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Piccolo gioco di enigmistica (concatenazioni logiche)

Nel fine settimana tra sabato 5 e domenica 6 dicembre nelle piazze italiane sembra sia tornato il PD. E scriviamo sembra perchè in realtà molti discutono su chi fosse realmente il soggetto sotto i gazebi…

A detta di tale Matteo Orfini, in teoria presidente del Partito Democratico, ma in realtà passacarte di un altro Matteo un po’ più potente, questa presenza segnerebbe il ritorno sul territorio prima della prossima invasione a suon di primarie taroccate.

Ma questa storia la lasceremo alla prossima primavera…

In questo autunno/inverno ci si potrebbe accontentare del salvataggio delle quattro banche che ha visto lasciare sul lastrico sostanzialmente 130 mila piccoli risparmiatori. Tra le quattro banche pare vi sia anche quella di cui il papà della Ministra Boschi era membro del Consiglio di Amministrazione, ma sono ovviamente solo pettegolezzi e bazzecole.

Insomma come insegnano i gialli della migliore fattura, “l’assassino torna sempre sul luogo del delitto !” E l’ha fatto anche questa volta.

All’insegna dello slogan del twittator feroce alias, Presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Italia, coraggio !”

Sulle ali  del motto prescelto per questa “ridiscesa in campo” potremmo già vedere la metamorfosi completa prendere corpo in tutto il suo splendore. E farlo compiutamente nel corpo di un partito ormai irriconoscibile anche ai suoi creatori. Così bizzarro da creare una crisi di identità persino al Dottor Frankenstein !

Ma andiamo per gradi, quasi come in un sillogismo aristotelico…

ITALIA, CORAGGIO ! E come nelle più comuni e banali tradizioni ci sentiremo anche dire…

FORZA E CORAGGIO ! Così in un attimo sarà possibile rileggere il messaggio di cui sopra come…

ITALIA, FORZA ! E perdonateci l’ardire, ma da qui a …

FORZA ITALIA ! il passo è davvero breve !!

Ah scusate pensavo che in piazza fosse tornato il PD…

Però riflettendoci bene e facendo uno sforzo di memoria mi ritorna alla mente chi aveva già visto molto lontano ormai circa quindici anni fa ed allora rivediamolo di nuovo in uno dei suoi pezzi migliori.

 

PREMIO NOBEL PER LA GUERRA

Nobel per la Pace a chi fa la guerra? Ferrero (Prc): Ridicoli, un’offesa a chi si batte realmente per la pace. La Cgil esprime soddisfazione.

Il premio Nobel per la pace 2012 è stato assegnato all’Unione Europea. Motivo: per “i progressi nella pace e nella riconciliazione” e per aver garantito “la democrazia e i diritti umani” nel Vecchio continente. Una bella e buona mistificazione della realtà che svuota il premio di ogni significato nel momento in cui viene assegnato a persone o istituzioni che con la pace hanno poco o nulla a che fare.

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista-FdS, non accetta di ‘subire’ la notizia come fanno in tanti in politica. Ma attacca duramente: “La decisione di assegnare il Nobel per la Pace all’Unione Europea è ridicola. Dopo l’assegnazione “preventiva” a Obama, che invece non ha smesso di bombardare e fare “guerre umanitarie”, ora il comitato di Oslo sceglie di premiare l’Ue. Purtroppo l’Unione Europea non si è distinta in questi anni per aver praticato e perseguito la pace: ha preso parte a decine di conflitti, continuato a sfruttare le risorse del Sud del mondo, alzato i muri contro i migranti e fatto nulla per affermare i diritti umani nel mondo e all’interno dei confini dell’Unione. Questo premio non solo è non meritato ma è un’offesa a chi nel mondo si batte realmente, ogni giorno, per la pace e i diritti umani”.

12/10/2012 13:37 | POLITICAINTERNAZIONALE | Fonte: controlacrisi.org

Incomprensibile la posizione della Cgil, che attraverso un comunicato di Fausto Durante, Responsabile del Segretariato Europa della CGIL, esprime “soddisfazione per l’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2012 all’Unione europea. E’ un riconoscimento del processo di pace nell’area dell’Unione europea e per aver garantito la democrazia e i diritti umani nel vecchio Continente”.

