Archive for the 'Acqua' Category

Alcuni manifesti apparsi a Senago….(seconda parte)

Per riprendere la discussione relativa ai manifesti in cui si citava una presunta sudditanza ed obbedienza del PRC senaghese nei confronti delle istituzioni milanesi, ci corre l’obbligo di citare alcuni eventi realmente accaduti ed assolutamente non smentibili e nemmeno confutabili.

Nel manifesto in questione che i cittadini senaghesi possono ammirare presso le postazioni elettorali alla posizione n. 1 si parla di una delibera di Giunta del Comune di Milano ed esattamente la n. 2566 del 12.12.2014.

A espressa domanda su un post facebook su quanti fossero gli assessori del PRC che hanno votato a favore della delibera stessa, alcuni interlocutori hanno detto di non conoscere la risposta. Sapevano tuttavia che vi erano due eletti PRC nel Consiglio Comunale di Milano.

Correndo il rischio di essere pedanti, e forse anche noiosi, alcune precisazioni sono d’obbligo. I due consiglieri comunali eletti a Milano (Basilio Rizzo e Anita Sonego) vennero eletti nella lista Sinistra per Pisapia che conteneva candidati appartenenti  a diversi soggetti politici e non solo al PRC. Inoltre, uno dei due eletti divenne Presidente del Consiglio Comunale (Basilio Rizzo tra l’altro indipendente e non aderente al PRC).

La domanda sul post di facebook era ovviamente retorica perchè nessun membro del PRC fu mai assessore nella Giunta Pisapia per tutto il mandato amministrativo.

Una delibera di Giunta immediatamente esecutiva non passa attraverso il voto e l’approvazione del Consiglio Comunale e il PRC che non aveva alcun assessore in quella giunta, non ebbe nemmeno modo di esprimere un parere in Consiglio Comunale a Milano.

Ma veniamo ad eventi a noi più vicini, almeno geograficamente. Una sera di diversi anni fa Sinistra Senago ed il Movimento Cinquestelle locale si incontrarono per discutere di Vasche di Laminazione e di strategie per una più corretta opposizione alla loro realizzazione. Alla serata era presente anche il Dott. Viscomi che fu uno degli animatori della protesta contro la realizzazione delle vasche. Ebbene in quella sera, Sinistra Senago ebbe modo di esprimere la propria opinione relativa ad un percorso difensivo che in quella fase si stava intraprendendo.

L’idea chiave che andava per la maggiore era quella di proporre l’allargamento del canale scolmatore per evitare la realizzazione delle vasche di laminazione. Una sorta di riduzione del danno usato per mostrare comunque la buona volontà di Senago. Sappiamo tutti che quella posizione fu quella che venne assunta anche dall’amministrazione comunale per un certo periodo.

Ebbene, ed anche qui vogliamo essere noiosi e ripetitivi allo sfinimento (Repetita iuvant !!), Sinistra Senago espresse già da allora l’opinione che l’allargamento del Canale Scolmatore di Nord-Ovest non era null’altro che un Cavallo di Troia per portare ancora più acqua del Seveso e più velocemente nelle future vasche.

Il PRC, che aderisce a Sinistra Senago, era fermo su quella posizione e quindi sarebbe bene che alcuni manifesti restituissero dignità e verità alla questione invece di diffondere infamanti elucubrazioni da parte di chi per un certo periodo sposò in pieno una linea difensiva che coincise perfettamente con quella dell’impiccato che sceglie l’albero a cui legare la corda.

Sinistra Senago ha mai affermato che la proposta di allargamento del canale scolmatore fosse una posizione in malafede o che fossero in malafede coloro i quali la sostenevano come M5S ??

Certamente no !!

Possiamo ritenere ingenua quella posizione ??

Probabilmente sì, visti i risultati a posteriori ed aggiungeremmo che fu un tantino suicida.

Indubbiamente con il senno del poi avevamo ragione !! E ci permettiamo di dire che non fu con tutta probabilità la migliore strategia difensiva tra quelle possibili. Insomma sempre un po’ come la Juventus a Cardiff !!

Ora su facebook questi chiarimenti erano stati pubblicati da alcuni tra noi in risposta alla sollecitazione che il manifesto forniva. Qualcuno ha visto bene di cancellarli. Come sempre i paladini della giustizia, dell’onestà e della legalità lavorano imperterriti e non si fermano mai.

