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Alcuni manifesti apparsi a Senago….(seconda parte)

Per riprendere la discussione relativa ai manifesti in cui si citava una presunta sudditanza ed obbedienza del PRC senaghese nei confronti delle istituzioni milanesi, ci corre l’obbligo di citare alcuni eventi realmente accaduti ed assolutamente non smentibili e nemmeno confutabili.

Nel manifesto in questione che i cittadini senaghesi possono ammirare presso le postazioni elettorali alla posizione n. 1 si parla di una delibera di Giunta del Comune di Milano ed esattamente la n. 2566 del 12.12.2014.

A espressa domanda su un post facebook su quanti fossero gli assessori del PRC che hanno votato a favore della delibera stessa, alcuni interlocutori hanno detto di non conoscere la risposta. Sapevano tuttavia che vi erano due eletti PRC nel Consiglio Comunale di Milano.

Correndo il rischio di essere pedanti, e forse anche noiosi, alcune precisazioni sono d’obbligo. I due consiglieri comunali eletti a Milano (Basilio Rizzo e Anita Sonego) vennero eletti nella lista Sinistra per Pisapia che conteneva candidati appartenenti  a diversi soggetti politici e non solo al PRC. Inoltre, uno dei due eletti divenne Presidente del Consiglio Comunale (Basilio Rizzo tra l’altro indipendente e non aderente al PRC).

La domanda sul post di facebook era ovviamente retorica perchè nessun membro del PRC fu mai assessore nella Giunta Pisapia per tutto il mandato amministrativo.

Una delibera di Giunta immediatamente esecutiva non passa attraverso il voto e l’approvazione del Consiglio Comunale e il PRC che non aveva alcun assessore in quella giunta, non ebbe nemmeno modo di esprimere un parere in Consiglio Comunale a Milano.

Ma veniamo ad eventi a noi più vicini, almeno geograficamente. Una sera di diversi anni fa Sinistra Senago ed il Movimento Cinquestelle locale si incontrarono per discutere di Vasche di Laminazione e di strategie per una più corretta opposizione alla loro realizzazione. Alla serata era presente anche il Dott. Viscomi che fu uno degli animatori della protesta contro la realizzazione delle vasche. Ebbene in quella sera, Sinistra Senago ebbe modo di esprimere la propria opinione relativa ad un percorso difensivo che in quella fase si stava intraprendendo.

L’idea chiave che andava per la maggiore era quella di proporre l’allargamento del canale scolmatore per evitare la realizzazione delle vasche di laminazione. Una sorta di riduzione del danno usato per mostrare comunque la buona volontà di Senago. Sappiamo tutti che quella posizione fu quella che venne assunta anche dall’amministrazione comunale per un certo periodo.

Ebbene, ed anche qui vogliamo essere noiosi e ripetitivi allo sfinimento (Repetita iuvant !!), Sinistra Senago espresse già da allora l’opinione che l’allargamento del Canale Scolmatore di Nord-Ovest non era null’altro che un Cavallo di Troia per portare ancora più acqua del Seveso e più velocemente nelle future vasche.

Il PRC, che aderisce a Sinistra Senago, era fermo su quella posizione e quindi sarebbe bene che alcuni manifesti restituissero dignità e verità alla questione invece di diffondere infamanti elucubrazioni da parte di chi per un certo periodo sposò in pieno una linea difensiva che coincise perfettamente con quella dell’impiccato che sceglie l’albero a cui legare la corda.

Sinistra Senago ha mai affermato che la proposta di allargamento del canale scolmatore fosse una posizione in malafede o che fossero in malafede coloro i quali la sostenevano come M5S ??

Certamente no !!

Possiamo ritenere ingenua quella posizione ??

Probabilmente sì, visti i risultati a posteriori ed aggiungeremmo che fu un tantino suicida.

Indubbiamente con il senno del poi avevamo ragione !! E ci permettiamo di dire che non fu con tutta probabilità la migliore strategia difensiva tra quelle possibili. Insomma sempre un po’ come la Juventus a Cardiff !!

