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Il calvario degli esodati

Esodati, il calvario non è finito. La ragioneria dello Stato blocca l’emendamento risolutivo

Ennesimo ostacolo per l’emendamento che doveva estendere la salvaguardia prevista per gli esodati. La Ragioneria dello Stato ha evidenziato un ampliamento della platea dei soggetti che rende insufficiente la copertura prevista.
Secondo il nuovo emendamento la platea dei lavoratori ”esodati” avrebbe dovuto comprendere anche quelli licenziati, entro il 31 dicembre 2011, a causa del fallimento o di un altra ”procedura concorsuale” dell’impresa, magari dovuta alla crisi economica. Le risorse non erano pero’ mutate prevedendo un meccanismo di autocopertura, cioe’ di utilizzo delle risorse gia’ stanziate. Si puntava pero’ a risparmiare risorse facendo scontare dal computo degli esodati i periodi di ”non lavoro” coperti finanziariamente grazie alle buonuscite. In pratica, se si e’ andati via dal lavoro contando su uno scivolo economico di due anni i benefici per gli esodati scatterebbero solo dopo questo periodo. A garanzia, di eventuali sforamenti, era comunque previsto che in presenza della possibilita’ di coprire il ‘buco’ con un inasprimento dell’ indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo piu’ elevato. La Ragioneria ha pero’ evidenziato l’insufficienza delle risorse. Il leader Idv, Antonio di Pietro ha definito l’emendamento una ”bufala gigantesca a fini elettorali” mentre il segretario della Lega Nord Roberto Maroni l’ ”ultima presa dei fondelli”. Anche la Cgil ha chiesto al Parlamento di risolvere il problema senza ridurre la platea degli aventi diritto. Un tema che anche per la maggioranza, come ricorda il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, si tratta di una ”questione cruciale”.

11/11/2012 21:25 | LAVOROITALIA | Autore: fabrizio salvatori (Da Controlacrisi.org)

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La fiera dell’ipocrisia

Prima di gettare la croce addosso a chicchessia accusandolo di falsità e di disonestà è bene riflettere e contare almeno fino a mille. Talvolta dieci o cento non bastano. La tentazione però di intitolare il post la fiera degli imbrogli(oni) era forte, ma allora è sempre meglio accusare qualcuno di ipocrisia… Inoltre è già scattato il periodo agostano e la tipica canicola estiva eleva a ruolo di notizia ciò che in altri momenti dell’anno è poco più o poco meno di una barzelletta. Le notizie sono tipicamente confuse, poco verosimili e ogni dichiarazione  risulta poco affidabile e scarsamente duratura. Per cui ci aspettiamo da un momento all’altro una smentita relativamente alle ultime uscite di Bersani e Vendola.

La notizia di pochi giorni fa è che Bersani vara, sulle ali di uno slogan mai così lontano dalla realtà come oggi (“Italia Bene Comune”), la carta d’intenti del Partito Democratico. Ovviamente rendere l’Italia un Bene Comune sarebbe una forte necessità ed una condivisibile linea politica se non fosse che lo si dice mentre si sostiene il Governo Monti che va in direzione diametralmente opposta. In questa carta degli intenti il segretario PD afferma di battersi contro il liberismo (delle destre).  Peccato che in questi tempi si stia facendo i conti anche con un certo liberismo di centrosinistra !

Poi Bersani incontra Vendola il quale sottolinea il suo interesse a questa proposta e soprattutto non chiude e non pone veti alla possibilità che della partita faccia parte anche Casini. Casini da par suo, quale spettatore interessato all’incontro tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola, non fa trasparire alcuna espressione del viso, ma probabilmente apprezzerà il fatto che non lo si escluda. Fini e Di Pietro invece, relegati al ruolo di grandi esclusi, rimangono come si suol dire con il cerino in mano, a meno di essere parte di questa strana armata Brancaleone in un secondo tempo dopo ripensamenti e rappacificazioni ora non certo prevedibili.

