Archive for the 'Trasparenza' Category

Trasparenza, partecipazione alla vita politica

Pubblichiamo una lettera che ci ha fatto pervenire un cittadino di Senago il quale l’aveva già inviata a tutti i consiglieri comunali, nessuno dei quali si è degnato di rispondergli.

§

Al Presidente    Consiglio Comunale Senago
Al Capogruppo Consiglio Comunale Di Pietro Italia dei Valori
Al Capogruppo Consiglio Comunale Insieme per Senago’

Al Capogruppo Consiglio Comunale Lega Nord              (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale PD
Al Capogruppo Consiglio Comunale PDL Milani Sindaco (consegnata a mano)
Al Capogruppo Consiglio Comunale SEL con Vendola
Al Capogruppo Consiglio Comunale Vivere Senago

Senza entrare in nessuna polemica con la Giunta e il Consiglio, ma l’ultima delibera riguardante le riprese audiovisive approvata all’unanimità mi è sembrata un qualcosa di pasticciato fatta in fretta e furia agitandolo a mo’ di scudo contro chi ne aveva avanzato richiesta. Non c’è alcuna legge che possa impedire ai cittadini di filmare un consiglio comunale esercitando il loro diritto di informazione.

Le riprese non possono essere vincolate ad un divieto da parte di un consigliere e tutto ciò senza scomodare  l’articolo 21 della costituzione,  la convenzione dell’Onu per quanto riguarda i diritti di partecipazione e di informazione dei disabili, persone che non potrebbero altrimenti vivere la vita comunitaria a causa di questi impedimenti, al parere dell’Autorità Garante sulla trasparenza, oltre al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 – Supplemento Ordinario n. 162, allo statuto comunale ed al regolamento sull’accesso agli atti amministrativi. oltre il parere del Garante della privacy  del 19/04/2007 allegati 2 e 5 ai sensi art 232 CP da cui si evince che per i personaggi pubblici non vi è nessuna privacy se le notizie sono d’interesse pubblico conseguentemente, volando basso, se qualcuno del consiglio o della giunta ha dei problemi in proposito doveva pensarci  prima dell’insediamento e non proporsi come candidato durante le elezioni.

Offrire la possibilità di visionare un video INTEGRALE, SENZA TAGLI, del Consiglio Comunale è, a tutti gli effetti,un DOVEROSO SERVIZIO PUBBLICO!.

Non tutti abbiamo la possibilità di prendervi parte ma TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO ALLA CORRETTA INFORMAZIONE e per essere corretta NON PUO’ ESSERCI CENSURA!!!

Non vedo quale sia il Vs. timore, con un audiovisivo chiunque può farsi un’idea di quali siano le argomentazioni portate in consiglio, quali siano i consiglieri preparati e quelli che semplicemente pigiano i tasti per votare. Come chiunque può valutare, attraverso l’immediatezza delle riprese video, quando un consigliere o un assessore non è coerente con ciò che si è fatto promotore in campagna elettorale.

Queste chiusure non fanno che alimentare le solite voci sulla politica e speravo che, questa Giunta  e Consiglio, si facessero paladini del suo cambiamento portando ad un livello sempre più alto la  trasparenza del palazzo comunale. Tutto ciò mi porta ad esternare la mia amarezza a tutte le forze componenti il consiglio comunale.
Cordialità,

Carlo Cella

Nota: allego alcuni indirizzi, per Vs. informazione, dove potrete trovare materiali su delibere e pronunce del TAR, e di giuristi.

http://peppetringali.myblog.it/archive/2011/07/25/tar-di-catania-annulla-delibera-del-consiglio-comunale-di-au.html

http://blog.solignani.it/2009/11/24/e-lecito-effettuare-riprese-audiovisive-del-consiglio-comunale/

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/44094

Il diavolo se li prenda: il Consiglio vieta le riprese audio-video, all’unanimità!

Abbiamo già scritto diversi articoli riferiti ai Consigli Comunali fin qui svolti e vorremmo cercare di essere sempre puntuali nell’affrontare gli argomenti all’ordine del giorno, esponendo i nostri punti di vista.

