Archive for the 'varie' Category

In regola, risparmiando. Anche il 70% con la cedolare secca sugli affitti

Affitti in nero. Passare “in chiaro” è possibile e anche riducendo l’importo. Dal 7 aprile 2011 con l’approvazione di un decreto legislativo (23/2011 articolo 3 comma 8 e 9) la Cedolare secca sugli affitti ha stretto la mano a studenti, immigrati, lavoratori, precari: i contratti di locazione degli immobili a uso abitativo devono essere registrati entro trenta giorni. Questo consente la durata della locazione di quattro anni a decorrere dalla data della registrazione, che sia volontaria o d’ufficio. Per il rinnovo, la disdetta alla prima scadenza contrattuale dev’essere motivata su intervento dell’articolo 2, comma 1, della legge 431 del 1998. La registrazione del contratto prevede che inquilino e proprietario siano legati a un canone annuo di locazione fissato in misura pari al triplo della rendita catastale, ma dal secondo anno faranno capo al 75% dell’aumento degli indici Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Se il contratto prevede un canone inferiore, si applica comunque il canone stabilito dalle parti. Non vengono trascurati anche i casi in cui, però, nel contratto di locazione registrato sia stato indicato un importo inferiore a quello effettivo e il caso in cui sia stato registrato un contratto di comodato fittizio. Ma cosa è accaduto da aprile a oggi? Quanti contratti sono stati registrati? «Non abbiamo una statistica nazionale – dichiara Fabrizio Ragucci, dell’Unione Inquilini -, ma su Roma abbiamo un migliaio di consulenze, con regolarizzazione di circa 450 contratti. Gli inquilini risparmiano circa il 70% rispetto ai precedenti pagamenti in nero». L’esempio che presenta Ragucci è piuttosto chiaro: un inquilino senza contratto che paga mille euro al mese per un immobile la cui rendita catastale è pari a 300 euro, può ottenere un contratto di 8 anni a un canone di 75 euro al mese (ovvero 300 x 3 diviso 12 mensilità). Tutto ciò versando all’Agenzia delle entrate una cifra presumibilmente non superiore a poche centinaia di euro. Una vera operazione anti crisi. A tutela degli inquilini che ancora oggi si ritrovano a pagare affitti onerosi, l’Unione Inquilini non manca di presentare l’iter burocratico per poter arrivare alla registrazione del contratto. A partire dalla necessaria verifica che non ci sia la registrazione dell’affitto presso l’Agenzia delle entrate occorre risalire ai dati catastali dell’immobile, fare il conteggio dell’imposta, compilare i relativi moduli, pagare in banca, depositare moduli presso l’Agenzia delle entrate e presentare al proprietario il nuovo pagamento. Le risposte sono incoraggianti. Il confronto con gli avvocati che seguono le cause aggiunge curiosità rilevanti: di giurisprudenza ce n’è ancora poca, le prime ordinanze del tribunale di Roma accolgono in pieno la ricostruzione dell’Unione Inquilini nel senso che il contratto precedente la registrazione dell’inquilino, in mancanza di registrazione, è nullo e successivamente si applica il canone determinato tre volte la rendita catastale. Diversi giudici ritengono che la registrazione da parte dell’inquilino non sanerebbe un’eventuale morosità precedente alla registrazione al canone pattuito con il proprietario. Ma è un’interpretazione infondata poiché un articolo sancisce la nullità del contratto precedente non registrato. Un esempio di regolarizzazione di contratto è dato dalla storia di un peruviano in possesso di un contratto di locazione scritto e firmato, ma non registrato. Pagava 875 euro mensili, con la registrazione l’inquilino da luglio ha iniziato a pagare 152 euro al mese»: una vera operazione a favore dei precari, degli immigrati, degli studenti e dei lavoratori. Non è possibile ancora una stima nazionale della registrazione dei contratti, ma intorno a metà gennaio anche nella provincia di Bergamo è partita la campagna “fuori dal nero” con una decina di inquilini “pronti” a registrare.