Riassumendo un po’ delle affermazioni fatte negli ultimi giorni questo è un po’ il punto della situazione.

Bersani avrebbe affermato che intende combattere il liberismo delle destre che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni della politica italiana. Inoltre lo slogan di Italia Bene Comune sembra aderire perfettamente all’idea di valorizzare la battaglia dei beni comuni. Peccato che il governo attualmente sostenuto da Bersani e da tutto il PD stia procedendo a spron battuto sulle privatizzazioni e le liberalizzazioni anche di temi su cui è in campo una serrata battaglia per i beni comuni. L’acqua ad esempio, a proposito di beni comuni, è uno degli ambiti su cui ancora non si riesce ad ottemperare al risultato del referendum di un anno fa. E allora ci si chiede cosa si stia a fare tra i sostenitori di Monti…

Vendola avrebbe aggiunto che intende lottare per i diritti civili, le unioni di coppie omosessuali, la difesa dell’articolo 18 e la lotta al liberismo. E probabilmente la cosa migliore che riesce a proporre è quella di una alleanza con il PD e con l’UDC che nel governo Monti, sostenuto da questi ultimi insieme al PdL, hanno cancellato l’articolo 18. Qualcuno dovrebbe avvisare questi impenitenti sognatori che il Governo Monti è più che liberista e che le manovre finora approvate si muovovo nella direzione esattamente opposta. Inoltre se servisse un connotato vecchia maniera sappiate che il Governo Monti è di destra, liberista e liberale, magari un po’ più presentabile sulla scena internazionale del governo che lo ha preceduto, ma rimane di destra !!!

Queste pressappoco le parole usate da Vendola: “Occorre essere chiari: se si è d’accordo nel superare le politiche liberiste delle destre, se si vogliono difendere i diritti sociali e l’equità sociale a partire dall’art.18, se si vogliono difendere i diritti civili a partire dai diritti delle coppie di fatto e gay, tutti sono benevenuti”.

Infine arriva Casini, che molto furbescamente e democristianamente, se ne sta tranquillo seduto sulla sponda del fiume e vede arrivare i cadaveri politici del PD e di SEL. Casini ovviamente per bocca di Bersani e Vendola dovrebbe essere parte di questa alleanza. Sarebbe opportuno riferire ai due speranzosi leader di “qualcosa che era di sinistra” che Casini ha occupato ben 15 degli ultimi 18 anni, cioè dal momento in cui Berlusconi ha fatto il suo ingresso in politica, ad essere alleato con l’ex Presidente del Consiglio. Insomma non voglia oggi Casini venire ad insegnare come si fa opposizione a Berlusconi !!! Anche alle barzellette esiste un limite.

Qualcuno può avvisare questi leader di un cosiddetto centro-sinistra che forse i tempi sono maturi per fare altro ??? Vendola al di là dell’ambizione per le Primarie, dove già sbattè malamente la testa il suo mentore nonchè predecessore Fausto Bertinotti, dovrebbe poi essere in grado di scrivere questo impianto antiliberista in un programma e ancora non è dato sapere come potrà fare.

Pare che sia stato anche proposto un nome per la coalizione e si tratterebbe di Polo della Speranza. Non c’è che dire come dice il saggio: “Chi visse sperando…” i Litfiba intonavano “morì non si può dire”, ma nel film Mediterraneo il sergente Nicola Lo Russo lo dice chiaramente. Sarebbe bello farlo sapere a Vendola e Bersani.

Intanto sta iniziando a montare la protesta su twitter, facebook ed altri social network e siti web tra i militanti di SEL che iniziano a non capire più le manovre che Vendola sta portando avanti e che lo sembrano incastonare all’interno di uno slogan piuttosto amaro: “sVENDO LA sinistra !!! Suvvia la si vende per poco !”