Purtroppo a volte siamo costretti a desistere poichè i tempi di pubblicazione dei verbali sono davvero molto lunghi, superano il mese, ed essendo persone che lavorano, non ce la facciamo a seguire le battute di ogni Consiglio Comunale quando durano fino a notte fonda. Così è stato per l’ultimo Consiglio tenutosi il 30 ottobre, finito quasi all’alba e dove si è dicusso, come ultimo argomento, delle famigerate riprese video.

Ma l’informazione per fortuna non manca e le voci sulle decisioni assunte corrono per il paese. Facciamo però un breve passo indietro a prima del consiglio.

Lo Statuto allora vigente, consentiva di effettuare riprese audio e video a chiunque presentasse una semplice richiesta al Presidente del Consiglio il quale, riuniti i capigruppo prima della seduta, disponeva della facoltà di concederle o negarle nel caso ci fossero state questioni particolari. Uno Statuto fortemente democratico e che offriva trasparenza ed apertura da parte del Consiglio Comunale verso la cittadinanza. Purtroppo tutto questo non è mai stato applicato.

Infatti già dalla prima seduta di questo nuovo Consiglio, tutti i consiglieri hanno fatto in modo di bloccare e negare ogni ripresa audiovisiva, adducendo scuse improbabili da sostenere e negando con tutta evidenza ogni autorizzazione, arrivando addirittura a servirsi della forza pubblica. E’ stato così nonostante le due richieste che FDS, Senago Bene Comune e SinistraSenago, uniche forze politiche ad averlo fatto, hanno protocollato in Comune seguendo i termini dello Statuto.

Nel contempo la Giunta si era impegnata a dare nuova regola affinchè fosse possibile rendere disponibile tale servizio direttamente da parte del Comune e questo modificando lo Statuto.

Così, come abbiamo già detto, l’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 ottobre, era proprio quello relativo alle riprese audiovisive.

In attesa dei verbali, che saranno pubblicati forse per Natale, le voci che abbiamo colto sono alquanto allarmanti e manifestano la totale drammaticità della situazione politica attuale.

Questo è il capolavoro che hanno prodotto: con voto unanime tutti i Consiglieri presenti hanno approvato un emendamento allo Statuto che “prevede che se un consigliere lo richieda, può far oscurare in qualsiasi istante sia il video che l’audio della seduta in corso, senza specificarne la motivazione”.

Ci uniamo allora al coro di disprezzo che va diffondendosi in città, contro un Consiglio Comunale che si autoreferenzia chiudendosi nel palazzo, a dispetto delle richieste di trasparenza della cittadinanza.

Siamo purtroppo in un brutto momento per il sistema democratico anche a  Senago che da città modello di trasparenza e partecipazione, sta diventando la città dei “palazzi chiusi”.

Come SinistraSenago, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune, valuteremo la possibilità di fare ricorso legale per far ripristinare la democrazia in questo paese.
Vi invitiamo alla lettura dei nostri precedenti articoli di SinistraSenago sull’argomento:

Primo Consiglio Comunale a Senago….

Il grande fratello in …..

Giacomo di cristallo

Giacomo di cristallo

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente.
Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie.
Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale.
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano una domanda, prima che aprisse bocca.
Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi.
La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza.
Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione.
Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri.
Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire.
Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

(Gianni Rodari, Favole al telefono)

Nuovo campo rom…ma state Boni ! (ovvero piccole storie di depistaggi)

Un antico adagio recita che “quando il dito indica la Luna, lo stolto guarda il dito e non la Luna”. Ci pare che i leghisti di casa nostra facciano un po’ il gioco a veicolare altrove lo sguardo e l’attenzione dei senaghesi e dell’opinione pubblica in generale. Il problema è che i cittadini non sono poi così stolti e trote come alcuni politicanti possono ritenere.

Ed ecco che nel suo eterno ed infinito peregrinare nel pendolo politico tra la necessaria linea compromissoria del Federalismo, necessaria nei periodi delle alleanze con il centro-destra, e la purezza cristallina e padana della Secessione, la Lega Nord si ritrova a fare i conti con una campagna elettorale nella quale deve fare emergere tutte le proprie differenze da ogni altro schieramento in corsa. In particolar modo devono emergere le differenze con il centro-destra con cui l’alleanza, a Senago mai veramente decollata ed in forte crisi a livello nazionale,  sembra giunta davvero ad un punto morto.