Nichi: detesto dirlo… ma te lo avevo detto

da http://www.aldogiannuli.it

A quanto pare Nichi Vendola inizia a capire quale solenne cappellata ha fatto con l’accordo di luglio con Bersani e sta vigorosamente sterzando a sinistra: referendum sull’articolo 18 in compagnia di Fiom, Idv, Fds, rilancio dei matrimoni gay ecc. ecc. Ed inizia ad avere dei dubbi sulla sua partecipazione alle primarie. Ma prendiamo il discorso dall’inizio: primarie di cosa? Personalmente non ho mai pensato che fossero una grande trovata (non a caso fu una idea di Prodi che non ne imbrocca una), ma, in ogni caso, questo sistema di scelta del candidato Presidente del Consiglio necessita di due presupposti:

a-che il sistema elettorale sia maggioritario e contenga l’indicazione del candidato premier

b-che le elezioni si facciano su coalizioni e che il premio tocchi alla coalizione.

Infatti: se il sistema è proporzionale o, comunque, non garantisce che qualcuno abbia una maggioranza precostituita, ovviamente occorrerà comporre un governo di coalizione dopo le elezioni ed, a quel punto, si sceglierà  davvero il Presidente del Consiglio. In secondo luogo è ovvio che il premio deve andare alla coalizione elettorale e non al singolo partito, perché altrimenti non ha alcun senso fare coalizioni: se il premio va al partito ognuno va per i fatti suoi ed, anzi è opportuno che eventuali partiti minori non presentino proprie liste, ma entrino in quella del partito alleato maggiore. Ma, a quel punto, a che serve fare primarie di coalizione se la coalizione non si fa?

Immaginate una cosa: si fanno le primarie e vince Vendola, che diventa il candidato Presidente del Consiglio della coalizione Sel-Pd, ciascuno con sua lista. Poi il premio se lo prende il Pd (mi sembra difficile che Sel possa prendere più voti del Pd) che, magari non avendo abbastanza seggi al Senato, decide di allearsi con l’Udc, che pone il veto su Vendola: cosa è, la commedia dei matti?

Oppure Pd e Sel fanno lista unica, Vendola è il candidato però dopo ci si trova nelle condizioni di fare un’alleanza stile Monti: Sel che fa, entra nella maggioranza con Casini e Fini?

Dunque, è ovvio che le primarie hanno senso solo se resta il Porcellum, ma non ne hanno più se si cambia sistema. E già questo dice che solenne fesseria è stata quella ipotesi di accordo prima ancora di sapere con che legge elettorale voteremo.

Ma ci sono poi questioni di merito politico ben più “pesanti”:
a-appena Vendola si è azzardato a sottoscrivere la richiesta di referendum, nel Pd è successo il pandemonio; è di oggi la notizia della lettera di trenta deputati (29 assoluti Carneadi più Beppe Fioroni) del Pd che chiedono di escludere Vendola dalle primarie e tutto fa pensare che, anche nell’improbabilissima ipotesi che Nichi le vinca, c’è da dubitare sul sostegno leale di bei pezzi del Pd;

b-invece, il candidato che sembra avere qualche possibilità di battere Bersani è Renzi (magari con un aiutino del Cavaliere, ma su questo diciamo dopo), ammettiamo che vada così, Nichi che fa? O entra in una coalizione diretta da Renzi (un film dell’orrore, direi) oppure abbandona la coalizione, ma violando il patto per cui, dopo essersi presentati alle primarie, poi si sostiene lealmente il vincitore.

c-Anche nel caso di persistenza del Porcellum, non è affatto garantito che la coalizione di sinistra vinca al Senato, anzi direi che è più probabile il no che il si. A quel punto o si imbarca Casini o, più probabilmente, si fa un nuovo governo tecnico (magari con Passera o Cordero di Montezemolo) e Sel si trova legata mani e piedi a questo carro.

