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Vasche: i soldi sono tanti, milioni di milioni …

IMG_1463C’è un lato molto oscuro nella faccenda delle vasche di laminazione: “gli interessi che la grande opera nasconde”.

Ne hanno parlato già in tanti. Chi libero come cittadino postando commenti ai vari blog, chi come consigliere parlando in consiglio comunale, chi, sempre come fonte istituzionale,  affermandolo durante le assemblee pubbliche. Ma mai il problema è emerso nel suo chiaro aspetto. Noi abbiamo provato a fare chiarezza semplicemente cercando nei documenti pubblici disponibili via internet.

Abbiamo iniziato sfogliando semplicemente i documenti di analisi sulle vasche proposti dalla regione e già si vede che i soldi disponibili per gli espropri sono a dir poco un ampio regalo ai proprietari terrieri dove  sorgeranno le vasche. Per intenderci l’area più indicata dalla regione per questa operazione sono i due ampi campi siti ad est e ad ovest di via De Gasperi.

Tutti terreni agricoli, la cui parte maggiore addirittura risiede all’interno del parco e quindi vincolata da più ampio interesse comunitario e scarso (o nullo) valore commerciale. Quindi terreni il cui valore non supera i tre euro a metro quadro. Invece la regione offre, magicamente, 25 euro. Un enorme guadagno, conseguibile senza dover fare proprio nulla. Un vero affare. Questo lo dicono apertamente i consiglieri ed il presidente durante l’ultima commissione territorio aperta sulle vasche.

Ma chi sono i proprietari?

Bè, anche questo è noto. Lo dicono gli stessi consiglieri: la società Alpina è uno di questi, forse il più grosso proprietario. Andiamo allora a vedere chi è questa società Alpina.

Innanzitutto sembra essere proprietaria dei terreni dove dovrebbe sorgere la vasca più grande. Ma non solo. A Senago, dopo aver costruito case e capannoni per almeno tre decenni, detiene ancora molti ettari (da una recente visura trovata sul sito della regione sembra circa cinquanta) di terreni vergini che vorrebbe edificare.

La società è un’azienda privata che nasce negli anni ’80 con lo scopo di acquistare terreni nel territorio del Comune di Senago per costruirci edifici, come da sua vocazione. Terreni agricoli che poi, con un po’ di pazienza, diventeranno terreni edificabili. Ed in questo ci riesce benissimo, tanto che a Senago, lo sanno tutti, ha costruito praticamente in tutte le zone.

Non è una società di beneficenza, ma è una “società che intende speculare”! Così leggiamo nella trascrizione di uno degli ultimi consigli comunali.

Nero su bianco appunto, basta leggere i verbali pubblici dei consigli.

Intanto, uno dei primi atti ufficiali della giunta Fois, è quello di firmare l’ennesima convenzione con questa società. Anzi, una bi-convenzione, ovvero viene siglato uno strano accordo col quale la società vende ad un terzo soggetto, la società Polaris, il diritto di vendita di palazzine già convenzionate in precedenza. Insomma un gran CASINO! Un arruffarsi di danaro pubblico (circa 2.350.000 euto) per rivendere un immobile che nessuno vuole comprare perchè nessuno ha più soldi e voglia di acquistare case. Già finanziato poco prima da altri soldi pubblici, tra l’altro. Tutto regolare, anche se non si capisce bene perchè un’immobile già convenzionato a 1950 euro/mq ora viene riconvenzionato per la stessa cifra pur usufruendo di più di due milioni di euro di soldi pubblici piovuti dal celo,  tant’è che qualcuno, in un commento ad un blog, invocava addirittura la Bocassini (esagerato! ha altre cose di cui occuparsi in questo momento).

Ma chi sono i veri soci della società Alpina, che avrà buone probabilità di essere al centro dell’operazione Vasche di Laminazione a Senago? Cercando tra i vari documenti pubblici abbiamo trovato diverse indicazioni interessanti.

Intanto la società ha diversi soci. Il primo è il noto imprenditore che a Senago tutti conoscono, Albanese, ovvero colui che tratta direttamente con gli amministratori locali, e la signora Albanese.

Altro socio è un libero cittadino della vicina repubblica elvetica, DE BEAUMONT OLIVIER, che evidentemente ha ben pensato di far fruttare i suoi risparmi investendoli in Italia, pensando forse che l’andamento dello spread lo aiuti in questo. Mentre gli italiani li portano tutti in Svizzera. Mistero.