Ora su facebook questi chiarimenti erano stati pubblicati da alcuni tra noi in risposta alla sollecitazione che il manifesto forniva. Qualcuno ha visto bene di cancellarli. Come sempre i paladini della giustizia, dell’onestà e della legalità lavorano imperterriti e non si fermano mai.

Alcuni manifesti apparsi a Senago….(prima parte)

In questi giorni, gli ultimi che ci condurranno al primo turno delle elezioni amministrative, hanno fatto la loro comparsa sulla scena alcuni manifesti relativi alle Vasche di Laminazione del Movimento Cinquestelle. In questi manifesti si insinuerebbe che il Circolo di Senago del Partito della Rifondazione Comunista avrebbe avuto un atteggiamento morbido e servile nei confronti del PRC milanese. Quest’ultimo, per la sola ragione di essere nella maggioranza di Pisapia, avrebbe condiviso la scelta delle Vasche di Laminazione a Senago.

Credo sia doveroso raccontare tutta la storia e soprattutto la verità ai cittadini. Chi ha affisso questi manifesti si scorda di raccontare che Sinistra Senago ed il PRC locale, unici probabilmente su tutto il fronte politico senaghese, non hanno creduto come altri, magari tra gli stessi ideatori del manifesto, alla fandonia che l’allargamento del canale scolmatore potesse essere una linea di eventuale compromesso con il Comune di Milano e la Regione Lombardia per evitare le vasche sul nostro territorio.

Sinistra Senago, nella quale si colloca il PRC, ha prima di tutti e nonostante tutti, avvisato che un canale di maggiore portata sarebbe stato solo prodromico alla costruzione delle vasche. Quanto ai rapporti con i nostri (del PRC) rappresentanti al Comune di Milano siamo prontissimi a fornire documentazione in cui sollecitiamo e sensibilizziamo chi stava allora nel Consiglio Comunale di Milano per il PRC.

Ci pare invece ampiamente testimoniata l’azione di Massimo Gatti, ex-consigliere provinciale della sinistra (l’Altra Provincia) che in diverse occasioni ha appoggiato e sostenuto la nostra battaglia contro le vasche.

Fare di tutta l’erba un fascio non ci sembra il modo migliore e più trasparente per fare informazione. E crediamo che questo dovrebbe stare assolutamente a cuore anche a coloro i quali si dipingono, in diverse occasioni, come gli incontrastati paladini della giustizia e della legalità. E bene che i cittadini ricevano le giuste informazioni e non notizie rimasticate e rielaborate alla ricerca di un facile consenso.

Non nascondiamo parecchia delusione nei confronti di questa operazione che appare davvero strumentale. Forse qualcuno dovrebbe invece raccontarci le posizioni di Mattia Calise, già consigliere Comunale a Milano per M5S, ed il suo voto sulle Vasche di Laminazione a Paderno e Lentate sul Seveso ?? O illustrarci le opere ed il supporto del gruppo consiliare regionale M5S ?? Non pervenuto, un po’ come Dybala e Higuain ieri sera a Cardiff !!

Per quanto attiene inoltre alla legalità ci chiediamo se l’utilizzo del nostro simbolo possa essere così ampiamente disponibile a qualsivoglia campagna denigratoria. Probabilmente la novella Justice League di cui sopra risponderà a breve.

Seveso, Massimo Gatti: “Milano va sott’acqua e lor Signori pensano ad EXPO”

Milano, 8 luglio 2014. Dichiarazioni di Massimo Gatti, già Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI:

Ormai a Milano sembra diventata un’abitudine: piove un po’ di più e il Seveso allaga strade e cantine, mettendo in crisi la città di EXPO. L’ennesima esondazione sembra stupire soltanto lor Signori, che dopo avere cementificato di tutto e di più, oggi si stracciano le vesti per coprire una nuova pessima figura internazionale di Milano.