Peraltro, è sin troppo ovvio che, in mancanza di una coalizione, le primarie diventano solo una sorta di congresso surrettizio con il quale Renzi cerca di scalzare Bersani. A quel punto, se congresso deve essere, tutti si misurano i muscoli per pesare nelle trattative (Civati, Boeri, Spini, Bindi, l’Anima Bella, i veltroniani, Tabacci, e, -perché no?- il mago Othelma, Cicciolina ec ecc), anche perché il sistema a doppio turno incoraggia esattamente questi comportamenti al primo. A parte il fatto che questo dà una immagine da circo equestre al Pd che, ormai, è una fricassea di partito, che ci fa l’esponente di un altro partito in questo “festival del narciso”?

Dunque, ormai è chiaro che l’incontro di luglio vale quanto quello di Vasto e chissà quanti altri: un accordo politico che dura da Natale a Santo Stefano… Ormai è archeologia.

Ma veniamo a Renzi, che ha riscosso le lodi del Cavaliere che è arrivato a dire che “ha le nostre stesse idee” (e questa è davvero una notizia: che Renzi abbia delle idee). Una uscita inconsueta per il Cavaliere per il quale già Madre Teresa di Calcutta è sospetta di comunismo. Ma, “mi consenta”… strana per qualsiasi leader politico dalla vigilia delle elezioni: ve lo immaginate Obama che dice “se il candidato repubblicano è X, praticamente non c’è differenza fra me e lui”? La spiegazione più benevola può essere questa: il Cavaliere ha fiutato che “non è aria”, che le elezioni il Pdl, con lui o senza di lui, le perde e, pertanto, sta decidendo di ritirarsi.

Ma, dopo aver annunciato con fragore la sua nuova discesa in campo, deve trovare un motivo plausibile per farlo senza perdere la faccia. La candidatura Renzi potrebbe essere quello che ci vuole: visto che il Pd finalmente non è capeggiato da un comunista, il Cavaliere non ha più la missione di scendere in lotta per difendere l’Italia dal Comunismo.
Ma ci può essere una interpretazione più maligna: il Cavaliere sa di perdere, a questo punto appoggia Renzi già da ora (spazio televisivo, appoggi internet, denaro, al limite gente che va a votare per lui), ma il beneficiato, una volta vinto, gli garantisce il ritorno alla grande coalizione. E magari: Monti a palazzo Chigi (per continuare a salvare il paese), Renzi vice premier o capo del Pd, Casini Presidente della Camera e Berlusconi presidente del Senato, ministro degli Esteri o… magari, che ne dite del Quirinale? In fondo se lo sarebbe meritato per il senso di responsabilità dimostrato sostenendo lealmente Monti. O no?! O magari con un leader duttile come Renzi –che, se la memoria non mi inganna, è già stato ad Arcore- si può anche trattare qualche legge che blocchi le noie processuali… Insomma ci si può capire.

Personalmente, una vittoria di Renzi alle primarie mi divertirebbe moltissimo: in primo luogo perché un incapace del genere finirebbe di smontare il Pd in men che non si dica. Poi perché penso che anche il più tetragono custode della memoria del Pci, sarebbe costretto a prendere atto che il Pd non è il Pci in uno dei suoi più riusciti travestimenti, ma un’altra storia. Anzi, direi un’altra narrazione. Ve l’immaginate: “Pd, circolo Escrivà de Balaguer” “Circolo Don Giussani”….

Poi sarebbe tutto più chiaro: niente artificiose differenze fra partiti. Tutti montiani. E poi, pensate alla faccia di Veltroni, D’Alema, Bersani, Fassino, Franceschini, ecc ecc tutti rottamati di colpo! Ci sarebbe da ridere per un mese di seguito.

E magari, verrebbe fuori un decente partito socialista come in Francia.
Vai Matteo, “facci sognare!”

Aldo Giannuli

Il colmo per un leghista…

Come nelle migliori barzellette la realtà supera di gran linga non solo la fantasia, ma praticamente travalica il paradosso ed anche il senso del ridicolo. Renzo Trota Bossi si è laureato presso la Universiteti Kristal di Tirana. Qualcuno potrebbe anche avventurarsi a parlare di nemesi storica, ma non scomodiamo la mitologia classica per spiegare quello che in realtà può più facilmente spiegarsi con “il rasoio di Occam” oppure con il “rasoio di Hanlon”. Insomma il tanto bistrattato trota, vituperato e pluribocciato all’esame di maturità, probabilmente da commissari un po’ comunisti e forse anche un po’ terroni, ha conseguto la laurea in un solo anno superando ben 29 esami. Forse qui scomoderemmo Ovidio con le Metamorfosi, ma tant’è.