Ci sono poi alcuni soci che con Senago hanno veramente poco a che fare. Forse in apparenza però.

La società RECOFIN LIMITED, un società di affari sita in Gran Bretagna, e soprattutto la società finanziaria INTERNATIONAL FINANCE & MANAGEMENT HOLDINGS INC., registrata, indovinate un po’, nella LIBERIA, nota area di paradisi fiscali.

Un bel mix, non c’è che dire.

Ora, riflettendo, pensate forse che a costoro interessi qualcosa del territorio di Senago da preservare dalle speculazioni e da ogni intervento che ne modifichi l’origine agricola e di Parco?

Non è la sola cosa comunque. A Senago ci saranno altri beneficiari. Ne avevano scritto lo scorso anno quelli del Comitato Senago Sostenibile che avevano calcolato in numero di camionate di terra che saranno trasportate. La cava Movil Beton, area sud di Senago, sarà anch’essa la più papabile per ospitare i due milioni di metri cubi di terra vergine da lavorare e rivendere a lauto prezzo. Un altro vero affare.

Ma se in tanti ci guadagnano, chi ci perde?

I cittadini di Senago in primo luogo e quelli di Niguarda che non vedranno, alla fine dei lavori, risolto il loro problema delle esondazioni. Anche questo è scritto nella relazione della regione lombardia. Davvero strano, non c’è che dire.

Noi continueremo a lottare come abbiamo sempre fatto per impedire lo scempio e contrastare le speculazioni ai danni della comunità e dell’ambiente.

Sinistra Senago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune.

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Vasche a Senago: quale soluzione?

IMG_1429Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’articolo di riflessione inviato da un cittadino (Giuseppe Viscomi) a tutte le forze politiche ed associazioni di Senago circa la tematica delle vasche di laminazione.

Una riflessione piuttosto tecnica che non vogliamo valutare nei suoi aspetti specifici in quanto definiscono ed accettano comunque il fatto che per Senago dovrà passare un fiume, nonostante che per sua natura lì non c’è mai stato. Riflessioni che portano quindi ad un criterio di soluzione del problema “SEVESO” a nostro giudizio non corretto.

E’ però certamente un contributo importante che dovrebbe condurre tutte le forze politiche a proporre una successiva SERIA analisi sul tema, per condurle a riflettere sul come interporsi alla volontà persecutoria della regione, che VUOLE le vasche, ed a giudicare criticamente l’immobilità di quei partiti di Senago che pure hanno una propria rappresentanza politica in regione o provincia e che, ad oggi, nulla hanno ancora fatto per contrastare la colossale opera.

Siamo ora più che mai convinti che la soluzione unica al problema dovrà e potrà essere solo politica, partendo dal fermare l’allargamento del canale scolmatore per giungere a bloccare completamente le vasche.

La questione degli allagamenti a Niguarda è solo ed unicamente un capro espiatorio per giustificare la valanga di milioni che sta per cadere su questo progetto che pone Senago al centro dell’attenzione degli speculatori i mestiere.

§

(Lettera di Giuseppe Viscomi, Senago 22-12-2012)

PROGETTO DEFINITIVO AIPO – PROVINCIA DI MILANO- ALCUNI ELEMENTI DI RIFLESSIONE
 
“Il  progetto  definitivo  di  AIPO  e  Provincia  di  Milano,  LAVORI  DI  ADEGUAMENTO  FUNZIONALE  DEL  CANALE SCOLMATORE DI NORD OVEST NEL TRATTO COMPRESO TRA SENAGO (MI) E SETTIMO MILANESE (MI) ‐ MI.E.781,  è stato sviluppato secondo il seguente schema (vedi Relazione Generale pag. 15):
 
‐ interventi  prioritari,  oggetto  del  presente  progetto,  finalizzati  ad  ottenere  un  potenziamento  della capacità di portata derivata dal T. Seveso da 30 a 36 m3/s, in modo da ottenere un funzionamento del canale  definito  “in  regime  transitorio”.  Con  la  realizzazione  di  questi  interventi,  viene  assicurato  il deflusso  delle portate  di  progetto  (aumento  portata  derivata  dal  Seveso  da 30  a 36 m3/s,  con afflussi puntuali dei corsi d’acqua interferenti calcolati per piene con Tr = 100 anni), con sufficiente franco (pari ad almeno 50 cm) rispetto alle sommità arginali e all’intradosso di tutti i manufatti di attraversamento.
 