Da sempre abbiamo sostenuto che le vere grandi opere di cui il nostro paese ha bisogno sono il riassetto idrogeologico e la manutenzione di strade ed edifici pubblici, invece che investire milioni di euro in opere inutili e dannose, come le nuove autostrade. Le risorse ci sarebbero, eccome! Lo dimostrano i faraonici preparativi di EXPO e il corollario di malaffare, corruzione e mafie che sta ruotando intorno a questo evento. Basterebbe avere il coraggio e il buon senso di fermare questo circolo vizioso per evitare l’ennesima emergenza Seveso e restituire un po’ di respiro a territori massacrati da traffico e inquinamento.

I veri responsabili di questa situazione, che non affrontano queste emergenze, sono i ‘sapientini’ al Governo nazionale e Regione Lombardia, che naviga di male in peggio da Formigoni a Maroni. A ciò si aggiunge l’inadeguatezza di troppi enti locali, a partire da Milano. In questi ultimi mesi a loro disposizione, le giunte provinciali si applichino diligentemente alle opere idrauliche, anziché sperperare denaro pubblico e spartirsi i posti.

L’unica garanzia è la partecipazione popolare, i comitati, le associazioni e qualche amministratore coraggioso, che con tenacia e passione impongano come priorità la salute pubblica e la cura del territorio.

Vasche: i soldi sono tanti, milioni di milioni …

IMG_1463C’è un lato molto oscuro nella faccenda delle vasche di laminazione: “gli interessi che la grande opera nasconde”.

Ne hanno parlato già in tanti. Chi libero come cittadino postando commenti ai vari blog, chi come consigliere parlando in consiglio comunale, chi, sempre come fonte istituzionale,  affermandolo durante le assemblee pubbliche. Ma mai il problema è emerso nel suo chiaro aspetto. Noi abbiamo provato a fare chiarezza semplicemente cercando nei documenti pubblici disponibili via internet.

Abbiamo iniziato sfogliando semplicemente i documenti di analisi sulle vasche proposti dalla regione e già si vede che i soldi disponibili per gli espropri sono a dir poco un ampio regalo ai proprietari terrieri dove  sorgeranno le vasche. Per intenderci l’area più indicata dalla regione per questa operazione sono i due ampi campi siti ad est e ad ovest di via De Gasperi.

Tutti terreni agricoli, la cui parte maggiore addirittura risiede all’interno del parco e quindi vincolata da più ampio interesse comunitario e scarso (o nullo) valore commerciale. Quindi terreni il cui valore non supera i tre euro a metro quadro. Invece la regione offre, magicamente, 25 euro. Un enorme guadagno, conseguibile senza dover fare proprio nulla. Un vero affare. Questo lo dicono apertamente i consiglieri ed il presidente durante l’ultima commissione territorio aperta sulle vasche.

Ma chi sono i proprietari?

Bè, anche questo è noto. Lo dicono gli stessi consiglieri: la società Alpina è uno di questi, forse il più grosso proprietario. Andiamo allora a vedere chi è questa società Alpina.

Innanzitutto sembra essere proprietaria dei terreni dove dovrebbe sorgere la vasca più grande. Ma non solo. A Senago, dopo aver costruito case e capannoni per almeno tre decenni, detiene ancora molti ettari (da una recente visura trovata sul sito della regione sembra circa cinquanta) di terreni vergini che vorrebbe edificare.

La società è un’azienda privata che nasce negli anni ’80 con lo scopo di acquistare terreni nel territorio del Comune di Senago per costruirci edifici, come da sua vocazione. Terreni agricoli che poi, con un po’ di pazienza, diventeranno terreni edificabili. Ed in questo ci riesce benissimo, tanto che a Senago, lo sanno tutti, ha costruito praticamente in tutte le zone.

Non è una società di beneficenza, ma è una “società che intende speculare”! Così leggiamo nella trascrizione di uno degli ultimi consigli comunali.

Nero su bianco appunto, basta leggere i verbali pubblici dei consigli.