L’ACQUA E’ UN DIRITTO UMANO

Purtroppo, a quasi due anni dai Referendum sull’Acqua Pubblica, le richieste e le decisioni del popolo sovrano italiano vengono ancora disattese.

Per questa ragione i cittadini della Comunità Europea si stanno mobilitando. Come dichiarato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite l’acqua è un diritto umano inalienabile ed invece contro ogni logica è anch’essa trattata come una qualsiasi merce con cui alcune multinazionali guadagnano ingenti profitti.

Invitiamo tutti i cittadini a far sentire la propria voce per un diritto che abbiamo recentemente riconquistato e ribadito con una enorme partecipazione popolare. Anche Rifondazione Comunista aderisce a questa campagna e sostiene la necessità che gli stessi comuni si adoperino perché le amministrazioni locali, le più vicine ai cittadini, si facciano ulteriore elemento di pressione per denunciare questa situazione.

Tutte le informazioni su questa campagna europea si trovano al sito dell’acqua pubblica europea: www.acquapubblica.eu.

Di seguito e in allegato l’appello ai sindaci, che inviamo anche al nostro Comune di Senago

Proposta di iniziativa dei cittadini europei: “Acqua potabile e servizi igienico-sanitari: un diritto umano universale L’acqua è un bene comune, non una merce!”.

———————————–

Cari sindaci,

l’impegno per la gestione pubblica del servizio idrico da parte degli Enti locali e del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua bene comune continua anche in Europa, dopo lo straordinario risultato referendario del giugno 2011 e la recente ammissione da parte della Corte di Appello di Roma della richiesta di referendum propositivo regionale sulla proposta di legge d’iniziativa popolare promossa dai Comuni della Regione Lazio.

Ora abbiamo l’opportunità d’incidere sul piano legislativo attraverso l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE). Strumento introdotto dal Trattato di Lisbona ed entrato in vigore nel mese di aprile 2012, l’ICE consente ai cittadini e alle organizzazioni della società civile di proporre alla Commissione europea un’iniziativa legislativa raccogliendo in un anno un milione di firme in almeno sette Paesi dell’Unione europea.

Il sindacato europeo dei servizi pubblici EPSU intanto ci informa che l’ICE per l’acqua pubblica è praticamente arrivata al traguardo: un milione e mezzo di firme raccolte. Tra i Paesi dell’Unione, Germania, Austria, Belgio, Slovacchia, Slovenia e Lussemburgo sono riusciti a raggiungere la soglia minima. Manca il nostro Paese. Siamo a poco più di 37.000 firme rispetto alle 55.000 necessarie.

Non essendo ancora conclusa la raccolta delle firme, non possiamo permetterci di non centrare l’obiettivo. Pertanto, da oggi alla fine di giugno dobbiamo riuscire a raccogliere altre 20.000 firme. Per questo è necessario impegnarsi e invitare i nostri concittadini a firmare l’iniziativa legislativa direttamente su www.acquapubblica.eu

Ancora un piccolo sforzo, dunque. Con il sostegno alla proposta saremo in grado di affermare in Europa il principio “acqua bene comune, diritto universale” e la gestione pubblica del servizio idrico.

*Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico*

Segreteria Operativa Forum dei Movimenti per l’Acqua

Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma

Tel. 06/97615507 Fax 06 68136225

Lun.-Ven. 10:00-19:00;

e-mail: segreteria@acquabenecomune.org

Sito web: www.acquabenecomune.org

Referendum ACQUA

  “Adesso bisogna stare attenti che il governo e il centro sinistra non si mettano a legiferare senza rispettare la lettera e lo spirito dei referendum. In particolare sull’acqua. Per questo proponiamo di dar vita ad una costituente dei beni comuni che raggruppi tutti coloro che sui beni comuni vogliono costruire una politica e l’uscita dal neoliberismo.”
Questo quanto si legge sul profilo di Paolo Ferrero.  Siamo d’accordo con la costituente sui beni comuni. Contemporaneamente i comitati territoriali esistenti non devono sciogliersi, bensì rafforzarsi.

La ragione comune ci guiderà, come del resto è stato, ma non devono esistere preclusioni alla visibilità di chiunque, comitati o gruppi politici organizzati.
Riconosciamoci uniti in una lotta  comune!

