Archive for the 'tasse' Category

L’articolo 53 della Costituzione Italiana nel ventennio del trionfo neoliberista

tagli

Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

La tassazione diretta, cioè quella realizzata con un prelievo coattivo direttamente sui redditi del contribuente, secondo la nostra Costituzione dovrebbe essere informata a un criterio di progressività: chi è più ricco è tenuto a contribuire più di chi è povero alla fiscalità generale, quella che serve per garantire a tutti i cittadini servizi essenziali come sanità, istruzione, sostegno al reddito, trasporti, cura del territorio etc.

Come si realizza questa progressività in Italia, e come è mutata nel ventennio del trionfo neoliberista? Proviamo ad analizzare le tabelle dell’IRPEF con cui i contribuenti hanno pagato e pagano le tasse e studiamo le variazioni delle aliquote.

Partiamo dalle aliquote IRPEF della dichiarazione dei redditi 1995 (redditi realizzati nel 1994)

Scaglione Reddito da lire Fino a lire Aliquota
1 1 7200000 10,00%
2 7200001 14400000 22,00%
3 14400001 30000000 27,00%
4 30000001 60000000 34,00%
5 60000001 150000000 41,00%
6 150000001 300000000 46,00%
7 Oltre 300000000 51,00%

Le aliquote sono effettivamente progressive, l’aliquota più alta è cinque volte la minima e tra le due c’è una distanza di 41 punti percentuali.

Vediamo come sono cambiate dopo nove anni con le aliquote IRPEF 2004 (redditi 2003)

Scaglione Reddito da euro Fino a euro Aliquota
1 1 10329 18,00%
2 10329,01 15493 24,00%
3 15493,01 30987 32,00%
4 30987,01 69721 39,00%
5 Oltre 69721 45,00%

In una decina d’anni l’aliquota minima, quella pagata dai ceti meno abbienti, è quasi raddoppiata, quella pagata dai più ricchi è diminuita di 6 punti percentuali, la distanza tra i due estremi è scesa a 27 punti percentuali.

Passiamo al 2008 (redditi 2007), anno in cui le aliquote furono nuovamente modificate e corrispondono a quelle attualmente in vigore.

Scaglione Reddito da euro Fino a euro Aliquota
1 1 15000 23,00%
2 15000,01 28000 27,00%
3 28000,01 55000 38,00%
4 55000,01 75000 41,00%
5 Oltre 75000 43,00%

L’aliquota minima è cresciuta ancora: le fasce di reddito più basse ora subiscono una tassazione diretta addirittura del 23%, il 130% in più rispetto ai primi anni ’90!

Anche la fascia di reddito successiva, quella che potremmo definire medio-bassa ha subito un peggioramento consistente, dal 22% al 24% al 27%.

La fascia di reddito più alta ha invece visto un abbassamento costante dell’aliquota, dal 51% al 45% al 43%.

La distanza tra l’aliquota massima e minima nei primi anni ’90 era di ben 41 punti percentuali, dal 2008 è dimezzata, passata a 20 punti percentuali. Oggi un ricco paga di tassazione diretta solo il 20% più di un povero.

A fronte di questa diminuzione di progressività della tassazione diretta, abbiamo subìto una crescita costante della tassazione indiretta. La tassazione indiretta solo apparentemente è uguale per tutti, anzi, è decisamente iniqua e regressiva, perché, ad esempio, le accise sul carburante che fanno costare la benzina 1,75 euro e il gasolio 1,65, non pesano allo stesso modo su chi guadagna 1.550 euro al mese e deve fare il pieno di una utilitaria e su chi guadagna 10.000 euro e deve fare il pieno di un macchinone da 40.000 euro. Per il primo una spesa in carburante di 200 euro al mese significa il 13% dello stipendio, per il secondo la stessa spesa significa il 2%.

