Archive for the 'Uncategorized' Category

“Mafie a Senago”. Conferenza pubblica

Conferenza a INGRESSO LIBERO. Villa Sioli venerdì 16 marzo ore 21,00.

via “Senago e la mafia, parliamone” — SinistraSenago

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Il Programma di Potere al Popolo – 6 – ECONOMIA, FINANZA, REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA

L’articolo 3 della Costituzione è incompatibile con le scelte scellerate in materia di economia e finanza fatte dai governi di qualunque colore negli ultimi trent’anni. Ribadiamo la necessità di cancellare l’obbligo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione e la volontà di disobbedire al Fiscal Compact. Crediamo inoltre che sia urgente trasferire ricchezza dalle rendite e dai capitali al lavoro e ai salari, ricostruire il controllo pubblico democratico sull’economia contro disoccupazione di massa, precarietà, povertà. Vogliamo colpire realmente l’evasione fiscale, che sottrae oltre 110 miliardi ogni anno ai salari e alla spesa sociale, e lottare per redistribuire la ricchezza tra chi ha sempre di più e chi ha sempre meno.

Per questo lottiamo per:

  • un’imposta sui grandi patrimoni: l’1% più ricco degli italiani detiene il 25% della ricchezza nazionale, 415 volte quello che è posseduto dal 20% più povero della popolazione;
  • il ripristino della progressività del sistema fiscale secondo il dettato costituzionale (art. 53), diminuendo le tasse sui redditi bassi e aumentandole su quelli più alti: l’Irpef, quando fu introdotta, prevedeva 32 scaglioni di reddito, con l’aliquota più bassa al 10% e la più alta al 72%, mentre ora gli scaglioni sono 5 con la prima aliquota al 23% e l’ultima al 43%;
  • una lotta seria alla grande evasione ed elusione fiscale, a partire da quella delle grandi multinazionali (Google, Amazon, Apple..);
  • la fine dei trasferimenti a pioggia alle imprese e della continua riduzione delle tasse sui profitti;
  • il recupero dei capitali e delle rendite nascoste;
  • politiche di contrasto dei rapporti con i cosiddetti “paradisi fiscali” da parte delle aziende italiane;
  • la fine delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni, il blocco della svendita del patrimonio manifatturiero, la ripubblicizzazione delle industrie e delle infrastrutture strategiche privatizzate negli anni passati;
  • la fissazione di un tetto per gli stipendi e le liquidazioni dei grandi manager;
  • la nazionalizzazione della Banca d’Italia e la creazione di un Polo finanziario pubblico per il credito a partire dalla ripubblicizzazione di Cassa Depositi e Prestiti – per sostenere gli Enti locali in progetti di pubblica utilità – e delle principali banche;
  • il ripristino della separazione tra banche di risparmio e di affari;
  • l’istituzione di una commissione per l’audit sul debito pubblico, in funzione della sua rinegoziazione e ristrutturazione, andando a colpire la quota del debito detenuta dal grande capitale speculativo e per una conferenza internazionale sul debito. Il debito pubblico italiano non dipende dall’aver vissuto “al di sopra delle nostre possibilità”: il rapporto tra entrate e uscite dello stato è in attivo, al netto degli interessi, da circa 25 anni (per 672 miliardi dal 1980 al 2012), ma ci siamo indebitati ulteriormente per pagare alla finanza privata 2.230 miliardi di interessi a tassi di usura.

Il Programma di Potere al Popolo – 1- DIFESA E RILANCIO DELLA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA

La nostra Repubblica è fondata su chi lavora: questo è scritto nel primo articolo della nostra Costituzione, nata dalla lotta di liberazione dal nazi-fascismo. Il Referendum del 4 dicembre ha mostrato la chiara volontà del popolo italiano di difendere la carta costituzionale.

Noi vogliamo non solo difenderla, ma attuare pienamente le idee che erano espressione di chi ha partecipato alla Resistenza, la costruzione di una nuova società fondata sulla dignità e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, l’eliminazione di ogni discriminazione, il principio di eguaglianza sostanziale, i diritti sociali, la salvaguardia del patrimonio ambientale e artistico, il ripudio della guerra.