Ecco perché non piace ai locatori

«Abbiamo avuto registrazioni a luglio, ma i numeri più sostanziosi arrivano da settembre 2011». Un primo bilancio sull’emersione del “nero”, dopo l’introduzione della cedolare secca sugli affitti, lo fa Massimo Pasquini, segretario nazionale dell’Unione Inquilini. «Ci rendiamo conto – aggiunge – che i tempi sono lunghi. Accade che le persone siano scettiche per il timore di perdere la casa o di incorrere in scontri con i proprietari. Questo fenomeno sarà superato attraverso la conoscenza del decreto, il passaparola e il nostro impegno costante». Un po’ meno, invece, l’impegno dei proprietari di case concesse in locazione. «I proprietari tendono a voler mandare via gli inquilini, tuttavia con la registrazione dei contratti sono in qualche modo costretti ad aspettare la scadenza. Le reazioni vanno dal turpiloquio, al distacco delle utenze quando sono a nome del proprietario, al danneggiamento della caldaia e distacco della corrente, offerta di buonuscita. Al momento tuttavia, a Roma, non ci sono ordinanze favorevoli al proprietario». Ma la cedolare è una realtà. Alla quale occorre abituarsi e adeguarsi. «La buona informazione e la propaganda saranno la strada migliore da continuare a percorrere. Gli inquilini devono imparare a capire che attraverso la registrazione dei contratti avranno una liquidità disponibile. Permetterà loro una tranquillità economica che non era possibile avere con affitti in genere esosi».

Giulia paga 250 euro al mese. Ne spendeva 850

Giulia abita sulla Tiburtina, in un appartamento di circa 60 metri quadrati, da novembre 2009. I primi due anni vive con un contratto di locazione non registrato di 18 mesi e paga 850 euro al mese. Quando viene a conoscenza della Cedolare secca contatta l’Unione Inquilini. Arriva dall’avvocato Rosa che si impegna. La registrazione del contratto prevede che l’affitto di Giulia passi a 250 euro. Ben 600 euro in meno rispetto al pagamento in nero. Il proprietario reagisce malamente: fa scrivere a Giulia dal suo avvocato dichiarando efficace il precedente contratto firmato ma non registrato. E dichiarando che l’inquilina non pagava tutte le spese condominiali. Dichiarazione falsa e presto smentita dai bonifici che Giulia eseguiva. La prima lettera dell’avvocato della controparte dunque non ha avuto risultati a favore del proprietario, anche perché la registrazione del contratto ha annullato quello precedente. Giulia si è trovata costretta a cambiare la serratura della porta di casa. Attualmente paga 250 euro al mese, da circa due. Qualcuno ha provato ad accusarla di essere stata complice del proprietario, scorretta come lui, nell’aver accettato un canone di locazione così alto: ma è forse possibile vivere a Roma pagando affitti equi e ragionevoli?

05/02/2012 19:31 | CONFLITTI – ITALIA | Fonte: Il Corriere Nazionale | Autore: Isabella Borghese

