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ANCHE CREMASCHI STA CON ERRIDELUCA NO TAV E NON CON CASELLI

cremaschi1Tav. Non c’è legalità senza giustizia.

Ha ragione Erri De Luca. In valle Susa gli atti contro gli impianti della Tav fanno parte di una lotta civile e democratica profondamente giusta e come tali vanno compresi e giustificati.
Nella storia del movimento operaio gli atti contro le cose che simboleggiano o materializzano lo sfruttamento del lavoro ci sono sempre stati. Dalle campagne alle fabbriche. A volte erano giustificati altre no, ma nulla avevano a vedere con quello che oggi si definisce come terrorismo.
La lotta di Gandhi contro la occupazione britannica fu piena di sabotaggi e vandalismi sulle cose, giustificati e rivendicati dall’apostolo della non violenza.
In valle Susa c’è una lotta popolare di massa contro un opera inutile e devastante, che oramai viene tenuta in piedi solo per affari e potere.
Vengono dolore e rabbia quando si va in Valle e si vede la montagna scarnificata, le migliaia di alberi secolari abbattuti e tutto nel nome di una opera che non serve a niente, se non a chi la fa e a chi costruisce su di essa notorietà politica.
La Tav  in valle Susa è come gli f 35, si va avanti nonostante tutto solo per non ammettere di aver sbagliato.
E a proposito di aerei ricordo quel pacifista cristiano che si mise a martellare la carlinga di un aereo da guerra, era un terrorista? Non credo proprio.
Il procuratore Caselli dovrebbe studiando attentamente il personaggio di Javert nei Miserabili. Anche quel servitore dello stato perseguiva la legalità ad ogni costo, rompendo così umanità, solidarietà e giustizia.
Già giustizia, perché come scriveva Thoreau non è auspicabile che in una società la legalità abbia  più rispetto della giustizia.
Per altro la nostra legge già prevede che alcuni reati possano esser commessi per motivazioni di alto valore sociale civile o morale e per questo ricevere forti attenuanti. Quelle che dovrebbero essere adottate per giudicare la lotta il  valle Susa, al posto del tentativo ottuso e disonesto moralmente di paragonarla ai più bui episodi degli anni di piombo.
È giusto dunque essere solidali con quella lotta in tutte le sue diverse espressione e manifestazioni. Non c’è legalità senza giustizia.

Giorgio Cremaschi

(dal sito notav.info)

(ndr: Anche Senago ha, nelle vasche di laminazione, la sua opera TAV)

La via del “RISARCIMENTO”

Leggiamo sul sito del Comitato Senago Sostenibile che il consigliere regionale Franco Mirabelli, in carica al Partito Democratico, ha esposto, come già ha fatto in passato, il proprio favore a che le vasche di laminazione siano realizzate nel territorio di Senago. Oltre ai punti sollevati nell’articolo di Senago Sostenibile, che condividiamo ed invitiamo a leggere, ciò che lascia alquanto allibiti è il modo con cui egli liquida la questione: “chiedere all’amministrazione di Senago quanto vuole come risarcimento”.

Innanzitutto interpretiamo questa intenzione come lesiva dei normali rapporti democratici tra le istituzioni ma soprattutto tra queste, che egli rappresenta ai massimi livelli regionali, ed i cittadini che non hanno in questo modo diritto di parola o di opinione nè di scelta, rispetto all’uso del territorio dove vivono.

Siamo addolorati delle parole da lui usate per affrontare la questione e decisamente siamo avviliti per come ciò sia gestito. Il comitato ha chiesto invano di essere interlocutore come già lo è stato nel recente incontro avuto con il Commissario Straordinario al Comune di Senago e presso la Commissione Ambiente in Provincia. Forse Mirabelli sceglie di dialogare solo con chi gli può garantire i propri voti e forse il suo bacino elettorale coincide con quei quartieri di Niguarda cui ora vuole a tutti i costi dare il senso di aver fatto “qualcosa”, senza però tener conto della realtà dei territori e soprattutto del fatto che la realizzazione delle vasche sembra proprio non essere in alcun modo risolutiva del problema delle esondazioni a Niguarda (lo hanno più o meno dichiarato tutti tra tecnici, politici della commissione ambiente in provincia, etc.).

