Posts Tagged 'corruzione'

M5, PD e la commedia degli equivoci

vivi-in-uno-stato-dove-3-politici-su-5-sono-corrotti-deve-essere-proprio-un-bel-paese

Sulla vicenda di Quarto vale la pena di riconsiderare l’argomento che ha alimentato tutta la polemica. I grillini e il Pd si sono duramente scontrati intorno alla pretesa del M5S di costituire una forza moralizzatrice della politica. I 5Stelle l’hanno rivendicata, i democratici hanno cavalcato il caso di Quarto per confutarla. Ma è molto curioso che nessuno abbia osservato come l’attenzione grillina per la questione morale riguardi aspetti tutto sommato marginali (i cosiddetti costi della politica e i privilegi della «casta») mentre elude necessariamente il problema principale posto anche dal caso di Quarto, e cioè il profilo morale ed etico dei candidati alle assemblee elettive. Lo scontro si è così risolto in una commedia degli equivoci nella quale nessuno ha messo in evidenza come la demagogia dei 5Stelle, sintomatica di una fase di profonda crisi delle forme della politica democratica, finisca con il rovesciare la questione morale nel suo contrario. Vediamo di spiegarci meglio.

Grillo e il suo movimento non selezionano i candidati sulla base della loro moralità. Purtroppo l’esperienza dice che non lo fanno nemmeno i partiti tradizionali. Ma almeno questi potrebbero farlo, dato che selezionano dirigenti e quadri sulla base di rapporti consolidati. I gruppi dirigenti dei partiti conoscono il proprio personale politico e amministrativo, quindi – in linea di principio – possono tenere conto del suo profilo etico (oltre che delle sue competenze). Tutto ciò è precluso al M5S che affida la selezione dei propri candidati alla «società civile» attraverso la rete. Questo significa banalmente che non c’è alcun controllo preventivo sulla moralità dei rappresentanti targati 5Stelle, a meno di considerare un vaglio adeguato l’autoselezione o il consenso raccolto, nella migliore delle ipotesi, tra parenti, amici e vicini di casa.

Se questo è vero, il caso di Quarto non chiama in causa collusioni col malaffare del M5S, che nulla poteva sapere delle frequentazioni e degli stili di vita dei propri candidati al Consiglio comunale di Quarto.

Ma allora sorgono alcune domande. Perché da una parte (Grillo e Casaleggio) non si è risposto ricordando questa circostanza e mettendo subito fine alla polemica? Perché dall’altra (non solo il Pd, ma anche la grancassa mediatica) non si sono attaccati i vertici dei 5Stelle per la loro vera responsabilità: quella di avere messo in moto un meccanismo ad alto rischio, che minaccia di catapultare in ruoli delicatissimi homines novi di cui nessuno sa nulla?

Probabilmente Grillo e Casaleggio non rispondono come potrebbero (e dovrebbero) perché riconoscere questo stato di cose li metterebbe in serio imbarazzo. Un conto è presentarsi come vendicatori della «gente» contro il malaffare dei partiti. Tutt’altro paio di maniche è ammettere che il meccanismo iper-democratico della selezione «dal basso» è manipolabile dal peggio, visto che per mafia, camorra, ‘ndrangheta e fratellanze di ogni sorta è un gioco da ragazzi infiltrarsi in un movimento virtuale e organizzarvi il consenso necessario a farvi prevalere i propri rappresentanti.

Quanto agli avversari del M5S sono molti e molto interessanti i motivi che con ogni probabilità li trattengono dall’inchiodare Grillo e Casaleggio alle loro vere responsabilità. Il primo è che attaccare i 5Stelle sul terreno tradizionale della questione morale serve a far dimenticare o ad attenuare le proprie colpe. Se tutti sono uguali (ugualmente corrotti, ugualmente inquinati da presenze impresentabili), nessuno può essere chiamato a rendere conto delle proprie malefatte. Tutti colpevoli, nessun colpevole. E tutti sappiamo quanto bisogno di una sommaria sanatoria abbia in particolare il Pd, che in ogni sua articolazione e a ogni livello pullula di inquisiti, pregiudicati e condannati a vario titolo, con buona pace della retorica renziana del cambiamento.

