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A proposito di: “CANONE TV”

Era il lontano 1996 e la LEGA, dopo la breve esperienza di governo con l’ex alleato Berluskaiser (come allora lo chiamava il capitano del carroccio), tornava nei ranghi di partito di opposizione, prestandosi a smussare i propri lati in attesa di poter un giorno tornare a governare il paese.

Così riprendono le vecchie campagne di propaganda, attuate con toni meno severi dei precedenti. Nasce quindi il manuale di resistenza fiscale, l’organo di diffusione delle idee leghiste e base per la futura indipendenza della padania.

E’ quello un breve manualetto che si apre con un’inopportuna citazione a Ghandi (forse scritta dal mite Borghezio a suon di bastonate sulle lastre di piombo per la stampa) per proseguire, attraverso le pochissime pagine, verso la sintesi d’azione che dovrebbe determinare il nuovo corso politico del movimento leghista:

1) compensazione dei crediti verso lo Stato

2) obiezione morale

3) disdetta del canone RAI

Al di là dei primi due punti che, data l’incomprensibilità debbono essere stati redatti dal commercialista di Bossi con lo scopo di far evadere le tasse a tutti i cosidetti padani, il terzo punto è il più curioso ed esplicativo circa il carattere di questo movimento.

Molti ricorderanno, quando la Lega era ancora in fasce, l’invito sgolato a “Bruciare i libretti dalla RAI” per non pagare più il canone, definito un sopruso e liberarsi così definitivamente da Roma centralista.

Ebbene, col tempo questo invito si è un po’ affievolito divenendo un moderato atto da compiere a suon di carte bollate e balzelli tra i vari uffici della burocrazia statalista, sempre pronti a mettere il bastone in mezzo alle ruote del carroccio. Non è ben chiaro il perchè di un così repentino cambiamento. Forse il fatto che non avevano capito che a fronte di una bel falò, le ceneri andavano comunque reccolte e puntualmente la finanza si presentava a casa del malcapitato che aveva seguito lo stolto consiglio della dirigenza e dei filosofi, se così si può dire, leghisti.

Fatto stà che, col passare degli anni e dei governi, l’atteggiamento della Lega si è ulteriormente attutito, e forse è anche radicalmente mutato, possiamo dire che è girato di 360 gradi. Come spiegarlo ora ai propri adepti? Bè, basta non spiegarlo. E così hanno fatto.

La lega è al governo dall’8 maggio 2008 e, salvo eventi tanto inaspettati quanto impossibili ma auspicati, lo rimarrà ancora. Intanto ce la fa pagare e con gli interessi.

Ebbene, nel 2008 il canone TV era di €.106.

Nel 2009 è stato aumentato dalla Lega a €.107,5

Nel 2010 è stato aumentato dalla Lega a €.109

Nel 2011 andremo a pagare €.110,5 e questo grazie sempre alla Lega, che ha voluto questo ennesimo aumento.

Insomma, di coerenza non se ne parla di certo in quegli ambienti e nemmeno di cura per le cose dette e sostenute in passato.  Chissa in futuro cosa ci aspetta, considerando quello che sta già accadendo in questi giorni. Ci fa paura solo a pensare a come attueranno il federalismo fiscale!

Forse un motto potrà qualificarlo meglio di ogni altro discorso:

PIU’ TASSE PER TUTTI. Grazie Lega!

Elenco aumenti della tassa di possesso della televisione VOLUTI dalla LEGA:

2008    €.106
2009    €.107,5
2010    €.109
2011    €.110,5

P.S. La scadenza è vicina, non dimenticatevi di pagare il canone TV.

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Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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