Partecipazione, una politica per tutti

Voialtri siete tutti ladri uguali 
(cittadino/a medio/a ai banchetti elettorali)

Risposte di questo tipo arrivano numerose durante i momenti di propaganda e sono indice di un non indifferente malcontento, sinonimo di un crisi delle istituzioni democratiche.

Non c’è pessimismo a parlare di crisi della democrazia, l’indignazione delle persone è un sintomo da non prendere sottogamba, non bisogna sottovalutare la sfiducia dei cittadini verso i politici ai quali è delegata l’amministrazione della Cosa Pubblica. Come non dare torto a queste persone dinnanzi alla superbia dei tanti parlamentari e amministratori che continuano a detenere potere e privilegi anche dopo essere stati colpiti da vergognosi scandali? Indignarsi non basta – per riprendere il titolo di un pamphlet di Pietro Ingrao pubblicato l’anno scorso – la crisi della politica deve rinascere dai cittadini stessi, che devono andare a votare dopo essersi informati bene dei programmi, dopo aver conosciuto le persone che dovrebbero delegare. Questa indignazione tante volte pare essere una scusa per un certo menefreghismo, un disamoramento per le sorti di casa propria.

Senago Bene Comune e Federazione della Sinistra vogliono reagire alla crisi della politica prendendo le armi della democrazia e presentano alle elezioni amministrative di Senago candidati, che non hanno alcun interesse personale nella gestione della Cosa Pubblica. La nostra non è sete di potere o mani di protagonismo, ma interesse per il bene di tutti. In virtù di ciò noi vorremmo avvicinare chi è interessato alla macchina comunale: in un paese di medie dimensioni come il nostro non è difficile coinvolgere i cittadini in progetti di partecipazione all’amministrazione. Il nostro obiettivo è quello di continuare – ma anche potenziare – il “Bilancio partecipato” attivato durante la giunta Chiesa e interrotto durante la giunta Rossetti e Agenda 21. Le assemblee di Bilancio partecipato sono momenti in cui il cittadino può dialogare apertamente con l’amministrazione ed essere così partecipe delle decisioni che interessano il Comune: la partecipazione non limita la sovranità al voto, ma la estende.

Un’amministrazione giusta non è una “zecca” della società, ma una portavoce forte delle esigenze della collettività. Senza persone forti e competenti come può la cittadinanza difendersi dai soprusi che giungono dall’alto come le “vasche di laminazione”? Nella scorsa legislazione abbiamo visto dei comportamenti ambigui a questo proposito: molti di quelli che oggi includono nei propri volantini lo slogan “no vasche” e che prima sedevano in Consiglio si sono mostrati indifferenti, se non condiscendenti verso quelle costruzioni. L’unica persona che si battuta sin da subito contro la costruzione di quei mostri ecologici è Stefano Palazzolo!

Un’amministrazione comunale giusta deve garantire alla cittadinanza servizi socio sanitari di qualità, è  vero molti servizi durante la scorsa amministrazione sono stati decurtati, ma questo non ci deve impedire di votare, anzi ci deve spingere verso le urne per allontanare le persone, che precedentemente hanno acquistato la nostra fiducia e non hanno portato a compimento le promesse. L’amministrazione deve vegliare sul giusto funzionamento della macchina comunale predisponendo luoghi dove ogni cittadino possa di sua spontanea volontà – non attraverso un “capo-caseggiato” – denunciare dei malfunzionamenti presenti sul suolo comunale. L’ufficio preposto a questo ciò è l’URP, la cui capillarità territoriale è stata diminuita durante la scorsa amministrazione.

L’idea di predisporre cittadini delegati a segnalare all’ente comune i malfunzionamenti è vecchia, si pensi piuttosto a forme di partecipazione politica: obiettivo del nostro programma, come già detto (repetitia iuvant), è rilanciare e potenziare le iniziative di Bilancio partecipato e Agenda 21, scomparse durante l’amministrazione Rossetti.