Ma ci sono altri motivi, non meno influenti. Mettere in discussione l’ideologia grillina rischierebbe non solo di attrarre l’attenzione sul motivo del vasto consenso raccolto dai 5Stelle, ma anche di aprire un dossier imbarazzante per tutti i partiti della Seconda repubblica. Se il M5S attrae milioni di voti con liste popolate da sconosciuti, è per la dilagante sfiducia e per il diffuso disprezzo nei confronti della classe dirigente del paese. Si può criticare Grillo per mille motivi, ma di qui non si scappa. E prendere sul serio questo dato di fatto implicherebbe fare finalmente i conti con la propria impresentabilità, con le proprie responsabilità politiche e morali.

Inoltre Grillo non ha fatto che portare alle estreme conseguenze l’apologia della cosiddetta «società civile» che fu all’origine della demolizione del sistema costituzionale dei partiti dopo la bufera di Tangentopoli. L’ideologia della rete si basa sull’idea (talora recepita anche dalla «sinistra radicale») che, mentre nel Palazzo si annida la malavita, fuori dal Palazzo c’è la gente perbene. Si tratta di una tesi demenziale, essendo ovvio che il Palazzo è quel che è perché la società è quella che è. Questo è evidente, ma chi ha ormai interesse a dirlo?

La stagione di “Mani pulite” servì anche a distruggere il sistema politico della prima Repubblica sostituendo i partiti di massa con partiti personali e post-ideologici, scalabili da piccole cricche. Oggi l’Italicum compie quel processo, consegnando tutte le chiavi del comando al vertice di un’organizzazione che, a conti fatti, avrà raccolto il 15% dei consensi. È il frutto maturo di una campagna «moralizzatrice» che ha sempre fatto dell’apologia della «società civile» la propria testa d’ariete.

Ecco perché nessuno o quasi ha voglia di parlare seriamente di che cos’è oggi la corruzione politica in Italia. Perché a nessuno o quasi interessa far notare che proprio il modello anti-partito incarnato dal M5S favorisce la penetrazione del peggio nelle istituzioni. E perché conviene invece a tanti una messinscena sulla questione morale che mette la questione morale fuori gioco.

di Alberto Burgio da “Il Manifesto”

Annunci

Lega e Legalità

Sarebbe facile provare un sentimento di rivalsa, al vedere il partito di Bossi alle prese con le indagini della magistratura per numerosi e gravi capi d’accusa.

Invece si provano solo disgusto e preoccupazione.

 Questi i fatti: la Lega, ipotizzano i magistrati che indagano, ha usato i soldi del partito, erogati dallo Stato, cioè da tutti noi, per le esigenze personali del suo capo e dei familiari: ristrutturazione della villa di Bossi, cene, viaggi.

La Lega Nord avrebbe anche, secondo le notizie diffuse dai mezzi di informazione, investito all’estero i fondi del partito (a Cipro e in Tanzania: pensate un po’, anche nell’odiatissima Africa, esportatrice di migranti). Il trattamento di questi fondi si sarebbe avvalso, sempre secondo le informazioni della stampa, anche della “consulenza” di sospetti esponenti della ‘ndrangheta.

Per tutti questi movimenti di denaro le accuse, mosse dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, sono di appropriazione indebita, riciclaggio di denaro, truffa ai danni dello Stato, falso. La Lega infatti avrebbe anche presentato un bilancio falso per coprire le operazioni illecite, fatte anche con i fondi dei rimborsi elettorali.

Risulta indagato, tra gli altri, Francesco Belsito, tesoriere della Lega, che ha rassegnato le dimissioni dai suoi incarichi di partito. Coinvolti nello scandalo sono anche gli uffici di segreteria di Umberto Bossi e il Sin.Pa (sedicente Sindacato Padano) di Rosy Mauro.

 Silvio Berlusconi ha subito espresso solidarietà ai suoi amici leghisti. Ma, vista la persona, forse i fedeli di Bossi non saranno stati contenti della generosità del Cavaliere.

 Insomma, ecco che cosa è successo: il partito che ha sempre tuonato contro “Roma ladrona” è stato probabilmente scoperto con le mani nel sacco nel più squallido scandalo da prima Repubblica.

Questa è la moralità di chi si erge a paladino della legalità.

 Qui a Senago questo partito, per far dimenticare i precedenti scandali (quello di Boni) ed il coinvolgimento della Lega nell’affaire Vasche, ha iniziato a tuonare contro una immaginaria invasione di Rom. Si atteggiano a inflessibili protettori della legalità.