Intanto, uno dei primi atti ufficiali della giunta Fois, è quello di firmare l’ennesima convenzione con questa società. Anzi, una bi-convenzione, ovvero viene siglato uno strano accordo col quale la società vende ad un terzo soggetto, la società Polaris, il diritto di vendita di palazzine già convenzionate in precedenza. Insomma un gran CASINO! Un arruffarsi di danaro pubblico (circa 2.350.000 euto) per rivendere un immobile che nessuno vuole comprare perchè nessuno ha più soldi e voglia di acquistare case. Già finanziato poco prima da altri soldi pubblici, tra l’altro. Tutto regolare, anche se non si capisce bene perchè un’immobile già convenzionato a 1950 euro/mq ora viene riconvenzionato per la stessa cifra pur usufruendo di più di due milioni di euro di soldi pubblici piovuti dal celo,  tant’è che qualcuno, in un commento ad un blog, invocava addirittura la Bocassini (esagerato! ha altre cose di cui occuparsi in questo momento).

Ma chi sono i veri soci della società Alpina, che avrà buone probabilità di essere al centro dell’operazione Vasche di Laminazione a Senago? Cercando tra i vari documenti pubblici abbiamo trovato diverse indicazioni interessanti.

Intanto la società ha diversi soci. Il primo è il noto imprenditore che a Senago tutti conoscono, Albanese, ovvero colui che tratta direttamente con gli amministratori locali, e la signora Albanese.

Altro socio è un libero cittadino della vicina repubblica elvetica, DE BEAUMONT OLIVIER, che evidentemente ha ben pensato di far fruttare i suoi risparmi investendoli in Italia, pensando forse che l’andamento dello spread lo aiuti in questo. Mentre gli italiani li portano tutti in Svizzera. Mistero.

Ci sono poi alcuni soci che con Senago hanno veramente poco a che fare. Forse in apparenza però.

La società RECOFIN LIMITED, un società di affari sita in Gran Bretagna, e soprattutto la società finanziaria INTERNATIONAL FINANCE & MANAGEMENT HOLDINGS INC., registrata, indovinate un po’, nella LIBERIA, nota area di paradisi fiscali.

Un bel mix, non c’è che dire.

Ora, riflettendo, pensate forse che a costoro interessi qualcosa del territorio di Senago da preservare dalle speculazioni e da ogni intervento che ne modifichi l’origine agricola e di Parco?

Non è la sola cosa comunque. A Senago ci saranno altri beneficiari. Ne avevano scritto lo scorso anno quelli del Comitato Senago Sostenibile che avevano calcolato in numero di camionate di terra che saranno trasportate. La cava Movil Beton, area sud di Senago, sarà anch’essa la più papabile per ospitare i due milioni di metri cubi di terra vergine da lavorare e rivendere a lauto prezzo. Un altro vero affare.

Ma se in tanti ci guadagnano, chi ci perde?

I cittadini di Senago in primo luogo e quelli di Niguarda che non vedranno, alla fine dei lavori, risolto il loro problema delle esondazioni. Anche questo è scritto nella relazione della regione lombardia. Davvero strano, non c’è che dire.

Noi continueremo a lottare come abbiamo sempre fatto per impedire lo scempio e contrastare le speculazioni ai danni della comunità e dell’ambiente.

Sinistra Senago – Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune.

Vasche a Senago: quale soluzione?

IMG_1429Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’articolo di riflessione inviato da un cittadino (Giuseppe Viscomi) a tutte le forze politiche ed associazioni di Senago circa la tematica delle vasche di laminazione.

Una riflessione piuttosto tecnica che non vogliamo valutare nei suoi aspetti specifici in quanto definiscono ed accettano comunque il fatto che per Senago dovrà passare un fiume, nonostante che per sua natura lì non c’è mai stato. Riflessioni che portano quindi ad un criterio di soluzione del problema “SEVESO” a nostro giudizio non corretto.