Noi non vogliamo mantenere il potere nelle nostre mani, ma vogliamo farci promotori di una politica nuova, che sia più vicina alle esigenze di tutti e non garante degli interessi personali di pochi. E una domanda a voi, cittadini di Senago, ora vi mostrate indignati e non volete più andare a votare, ma mettereste volentieri il paese di nuovo nelle mani di chi per due anni non è riuscito a gestirlo bene?

Facciamolo a pezzi 6: “TRASPARENZA”

Abbiamo ormai una notevole esperienza di ciò che significa di per sé la formula “conflitto di interessi”.  Se non altro i governi nazionali a guida centro-destra, e nello specifico con Berlusconi presidente del Consiglio hanno in più occasioni mostrato quali siano i pericoli reali di avere amministratori della cosa pubblica coinvolti personalmente in forti interessi privati. Simili persone lasciano più di qualche dubbio sulla loro imparzialità nel compiere azioni che devono sempre essere indirizzate all’interesse pubblico ed al vantaggio collettivo. In più occasioni in ambito di telecomunicazioni e soprattutto nell’ottica di porre i bastoni tra le ruote alla magistratura, Berlusconiha dato ampia prova di una totale mancanza di imparzialità. Il cambio dell’esecutivo non ha di per sé fatto sparire con un colpo di spugna i dubbi sugli interessi privati nella gestione del pubblico.

Il governo attuale presieduto da Mario Monti vede tra le figure di spicco diversi ministri provenienti dai consigli di amministrazione delle banche. Quegli stessi istituti bancari creatori e generatori della crisi, dovuta alla finanziarizzazione entrano oggi ancor di più nella stanza dei bottoni a decidere il corso degli eventi politici.

Il conflitto di interessi offerto dal Ministro Passera è di per sé un esempio lapidario e paradigmatico.

Una buona e corretta amministrazione, anche nei nostri comuni, tende spesso a dimenticare alcuni aspetti che si traducono poi nella pratica del conflitto di interessi. Quindi un’amministrazione locale deve essere il più possibile sgombra da ogn possibile sospetto.

In una delle ultime sedute del consiglio comunale in cui Franca Rossetti era ancora Sindaco di Senago, un intervento svolto dall’allora prima cittadina si è tradotto in una serie di dichiarazioni relative a tutte le conflittualità che ogni singolo consigliere comunale ed assessore si sarebbe trovato ad affrontare nel momento in cui si fosse andati a discutere di un determinato intervento in una certa area dove il proprietario era direttamente un consigliere comunale piuttosto che un assessore o comunque un rappresentate politico di parte o un suo stretto familiare e quindi coinvolto con un interesse particolare nell’ambito della gestione pubblica.

Questo ci induce a pensare che non soltanto a livello nazionale, in misura enorme e macroscopica, ma anche e soprattutto a livello locale possiamo individuare conflitti d’interesse. A livello cittadino non esistono molte regole che stabiliscono quando un consigliere comunale oppure un assessore e componente della Giunta dovrebbero astenersi dal prendere posizioni e decisioni dirimenti. Ci si affida molto spesso alla sensibilità dei singoli che talvolta è assolutamente ineccepibile, ma talvolta non si manifesta con la dovuta attenzione e accortezza. Succede invece spesso che soprattutto a livello locale vi siano comunque professionisti che siedono tra i banchi dei consigli comunali e votino l’approvazione di progetti che loro stessi in veste professionale hanno presentato all’amministrazione comunale.

La Federazione della Sinistra ha un’idea che si muove in direzione diametralmente opposta. Per evitare anche il minimo sospetto in questo ambito è opportuno che ogni possibile conflittualità sia assente già nella proposta che viene rivolta ai cittadini. Quindi anche a livello locale la composizione delle liste dei candidati al consiglio comunale dovrebbe essere formulata secondo un “codice etico” che porti a non candidarsi a ruoli pubblici coloro i quali possono trovarsi anche minimamente in una potenziale situazione di conflitto di interessi.