Adesso aspettiamo che si inventino qualcosa di più fantasioso per tentare di far smettere di parlare della corruzione così vicina al loro caro leader.

 I sengahesi si ricordino, al momento di andare al voto, della natura di questo partito.

A volte ritornano… o forse non se ne sono mai andati !

A leggere le cronache di questi giorni non ci rassegna veranente all’idea che tutto sembra fermo al 1992.

Ricordiamo tutti i giorni di Tangentopoli con avvisi di garanzia e richieste di rinvio a giudizio e di autorizzazioni a procedere che detronizzavano una intera classe o casta politica. Aprendo i quotidani odierni non facciamo che sentire di richieste di arresto per questo o quel deputato. Con alcuni che si trasferiscono direttamente da Montecitorio a Poggioreale ed altri che con qualche trucco e sotterfugio riescono ancora a farla franca.

Eppure tra sei mesi saremo nel 2012 e quindi a venti anni di distanza dai fatti che hanno storicamente eliminato una classe dirigente legata all’asse CAF (Craxi-Andreotti-Forlani). Tra tintinnii di monetine fuori dall’Hotel Raphael, ed altri episodi simili, sembra che il tempo non sia trascorso e soprattutto, cosa ancor peggiore, sembra che la storia sia costretta in un destino cinico e baro a ripetersi. Ma soprattutto non siamo usciti dal vortice della corruzione che diviene linea politica della classe dirigente mai così lontana dai bisogni reali del paese.

E non è la solita litania dell’antipolitca o della guerra alla casta dei privilegiati e alle loro auto blu ad essere argomento di discussione, ma sotto accusa deve essere il senso di totale incapacità ad uscire da un vortice di malgoverno teso solo alla salvaguardia di zone franche.

Quasi vent’anni sono trascorsi dal giorno in cui il mariuolo Mario Chiesa cercava goffamente di buttare i soldi di una tangente in un servizio igienico della Baggina.

Ma oggi possiamo dire di essere governati da una classe politica con uno spessore morale superiore a quello di chi governava allora ? Se consideriamo che Berlusconi è frutto anche delle politiche craxiane di quegli anni non ci si stupisce delle tante analogie.

Oggi se è possibile le cose vanno ancora peggio e di peggiore soprattutto vi è stato il trascorrere di 20 anni senza che molto cambiasse. Oggi i vari Papa, Tedesco, Milanese e sopra tutti Berlusconi coltivano i propri affari, quasi alla luce del sole, e il paese sembra non reagisca, con un così scarso sistema immunitario da riuscire ad aver gli anticorpi per liberarci di una classe politica che non ci rappresenta.

Si è detto, e bene ha fatto il PRC e la Federeazione della Sinistra, che siamo disponibili a mettere a disposizione le nostre sedi e le nostre capacità organizzative per le iniziative degli indignati che si stanno facendo largo in Europa. E’ tempo di indignarsi, ma non soltanto e l’indignazione di questi anni è stata fin troppo sopita.

Se davvero il vento è cambiato e vogliamo crederlo e vogliamo soffiare all’unisono con questo vento bisogna assecondare  le indignazioni per un paese che non ha saputo autoriformarsi. Oggi molto pragmaticamente siamo di fronte ad un governo che ha perseguito negli anni la realizzazione del piano politico di Propaganda 2 del noto Venerabile maestro Licio Gelli.

E la politica si interroga sulle riforme istituzionali non sufficientemente portate a compimento. In realtà ci si dovrebbe interrogare sul perchè abbiamo consentito che si realizzasse anche troppo di un disegno perverso e corrotto.

Il ciclo di riforme che da più parti si voleva è stato fin troppo assecondato e le riforme che qualcuno voleva erano il bavaglio alla libertà di indignazione. A vent’anni da Tangentopoli, dagli omicidi di Falcone e Borsellino ed a dieci da Genova 2001 , la pagina più nera della sospensione di democrazia nel nostro paese, con il protagonismo di forze dell’ordine impegnate più in una macelleria messicana che nel controllo di una città, le occasioni perdute sono state troppe e non ne abbiamo altre.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

Calendario delle pubblicazioni

giugno: 2019
L M M G V S D
« Ago    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
Annunci