Quale migliore occasione poteva presentarsi che quella di un fantomatico campo nomadi che si stava (forse) erigendo sul territorio senaghese in via Farini al confine con Bollate ? Occasione ghiotta per i lumbard di poter parlare di altro rispetto ai temi che a Senago potrebbero creare più di qualche imbarazzo. Leggasi Vasche di Laminazione. Quelle stesse vasche che alcuni leghisti, in consessi regionali, avevano già ampiamente avallato. E qui forse casca l’asino ! Colui che, anche pubblicamente, ha apertamente sostenuto la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago è nientepopodimeno che l’ancora attuale Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni.

Quest’ultimo è da pochi giorni balzato agli onori delle cronache, più giudiziarie che politiche, perchè accusato di aver ricevuto una tangente da un milione di euro destinata con tutta probabilità al finanziamento illegale del partito Lega Nord. Interessante situazione per coloro i quali si fanno paladini della legalità. Perchè il rom, secondo i benpensanti padani, è per antonomasia un illegale e quindi destinato geneticamente a delinquere, mentre invece i rappresentanti in Regione, oggi sempre più impolverati dai casi di corruzione emersi negli ultimi mesi, sarebbero invece dei galantuomini e delle gentildonne. Infatti Davide Boni rimane ben saldo al suo posto e nemmeno lontanamente viene scalfito dalla possibilità di dare le dimissioni.

Questi sono gli strani parallelismi nei quali nemmeno Plutarco sarebbe riuscito ad infilarsi. Sembra affiorare il ricordo di quando la Lega Nord, così distante (o almeno sedicente distante) dal panorama politico nazionale, si ergeva a baluardo della legalità e dell’onestà e poi rotolava nel fango della Maxitangente Enimont.Nel famoso processo Sama dichiarava dazioni di denaro anche all’allora forza politica emergente, che necessitava dell’aiutino economico. Allora si tentò di far cadere la colpa sul tesoriere Alessandro Patelli (ai tempi apostrofato come il pirla della compagnia che si prese carico del trasferimento dei soldi). Il depistaggio allora non funzionò, perchè Umberto Bossi, che aveva la responsabilità politica, vide infranta la sua purezza insieme alla sua fedina penale definitivamente compromessa.

Il ricordo transita poi verso la damigiana di denaro raccolto nelle adunate leghiste per restituire i soldi pensando di estinguere così anche il reato…e gli stolti continuano a guardare il dito. Peccato che negli anni il dito sia diventato quello medio del Senatur che ha continuato ad arringare le folle parlando ai loro bassi intestini piuttosto che solleticarne la cervice. Così acendo si è cercato di rinfrancare la purezza da angelico virgulto abbeverandosi alle fonti del dio Po. Chiare fresche e dolci acque direbbe il poeta.

Ma torniamo per un attimo alla questione del campo nomadi. Dovrebbe essere ormai noto ai più, che non vi erano rom e nomadi sul luogo in questione quando le forze dell’ordine sono sopraggiunte. Pare anzi che dopo aver sigillato e sequestrato l’area Carabinieri e Polizia Locale abbiano anche sgomberato un gruppo di facinorosi che stanziavano sul luogo. Sembra che lo stesso Lombroso sia intervenuto definendo pericolosi i tratti somatici dei manifestanti. Si trattava di barbari sognanti che ergevano vessilli di un signore con spadone. Insomma leghisti. Sicuramente il maggior problema di ordine pubblico visto a Senago negli ultimi anni. Anche loro sgombrati nemmeno si trattasse di un’adunata sediziosa di pericolosissimi centri sociali con annessi black block.

A proposito di legalità diremmo che in Regione Lombardia tira veramente una brutta aria. Dalle firme false raccolte per la candidatura di Formigoni, al suo quarto mandato come Presidente dell Regione, alle vicissitudini di diversi consiglieri regionali emerge quasi una continuità di affarismo un po’ lugubre e losco che coinvolge diversi protagonisti. Boni, Penati, Giammario, Minetti, Nicoli Cristiani, Ponzoni, Belotti, Rizzi, Rinaldin insomma una bella formazine a cui la Lega Nord non fa mancare il suo prezioso contributo. E nella scorsa legislatura ricorderemo tutti il folkloristico Prosperini, con trascorsi nella Lega Nord epoi passato al PdL, arrestato diverse volte per corruzione. Anch’egli si divertiva parlando e sparlando di immigrati e di legalità. Da quale pulpito !!!