Con questo non vogliamo certo proporre un ridimensionamento del diritto civico e costituzionale di ogni cittadino a svolgere anche un ruolo pubblico nella propria e per la propria città, ma proprio perché l’interesse pubblico è prioritario va sicuramente fugato ogni dubbio sul fatto che gli interessi privati debbano essere in ogni modo tenuti in ultimo piano rispetto a quelli della collettività. Questo favorisce anzitutto una notevole trasparenza che può solo essere garanzia di una gestione oculata ed onesta della cosa pubblica.

Facciamolo a pezzi 5: CLIMA ed ENERGIA

Iniziamo questo percorso alla scoperta di nuove possibilità per far fronte alle problematiche ambientali divenute oramai una vera emergenza. Un nuovo piano energetico comunale non è un’opzione: è un obbligo per garantire un futuro di autosopravvivenza ai nostri figli che abiteranno questa città.

E’ però anche una grande possibilità di rinnovare la città abbassando i costi dei consumi e della gestione dell’energia. E’ una possibilità per creare nuovi posti di lavoro e per proiettare la nostra comunità verso il consumo zero.

Vi lasciamo quindi a questa prima, intensa, lettura che delinea e descrive un possibile percorso.

Questa pubblicazione presenta in maniera sintetica, ma con un elevato contenuto scientifico, le basi per orientarsi nel mondo del clima e dell’energia al fine di capire come agiscono quei processi che governano l’equilibrio climatico del nostro pianeta. Di fronte ai problemi ambientali di cui il riscaldamento globale è solo l’aspetto più vasto e complesso, economia, industria e singoli individui sono chiamati a cambiare abitudini e obiettivi, costruendo un mondo più sostenibile attraverso l’efficienza nell’uso delle risorse e dell’energia, la riduzione degli sprechi, la diffusione delle energie rinnovabili. Il primo passo per vincere questa sfida epocale, la cui posta in gioco è il benessere dell’intera Umanità, sta nella formazione di una consapevolezza dalla quale derivino scelte razionali tanto nella politica d’alto livello quanto nella vita quotidiana di ogni persona. Capire per poi poter agire in maniera più consapevole nel percorso della sostenibilità ambientale ed energetica. Queste pagine si pongono proprio questo fine e nascono nell’ambito della Campagna SEE – Energia Sostenibile per l’Europa.

CLIMA ed ENERGIA, capire per agire (.pdf)

Letture per un programma a salvaguardia del nostro territorio

Nella barra laterale trovate un link ad un video di Luca Mercalli: PREPARIAMOCI.

Non è la pubblicità ad un libro ma è l’invito alla lettura di un documento che riteniamo importante per il futuro nostro e dei nostri figli.

PREPARIAMOCI è l’ invito a rivedere il nostro modello di vita. E’ un invito rivolto a tutti i cittadini del mondo, ma è anche un invito rivolto ai cittadini di Senago. E’ un invito al CAMBIAMENTO. Un cambiamento che deve coinvolgere ogni cosa. Un invito a lasciar stare il territorio ed a salvaguardarlo. E’ un invito alo STOP al consumo di territorio, al cambiare i nostri energivori stili di vita che non sono più compatibili con le oramai scarse risorse che il territorio può dare. Che il pianeta terra può dare. E’ un invito alla sobrietà, alla decrescita.

E’ l’invito a resistere ai costruttori di Senago che vogliono a tutti i costi cementificare l’area di Papa Giovanni (si veda il programma di PD-SEL-Insieme Per Senago).

La FEDERAZIONE della SINISTRA di SENAGO accoglie l’invito di questo libro-appello sostenendo l’esigenza di questo cambiamento e ponendo al centro del proprio programma la battaglia STOP al CONSUMO di TERRITORIO per il Comune di Senago.

Questo libro è quasi un manifesto per la politica, o forse lo è già diventato.