Ci spiace sentirlo parlare di una nuova fase politica a Milano, dove la giunta Pisapia apre al dialogo, e dall’altra sentirlo liquidare con voraci parole la questione vasche a Senago semplicemente avanzando l’ipotesi di un rimborso per il “disagio”. D’altro lato egli afferma che inserire le vasche di laminazione nel Parco Nord “sarebbe una scelta che comprometterebbe la qualità del parco”. E perchè non lo dovrebbe essere allora anche per il Parco delle Groane, dove lui le vorrebbe andarle a collocare?

C’era cascata prima la Lega a Senago, che chiedeva e patteggiava in tutta sordina uno scambio del territorio per avere in cambio qualche milione di euro da usare poi per dar senso alla propria avanzata politica in Senago. Ma quando la questione è venuta a galla, la Lega è stata costretta a far cadere la giunta per non andare contro i propri organi dirigenti in regione.

Ci prova ora Mirabelli proponendo un analogo scambio per non interloquire con la cittadinanza che, ovviamente, non vuole le vasche. Dimentica forse Mirabelli che esiste un documento chiaro e preciso, sottoscritto da tutte le forze politiche del Comune di Senago compreso il PD di cui egli fa parte, che si esprime totalmente contrario a qualsiasi realizzazione di vasche di laminazione nel territorio di Senago.

Effettivamente siamo un po’ perplessi per l’assenza attuale di posizione da parte del PD di Senago, soprattutto perchè fu uno dei sostenitori della mozione unanime contro le vasche.

Tutto questo ci pone alcuni interrogativi.
Qual’è la “differenza che si vede anche sul Seveso”, come citato nel titolo del suo articolo? Il Partito Democratico vuole davvero cambiare ed avviare una nuova fase politica, o preferisce seguire l’esempio di Penati?
E’ in grado il PD di Senago di interloquire con i suoi più alti organi dirigenti o può solo subirli come accadde alle ultime elezioni comunali, quando si trovarono Penati in casa a far da guida per i ciechi?
Vuole forse il PD fare come la Lega che non è stata capace di sostenere la posizione votata con la mozione in Consiglio Comunale, nei confronti dei propri organi superiori, e lasciare così il nostro territorio allo sbando e dalla merce della probabile speculazione?

A queste domande noi non sappiamo rispondere, sappiamo però che Rifondazione Comunista, da parte sua, ha sempre avuto le idee chiare: pieno appoggio all’inziativa del Comitato Senago Sostenible cui si unisce nella battaglia per la salvaguardia del nostro territorio contro lo scempio programmato.

Vorremmo poter incontrare il PD e le altre forze politiche senaghesi su questo terreno per dare aiuto all’impari lotta che il Comitato Senago Sostenibile sta portando avanti per tutti noi contro la Regione Lombardia.

Le elezioni a Senago sono molto vicine e non vediamo spazio alcuno per le ambiguità di convenienza. Il nostro territorio rischia di essere usurpato e compromesso per sempre.

Le idee per il nostro programma sono chiare, come chiara è la nostra partecipazione per la salvaguardia del territorio e contro ogni speculazione. Dal Bilancio Partecipato fino ad Agenda 21, la partecipazione è sempre stata la nostra prerogativa e richiesta e non vogliamo che nessuno si ritenga autorizzato a decidere il futuro del nostro paese eludendo il parere di chi vi abita.

Se PD e Lega hanno buoni interlocutori in Regione, si affrettino anche loro a gridare NO VASCHE unendosi alla flebile voce del Comitato Senago Sostenibile. Noi lo abbiamo fatto ed in Provincia abbiamo avuto tutto il supporto possibile del consigliere Massimo Gatti.

Forse il tempo sta per scadere ed anche voi dovete decidere da che parte stare, se con la gente o con la solita Casta.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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