Per questo lottiamo per:

  • ridare centralità e dignità alle lavoratrici e ai lavoratori;
  • far sì che ogni discriminazione di sesso, etnia, lingua, religione, orientamento sessuale venga superata, rimuovere ogni ostacolo di carattere economico e sociale che limita l’uguaglianza;
  • abrogare l’articolo 7 con il richiamo ai Patti Lateranensi, per la piena affermazione del principio di laicità dello Stato in tutte le sfere della vita pubblica;
  • promuovere e supportare la cultura e la ricerca scientifica, salvaguardare il patrimonio ambientale e artistico;
  • ripudiare la guerra e dare un taglio drastico alla spesa militare;
  • rimuovere il vincolo del pareggio di bilancio, inserito di recente con la modifica dell’articolo 81, che sacrifica le vite e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori in nome dell’equilibrio fiscale e dei parametri europei;
  • ripristinare il Titolo V della Costituzione com’era prima della riforma del 2001;
  • contrastare in ogni modo CETA, TISA, TTIP, trattati internazionali aberranti che vorrebbero cancellare ogni parvenza di sovranità popolare e democratica in nome del primato del profitto;
  • ripristinare l’elezione del Parlamento attraverso un vero sistema proporzionale, contro il maggioritario e il rafforzamento del potere esecutivo;
  • contrastare e sciogliere le organizzazioni fasciste, requisire i loro patrimoni e riutilizzarli per finalità sociali, proprio come si fa per le mafie.

NOI CI SAREMO!

COMUNICATO STAMPA: “Sinistra per la Lombardia” Sabato pomeriggio in piazza a Milano alla marcia antifascista e antirazzista “Anziché sciogliere i gruppi neofascisti si vietano le piazze agli antifascisti” La dichiarazione di adesione alla “Marcia antifascista e antirazzista” della lista Sinistra per la Lombardia per Massimo Gatti Presidente Sinistra per la Lombardia sarà presente alla Marcia antifascista e […]

via “Sinistra per la Lombardia” Sabato pomeriggio in piazza a Milano alla marcia antifascista e antirazzista “Anziché sciogliere i gruppi neofascisti si vietano le piazze agli antifascisti” — Sinistra per la Lombardia

Sinistra per la Lombardia: il programma

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Clicca questo link e scarica il programma di Sinistra per la Lombardia /  per Massimo Gatti Presidente

Oscuramento mediatico: «”Sinistra per la Lombardia” in presidio oggi sotto la sede di Repubblica».

Sinistra per la Lombardia

Comunicato stampa:

Oscuramento mediatico: «”Sinistra per la Lombardia” in presidio oggi sotto la sede di Repubblica».

Sinistra per la Lombardia alle 16.30 sotto la sede milanese di Repubblica per denunciare il totale oscuramento mediatico. Pronto un esposto all’Ordine dei giornalisti.

Oggi alle 16.30 Sinistra per la Lombardia sarà presente sotto la sede di Repubblica Milano, in via Nervesa 21, per un presidio di denuncia contro la censura cui Quotidianamente viene sottoposta.

 “Ci troveremo sotto Repubblica con un bavaglio simbolico e una copia del giornale – dichiara Massimo Gatti, candidato presidente- e invieremo un esposto all’Ordine dei Giornalisti. È inaccettabile la disinformazione messa in atto quotidianamente da Repubblica e dalle maggiori testate per oscurare la presenza di Sinistra per la Lombardia”.

Negli ultimi mesi le principali testate hanno messo in atto un vero e proprio black-out informativo sulle nostre proposte, privando i cittadini del fondamentale diritto democratico di essere informati. Molto…

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Il fascismo non è un opinione è un crimine

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Da un intervista sui giornali locali, apprendiamo, non senza una certa preoccupazione, che il primo cittadino di Senago, sig.ra Magda Beretta, solidarizza con Casa Pound.

Che solidarizzi con questo tipo di organizzazioni che si dichiarano apertamente “fascisti del terzo millennio” non ci stupisce visto che il primo provvedimento adottato da questa signora è stata la disdetta dalla convenzione SPRAR con la prefettura di Milano per l’accoglienza di un certo numero di profughi, nonché l’ordinanza contro chi pratica elemosina sul territorio.

Quello che ci meraviglia è che la sig.ra Sindaca in questione si richiami alla Costituzione per sostenere queste sue affermazioni. Quella stessa Costituzione dell’Italia repubblicana nata dalla Resistenza Antifascista, su cui ha giurato all’inizio del proprio mandato amministrativo.

Nel caso dei profughi probabilmente la sindaca, pur avendo giurato sulla carta costituzionale, non sa o fa finta di non conoscere l’articolo 3 della nostra Costituzione che sancisce che tutti i cittadini sono uguali senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, e che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.

Parimenti riguardo alle organizzazioni neofasciste non sa o fa finta di non conoscere le leggi Scelba e Mancino che di fatto proibiscono qualsiasi forma ed organizzazione che si richiami al fascismo.