A distanza di tempo, ci si perdoni l’ardito paragone, Patelli è veramente un dilettante rispetto ad altri che in questi giorni si affacciano alla ribalta. Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, con le sue paccate di milioni, per dirla con la ministra Fornero, seppellirebbe davvero tutti; comunque quando si tratta di illegalità anche la Lega Nord sa il fatto suo !

Dicevano in tempi antichi una risata vi seppellirà !

Spiace poi leggere i commenti di altre forze politiche senaghesi che per non perdere il treno del populismo imperante si allineano ad esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e sostegno imperituro contri i rom, ma i contorni della vicenda rimangono ancora a tinte un po’ fosche.

Alcuni difendono l’area dall’insediamento del misterioso e fantomatico campo rom perchè proprio di lì dovrebbe passare l’altrettanto fantomatica tangenzialina SP119, Quella per la quale non ci sono fondi e quindi sarebbe opportuno soprassedere.  Non c’è che dire la toppa è forse peggio del buco. Ma comunque tranquilli in tempi un po’ meno antichi possiamo dire che una colata di cemento vi seppellirà !

E fa sorridere che gli odierni paladini del libero mercato si oppongano al suo normale esercizio. Neoprotezionismo contro Neoliberismo una di quelle partite che non pensavamo di veder giocare proprio sotto casa nostra.

Le ultime news dalla fiaccolata contro il campo nomadi dicono che la partecipazione sia stata piuttosto scarsa e comunque arricchita da presenze non senaghesi eterodirette per far apparire particolarmente sensibile la cittadinanza ad un tema più che mai artificioso e aleatorio. Le storiche truppe cammellate hanno ormai preso piede anche nella terra padana…e non solo per votare alle primarie !

Chiudiamo con l’angolo del buon umore. Si racconta che nella tranquilla savana, si sentiva solamente il debole fruscio del vento in mezzo agli arbusti. All’improvviso la terra cominciò a tremare, una nuvola di polvere si alzò nel cielo, gli alberi caddero, tutti gli animali scapparono terrorizzati. Era una mandria di elefanti che stava correndo a velocità folle. In coda alla mandria c’era un topolino che correva con un’aria alquanto entusiasta. Incuriosito un uccello gli si affiancò in volo e gli chiese: -“Ma dove state andando?” e il topolino, contento: -“Non lo so… però stiamo facendo un gran casino!!!”

Esiste una razza sola, quella umana ! Nel mio paese nessuno è straniero !

Una risata vi seppellirà ! Purtroppo troppo tardi, ma vi seppellirà !

Dopo le esternazioni, nelle scorse settimane dei ministri del governo italiano, ecco puntuali arrivare sul binario di viale dell’Astronomia le stronzate di Emma Marcegaglia. Ricordiamo tutti le battute fuori luogo e molto spesso quasi autobiografiche di Monti sul posto fisso monotono o della Cancellieri sulla voglia di trovarsi un lavoro vicino a mamma e papà con figli e figlie di ministre che lavorano nella stessa università di mamma Fornero e papà Deaglio.

Forse sarebbe il caso di rispondere con ironia, piuttosto che con la rabbia, alle solite nefandezze e prepotenze di chi esercita il potere come sfoggio del proprio putridume culturale.

Nei giorni scorsi la cara Emma nazionale, dopo un mandato come rappresentante dei giovani industriali, ed ora sul finire del proprio incarico come rappresentante dei senior di Confindustria, si è lasciata andare a commenti, diciamo poco onorevoli, sul ruolo del sindacato: “Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici,  ladri e chi non fa bene il proprio lavoro”.

Ed allora sarebbe bene ricordare chi sono i Marcegaglia, prima che a qualcuno possa sfuggire e soprattutto prima che la sabbia di tutte le clessidre scorra inesorabile donandoci l’oblio.

Il Gruppo Marcegaglia è un gruppo industriale e finanziario che opera in Italia e all’estero con 50 società e più di 6.500 dipendenti nel settore metalsiderurgico e in una serie diversificata di altri comparti produttivi. Il gruppo, che è interamente controllato dalla famiglia Marcegaglia, fattura 4,2 miliardi di euro ed ha registrato nello scorso decennio un tasso di crescita medio del 15 per cento (del 20 per cento negli ultimi 5 anni) (dati 2008-09).