LA SINISTRA CHE UNISCE

Facciamolo a pezzi 4: la MOBILITA’ a Senago

TRASPORTO PUBBLICO

Vogliamo realizzare a Senago un vero servizio di trasporto pubblico che collega la città alle stazioni ferroviarie ed alla metropolitana di Milano.

Sulla base di quanto già realizzato in via sperimentale, vogliamo inserire nel territorio due linee circolari che collegheranno Senago alle stazioni di Palazzolo, Bollate Nord e l’Ospedale di Garbagnate nonchè elaborare un punto d’incontro con l’utenza di Limbiate che, proprio per mancanza di mezzi pubblici, utilizza vetture proprie per recarsi alla stazione di Bollate Nord, intasando le strade del centro di Senago.

Saremo promotori verso la Regione, la Provincia e qualsiasi altro ente, per far si che il progetto di metrò leggera, che condurrà da Limbiate al metrò di Comasina e purtroppo accantonato dalla Regione, sia nuovamente preso in considerazione e realizzato. Questo per rispondere anche alle esigenze di tutti i comuni dell’interland e di Milano di affrontare seriamente la questione dell’elevato inquinamento dell’aria e di ottenere un collegamento veloce ed utile tra Senago e la capitale della regione. La più alta densità abitativa è a nord di Milano e va quindi orientato in tale direzione ogni ulteriore investimento sui trasporti pubblici.

L’integrazione di questi due progetti potrà evitare la costruzione delle tangenziali ed i fondi ad esse destinati potranno essere invece usati per questo scopo ben più sostenibile.

Vogliamo altresì reintegrare il servizio di trasporto pubblico per il mercato del lunedì e per il cimitero, brutalmente accantonati dalle destre pasticcione.

PISTE CICLABILI

Abbiamo già un grande patrimonio nel nostro Comune: una fitta rete di piste ciclabili create e volute da Rifondazione Comunista.

Il nostro obbiettivo è di completare la rete per renderla interamente fruibile collegando tra loro tutti i segmenti di percorso ancora frammentati.

Vogliamo creare tutti i collegamenti ciclabili intercomunali che ad oggi non esistono e rendere Senago raggiungibile in bici da ogni parte, in un percorso utile e sicuro. Crediamo che il mezzo di trasporto del futuro sia la bicicletta che può battere senza problemi l’automobile, la cui velocità media di spostamento è spesso minore di 20Km/h.

AUTOMOBILI

Le autovetture sono il flagello della nostra epoca. Gli incidenti stradali sono tra le prime cause di decesso in Italia. La velocità è spesso fattore determinante e chi più spesso ci rimette sono gli inermi pedoni o ciclisti.

Una città “lenta” è sinonimo di gusto e sapore. Una città lenta consente di cogliere i lati essenziali del vivere permettendoci di vedere ciò che ci circonda e di assaporarne le forme.

Una città a 30Km/h è uno spazio creato a misura d’uomo, uno spazio vivibile e conviviale, uno spazio dove muoversi con le proprie gambe ed i propri mezzi diventa un piacere e forse un’obbligo. Uno spazio dove l’umano sovrasta la frenesia delle macchine e dove il tempo assume l’essenza della contemplazione della vita. Una città a 30Km/h fa aggiungere 4 minuti in più di tempo per attraversarla e contemplarla, ma consente a chiunque di muoversi in assoluta sicurezza, dagli anziani che vanno a piedi o usano la bicicletta ai bambini nei passeggini, dai ragazzi che prendono il pullman per la scuola ai disabili coi loro mezzi di locomozione lenti ed ecologici.

Un pedone che viene investito da un’auto che viaggia 50Km/h muore. Lo stesso pedone o ciclista che viene investito a 30Km/h, sopravvive sempre.

§

Ulteriori approfondimenti ed importanti dettagli: Agenda 21 Senago, MOBILITA’

Programma elezioni: approfondimenti sul territorio a Senago

NO TANGENZIALI

Nuove strade vuol dire nuovo traffico e con esso nuovo smog, rumore, nuovi insediamenti produttivi e residenziali che necessitano di ulteriori servizi che la città non è più in grado di dare. A questo diciamo STOP.