E’ però certamente un contributo importante che dovrebbe condurre tutte le forze politiche a proporre una successiva SERIA analisi sul tema, per condurle a riflettere sul come interporsi alla volontà persecutoria della regione, che VUOLE le vasche, ed a giudicare criticamente l’immobilità di quei partiti di Senago che pure hanno una propria rappresentanza politica in regione o provincia e che, ad oggi, nulla hanno ancora fatto per contrastare la colossale opera.

Siamo ora più che mai convinti che la soluzione unica al problema dovrà e potrà essere solo politica, partendo dal fermare l’allargamento del canale scolmatore per giungere a bloccare completamente le vasche.

La questione degli allagamenti a Niguarda è solo ed unicamente un capro espiatorio per giustificare la valanga di milioni che sta per cadere su questo progetto che pone Senago al centro dell’attenzione degli speculatori i mestiere.

§

(Lettera di Giuseppe Viscomi, Senago 22-12-2012)

PROGETTO DEFINITIVO AIPO – PROVINCIA DI MILANO- ALCUNI ELEMENTI DI RIFLESSIONE
 
“Il  progetto  definitivo  di  AIPO  e  Provincia  di  Milano,  LAVORI  DI  ADEGUAMENTO  FUNZIONALE  DEL  CANALE SCOLMATORE DI NORD OVEST NEL TRATTO COMPRESO TRA SENAGO (MI) E SETTIMO MILANESE (MI) ‐ MI.E.781,  è stato sviluppato secondo il seguente schema (vedi Relazione Generale pag. 15):
 
‐ interventi  prioritari,  oggetto  del  presente  progetto,  finalizzati  ad  ottenere  un  potenziamento  della capacità di portata derivata dal T. Seveso da 30 a 36 m3/s, in modo da ottenere un funzionamento del canale  definito  “in  regime  transitorio”.  Con  la  realizzazione  di  questi  interventi,  viene  assicurato  il deflusso  delle portate  di  progetto  (aumento  portata  derivata  dal  Seveso  da 30  a 36 m3/s,  con afflussi puntuali dei corsi d’acqua interferenti calcolati per piene con Tr = 100 anni), con sufficiente franco (pari ad almeno 50 cm) rispetto alle sommità arginali e all’intradosso di tutti i manufatti di attraversamento.
 
‐ interventi  di  completamento,  costituiti  sostanzialmente  dalla  realizzazione  di  vasche  di  laminazione ubicate a valle dell’attraversamento del T. Garbogera, del volume ad opere completate pari a 2.200.000 m3; la realizzazione di tali vasche consentirà di derivare dal Seveso 60 m3/s (per tale portata è già stato adeguato  il  canale  scolmatore  dalla  presa  fino  al  ponte  di  Via  Martiri  di  Marzabotto).  A  seguito  della realizzazione  delle  casse  di  laminazione  defluiranno  nel  canale  a  valle  circa  25  m3/s,  portata  che consentirà, in linea generale, un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari a circa 1 metro.
 
Alcuni  elementi  di  riflessione  che  renderanno  evidente  la  “forzatura”  della  necessità  della  vasca  di laminazione in Senago come dichiarato nel progetto definitivo di AIPO ‐ Provincia di Milano:
‐ L’assetto provvisorio del progetto (vedi pag. 26, Tabella 7 – Risultati di simulazione), prevede una portata di 60 m3/s fino all’immissione del T. Garbogera e una portata minima di 55 m3/s a partire  dal  T.  Pudiga,  fino  a  una  portata  massima  di  90  m3/s  a  valle  dello  scaricatore denominato “Olone 2”.
‐ Il  tratto  che  funge  da  “imbuto”,  con  una  portata  di  42  m3/s,  è  ubicato  in  Senago  tra l’immissione del T. Garbogera e l’immissione del T. Pudiga.
‐ Adeguare questo breve tratto, lungo circa 700 m, permetterebbe di convogliare dal T. Seveso, in caso di piena, una portata di 55 m3/s con un franco di sicurezza su tutti i manufatti pari ad almeno 50 cm (gestibile e controllabile come dichiarato nella Relazione Generale a pag. 16).
‐ Essendo i bacini del T. Seveso e dei T. delle Groane, del T. Lura e del fiume Olona ben distinti e separati,  la  probabilità  di  scolmare  simultaneamente  nel  CSNO  le  acque  proventi  dai  bacini sopra indicati è di fatto nulla. Defluire a valle del T. Garbogera una portata di soli 25 m3/s per garantire  un  franco  di  sicurezza  di  1  m,  come  previsto  nell’assetto  definitivo  di  progetto, avrebbe una valenza puramente teorica e non reale o necessaria.
 