‐ interventi  di  completamento,  costituiti  sostanzialmente  dalla  realizzazione  di  vasche  di  laminazione ubicate a valle dell’attraversamento del T. Garbogera, del volume ad opere completate pari a 2.200.000 m3; la realizzazione di tali vasche consentirà di derivare dal Seveso 60 m3/s (per tale portata è già stato adeguato  il  canale  scolmatore  dalla  presa  fino  al  ponte  di  Via  Martiri  di  Marzabotto).  A  seguito  della realizzazione  delle  casse  di  laminazione  defluiranno  nel  canale  a  valle  circa  25  m3/s,  portata  che consentirà, in linea generale, un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari a circa 1 metro.
 
Alcuni  elementi  di  riflessione  che  renderanno  evidente  la  “forzatura”  della  necessità  della  vasca  di laminazione in Senago come dichiarato nel progetto definitivo di AIPO ‐ Provincia di Milano:
‐ L’assetto provvisorio del progetto (vedi pag. 26, Tabella 7 – Risultati di simulazione), prevede una portata di 60 m3/s fino all’immissione del T. Garbogera e una portata minima di 55 m3/s a partire  dal  T.  Pudiga,  fino  a  una  portata  massima  di  90  m3/s  a  valle  dello  scaricatore denominato “Olone 2”.
‐ Il  tratto  che  funge  da  “imbuto”,  con  una  portata  di  42  m3/s,  è  ubicato  in  Senago  tra l’immissione del T. Garbogera e l’immissione del T. Pudiga.
‐ Adeguare questo breve tratto, lungo circa 700 m, permetterebbe di convogliare dal T. Seveso, in caso di piena, una portata di 55 m3/s con un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari ad almeno 50 cm (gestibile e controllabile come dichiarato nella Relazione Generale a pag. 16).
‐ Essendo i bacini del T. Seveso e dei T. delle Groane, del T. Lura e del fiume Olona ben distinti e separati,  la  probabilità  di  scolmare  simultaneamente  nel  CSNO  le  acque  proventi  dai  bacini sopra indicati è di fatto nulla. Defluire a valle del T. Garbogera una portata di soli 25 m3/s per garantire  un  franco  di  sicurezza  di  1  m,  come  previsto  nell’assetto  definitivo  di  progetto, avrebbe una valenza puramente teorica e non reale o necessaria.
 
Grazie all’adeguamento del CSNO da 42 m3/s a 55 m3/s nel tratto sopra descritto, essendo la portata del CSNO superiore al 90% della portata di 60 m3/s prevista dall’obiettivo finale del progetto definitivo, decadrebbe, di fatto, la necessità della vasca di laminazione prevista nel nostro comune di Senago.

Ancora e sempre NO alle VASCHE di LAMINAZIONE

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Il canale scolmatore “si allarga” per le vasche

“I lavori per l’allargamento del canale scolmatore, propedeutici alla realizzazione delle vasche di laminazione a Senago, partiranno“.

E’ quanto afferma la giunta Provinciale, guidata da PDL e LEGA, in risposta ad una interrogazione del Consigliere della Federazione della Sinistra Massimo Gatti.

Viene anche indicato un programma di avanzamento delle opere:
– sottoscrizione del contratto entro 10/2012
– progettazione esecutiva, verifica e validazione del progetto entro 01/2013
– inizio lavori 02/2013
– durata stimata dei lavori massima prevista n 710 giorni naturali consecutivi

Il Consiglio Comunale, la Giunta ed il Sindaco di Senago stanno invece a GUARDARE.

“Ci hanno preso in giro”, dicono dal Comitato Senago Sostenibile.

Ora non rimane che promuovere azioni concrete, anche legali, e per questo tutte le istituzioni comunali dovranno muoversi.

La mozione sottoscritta da tutti i Consilieri ha decretato il “no alle vasche” ma ha commesso l’errore di togliere riferimenti precisi al canale scolmatore, come chiedeva il comitato, e ad eventuali azioni legali.

Un errore che potrà costare caro a Senago, voluto in primis dalla lega che osteggiava la mozione già in Commissione e che ha portato al compromesso dello stralcio per consentire il voto unanime. Tutti sono, di questo, RESPONSABILI.

Noi li aspettiamo, intanto stiamo già preparando una mobilitazione contro l’inizio dei lavori ed invitiamo già da ora tutti coloro che sostengono il Comitato e la causa a prenderne parte. L’appello è per un coordinamento di lotta contro questa iniziativa che porterà Senago nell’oblio.

Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune e SinistraSenago sono già attivi.


Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

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