Roberto Saviano

di Paolo Persichetti (Liberazione del 17 aprile 2011)
Roberto Saviano ha querelato Liberazione. Una denuncia penale per diffamazione a mezzo stampa è stata depositata nei miei confronti, in qualità di autore degli articoli messi sotto accusa, e del direttore Dino Greco. Sembra che Saviano non abbia gradito il modo in cui ho raccontato, lo scorso 14 ottobre, la vicenda della diffida inoltrata dal centro Peppino Impastato all’editore del suo penultimo libro, La parola contro la camorra. La parola appunto, quella che Saviano dice fin dal titolo di utilizzare come strumento per combattere il crimine organizzato, veicolo di libertà che lui sostiene di difendere contro le molte censure, sempre denunciate ma mai viste; quella parola che distribuisce su tutti i supporti mediatici, a destra e manca degli schieramenti politici, resta legittima solo se da lui pronunciata. La sua parola, intesa come unica parola possibile, che perciostesso esclude le altre, soprattutto se sono critiche nei suoi confronti, se ne raccontano limiti e inesattezze, se ne mettono in mostra la faccia nascosta o molto più semplicemente se dicono: «Noi la pensiamo diversamente da te. Le verità che affermi sembrano prese dal dizionario di monsieur de Lapalisse, per non dire le volte che travalicano la realtà dissolvendosi in fantasie». Come dimostra la sistematica omissione delle fonti che rende impossibile la verifica di quel che scrive. Marta Herling, nipote di Benedetto Croce, l’ha recentemente colto in fallo per aver narrato un aneddoto della vita del filosofo napoletano ripreso da una fonte che – si è poi scoperto – riportava una testimonianza anonima. O ancora, con la denuncia di plagio, solo l’ultima in ordine di tempo, venuta dal settimanale albanese Investigim. Quella parola “altra” che per Saviano non può essere libera ma va confiscata per mezzo dell’intimidazione penale, della richiesta di carcere e dell’accusa di corrività con quelli che lui ha eletto suoi acerrimi nemici mortali, i Casalesi. I suoi critici sono immediatamente considerati amici dei suoi nemici. I familiari e il centro intitolato a Peppino Impastato, militante di Democrazia proletaria, animatore a Cinisi di una emittente libera, “Radio aut”, assassinato nel maggio 1978 dai sicari di Tano Badalamenti, boss ferocemente anticomunista saldamente legato al potere democristiano, avevano segnalato alcune inesattezze presenti nel suo testo e chiedevano di apportare le dovute correzioni. Messo in discussione come amministratore della storia di un’antimafia che non conosce, anche per evidenti ragioni anagrafiche, Saviano non solo ha opposto uno sprezzante silenzio, un’indifferenza che segnala come il rifiuto di adularlo sia per lui una insopportabile e delittuosa ferita narcisistica, ma non ha impedito ad Einaudi di comportarsi ancora peggio. La casa torinese acquistata da Berlusconi ha minacciato i familiari di ritorsioni legali se non avessero smesso di agitarsi pubblicamente. L’intera vicenda potete trovarla con dovizia di particolari sul sito del centro (www.centroimpastato.it). La querela contro Liberazione appare dunque un diversivo, l’espediente che capovolge l’ordine del problema e per giunta suona come una promessa di punizione contro chi ha osato dare voce alle critiche. Del secondo articolo, un corsivo – apparso il 10 novembre del 2011 – sulla sua prestazione televisiva offerta nella prima puntata di Vieni via con me, non so dirvi molto di più se non che sono assolutamente consapevole d’aver commesso l’imperdonabile crimine di lesa maestà. Ma dovrebbe esser noto che a Liberazione non sono graditi i monarchi, tanto più le monarchie intellettuali. Della questione Saviano ci siamo occupati a partire da quello che Alessandro Dal Lago ha definito «il dispositivo». Una funzione intellettuale che appartiene alla particolare categoria degli imprenditori morali, al prototipo dei creatori di norme, come codificato dal sociologo Howard S. Becker che in Outsiders scrive: «Opera con un’etica assoluta: ciò che vede è veramente e totalmente malvagio senza nessuna riserva e qualsiasi mezzo per eliminarlo è giustificato. Il crociato è fervente e virtuoso, e spesso si considera più giusto e virtuoso degli altri». Il dispositivo Saviano con le sue parole, i suoi libri, le sue prese di posizione, la sua semplice presenza, legittimate dalla postura cristica e l’interpretazione vittimistica del proprio ruolo, garantisce sulla verità morale, sempre più distante da quella storica. Una macchina da guerra mediatica messa a totale disposizione degli imprenditori delle emergenze, dei guerrieri delle battaglie giudiziarie contro il crimine. Il risultato è una trasfigurazione della lotta contro le organizzazioni criminali che rende mistica la legalità, edifica una forma di Stato etico che fa della soluzione giudiziario-militare predicata una medicina peggiore del male. Del personaggio Saviano meglio tacere. Gli preferiamo uomini come Vittorio Arrigoni che non si ritenevano depositari di nulla e mettevano in gioco le proprie idee senza imboscarsi dietro potenti gruppi editoriali-finanziari.

INVITO ESTESO

 

Il Gruppo in Provincia di Milano Lista Civica un’Altra Provincia – Partito della Rifondazione Comunista – Partito dei Comunisti Italiani

ti invita alla presentazione del Film-Documentario

Vite, Luoghi e Speranze

Sguardi sul presente, per un Altro futuro

Un viaggio nel territorio della Provincia di Milano, realizzato in collaborazione con il C.E.S.E.M., che racconta le storie di resistenza delle lavoratrici, dei

lavoratori, delle cittadine e dei cittadini contro la crisi e la speculazione, contro l’assalto alle risorse ambientali, contro la privatizzazione dei Beni Comuni,

prima fra tutti, l’acqua, per un Altro futuro possibile.