Non sa o fa finta di non sapere che la nostra Costituzione, la nostra Repubblica è Antifascista.

Colpisce infine il falso stupore della sindaca che non sa o finge di non sapere nulla sulla presenza di membri di Casapound nella Lista Senago nel Cuore. Questi ultimi, tuttavia, durante le elezioni ed agli stessi seggi si aggiravano come rappresentanti di lista con un vestiario assolutamente inequivocabile in cui l’appartenenza o la vicinanza a Casapound era del tutto palese.                Cosa si fa per “amore” di partito e per governare.

D’altronde in una persona che rilascia certi parallelismi fra fascismo e comunismo è comprensibile una certa mancanza di conoscenza dei valori costituzionali.

Quello che però ci lascia basiti è che una persona che dovrebbe rappresentare i cittadini del proprio comune esponga in modo così sfacciato e anzi si compiaccia di questa sua mancanza.

D’altronde è stata votata, invece dei profughi e meglio accogliere i fascisti.

Ciao Valentino

LA SCOMPARSA DI VALENTINO PARLATO Ciao Valentino La notizia della morte di Valentino Parlato ci rattrista profondamente. Ci mancheranno le sue sollecitazioni, le sue idee e le sue provocazioni intelligenti.Le compagne e i compagni di Sbilanciamoci! ​​ Valentino Parlato, una generosità mai spenta Quello che ha sempre caratterizzato Valentino – in anni nei quali le…

via Newsletter n.516 – 4 maggio 2017 — Sbilanciamoci.info

INCENDIO DI NATALE AL CANTIERE DELLE VASCHE — SENAGO BENE COMUNE

Nella mattinata del 24 dicembre i senaghesi hanno trovato una sopresa di Natale nel cantiere delle vasche di laminazione: il container depositato nel sito per l’apertura dei lavori è stato distrutto, sembra da un incendio. Al momento, non si conosce la causa dell’evento. Potrebbe trattarsi di un fortuito incidente; oppure il fatto potrebbe essere […]

via INCENDIO DI NATALE AL CANTIERE DELLE VASCHE — SENAGO BENE COMUNE

Il triste tramonto di Obama.

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Il tramonto di un Presidente degli Usa è cosa triste in sé. Per almeno sei mesi se ne sta lì alla Casa Bianca, imbronciato, triste, mentre nessuno gli dà più retta e gli aspiranti successori si scatenano nella campagna elettorale. Il partito gli chiede le rituali comparsate, i consiglieri gli preparano la fondazione cui andranno i proventi delle future conferenze sulla pace e sul progresso.

Il tramonto di Barack Hussein Obama, anni 55, 44° presidente degli Usa, è particolarmente triste. C’è un problema con la polizia, che ha la spiacevole tendenza ad ammazzare persone per strada, meglio se afroamericane? Lui va ai funerali, fa discorsi bellissimi ma nessuno se lo fila. Ci sono le ricorrenti stragi nelle scuole e nei locali, perché anche un picchiatello può procurarsi un’arma da guerra, e 30 mila morti l’anno per colpi di arma da fuoco? Lui invoca, protesta, ma la lobby degli armaioli se la ride. Il campo di prigionia di Guantanamo? Obama prometteva di chiuderlo già durante la prima campagna elettorale, quella del 2008. Poi ha promesso di farlo una volta l’anno e Guantanamo è ancora lì, come voleva il Pentagono. Il Presidente firma con la Russia una tregua per la Siria? E i generali bombardano le truppe di Assad, sicuri di far saltare l’accordo senza che il buon Barack trovi la forza di dire una parola.

Ma questo è niente. Il problema vero è che Obama è il Presidente delle promesse tradite. L’uomo-marketing di ideali proclamati e mai praticati. Un cartellone pubblicitario. Uno slogan: il primo Presidente nero, come Hillary Clinton sarà la prima Presidente donna o Donald Trump il primo Presidente coi capelli rossi.
Il 4 giugno del 2009 Obama tenne al Cairo il suo primo, vero discorso al mondo. Un ottimo investimento, visto che sulla base di quelle parole i cinque bizzarri personaggi incaricati dal Governo norvegese scelsero proprio lui come Premio Nobel per la Pace. Al Cairo, Obama disse tra l’altro: «Negli ultimi tempi la tensione (tra Usa e musulmani, n.d.r) è stata incentivata dal colonialismo che nega diritti e opportunità a molti musulmani, e dalla Guerra Fredda in cui i Paesi a maggioranza musulmana erano fin troppo spesso trattati come vassalli (in originale “proxy”, n.d.r) senza rispetto per le loro aspirazioni… Gli estremisti violenti hanno sfruttato queste tensioni presso una piccola ma potente minoranza di musulmani». E l’altro giorno, nell’ultimo discorso all’Onu, ha detto: «Dobbiamo insistere affinché tutte le parti coinvolte (nei conflitti in Medio Oriente, n.d.r) riconoscano una comune umanità e le nazioni mettano fine alle guerre per procura (in originale “proxy wars”, n.d.r) che alimentano il disordine».