Pare che Francesco Polidori, titolare del CEPU e dell’università telematica E-Campus, che ha sede a Novedrate, rigorosamente terra padana, sia affranto dal tradimento che il giovane Renzo ha fatto al proprio istituto. Insomma con il trofta (trota in albanese) non ce l’ha fatta neanche il CEPU. Ma dall’Albania pare sorgano dubbi. Trota si sarebbe laureato senza mai varcare la soglia dell’ateneo privato albanese.

I miracoli sono pur sempre prerogativa di pochi e l’acqua del Po sembra aver ormai smarrito le sue taumaturgiche virtù. Così oggi un leghista doc, che ieri inneggiava allo slogan “Un voto in più alla Lega un albanese in meno” oggi si rassegna al più mite “un voto in più alla Lega un finanziamento pubblico in più e un pezzo di diploma per i pargoli dei dirigenti della Lega Nord”.

E Bossi sarebbe sempre ignaro di ogni trama ? Ovviamente vittima di quei machiavellici malefici orditi dal Trota e da Belsito ? Andiamo avanti così facciamoci del male. Ma la novità giunge proprio da Bossi Umberto che sembra riproporre la propria candidatura a segretario della Lega Nord. Bè si sarà comunque accorto che ha ancora un po’ di prole da sistemare o comunque da far “maturare”.

Se Parigi valeva bene una messa, la maturità varrà pur bene un viaggio a Tirana ed un investimento occulto a Dar es Salaam. 

1° Maggio, Fassino contestato a Torino. E’ atteso il bis anche a Senago!

Bis atteso anche a Senago quando Fassino verrà  a chiudere la campagna elettorale della coalizione guidata da Fois. Questa volta la replica non verrà dai manifestanti dei centri sociali ma dalle migliaia di lavoratori umiliati e logorati dalle manovre attuate dal governo Monti che il suo partito (PD) continua a sostenere e votare in parlamento. E poi ci chiediamo: cosa avrà mai da dire Fassino su Senago?

§

da la Repubblica del 1 maggio 2012

Fischi quando Fassino parla dal palco di piazza San Carlo

Primo maggio di tensione a Torino, fischi a Fassino e scontri tra polizia e no Tav.  Finito il tradizionale corteo del Primo Maggio, alcuni esponenti No Tav e giovani dei centri sociali (circa cinquecento) si sono diretti davanti al municipio con l’obiettivo di issare sul balcone due strisicioni per chiedere la liberazione degli attivisti No Tav arrestati qualche mese fa. Dall’interno  sono intervenuti due vigili che lo hanno impedito. A quel punto la folla davanti al municipio ha cominciato a rumoreggiare, tentando di sfondare il portone d’ingresso. E’ scattata la carica della polizia che ha disperso….

continua a leggere su Repubblica

L’ultimo colpo di ramazza…

E con l’ultimo colpo di scopa, nel palazzetto della Fiera di Bergamo, la pulizia è totale. Anche le nubi all’orizzonte sono state spazzate via.

Nel frattempo sono spariti gli ultimi neuroni che, tacitamente, e forse anche un po’ abusivamente, si nascondevano tra i leghisti. Finalmente liberi  potranno librarsi nel cielo alla ricerca di un approdo sicuro, trovando altrove un più fertile terreno. Sentitamente ringraziano mentre abbandonano il campo leghista, per prendere il volo verso inesplorati lidi. Si sentivano sottovalutati e male impiegati nel gruppo dirigente di via Bellerio.

La situazione attuale della Lega Nord, piuttosto sconquassata, dopo le recenti vicende dei “lumbard de noantri”, sconvolti dalle indagini della magistratura, recita pressappoco così:

1) la Lega Nord ha beneficiato di contributi pubblici (provenienti dall’odiata Roma Ladrona !!!)