Sabato 2 aprile 2011

Ore 10.00

Sala Consiliare della Provincia di Milano

Corso Monforte 35 – Milano

Ti chiediamo gentilmente di confermare la tua presenza entro il 31 marzo 2011 rispondendo a questa mail o telefonando al 02 7740 2614 da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 18.00.

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Segreteria Gruppo Consiliare
Lista Civica Un’Altra Provincia
Partito della Rifondazione Comunista
Partito dei Comunisti Italiani
Provincia di Milano
Via Vivaio, 1 – 20122 Milano
tel. 02.77402614 – fax 02.794687
gattialtraprovincia@gmail.com
www.massimogatti.wordpress.com

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Omelia di don Andrea Gallo per Natale 2010

Omelia di don Gallo alla Messa di Natale 2010 nella Chiesa di San Benedetto al Porto di Genova. Don Gallo ha ricordato che Gesù ha lottato per un mondo migliore già per la nostra vita terrena e ha poi parlato delle nuove povertà, dei respingimenti dei migranti, della disoccupazione, della mancanza di certezze nel futuro, della perdita dei diritti sociali, di ricchezze sempre maggiori per alcuni a scapito di tanti, della crisi della sinistra e della nuova spinta verso a giustizia, che proviene dai giovani.. La Messa è stata concelebrata da don Federico Rebora, parroco di San Benedetto, che nel 1970 diede asilo a don Gallo allontanato da un’altra chiesa di Genova ed accolse i primi giovani dalla Comunità.

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Un complotto demo-giudo-plutocratico-venusiano

di Alessandro Robecchi, pubblicato in Il Manifesto

Il Manifesto, in collaborazione  con la Spectre. È in grado di mostrare in esclusiva mondiale il maligno disegno che si propone di screditare l’Italia a livello mondiale, un complotto demo-giudo-plutocratico-venusiano. La prima novità è che il disegno non è uno solo. Ecco il dettaglio della torbida macchinazione.
Nel primo disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che piazza il figlio della sua compagna al ministero, un lavoretto da consulente all’Osservatorio per lo Spettacolo (2009) per la miseria di 25mila euro.
Nel secondo disegno si vede ancora il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che trova un lavoretto (altri 25mila euro) all’ex marito della suddetta compagna, Emanuela Repetti, che evidentemente nella sua condizione di indigente deputata Pdl non poteva dagli una mano da sola.
Nel terzo disegno si vede – nell’ambito dei drastici tagli alla cultura – il ministro dei beni culturali Sandro Bondi che elargisce una sovvenzione di 285mila euro a una compagnia teatrale che sta vicino a Fivizzano, il suo paese.
Nel quarto disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi finanziare la trasferta dalla Bulgaria di quaranta persone per presentare e premiare a Venezia un film che non ha visto nessuno, dove recita (?) l’attrice Bulgara Michelle Bonev, “molto cara al primo ministro bulgaro e a Berlusconi” (parole del ministro della cultura bulgaro). Le indiscrezioni parlano di una cifra intorno ai 400mila euro.
Nel quinto disegno si vede il ministro dei beni culturali Sandro Bondi stanziare di 670 mila euro per lavori di ristrutturazione in due chiese, site a Novi Ligure, città della sua compagna e attuale residenza del ministro.
Come tutti possono capire, c’è un complotto internazionale per screditare l’Italia, come ha fatto intendere l’ex maestro di sci dei figli di Silvio Berlusconi, il ministro degli affari esteri Franco Frattini. E’ ora di dire basta, di respingere questi disegni che screditano il paese. Cosa che faremo con decisione. Appena avremo smesso di ridere.

Consiglieri comunali PDL e Lega in chiesa

PDL e LEGA, ovvero coloro che si autodefiniscono difensori della cristianità e dei valori morali.

E’ evidente che per costoro il rispetto non è un valore!

Da qualcuno avranno pure preso no?


Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

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