I governi Monti e Lettalfano hanno entrambi alzato di un punto l’IVA, la principale tassa indiretta che colpisce allo stesso modo, cioè iniquamente, lavoratori con redditi bassi e professionisti, imprenditori e dirigenti con redditi alti e altissimi. L’ultimo punto di aumento IVA è stato imposto nei giorni del balletto indecente “il-governo-cade-il-governo-non-cade”, ennesima arma di distrazione di massa, con i telegiornali e i pennivendoli tutti appresso alle turbe del grande evasore condannato e alla sceneggiata dei falchi-colombe. Eppure per evitare l’ennesimo aumento dell’IVA sarebbero stati necessari da 1,6 a 1,8 miliardi di euro, una cifra relativamente piccola, considerando le spese enormi e assurde che questi governi continuano a caricare sui contribuenti, dagli armamenti alla TAV. Ma soprattutto: se proprio non si poteva rinunciare a qualche cacciabombardiere, non sarebbe stato più equo alzare di uno o due punti percentuali le due aliquote IRPEF più alte, quelle che colpiscono i redditi dei più ricchi, e che erano state abbassate ancora nel 2008, all’inizio della crisi economica? Era Monti, ricordiamolo, a ripetere come un mantra la parola “equità”. Ecco come l’hanno realizzata nei fatti, senza differenza alcuna tra gli ultimi tre governi della Repubblica, anzi, con nudificante continuità.

Massimo Sabbatini

Partito della Rifondazione Comunista, Circolo “A. Burocchi”, Spinaceto

Annunci

Tasse, i ricchi non pagano

yacht
da l’Unità 19 agosto 2012

I ricchi non pagano le tasse. Già si sapeva (a denunciare redditi oltre i 100mila euro sono in pochissimi), ma leggerlo nero su bianco sul Sole24ore fa effetto. Stando alle ultime rilevazioni, le tasse sul lusso introdotte dal Salva Italia si stanno rivelando un vero flop. Il governo si aspettava un incasso di 387 milioni, ma finora ne sono arrivati solo 92. Meno di un quarto. La patrimoniale sul lusso colpisce auto di grossa cilindrata, barche e aerei.

Almeno dovrebbe colpire. L’evasione più pesante è quella dei proprietari di yacht superiori a 10 metri di lunghezza, che entro il 31 maggio avrebbero dovuto versare 155 milioni e invece si sono fermati a 23. C’è un motivo «tecnico» per cui è più facile per loro eludere i controlli fiscali. Il Salva Italia, infatti, prevedeva un prelievo sullo stazionamento, dovuto da chi solcava acque italiane o stazionava in porti della Penisola.

Si è subito scatenata la guerra delle associazioni di categoria per salvare i porti italiani da possibili fughe nei vicini approdi stranieri. Così con il decreto liberalizzazioni si è modificata l’imposta, trasformandola in una tassa sul possesso dovuta soltanto dai residenti italiani. Nulla di più facile, per persone di quel livello, che modificare l’intestazione dell’imbarcazione, trasferendola su soggetti non residenti.

Così i porti sono rimasti pieni, ma le casse dello Stato sono ancora vuote. Non va meglio per i proprietari di aerei e elicotteri, che il 31 luglio hanno versato soltanto il 2% dell’imposta attesa. In questo caso, comunque, c’è da aggiungere che la circolare delle Entrate sull’attuazione del prelievo è arrivata in ritardo, e che la data del versamento è variabile. Dunque, qualcosa in più potrebbe ancora arrivare di qui a fine anno.

Innocenti evasioni

Era d’ampezzo che ve lo dicevamo…in Italia c’è un po’ di evasione. Non tanta quel poco che basta a far fare ai governi tre finanziarie all’anno per sistemare i conti di un paese… a pezzi.

Il blitz di Cortina della vigilia di San Silvestro ha prodotto risultati interessanti, ma diciamolo tranquillamente per nulla sorprendenti. Emerge al solito un paese che paga tutto e fino all’ultimo centesimo, quello dei lavoratori dipendenti e dei pensionati e che subisce anche le manovre economiche del Governo Monti. Di fianco a questo paese in parallelo c’è invece la solita Italia degli imboscati del fisco che riesce in ogni modo a farla franca. Bolidi intestati a società di comodo, imprenditori quasi nullatenenti e milionari di ogni tipo squattrinati che si appoggiano a qualche finto sussidio per tirare a campare. Questa è la miseria di un paese la cui classe dirigente non ha mai fatto nulla perchè le cose cambiassero. Anzi forse proporio quei politici che avrebbero dovuto essere vigili sono stati i suggeritori di come fuggire alle adempienze fiscali. Vi sono ormai categorie che mostrano caratteristiche inverosimili: gioiellieri più poveri dei loro commessi, albergatori senza il becco di un quattrino che elemosineranno un po’ di pane dai propri dipendenti stagionali.