2) sembra che alcuni di questi contributi  siano giunti in eccesso rispetto al dovuto e parrebbe siano state fatte carte false per ottenerli

3) i soldi sono stati investiti in modo poco chiaro (lingotti d’oro, diamanti, investimenti a Cipro e in Tanzania ed altri ricchi premi e cotillon)

4) come nello stile Lusi (ex-tesoriere Margherita e recentemente espulso dal Partito Democratico) i denari sono stati poi deviati verso l’impiego personale di componenti della famiglia “THE FAMILY” Bossi e di alcuni sodali e fedelissimi della prima ora.

Insomma la Lega Nord sembra non riuscire a distinguersi da quelli che sono i pubblici vizi e le private nefandezze che anche altri partiti della prima, della seconda e della ennesima repubblica hanno evidenziato in questi anni.

Diciamo che, nati e cresciuti per moralizzare la politica, hanno finito per esserne demoralizzati, ma non nel senso del loro umore, ora veramente sotto i tacchi. In questi giorni le inchieste si moltiplicano. Pare che anche in Tanzania non si siano fidati troppo dell’investimento azzardato, rimandando al mittente la lauta somma. Insomma un tracollo della Lega e stavolta anche la pantomima dei campi nomadi, più virtuali che reali, non servirà a lenire le ferite inferte all’eroe padano da Giussano. Sembra quasi di rivivere i tempi epici di quando anche la Lega Nord, in stile fassiniano, si fece la propria banca, impresa così fallimentare da dover cercare protezione nell’allora poco trasparente Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, tra i personaggi più ambigui, torbidi, loschi ed oscuri del recente passato dello sventurato stivaletto.

Ma attenzione a chi sembra scoprire solo oggi che vi sono situazioni poco pulite nella Lega Nord !

Non sono pochi i casi per cui risulta opportuno fare pulizia e non sono certo emersi ora per la prima volta. Purtroppo il Belpaese, patria di santi, navigatori ed eroi è da sempre sofferente di ricorrenti amnesie sia sul breve che sul lungo periodo.

In realtà la Lega Nord, lo ricorderanno non solo gli elefanti, celeberrimi per la duratura memoria, rimase coinvolta già in fasce nella tangente Enimont (200 milioni ricevuti da Patelli e Bossi per conto della Lega e gentilmente donati da Sama). Eravamo ancora alla prima tangentopoli e questo la dice lunga sull’onestà padana. Tutto documentato e ormai archiviato. Nel senso che Bossi ha subito una condanna definitiva (8 mesi) per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Pare che nell’occasione i soldi siano poi stati raccolti in una damigiana e restituiti, ma in una fase di probabile delirium tremens, (eh già la damigiana doveva pur contenere qualcosa prima !!!). Nessuno ricorda più che fine abbiano fatto i 200 milioni di lire, ma gli effetti inebrianti dell’alcol ancora perdurano.

Per venire ai nostri giorni in cui Bossi sembra essere al centro di una serie di utilizzi impropri dei soldi destinati al finanziamento dell’attività politica della Lega Nord. Ma Bossi non può essere abbattuto e questo anche Roberto Maroni lo sa bene !!! E quindi non è possibile nei suoi confronti fare quello che si fece con le statue (e pure con le persone fisiche) dei vari Gheddafi, Saddam Hussein, Ceausescu o di qualsiasi altro dittatorucolo deposto e caduto in disgrazia.

Mai come in questo caso la Lega Nord e Bossi vivono in simbiosi. Non esiste l’una senza l’altro e viceversa. Quindi per non far implodere il progetto padano (molto meglio il grana, o la grana secondo il tesoriere Belsito) è necessario dare un salvacondotto a Umberto Bossi, mandando al naufragio tutto il resto, mogli, trote e badanti comprese e tutta la corte dei miracoli di cui si è circondato da sempre e soprattutto negli ultimi anni.

In realtà nella Lega Nord non va più di moda la lotta per la secessione, ma siamo in aperta campagna per la successione e da tempo Maroni era in pista con i suoi barbari sognanti contro il cosiddetto cerchio magico. Maroni però capisce bene di non poter diventare il responsabile e nuovo padrone politico di un contenitore che viene svuotato e ha la necessità di salvare un po’ capra e cavoli. Se si vuole la leadership di un partito quel partito deve ancora contare qualcosa, altrimenti si fa la guardia al bidone, come si dice in gergo. Divenire il leader di un cumulo di macerie interesserebbe a pochi e quindi Maroni ha la necessità di salvare Bossi Umberto, che non conterà più nulla, ma deve ancora impersonificare il richiamo ancestrale ai valori padani e quindi serve allo scopo di mantenere saldo il legame con la “storia padana”.

