. Nel piccolo comune (ventimila abitanti più o meno), il primo turno di elezioni comunali si era concluso con la vittoria del sindaco uscente tale Enrico Parrocchia, espressione di un centrosinistra formato da liste civiche , da Italia dei Valori e da generici zozzi comunisti, probabilmente gli ancestrali abitanti delle putride acque di cui sopra. Il primo turno di votazione aveva sancito inoltre l’esclusione dal ballottaggio, in quanto meno votato tra tutti i contendenti, del candidato del Partito Democratico, un certo Gianfranco Sale, che in quella occasione decise di fare corsa da solo. In effetti il PD, in quei tempi guidato da Rocco Brillante, si sentiva ormai poco affine agli altri partiti di centrosinistra.

Capitò che il candidato della Lega Nord, Riccardo Barbaro, anch’egli escluso dal turno di ballottaggio perché classificatosi terzo dopo il primo turno di elezione, si accordasse al secondo turno con la candidata del centrodestra senaghese Franca Bianchetti Ombretti, giunta per pochi voti alle spalle del sindaco uscente. Si costituì così ufficialmente il cosiddetto apparentamento.

Ebbene ragionando di voto utile in voto utile la logica e la matematica bersaniana, traslate nel piccolo paese di quei giorni, avrebbero voluto ed avrebbero dovuto suggerire che il secondo turno utilmente vedesse gli elettori ed i militanti ed anche perché no i dirigenti locali del Partito Democratico esprimere una indicazione di voto favorevole al sindaco uscente. Insomma per non favorire Berlusconi. Niente di più, niente di meno. 

Invece, dati alla mano e testimonianze telefoniche all’orecchio, raccontano di una grande attività e di un notevole fermento all’interno del PD per traghettare voti, i propri voti e quelli dei propri elettori, transitoriamente per il solo turno di ballottaggio delle elezioni comunali verso il centrodestra. Fu così che si registrò la vittoria dell’alleanza di centrodestra e probabilmente con il decisivo apporto dei “democratici” e fu così che il PD iniziò ad esercitarsi nell’aiuto a Berlusconi, ma pare che allora di tutta questa storia Bersani, Veltroni, Franceschini, D’Alema, Bindi, Finocchiaro ed altri dirigenti nazionali di quel partito non si accorsero.

Se aggiungiamo l’aggravante che in un voto di ballottaggio partecipano solo i primi due contendenti e che la propria opzione politica viene esclusa dal regolamento elettorale quando non ci si classifica al primo oppure al secondo posto diviene chiara l’operazione condotta nel piccolo paese di Senagh.

Che volete che sia mai ? Si tratta solo di storie da piccolo paese ! E forse anche solo di frutto della fantasia perversa e malata di qualche maligno. Vecchie leggende metropolitane, parto della fantasia degli Zozzi (i comunisti di cui sopra, nemmeno lontani parenti dei più simpatici elfi e degli spassosissimi gnomi). Comunque sono  cose che non si raccontano più nemmeno ai bambini per non farli addormentare con il rischio che vengano poi assaliti dagli incubi notturni.


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