La tangenziale sud non è un’esigenza della città la quale può benissimo farne a meno. C’è già la tangenziale al confine con Bollate, viale lombardia, ed un suo doppione non serve a nessuno. Al suo posto vogliamo lasciare gli spazi verdi che già ci sono.

La tangenziale nord sarebbe come una voragine che si insedierebbe all’interno del delicato equilibrio del parco delle groane. La soluzione al problema di attraversamento del centro di Senago sta nell’utilizzare l’esistente. La via per Cesate che conduce la maggior parte di traffico verso Garbagnate, può essere allargata in modo opportuno e resa fruibile dai veicoli così direttamente deviati verso la tangenziale di Garbagnate (già esistente). In questo modo si aprirebbe una via più veloce per chi, venendo da nord, deve dirigersi alla stazione del treno di  Serenella.

Con i soldi risparmiati dalla non costruzione delle tangenziali sarà possibile creare un vero servizio di trasporto pubblico per Senago che colleghi in modo razionale la città alle stazioni dei treni e della metropolitana. Si potrà poi ripristinare il servizio di trasporto pubblico tolto dalla giunta Rossetti: pulmino per il mercato e per il cimitero.

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NO VASCHE

Siamo tra i promotori e sostenitori del Comitato Senago Sostenibile e pensiamo che la lunga battaglia contro la costruzione delle vasche non terminerà con la recessione del progetto da parte della Regione ma dovrà continuare per ottenere la totale libertà di quel pezzo di territorio contro ogni futura speculazione.

Dei due terreni previsti dallo studio della regione, quello interno al Parco delle Groane dovrà rimanere allo stato vergine in cui i ghiacciai, in un lavorio durato millenni, lo hanno creato e ce lo hanno lasciato. L’altro terreno, pensato per la vasca piccola, diverrà il simbolo di questa lotta adottandolo ad orto comunale su cui sarà fondato il progetto “La città degli orti”.

Con questo progetto il comune si farà promotore e coordinatore per promuovere la pratica della coltivazione dell’orto. Con questa pratica si vuole chiamare la comunità senaghese alla condivisione e cooperazione in un’attività che può aiutare soprattutto le famiglie e le persone in maggiore difficoltà economica. Questa pratica favorirà la filiera corta e consentirà a tutti di assaporare i “VERI” cibi della terra.

Un mercato periodico dello scambio e la promozione di cooperative di consumo coadiuveranno questo progetto.

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STOP CAVE

Dopo decenni di abuso sul suolo, vogliamo che le cave siano dismesse ed a loro posto siano realizzate due grandissime aree a verde pubblico e ricreativo. Un luogo d’incontro per tutti dove sarà possibile svolgere attività sportive e ricreative all’aria aperta. Stop ad ogni speculazione e stop all’inquinamento da rumore e polveri che le cave producono ogni giorno. Chiederemo uno stralcio immediato delle zone cava già esaurite al fine evitare qualsiasi altro utilizzo improprio del suolo e per garantirle a spazio di verde pubblico. Senago deve tornare sovrana nella gestione del proprio territorio.

STOP al consumo di territorio a Senago

Continuiamo nel percorso già iniziato della presentazione delle nostre idee di programma per le prossime elezioni amministrative a Senago. Riprendiamo con un approfondimento sul primo punto già esposto: STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.

Le linee guida del PGT, redatte dallo studio dell’Arch. Favole su commissione del Comune di Senago, indicano un dato importante circa la crescita della popolazione di Senago per i prossimi anni: “in costante diminuzione”.

Questo dato (vedi immagine a lato), preso dall’annuario statistico della Regione Lombardia, considera l’andamento naturale della popolazione e non considera variabili di tipo esogeno, come per esempio la disponibilità di nuove abitazioni o aree fabbricabili.