Non si salva invece il trota Renzo Bossi che sembra essere la mente (e già la contraddizione è enorme) di una sorta di grande truffa. Diciamo per dirla con l’avvocato Ghedini che, mai come in questo caso, Renzo Bossi può essere solo l’utilizzator finale, dei denari della Lega, delle cariche pubbliche, avute quasi per lascito ereditario e senza alcuna gavetta politica, dei titoli di studio acquisiti in scuole più o meno parificate e così via. Perchè prendersela con questo fanciullo ???

E non ci vengano a dire che di tutto questo, Bossi (Umberto) era completamente all’oscuro perchè dovremo avere un’intera salumeria sugli occhi per crederci. Lo stile Scajola è stato pienamente adottato per giustificare la sua totale non conoscenza sulla provenienza del denaro servito alla ristrutturazione di casa, come del finanziamento alla scuola gestita dalla moglie. Questi ultimi episodi sono ormai gli ultimi stadi di un leader più che tramontato. Un leader che si lascia scappare un’affermazione tanto pericolosa quanto indelicata. Avrebbe detto infatti che un partito i propri soldi, quelli raccolti con il tesseramento e le feste popolari, li può anche buttare dalla finestra. Una base che si rispetti ed un corpo militante di quel partito avrebbe forse qualcosa da ridire o quanto meno da eccepire. E non crediamo nemmeno alla verginità dell’emergente Roberto Maroni che, dopo essere stato condannato anni or sono per resistenza a pubblico ufficiale (azzannò il polpaccio di un poliziotto),  vorrebbe farci credere che la Lega mantiene pura ed intatta la propria integrità morale. Il lezzo di letame però inizia a sentirsi, ma cari leghisti non rammaricatevi troppo, non tutto il male vien per nuocere, Come cantava De Andrè “dal letame nascono i fior”. Peccato che nel caso si tratti di crisantemi.

Ma lasciateci un commento amaro nel finale. Bossi (Umberto) che alla manifestazione con scope e ramazze chiede scusa per i danni creati dagli altri Bossi (i figli), è veramente l’apice parossistico di questa vicenda. Un padre che riversa sui propri figli responsabilità che dovrebbe invece raccogliere su di sè. L’eroismo padano diviene vigliaccheria goffa ed anche un po’ cialtrona. Diremmo non proprio il Braveheart a cui si sarebbe pensato ed a cui qualcuno si era pure ispirato. Un comportamento non certo da padre di famiglia, ma questo attiene ad altri giudizi che solo collateralmente hanno a che fare con la politica, ma da oggi Bossi si prepara a svolgere il ruolo dell’icona, da utilizzarsi come richiamo alla tradizione leghista. Nessuna autonomia politica e nessun potere decisionale. In sostanza un barbaro agonizzante in preda agli incubi.

Di ben altri spazzini avremmo effettivamente bisogno e l’immagine sotto può ben rappresentare come dovremmo sbarazzarci di banchieri, governanti e potentati di turno che sono quelli che hanno favorito il fatto che i 10 italiani più ricchi guadagnino quanto tre milioni di poveri.

A noi piace Crozza!

http://video.repubblica.it/edizione/genova/forrest-bossi-crozza-come-tom-hanks/92688/91082

Nuovo campo rom…ma state Boni ! (ovvero piccole storie di depistaggi)

Un antico adagio recita che “quando il dito indica la Luna, lo stolto guarda il dito e non la Luna”. Ci pare che i leghisti di casa nostra facciano un po’ il gioco a veicolare altrove lo sguardo e l’attenzione dei senaghesi e dell’opinione pubblica in generale. Il problema è che i cittadini non sono poi così stolti e trote come alcuni politicanti possono ritenere.