Nel 2006 Steno Marcegaglia, padre della presidentessa di Confindustria e fondatore del gruppo, imputato nel processo ’Italicase-Bagaglino’, viene condannato a 4 anni e un mese per il reato di bancarotta preferenziale, in parte condonato.

Nel 2008 la Marcegaglia Spa ha patteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione 158 mila euro pagata nel 2003 a Lorenzo Marzocchi di EniPower.

La sua SpA controllata N.e./C.c.t. spa ha invece patteggiato 500 mila euro di pena, e ben 5 milioni 250mila euro di confisca. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello della leader dei galantuomini di Confindustria, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena per il reato di corruzione.

Negli scorsi mesi su segnalazione delle Autorità svizzere, erano in corso indagini per accertare l’utilizzo e la legalità di diversi conti cifrati all’estero.

Il gruppo Marcegaglia spa è anche uno dei principali azionisti della CAI, la mitica compagnia di volenterosi che avrebbe dovuto, con i soldi di noi poveri pirla, salvare la compagnia nazionale di volo Alitalia. Un altro grande miracolo italiano.

Tutte le condanne e le indagini a carico dei citati nell’articolo sono atti pubblici e non indiscrezioni. Tutti possono accedere e controllare.

Alcuni organi di stampa hanno fatto notare come l’azienda di famiglia Marcegaglia SpA utilizzi procedure di ottimizzazione fiscale grazie ad holdings in Irlanda e in Lussemburgo (Il Fatto Quotidiano e Report rispettivamente agosto e novembre 2011).

Emma Marcegaglia ha dichiarato a più riprese nel 2009 che lo Scudo Fiscale è un “male necessario” (dichiarazioni ad agenzie di stampa ottobre e dicembre 2009). Successivamente, nell’ambito dell’inchiesta per falso in bilancio relativa alla sua azienda, la parte dell’inchiesta riguardante l’evasione fiscale viene archiviata perché i capitali oggetto dell’inchiesta sono stati scudati (ancora Report novembre 2011). Ad ottobre 2011 ha dichiarato che lo scudo fiscale “non è la scelta giusta in quanto premia i furbi” (RaiTre ottobre 2011).

Alcuni osservatori, come ad esempio l’Ing. De Benedetti, sostengono che la Marcegaglia abbia iniziato tardivamente a fare opposizione al governo Berlusconi, avendo fatto affari con quel governo. “È noto, e credo che sia un’operazione del tutto corretta, che la Marcegaglia ha affittato ad un prezzo considerato da tutti risibile le attrezzature buttate via per il vertice del G8 della Maddalena del 2009 e questa è stata una decisione del governo Berlusconi” (La7 e Unità novembre 2011).

Alla fine di questo cursus honorum, le cui notizie sono reperibili facilmente in rete (tra le fonti principali alcuni siti: www.thepopuli.it e it.wikipedia.org), potremmo concludere che il silenzio è sempre uno strumento molto prezioso. Bisogna saperne fare buon uso. Consigliamo alla presidente di Confindustria un po’ di questo sano esercizio oppure di seguire i vecchi e classici consigli di “non sputare contro vento” oppure di non gettare “la solita merda nel ventilatore”. Il rischio di imbrattarsi è altissimo !!!!!

Per chiuderla in filosofia ci piace citare il Rasoio di Occam ed il Rasoio di Hanlon due principi metodologici che insegnano a capire e classificare molte delle affermazioni di persone che occupano, forse immeritatamente, posizioni di potere e responsabilità.

Rasoio di Occam è il nome con cui viene contraddistinto un principio espresso dal filosofo William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Occam. Tale principio, nella sua forma più immediata suggerisce l’inutilità di formulare più teorie di quelle che si siano formulate per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi. (fonte wikipedia)

Il Rasoio di Hanlon, formulato sul modello di quello, più noto, di Ockham, suggerisce di considerare, come causa di una fattispecie, l’ipotesi più immediatamente verosimile rispetto a quella meno probabile. Il concetto è attribuito a un non meglio identificato Robert J. Hanlon, il quale avrebbe formulato, o quantomeno avrebbe reso noto, tale assunto intorno al 1980.