Ma cosa è successo del resto ? Semplicemente si è scoperta l’ennesima acqua calda e si è trovata finalmente la polvere sotto il tappeto. Peccato che in questi tempi si è sempre guardato sotto il tappeto sbagliato. Possiamo in tutta franchezza dirci stupiti dei risultati dei controlli effettuati a Cortina d’Ampezzo ? Tutti noi che ci ritroveremo una ICI da pagare, pardon una IMU, insieme alle maggiorazioni delle addizionali IRPEF comunali e regionali, insieme ai rincari di ogni giorno e di un IVA destinata ad ulteriore levitazione non siamo stupiti, soltanto un pochino inca..ati.

Ci stupiamo, questo sì, del fatto che controlli come questo vengano effettuati una tantum invece che essere una sorta di prassi consolidata. Ed è il fatto che questi controlli avvengano così sporadicamente che fa emergere i risultati di una qualsiasi Cortina, ma che si riprodurrebbero pari pari a Porto Cervo, Portofino, Capri ed altre amene località ed in tutte le città non solo di villeggiatura della nostra bella penisola. Non fa nemmeno scandalo l’indignazione di Cicchitto e della Santanchè e di altri politici di casa nostra che vedono in controlli di questo tipo uno stato di polizia insopportabile. Il loro sbracciarsi perchè i ladri possano continuare impuniti a rubare fa solo schifo !

Peccato che non venga mai sollevato il problema dello stato di polizia quando le forze dell’ordine fanno uso generoso e frequente di manganelli e gas lacromogeni nelle manifestazioni di lavoratori e studenti nelle piazze italiane.

Comunque che si viva in due paesi, o meglio in due universi paralleli, è ormai fin troppo noto e consolidato quando una Commissione di indagine sugli stipendi dei nostri parlamentari mette in rilievo che sono i più pagati d’Europa e parte subito una sguaiata, stonata e sconfortante litania sul fatto che siamo alle solite menzogne giornalistiche. Che in realtà abbiamo i parlamentari più poveri dell’intera Unione Europea e che i conti non tornano e sono stati fatti usando parametri sbagliati. Peccato che qualche anno fa un indagine di Report mise a nudo anche il vizio dei parlamentari italiani di pagare il portaborse in nero. Solo il 10% dei parlamentari aveva un collaboratore pagato con regolare contratto ed a norma di legge.

Le cadute di stile non si contano nemmeno più come quando si organizzano i Family Day e poi scopriamo che i politici che li affollano sono quelli che portano con sè il bagaglio multifamiliare da coniugare con i valori cattolici da sbandierare. Sono sempre quelli pronti a fare la morale agli altri salvo poi essere pescati con escort e cocaina nelle camere di alberghi di lusso della capitale.

Fanno semplicemente ribrezzo le dichiarazioni dell’onorevole Casini che redarguisce coloro i quali si oppongono alle manovre dell’attuale governo, fanno schifo soprattutto quando andiamo a leggere che l’onorevole Casini insieme a Rutelli e anti altri ex-democristiani e neo-democristiani hanno appena trascorso una vacanza alle Maldive alla modica cifra di 5700 dollari a notte. Direte che forse siamo caduti nel gossip mediatico, ma se non avessimo una classe dirigente così fashion di tutto questo non parleremmo. Purtroppo i telegiornali non parlano di tutti quei lavoratori che oggi devono ancora salire sulle torri e sulle ciminiere per difendere un posto di lavoro da 800-1000 euro al mese, di coloro i quali devono bloccare gli aeroporti soltanto per ottenere un colloquio con un Ministro che non vuole occuparsi di loro perchè la botanica li definisce ormai rami secchi e quindi esuberi.

Invece abbiamo una classe politica che abita i palazzi del potere che trova che le regole vadano sempre applicate ad altri e mai a se stessi. Non avete la faccia come il c… perchè non avete nemmeno la faccia ! Tornate pure a difendere i ladri di Cortina tanto in quel bar di Cortina, di Portofino o di Venezia non lo pagherete nemmeno il caffè, ve lo offrirà il proprietario in cambio del vostro silenzio e quindi del vostro assenso e del vostro tacito permesso a che lui continui a rubare!