Ed ecco che nel suo eterno ed infinito peregrinare nel pendolo politico tra la necessaria linea compromissoria del Federalismo, necessaria nei periodi delle alleanze con il centro-destra, e la purezza cristallina e padana della Secessione, la Lega Nord si ritrova a fare i conti con una campagna elettorale nella quale deve fare emergere tutte le proprie differenze da ogni altro schieramento in corsa. In particolar modo devono emergere le differenze con il centro-destra con cui l’alleanza, a Senago mai veramente decollata ed in forte crisi a livello nazionale,  sembra giunta davvero ad un punto morto.

Quale migliore occasione poteva presentarsi che quella di un fantomatico campo nomadi che si stava (forse) erigendo sul territorio senaghese in via Farini al confine con Bollate ? Occasione ghiotta per i lumbard di poter parlare di altro rispetto ai temi che a Senago potrebbero creare più di qualche imbarazzo. Leggasi Vasche di Laminazione. Quelle stesse vasche che alcuni leghisti, in consessi regionali, avevano già ampiamente avallato. E qui forse casca l’asino ! Colui che, anche pubblicamente, ha apertamente sostenuto la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago è nientepopodimeno che l’ancora attuale Presidente del Consiglio Regionale Davide Boni.

Quest’ultimo è da pochi giorni balzato agli onori delle cronache, più giudiziarie che politiche, perchè accusato di aver ricevuto una tangente da un milione di euro destinata con tutta probabilità al finanziamento illegale del partito Lega Nord. Interessante situazione per coloro i quali si fanno paladini della legalità. Perchè il rom, secondo i benpensanti padani, è per antonomasia un illegale e quindi destinato geneticamente a delinquere, mentre invece i rappresentanti in Regione, oggi sempre più impolverati dai casi di corruzione emersi negli ultimi mesi, sarebbero invece dei galantuomini e delle gentildonne. Infatti Davide Boni rimane ben saldo al suo posto e nemmeno lontanamente viene scalfito dalla possibilità di dare le dimissioni.

Questi sono gli strani parallelismi nei quali nemmeno Plutarco sarebbe riuscito ad infilarsi. Sembra affiorare il ricordo di quando la Lega Nord, così distante (o almeno sedicente distante) dal panorama politico nazionale, si ergeva a baluardo della legalità e dell’onestà e poi rotolava nel fango della Maxitangente Enimont.Nel famoso processo Sama dichiarava dazioni di denaro anche all’allora forza politica emergente, che necessitava dell’aiutino economico. Allora si tentò di far cadere la colpa sul tesoriere Alessandro Patelli (ai tempi apostrofato come il pirla della compagnia che si prese carico del trasferimento dei soldi). Il depistaggio allora non funzionò, perchè Umberto Bossi, che aveva la responsabilità politica, vide infranta la sua purezza insieme alla sua fedina penale definitivamente compromessa.

Il ricordo transita poi verso la damigiana di denaro raccolto nelle adunate leghiste per restituire i soldi pensando di estinguere così anche il reato…e gli stolti continuano a guardare il dito. Peccato che negli anni il dito sia diventato quello medio del Senatur che ha continuato ad arringare le folle parlando ai loro bassi intestini piuttosto che solleticarne la cervice. Così acendo si è cercato di rinfrancare la purezza da angelico virgulto abbeverandosi alle fonti del dio Po. Chiare fresche e dolci acque direbbe il poeta.

Ma torniamo per un attimo alla questione del campo nomadi. Dovrebbe essere ormai noto ai più, che non vi erano rom e nomadi sul luogo in questione quando le forze dell’ordine sono sopraggiunte. Pare anzi che dopo aver sigillato e sequestrato l’area Carabinieri e Polizia Locale abbiano anche sgomberato un gruppo di facinorosi che stanziavano sul luogo. Sembra che lo stesso Lombroso sia intervenuto definendo pericolosi i tratti somatici dei manifestanti. Si trattava di barbari sognanti che ergevano vessilli di un signore con spadone. Insomma leghisti. Sicuramente il maggior problema di ordine pubblico visto a Senago negli ultimi anni. Anche loro sgombrati nemmeno si trattasse di un’adunata sediziosa di pericolosissimi centri sociali con annessi black block.