Grazie all’adeguamento del CSNO da 42 m3/s a 55 m3/s nel tratto sopra descritto, essendo la portata del CSNO superiore al 90% della portata di 60 m3/s prevista dall’obiettivo finale del progetto definitivo, decadrebbe, di fatto, la necessità della vasca di laminazione prevista nel nostro comune di Senago.

Ancora e sempre NO alle VASCHE di LAMINAZIONE

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CHIEDIAMO UNA CONFERENZA PUBBLICA sulle VASCHE: i cittadini devono sapere!

Il Sindaco di Senago ha partecipato, il 24 ottobre 2012, ad un incontro con Regione Lombardia ed Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po). Tema: le vasche di laminazione a Senago.  Nell’immagine qui sopra, la simulazione del funzionamento delle vasche.

Dal sito web dell’Aipo si possono scaricare gli studi tecnici. Le vasche devono solo essere realizzate. Esiste infatti -ed è visibile- una progettazione definitiva, come è evidente dalle immagini. (Scarica qui .zip 80MByte)

Non sono chiari, dai resoconti reperibili nell’internet e sugli organi di stampa, i contenuti ed i contorni dell’incontro del 24 ottobre.

La Giunta non la racconta giusta. Sono molti i punti che risultano oscuri, sui quali il comune cittadino non ha elementi di conoscenza.

Chi ha indetto l’incontro? Come si è concluso? Perché non lo sapeva nessuno? Perché non è stata garantita una presenza indipendente? Che controllo popolare i cittadini possono avere sull’operato degli amministratori?

Questo modo di agire della Giunta ha permesso agli esponenti del partito xenofobo denominato “Lega Nord” di mostrarsi  difensori del territorio e nemici delle vasche. La realtà, della quale i leghisti dovrebbero provare vergogna, fino ad abbandonare il loro partito, è che le vasche sono state volute fortemente proprio dalla Lega, che ha governato per lunghi anni la nostra Regione, in consorteria con la pluri-inquisita Giunta Formigoni. Se i cittadini di Senago si aspettano che sia la Lega a fermare le vasche, possono stare freschi. I senaghesi potranno credere alle buone intenzioni dei leghisti locali quando usciranno dal partito che ha voluto le rovinose vasche di laminazione.

Ma questa vicenda è solo un piccolo particolare della questione. Che deve uscire dal Palazzo.

Occorre capire come stanno le cose. E soprattutto che cosa sta facendo la Giunta, che a parole è contraria alle vasche. Si legge sulla stampa: il Sindaco avrebbe dichiarato che per fare ricorso contro lo scavo delle vasche occorre che esista un progetto. Ma il progetto c’è. E’ definitivo. Chiunque può trovarlo e vederlo. L’immagine qui sopra è tratta proprio dal progetto. Si sa che occorrono oltre 51 milioni di euro solo per scavare  le vasche a Senago.  Si sa che ci saranno altre vasche a Lentate, Varedo, Paderno.

Il Sindaco ha preso contatti con questi Comuni? Che cosa dicono gli altri Sindaci delle “loro” vasche”? Che cosa stiamo aspettando per costruire una seria opposizione al progetto? Quali strumenti istituzionali, giuridici, politici l’Amministrazione può trovare per impedire lo scempio?

Occorre agire. Insieme con la popolazione, non alle sue spalle. La Giunta ha mancato un’occasione di trasparenza e di chiarezza. E, per quello che se ne sa, sta mancando di attivismo sulla questione.