Documento del Consiglio politico della Federazione della Sinistra

Il Consiglio politico della Federazione della Sinistra, riunito a Roma il 10 dicembre 2011 ribadisce la propria collocazione all’opposizione del governo Monti. Tale giudizio si conferma viste le caratteristiche della manovra predisposta dall’esecutivo, una stangata in che non presenta segni di discontinuità rispetto alle politiche economiche e sociali del governo Berlusconi, nè mantiene i promessi segnali di equità sociale. Grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori. E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura. Si portano tutti al contributivo diminuendo pensioni già basse e si blocca la rivalutazione delle pensioni al costo della vita per pensioni da anni non più agganciate all’aumento delle retribuzioni. Per giustificare questi interventi, si è preparato il terreno raccontando molte falsità. E’ falso che l’Italia spenda per le pensioni più del resto d’Europa ed il bilancio dell’Inps è in attivo ormai da anni. E’ vero invece che il sistema previdenziale è iniquo, perché i fondi dei lavoratori dipendenti, dei parasubordinati e quelli per la cassa integrazione, con i loro attivi coprono i passivi degli altri fondi a partire da quelli dei dirigenti, su cui non c’è nessun intervento. Così accade che ci siano pensioni da, 90.246 euro al mese, che prendono dall’INPS ogni 48 ore quanto un pensionato al minimo prende in un anno! Intervenire ancora per fare cassa sulle pensioni dei lavoratori è intollerabile. Così come è inaccettabile l’attacco continuo sui lavoratori pubblici. Tagliare ancora, invece di preoccuparsi di assicurare oggi un reddito sociale e domani una pensione decente per i lavoratori precari e i giovani, altrimenti condannati alla miseria, è scandaloso. E’ inaccettabile tagliare ancora su Regioni ed Enti Locali. Si tagliano altri 5 miliardi da subito, 6,5 dal 2012. Sono tagli ai servizi sociali, agli asili nido, alla non autosufficienza, alle politiche abitative e del lavoro. E’ messa in discussione sempre di più la sanità pubblica, già colpita da tagli per 13 miliardi al 2014. Inoltre nulla si prevede per scuola e università, anzi si proclama la continuità con la controriforma Gelmini. E’ iniquo l’intervento sulla casa. La rivalutazione degli estimi catastali, unito alla reintroduzione dell’ICI sulla prima casa colpirà pesantemente le famiglie italiane. Si colpisce nel mucchio senza tutelare i lavoratori e le fasce più deboli. Senza contare che non è prevista alcuna estensione del pagamento dell’ICI sugli immobili ecclesiastici utilizzati a fini di lucro. E’ inaccettabile che si varino nuove privatizzazioni e liberalizzazioni. Contro 27 milioni di italiani che hanno votato al referendum contro le privatizzazioni dell’acqua e dei servizi pubblici locali, si va avanti su quella strada. Il governo vuole privatizzare i beni comuni e rimuovere ogni residuo intervento pubblico in economia e nei settori strategici. Il taglio sui trasporti e la drammatica vicenda Fincantieri sono li a dimostrarlo. Così come è inaccettabile l’ulteriore aumento dei carburanti. Per uscire dalla crisi era possibile e necessario fare altre scelte, in primo luogo la patrimoniale e una tassa adeguata sui capitali scudati. Con una patrimoniale progressiva a partire dall’1% sopra il milione di euro si potevano e possono reperire 20 miliardi di risorse colpendo solo il 5% della popolazione più ricca. Con una tassa sui capitali scudati del 15% e non dell’1,5% si potevano e possono reperire 15 miliardi, colpendo i grandi evasori e le loro attività illecite. E’ inaccettabile che non siano previsti tagli alle spese militari e che non venga bloccato l’assurdo acquisto di cacciabombardieri e che non si ponga fine alle deleterie missioni di guerra all’estero. Così come è inaccettabile che non sia prevista la messa all’asta le frequenze televisive che da sole potrebbero determinare alcuni miliardi di introiti. Monti in Europa si schiera con la Merkel contro la sola vera possibilità di combattere la speculazione, che passa dall’ obbligo per la BCE di acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi membri come fa la FED negli USA. In Italia si schiera con i ricchi contro il lavoro. La manovra è iniqua e recessiva: peggiorerà la crisi, e ci avvicina alla situazione della Grecia. L’esatto contrario di quanto viene la maggioranza di governo ci vuole far credere. La Federazione della Sinistra esprime inoltre vivo allarme e netta contrarietà rispetto ai contenuti del nuovo patto europeo deciso a Bruxelles nei giorni scorsi. Esso prevede un ulteriore restrizione delle politiche di bilancio – che si sono rivelate socialmente inique ed economicamente recessive – ed un ulteriore riduzione della democrazia, togliendo ai parlamenti ed attribuendo alle tecnocrazie europee decisioni che riguardano l’avvenire dei popoli del continente. Analogamente si esprime contrarietà riguardo l’introduzione in Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio. Si chiede che queste decisione siano sottoposte al voto degli italiani con un referendum secondo le procedure previste dalla Costituzione. Questo è tanto più necessario in quanto agli italiani è stato sottratto il diritto di decidere in libere elezioni quale governo e quali indirizzi politici dare al paese dopo il fallimento delle destre e la crisi del governo Berlusconi. Per contrastare questa manovra la Federazione della Sinistra sostiene lo sciopero generale di lunedì 12 e impegna tutte e tutti i suoi iscritti a parteciparvi attivamente, contro il governo Monti e il modello di relazioni sociali voluto da Marchionne. Allo stesso tempo la Federazione della Sinistra rilancia la proposta di costruire un patto di consultazione tra tutte le forze politiche che si pongano all’opposizione del governo Monti da sinistra, in parlamento e fuori da esso. Così come la FdS si impegna a partecipare con le proprie proposte alle diverse istanze di movimento che si oppongono alle politiche neoliberiste del governo Monti e della UE, sia in sede italiana che europea. In questa prospettiva la FdS organizza per domenica 18 dicembre a Roma una assemblea aperta a tutte le forze politiche e sociali che vogliono operare per costruire unitariamente l’opposizione da sinistra alla politica del governo Monti. Il Consiglio politico della FdS da quindi mandato al Coordinamento nazionale e al suo portavoce di mettere in atto tutte le iniziative politiche che possano oggi rafforzare l’opposizione da sinistra al governo. Il Consiglio Politico da altresì mandato al Coordinamento di istruire una prossima riunione per definire il rilancio della Federazione.