Esso può essere riassunto come “Non attribuire a cattiveria ciò che puoi facilmente spiegare con la stupidità” o, in un’altra forma più semplificata: “Non presumere mai cattiveria laddove la stupidità basti”. (fonte wikipedia)

Facciamolo a pezzi 6: “TRASPARENZA”

Abbiamo ormai una notevole esperienza di ciò che significa di per sé la formula “conflitto di interessi”.  Se non altro i governi nazionali a guida centro-destra, e nello specifico con Berlusconi presidente del Consiglio hanno in più occasioni mostrato quali siano i pericoli reali di avere amministratori della cosa pubblica coinvolti personalmente in forti interessi privati. Simili persone lasciano più di qualche dubbio sulla loro imparzialità nel compiere azioni che devono sempre essere indirizzate all’interesse pubblico ed al vantaggio collettivo. In più occasioni in ambito di telecomunicazioni e soprattutto nell’ottica di porre i bastoni tra le ruote alla magistratura, Berlusconiha dato ampia prova di una totale mancanza di imparzialità. Il cambio dell’esecutivo non ha di per sé fatto sparire con un colpo di spugna i dubbi sugli interessi privati nella gestione del pubblico.

Il governo attuale presieduto da Mario Monti vede tra le figure di spicco diversi ministri provenienti dai consigli di amministrazione delle banche. Quegli stessi istituti bancari creatori e generatori della crisi, dovuta alla finanziarizzazione entrano oggi ancor di più nella stanza dei bottoni a decidere il corso degli eventi politici.

Il conflitto di interessi offerto dal Ministro Passera è di per sé un esempio lapidario e paradigmatico.

Una buona e corretta amministrazione, anche nei nostri comuni, tende spesso a dimenticare alcuni aspetti che si traducono poi nella pratica del conflitto di interessi. Quindi un’amministrazione locale deve essere il più possibile sgombra da ogn possibile sospetto.

In una delle ultime sedute del consiglio comunale in cui Franca Rossetti era ancora Sindaco di Senago, un intervento svolto dall’allora prima cittadina si è tradotto in una serie di dichiarazioni relative a tutte le conflittualità che ogni singolo consigliere comunale ed assessore si sarebbe trovato ad affrontare nel momento in cui si fosse andati a discutere di un determinato intervento in una certa area dove il proprietario era direttamente un consigliere comunale piuttosto che un assessore o comunque un rappresentate politico di parte o un suo stretto familiare e quindi coinvolto con un interesse particolare nell’ambito della gestione pubblica.

Questo ci induce a pensare che non soltanto a livello nazionale, in misura enorme e macroscopica, ma anche e soprattutto a livello locale possiamo individuare conflitti d’interesse. A livello cittadino non esistono molte regole che stabiliscono quando un consigliere comunale oppure un assessore e componente della Giunta dovrebbero astenersi dal prendere posizioni e decisioni dirimenti. Ci si affida molto spesso alla sensibilità dei singoli che talvolta è assolutamente ineccepibile, ma talvolta non si manifesta con la dovuta attenzione e accortezza. Succede invece spesso che soprattutto a livello locale vi siano comunque professionisti che siedono tra i banchi dei consigli comunali e votino l’approvazione di progetti che loro stessi in veste professionale hanno presentato all’amministrazione comunale.

La Federazione della Sinistra ha un’idea che si muove in direzione diametralmente opposta. Per evitare anche il minimo sospetto in questo ambito è opportuno che ogni possibile conflittualità sia assente già nella proposta che viene rivolta ai cittadini. Quindi anche a livello locale la composizione delle liste dei candidati al consiglio comunale dovrebbe essere formulata secondo un “codice etico” che porti a non candidarsi a ruoli pubblici coloro i quali possono trovarsi anche minimamente in una potenziale situazione di conflitto di interessi.

Con questo non vogliamo certo proporre un ridimensionamento del diritto civico e costituzionale di ogni cittadino a svolgere anche un ruolo pubblico nella propria e per la propria città, ma proprio perché l’interesse pubblico è prioritario va sicuramente fugato ogni dubbio sul fatto che gli interessi privati debbano essere in ogni modo tenuti in ultimo piano rispetto a quelli della collettività. Questo favorisce anzitutto una notevole trasparenza che può solo essere garanzia di una gestione oculata ed onesta della cosa pubblica.


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