Occorre una conferenza pubblica del Comune, perché tutti i cittadini hanno il diritto di essere informati. Occorre che l’Amministrazione arrivi a questa Conferenza pubblica portando dati e notizie, ma non basta. Occorre che i politici  arrivino con un piano d’azione. Hanno detto che non vogliono le vasche. Sono stati votati da un popolo che non vuole le vasche. Rendano conto ai cittadini.

Gli esponenti della maggioranza politica devono darsi da fare per trovare gli strumenti idonei a contrastare il progetto. Ci vogliono le idee. Se non ne hanno, provino a dirlo chiaramente. E chiedano aiuto ai cittadini. Magari questi sapranno essere più efficaci di loro.

Il canale scolmatore “si allarga” per le vasche

“I lavori per l’allargamento del canale scolmatore, propedeutici alla realizzazione delle vasche di laminazione a Senago, partiranno“.

E’ quanto afferma la giunta Provinciale, guidata da PDL e LEGA, in risposta ad una interrogazione del Consigliere della Federazione della Sinistra Massimo Gatti.

Viene anche indicato un programma di avanzamento delle opere:
– sottoscrizione del contratto entro 10/2012
– progettazione esecutiva, verifica e validazione del progetto entro 01/2013
– inizio lavori 02/2013
– durata stimata dei lavori massima prevista n 710 giorni naturali consecutivi

Il Consiglio Comunale, la Giunta ed il Sindaco di Senago stanno invece a GUARDARE.

“Ci hanno preso in giro”, dicono dal Comitato Senago Sostenibile.

Ora non rimane che promuovere azioni concrete, anche legali, e per questo tutte le istituzioni comunali dovranno muoversi.

La mozione sottoscritta da tutti i Consilieri ha decretato il “no alle vasche” ma ha commesso l’errore di togliere riferimenti precisi al canale scolmatore, come chiedeva il comitato, e ad eventuali azioni legali.

Un errore che potrà costare caro a Senago, voluto in primis dalla lega che osteggiava la mozione già in Commissione e che ha portato al compromesso dello stralcio per consentire il voto unanime. Tutti sono, di questo, RESPONSABILI.

Noi li aspettiamo, intanto stiamo già preparando una mobilitazione contro l’inizio dei lavori ed invitiamo già da ora tutti coloro che sostengono il Comitato e la causa a prenderne parte. L’appello è per un coordinamento di lotta contro questa iniziativa che porterà Senago nell’oblio.

Federazione della Sinistra, Senago Bene Comune e SinistraSenago sono già attivi.

Viaggio tra le altre liste: 5 punti in 5 anni. Era tutta una finta.

… era questo il motto che la lista Vivere Senago aveva portato casa per casa al fine di incontrare gli elettori senaghesi: “… 5 punti in cinque anni”.

Una serie di incontri che volevano caratterizzare la campagna elettorale del candidato Sofo. Primo incontro, guarda a caso, proprio sulle “vasche di laminazione”.

E gli altri quattro? Non ci sono mai stati.

Forse era sufficiente il primo incontro per autoproclamarsi, senza mai esserlo stato, paladino della lotta contro le vasche. Bene, bravo, con un po’ d’inganno ce l’ha fatta. Perfetto.

Ora lo aspettiamo al varco del Consiglio Comunale per vedere se manterrà fede oppure non a questo importante impegno.  Oppure la sua era solo una farsa per alzare il prezzo delle compensazioni che andranno a chi consentirà la realizzazione delle vasche?

I posteri lo diranno, noi intanto ci stiamo preparando per seguire da fuori il consiglio e, per certi aspetti, la nostra sarà una posizione privilegiata.

Auguri consigliere Sofo (o assessore?) e a tutta la sua lista, noi la stiamo aspettando a braccia aperte per vigilare nel caso sbagliasse ancora una volta a firmare qualsiasi documento (visto che lei ha già firmato un documento a favore delle vasche quand’era assessore).

Alle prossime elezioni!


Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

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