Roma, 10/12/2011

(da www.rifondazione.it)

EFFETTO CASA DAL 2012

CASA: SUNIA, MANOVRA CANCELLA DETRAZIONI SU INTERESSI MUTUI PRIMA CASA

Da : Controlacrisi.org

Scomparirà nel 2012 la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi gli interessi per i mutui prima casa. Non solo. Sarà anche reintrodotta l’Irpef sulla prima casa nella misura del 5% della rendita catastale nel 2013 e del 20% nel 2014. È il Sunia, il sindacato inquilini della Cgil, ad elencare alcuni degli effetti più pesanti che cominceranno a farsi sentire già dal prossimo anno, dovuti al taglio delle detrazioni stabilito con la manovra economica. « La manovra anticipa al 2012 il massacro per inquilini e proprietari», spiega la nota sottolineando come «tutta una serie di agevolazioni per l’inquilino ed il proprietario della prima casa, ancora di più se ha un mutuo da pagare» considerato che l’articolo 1 prevede che la riduzione secca e lineare del 5% dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale scatterà già a partire dal 2012, mentre quella ben più pesante del 20% scatterà dal 2013.
Secondo un’analisi condotta da Sunia e Apu, sarebbero almeno 10 gli ‘scontì fiscali destinati a scomparire: dalle detrazioni per gli inquilini con redditi inferiori a 15 mila euro ed a quelli con un reddito tra 15 mila e 31 mila; dalle detrazioni per l’inquilino lavoratore fuori sede con redditi inferiori a 15 mila e 31 mila a quelle per l’inquilino giovane di età inferiore a trent’anni con nuovo contratto di locazione ed un reddito inferiore ai 15 mila euro; dalla detrazione dei canoni di locazione degli alloggi per i genitori degli studenti fuori sede alle agevolazioni fiscali per i proprietari che affittano in regime di canoni concordati; dalla detrazione sugli interessi dei mutui prima casa a quella prevista per compensi alle agenzie per l’acquisto della prima casa.
«Se a queste misure- conclude il Sunia- si aggiungono il ventilato ulteriore taglio del fondo di sostegno alla locazione, che passerebbe dagli oltre 300 milioni di euro del 2000 a circa 9 milioni, con un ulteriore taglio ad una previsione per il 2011 già ridicola, e l’introduzione, con il federalismo municipale, della cedolare secca che regala alla proprietà più ricca un miliardo e mezzo di euro, appare con tutta evidenza il segno antipopolare delle manovre, che colpiscono esclusivamente la parte più debole della popolazione e non toccano, se non in modo assolutamente marginale, i grandi patrimoni e la rendita».