A proposito di legalità diremmo che in Regione Lombardia tira veramente una brutta aria. Dalle firme false raccolte per la candidatura di Formigoni, al suo quarto mandato come Presidente dell Regione, alle vicissitudini di diversi consiglieri regionali emerge quasi una continuità di affarismo un po’ lugubre e losco che coinvolge diversi protagonisti. Boni, Penati, Giammario, Minetti, Nicoli Cristiani, Ponzoni, Belotti, Rizzi, Rinaldin insomma una bella formazine a cui la Lega Nord non fa mancare il suo prezioso contributo. E nella scorsa legislatura ricorderemo tutti il folkloristico Prosperini, con trascorsi nella Lega Nord epoi passato al PdL, arrestato diverse volte per corruzione. Anch’egli si divertiva parlando e sparlando di immigrati e di legalità. Da quale pulpito !!!

A distanza di tempo, ci si perdoni l’ardito paragone, Patelli è veramente un dilettante rispetto ad altri che in questi giorni si affacciano alla ribalta. Luigi Lusi, tesoriere della Margherita, con le sue paccate di milioni, per dirla con la ministra Fornero, seppellirebbe davvero tutti; comunque quando si tratta di illegalità anche la Lega Nord sa il fatto suo !

Dicevano in tempi antichi una risata vi seppellirà !

Spiace poi leggere i commenti di altre forze politiche senaghesi che per non perdere il treno del populismo imperante si allineano ad esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e sostegno imperituro contri i rom, ma i contorni della vicenda rimangono ancora a tinte un po’ fosche.

Alcuni difendono l’area dall’insediamento del misterioso e fantomatico campo rom perchè proprio di lì dovrebbe passare l’altrettanto fantomatica tangenzialina SP119, Quella per la quale non ci sono fondi e quindi sarebbe opportuno soprassedere.  Non c’è che dire la toppa è forse peggio del buco. Ma comunque tranquilli in tempi un po’ meno antichi possiamo dire che una colata di cemento vi seppellirà !

E fa sorridere che gli odierni paladini del libero mercato si oppongano al suo normale esercizio. Neoprotezionismo contro Neoliberismo una di quelle partite che non pensavamo di veder giocare proprio sotto casa nostra.

Le ultime news dalla fiaccolata contro il campo nomadi dicono che la partecipazione sia stata piuttosto scarsa e comunque arricchita da presenze non senaghesi eterodirette per far apparire particolarmente sensibile la cittadinanza ad un tema più che mai artificioso e aleatorio. Le storiche truppe cammellate hanno ormai preso piede anche nella terra padana…e non solo per votare alle primarie !

Chiudiamo con l’angolo del buon umore. Si racconta che nella tranquilla savana, si sentiva solamente il debole fruscio del vento in mezzo agli arbusti. All’improvviso la terra cominciò a tremare, una nuvola di polvere si alzò nel cielo, gli alberi caddero, tutti gli animali scapparono terrorizzati. Era una mandria di elefanti che stava correndo a velocità folle. In coda alla mandria c’era un topolino che correva con un’aria alquanto entusiasta. Incuriosito un uccello gli si affiancò in volo e gli chiese: -“Ma dove state andando?” e il topolino, contento: -“Non lo so… però stiamo facendo un gran casino!!!”

Esiste una razza sola, quella umana ! Nel mio paese nessuno è straniero !

L’armata Brancaleone sta per partire!

Sinistra Ecologia Libertà (sinistra – ah ah ah)

Partito Democratico (CENTRO)

Italia Dei Valori (destra)

Insieme per Senago (quà e là ma sparirà)

E’ questa l’armata Brancaleone al completo pronta per la conquista del governo di Senago. Ci manca solo la Farfalla e poi saranno al completo (forse è solo questione di ore).

Nel video in esclusiva, prodotto dalla BBC-Senago, possiamo vedere il discorso di Brancaleone rivolto all’armata, tutta schierata davanti al prode candidato. Potete vedere, in prima fila, i principali esponenti dei partiti che rappresentano, dai segretari ai censori.


Qualcuno dovrà salvare Senago … da loro!

Primarie, un successo!

Quelli che VOGLIONO GOVERNARE!

Milano, Napoli, Genova, Senago

=

Levatevi di torno, DIMETTETEVI!


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