La lettura di questo dato ci porta immediatamente sul sentiero del consumo di territorio ovvero nel terreno delle speculazioni. Purtroppo in molti ineggiano ancora oggi alla necessità di nuove costruzioni, fosse solo per chi non ha casa o per chi, venendo da fuori porta, desidera approdare in questo Comune. Ebbene, questo dato scoraggia ogni possibile ponte si possa calare verso gli speculatori e dimostra chiaramente che la nostra popolazione è invecchiata e che il deficit tra nascite e decessi è inesorabilmente destinato a favore di questi ultimi. In altre parole non vi è necessità alcuna di nuove costruzioni nè di destinare nuove aree a costruzioni di qualunque tipo.

Una cruda realtà per chi vuole continuare nella speculazione edilizia che in questi ultimi decenni ha imperversato lungo tutto lo stivale ed in particolare proprio nel nostro Comune. STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Il bisogno casa, quello vero, è necessità di poche famiglie messe oramai sul lastrico dalle continue strette economiche, non ultima quella del governo Monti, che vedono calare giorno dopo giorno la possibilità di acquistare autonomamente la casa dove abitare e creano inesorabilmente le condizioni per cui anche un affitto in forma privata diventa insostenibile.

Ecco quindi che ancora una volta la demagogia prende il sopravvendo ed in nome del bisogno casa si giustificano nuovi insediamenti su territori vergini. E’ scritto in alcuni passaggi del programma della coalizione PD-SEL-IPS, così com’è scritto, da sempre, nel DNA delle destre, LEGA-ALLEANZA PER SENAGO e PDL.

E’ ora di dire basta. La soluzione non può di nuovo passare dal consumo di territorio. E’ insostenibile sotto ogni profilo, compreso quello della realizzazione di servizi che ciò comporterebbe e che non vengono poi mai fatti. Salviamo il territorio, concentrando invece le esigenze ed i bisogni di chi ha davvero necessità di una casa, passando il testimone ad un nuovo modo di concepire l’urbanizzazzione che filtra ed accoglie le esigenze dei residenti attraverso un percorso di valorizzazione e recupero di tutti gli immobili dismessi nel territorio. Vogliamo che si lavori sul recupero energetico degli edifici e sulla ristrutturazione dei beni esistenti affinchè il patrimonio possa valorizzarsi e rendersi quindi disponibile a forme di affitto sostenibile. Vogliamo un censimento completo degli immobili e convertire aree non più adatte ad uso industriale in aree dove il residenziale pubblico possa finalmente rispondere alle esigenze casa dei residenti che non ce la fanno da soli. I molti, troppi, capannoni industriali sorti come funghi a Senago, saranno luogo destinato alla desertificazione, imposta non da una politica che li osteggia, ma dalla realtà che vede per i prossimi anni il paese in RECESSIONE.

Ritaniamo che lo sviluppo non sia quello di costruire ma quello di conservare. Il lavoro che può essere creato da una politica di conservazione dei valori immobiliari locali e di ristrutturazione in termini di efficienza energetica è l’unica vera crescita economica che si possa auspicare e che non va a discapito dell’ambiente favorendo il lavoro. Crediamo che la crescita indiscriminata, come quella avvenuta dal dopoguerra ad oggi, sia la fine dell’era moderna. Vogliamo che le poche risorse disponibili siano indirizzate alla rinascita delle case di corte, dove la convivenza ed il reciproco aiuto erano un patrimonio di tutti noi, culturale in primo luogo. Vogliamo abbassare gli indici di edificazione per evitare l’insulso sorgere di palazzi dove prima c’erano villette o case di corte. Vogliamo creare una città vivibile, dove lo spazio e la convivialità siano un bene di tutti. Per fare questo non occorre fare nulla: “la popolazione è destinata a diminuire ed allora diciamo STOP al CONSUMO DI TERRITORIO”.


Rifondazione c’è!

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SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

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