A proposito di: “CANONE TV”

Era il lontano 1996 e la LEGA, dopo la breve esperienza di governo con l’ex alleato Berluskaiser (come allora lo chiamava il capitano del carroccio), tornava nei ranghi di partito di opposizione, prestandosi a smussare i propri lati in attesa di poter un giorno tornare a governare il paese.

Così riprendono le vecchie campagne di propaganda, attuate con toni meno severi dei precedenti. Nasce quindi il manuale di resistenza fiscale, l’organo di diffusione delle idee leghiste e base per la futura indipendenza della padania.

E’ quello un breve manualetto che si apre con un’inopportuna citazione a Ghandi (forse scritta dal mite Borghezio a suon di bastonate sulle lastre di piombo per la stampa) per proseguire, attraverso le pochissime pagine, verso la sintesi d’azione che dovrebbe determinare il nuovo corso politico del movimento leghista:

1) compensazione dei crediti verso lo Stato

2) obiezione morale

3) disdetta del canone RAI

Al di là dei primi due punti che, data l’incomprensibilità debbono essere stati redatti dal commercialista di Bossi con lo scopo di far evadere le tasse a tutti i cosidetti padani, il terzo punto è il più curioso ed esplicativo circa il carattere di questo movimento.

Molti ricorderanno, quando la Lega era ancora in fasce, l’invito sgolato a “Bruciare i libretti dalla RAI” per non pagare più il canone, definito un sopruso e liberarsi così definitivamente da Roma centralista.

Ebbene, col tempo questo invito si è un po’ affievolito divenendo un moderato atto da compiere a suon di carte bollate e balzelli tra i vari uffici della burocrazia statalista, sempre pronti a mettere il bastone in mezzo alle ruote del carroccio. Non è ben chiaro il perchè di un così repentino cambiamento. Forse il fatto che non avevano capito che a fronte di una bel falò, le ceneri andavano comunque reccolte e puntualmente la finanza si presentava a casa del malcapitato che aveva seguito lo stolto consiglio della dirigenza e dei filosofi, se così si può dire, leghisti.

Fatto stà che, col passare degli anni e dei governi, l’atteggiamento della Lega si è ulteriormente attutito, e forse è anche radicalmente mutato, possiamo dire che è girato di 360 gradi. Come spiegarlo ora ai propri adepti? Bè, basta non spiegarlo. E così hanno fatto.

La lega è al governo dall’8 maggio 2008 e, salvo eventi tanto inaspettati quanto impossibili ma auspicati, lo rimarrà ancora. Intanto ce la fa pagare e con gli interessi.

Ebbene, nel 2008 il canone TV era di €.106.

Nel 2009 è stato aumentato dalla Lega a €.107,5

Nel 2010 è stato aumentato dalla Lega a €.109

Nel 2011 andremo a pagare €.110,5 e questo grazie sempre alla Lega, che ha voluto questo ennesimo aumento.

Insomma, di coerenza non se ne parla di certo in quegli ambienti e nemmeno di cura per le cose dette e sostenute in passato.  Chissa in futuro cosa ci aspetta, considerando quello che sta già accadendo in questi giorni. Ci fa paura solo a pensare a come attueranno il federalismo fiscale!

Forse un motto potrà qualificarlo meglio di ogni altro discorso:

PIU’ TASSE PER TUTTI. Grazie Lega!

Elenco aumenti della tassa di possesso della televisione VOLUTI dalla LEGA:

2008    €.106
2009    €.107,5
2010    €.109
2011    €.110,5

P.S. La scadenza è vicina, non dimenticatevi di pagare il canone TV.


Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 8.172 follower

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

PETIZIONE: “NO VASCHE”

Firma anche tu la petizione "NO VASCHE" promossa dal COMITATO SENAGO SOSTENIBILE. Clicca sull'immagine
Elezioni 2012

Calendario delle pubblicazioni

settembre: 2017
L M M G V S D
« Giu    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930