Noi sappiamo con certezza, come dimostrato da infiniti studi, tra cui quelli degli americanissimi Council on Foreign Relations e Brookings Institution, che il terrorismo islamico è promosso e finanziato dalle petro-monarchie del Golfo Persico. Obama dovrebbe quindi spiegarci perché, nei tre anni fiscali 2010-2012, quelli in cui al Dipartimento di Stato regnava Hillary Clinton, la sua amministrazione approvò vendite di armi per 165 miliardi di dollari, quasi il doppio di quanto fu approvato durante l’intero secondo mandato di George Bush. E perché nel 2010 sempre lui e la Clinton controfirmarono la più cospicua singola vendita di armi a un singolo Paese nella storia degli Usa: 62 miliardi di dollari di ordigni all’Arabia Saudita.

Proprio il Paese che la Clinton, in uno dei documenti rivelati quell’anno da Wikileaks, aveva qualche mese prima definito “base decisiva di supporto finanziario per AL Qaeda, i talebani, Lashkar-e-Taiba e altri gruppi terroristici, compreso Hamas”. Proxy di chi?

È curioso, nel discorso all’Onu Obama ha nominato solo due Paesi cattivi, Russia e Siria. Della Russia ha detto, in una riga, questo: “Tenta di recuperare con la forza la gloria perduta”. Mmmmmmm… Barack, dai, non fare così.
Nel 2011 hai dato una grossa mano alla distruzione della Libia, o no? Soddisfatto del risultato?
In Afghanistan hai messo truppe, tolto truppe, ma nella prima metà del 2016 laggiù c’è stato il record di morti civili, 1.601, tra i quali centinaia di donne e bambini. Nello Yemen ci sono i tuoi servizi di intelligence militare a dare una mano alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita e a guidare i suoi bombardamenti. Forse non lo sai ma ci sono stati già 10 mila morti, perché i sauditi sparano su tutto ciò che si muove, e le Ong stimano che un terzo dei loro raid (realizzati con armi americane e inglesi) vadano direttamente su obiettivi civili. Con i droni, in Pakistan, hai fatto ammazzare 2.500 persone. Sai che gli esperti calcolano che la percentuale di terroristi uccisi in questi attacchi rispetto ai civili è di uno su 26?

E della Turchia che cosa ci dici? Prima il tuo amico Recep Erdogan poteva fare tutto, anche far passare per il suo confine un 60/70 mila foreign fighters per rimpolpare le truppe dell’Isis in Siria e tu, in caso di problemi con la Russia, gli mandavi anche la Nato a proteggere il suddetto confine. Poi Erdogan ci ha detto che dietro il golpe che voleva scalzarlo c’eri tu. Chissà.
In Ucraina il presidente Yanukovich era un ladrone ma era un ladrone legittimamente eletto: tu che all’Onu parli di “rule of law”, che ci dici dei soldi che la tua amministrazione ha investito per contribuire a rovesciare quel Governo?

Insomma, caro Obama: com’è che ovunque c’è un casino spunti anche tu? E com’è che dove c’è casino da prima, per esempio nei rapporti tra palestinesi e israeliani, tu non concludi una cippa? Lo sai, no, che Bibi Netanyahu ti ha umiliato anche in casa tua.

All’Onu hai avuto il coraggio di dire che “gran parte del collasso (del Medio Oriente, n.d.r.) è generato da leader che hanno cercato di legittimarsi non con i programmi politici ma perseguitando l’opposizione, demonizzando le altre fedi, confinando ogni spazio pubblico alla moschea”. Cioè, qualcuno come i tuoi amici dell’Arabia Saudita, quelli che finanziano la tua compagna di Governo e di partito Clinton? Come quel re Abd Allah che morì nel gennaio 2015 e che tu andasti a piangere con tutta la famiglia e mezzo Governo al seguito? O come la dinastia dei Khalifa del Bahrein, che nel 2011 chiamarono i carri armati sauditi per soffocare con la violenza la Primavera ed ebbero la tua benedizione?
Caro Obama, noi ci abbiamo creduto. Yes, we can e tutto l’ambaradan.

È un vero peccato che ci credessimo noi, e tu no.

di Fulvio Scaglione


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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