“Buongiorno signor preside”“Buongiorno signora Altrocchi, la aspettavo. Si accomodi. Ho ricevuto il suo curriculum. Direi che lei ha delle esperienze interessanti alle spalle. Ma posso farle una domanda?”

“Prego, dirigente, sono qui per questo”.

“Fa parte di qualche organizzazione sindacale?”.

“Sì. Ho la tessera dei Cobas ma…scusi è un problema?”.

preside

“No, signora si figuri. In Italia è consentito essere iscritti ad un’organizzazione sindacale”.

“Ah per fortuna. Credevo fosse un limite perché oltre ad avere la tessera dei Cobas, sono stata consigliere comunale di Rifondazione Comunista in passato ed ero parte del centro sociale “La Skuola”. Abbiamo organizzato anche delle manifestazioni contro la riforma Giannini. So che lei preside, magari, non la pensa come me ma…io son qui per fare il mio lavoro di insegnante”.

“Certo. Certo. Si figuri, signora. Io rispondo alla legge: ho solo il compito di essere trasparente, di valorizzare le sue esperienze e competenze professionali”.

“Immagino, preside. Ah le vorrei comunque dire che io sono contraria alle prove Invalsi. Ho fatto sciopero anche quest’anno contro questi quiz che ritengo ormai superati, incapaci di misurare le reali competenze dei nostri ragazzi; test che i genitori non conoscono e che in fondo sono sempre stati fatti sopra le nostre teste. Ma questo non è un problema vero, preside?”.

“No. No. Signora, ci manca. Le dico solo che in questa scuola l’Invalsi lo fanno il 99,9% degli insegnanti e io ci tengo molto. Ma non si preoccupi. Piuttosto posso farle una domanda personale?”

“Certo, signor preside”.

“Ecco non è che…lei è in stato di gravidanza? Perché sa dovremmo poi sostituirla….nulla di grave ma…”.

“No, no, signor preside, per ora, non ho intenzione di fare figli”.

“Scusi signora, attenda un attimo che rispondo al telefono….Pronto? Ah sì, caro sindaco. Come sta? Tutto bene? Come posso esserle utile? Ah sì, certo, certo. Come si chiama questo ragazzo….Mauro Cornelli. E’ il figlio dell’imprenditore che ti ha aiutato in campagna elettorale, mi ricordo. Nessun problema, caro sindaco. Ci penso io”.

“Torniamo a noi, signora. Vedo tra l’altro dal suo curriculum che è presidente dell’Unione atei agnostici e razionalisti”.

“Sì, sono una donna impegnata. Forse non avrei dovuto scriverlo….”

“No. No, professoressa. Si figuri. Io sono cattolico praticante ma non scelgo certo gli insegnanti in base al loro credo. Abbia pazienza, scusi, rispondo un attimo al telefono”.
‘Pronto? Monsignore, buongiorno. E’ sempre un piacere quando chiama il Vescovo. Come posso esserle utile Eccellenza? Ah sì mi ricordo quel ragazzo impegnato nell’oratorio, nel consiglio pastorale, nella Caritas. Un gran bravo giovane. Non sapevo avesse passato il concorso. Sì, sì. Non si preoccupi Eccellenza. Il mio compito è solo quello di valorizzare i curriculum, le esperienze e le competenze professionali. Sarà fatto tutto in maniera trasparente, come Dio comanda. Grazie Eccellenza. A presto’.

“Scusi signora professoressa. Torniamo a noi: guardi ripassi la prossima settimana. Lei ha davvero delle esperienze interessanti alle spalle. Sarà mia cura valutarle e vedere quanto corrispondono alle esigenze del nostro Piano dell’offerta formativa. Ops…scusi. Un attimo ancora”.

‘Pronto? Carissimo dottor Brambilla, che onore sentirla. Sa che il suo finanziamento per l’acquisto delle sedie e dei banchi è stato davvero prezioso. Speriamo che quest’anno ci possa dare una mano anche per rinnovare il laboratorio d’informatica e acquistare qualche lavagna multimediale visto che ne abbiamo solo una. Ah bene, bene dottor Brambilla. Sì, dica, dica pure. Sì mi ricordo di quel suo amico imprenditore: ah quel ragazzo assunto dalle Gae quest’anno è suo figlio? Nessun problema, dottor Brambilla. Son certo che avrà un curriculum all’altezza delle esigenze del nostro piano dell’offerta formativa. Grazie, a presto dottore’

“Scusi, signora. Mi perdoni ma sono molto preso. Allora facciamo così, ripassi tra una settimana le farò sapere. Buongiorno, in bocca al lupo”.

Ps. Forse a garanzia di tanti dirigenti onesti e a tutela dei docenti non resta che sperare che al Senato si ponga rimedio all’art.9 approvato dalla Camera.