L’acqua torni pubblica a Berlino. Passa il referendum contro la privatizzazione

Riportiamo le parole con cui una carissima amica ci ha segnalato questa notizia. E forse è proprio leggendola che si capisce perchè in Italia il Governo ha paura di questo referendum.

“Ciao, questi sono gli articoli che ho trovato sul referendum di Berlino sull’acqua, è incredibile (anzi no!) come la notizia sia passata sotto silenzio in Italia … Buon week end e buon voto!

— §§§§ —

14 febrbaio 2011

I berlinesi rivogliono l’acqua pubblica. Il referendum di iniziativa pubblica indetto domenica ha decretato la vittoria dei sì 665.000 voti (il 98% dei votanti). I cittadini chiedevano in realtà con questa consultazione di ottenere la pubblicazione di tutti i contratti sulla privatizzazione degli acquedotti firmati nel 1999 con il gruppo francese Veolia e quello tedesco RWE che detengono da allora il 49,9% dei servizi idrici comunali.

L’associazione Berliner Wassertisch è convinta che i voti ottenuti non siano che un primo passo verso il ritorno all’acqua bene comune. Secondo i promotori dal 2001 le tariffe dell’acqua sono salite del 35% e sono tra le più care di tutta la Germania. A novembre scorso la municipalità di Berlino aveva già reso noto il contratto e i documenti relativi all’accordo ma per la Berliner Wassertisch presentavano numerosi omissis….

… leggi tutto l’articolo sul solse 24 ore

Mauro Corona, ode all’acqua pubblica

“Non voglio essere di qualcuno”

Scultore, alpinista, arrampicatore, “padrone” delle valli del Trentino, scrittore (suoi, fra gli altri, La fine del mondo storto, Cani, camosci, cuculi (e un corvo), Le voci del bosco), Mauro Corona ha composto un’ode all’acqua pubblica. Diffusa in rete dai suoi amici

Mauro Corona, ode all'acqua pubblica "Non voglio essere di qualcuno" Mauro Corona

di MAURO CORONA

Per l’acqua

Fermi! Giù le mani dal mio passo argentato.

Non sono mica vostra! Non sono affatto vostra!

Non voglio essere di qualcuno.

continua su repubblica

Le posizioni retrive della Confindustria su crisi e referendum

Da Controlacrisi.org (26/05/2011)

Crisi, Cremaschi:Confindusria critica  governo da destra. Vuole privatizzare  beni comuni, tornare al nucleare e cancellare contratto nazionale

Uno dei problemi di questo paese sono le posizioni retrive della Confindustria che, quando critica il governo, lo fa da destra, e che non ha da proporre al paese nient’altro che la continua regressione sociale e culturale». Questo il commento di Giorgio Cremaschi, della Cgil, al discorso di Emma Marcegaglia.
Oggi – aggiunge Cremaschi – Confindustria «si scaglia contro il referendum e rivendica la privatizzazione dell’acqua. Ancora una volta l’associazione delle imprese italiane sceglie i facili guadagni dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, piuttosto che la dura fatica della competizione sui prodotti e sull’innovazione». Per l’esponente sincadale «c’è un’assoluta continuità tra la scelta della Confindustria di cancellare, sotto la spinta della Fiat, il contratto nazionale e quella di rivendicare, contro l’opinione pubblica democratica e lo stesso buon senso, la privatizzazione dell’acqua oggi, il nucleare domani».

Calendario dei banchetti a Senago per i 4 SI ai referendum del 12 e 13 Giugno :

Sabato 28 maggio dalle 9.00 alle 12.00 in via XXIV Maggio (Comitato Referendario) Posta (PRC)

Domenica 29 maggio dalle 9.00 alle 12.00 P.zza Tricolore (Comitato Referendario) P.zza C. Marx (PRC)

Tutti i lunedì dalle 9.oo alle 12.00 al mercato (PRC)

2 SI ai Referendum Acqua

Perché votare sì ai 2 referendum sull’acqua
Lunedí 25.04.2011 16:03
di Legambiente

Tutti i problemi del servizio idrico in Italia

•18 milioni di cittadini (pari al 30% del totale) scaricano i loro reflui nei fiumi, nei laghi e nel mare senza depurazione
•9 milioni di abitanti (pari al 15% del totale) non sono serviti dalla rete fognaria
•la carenza di fognature e depuratori in Italia ha fatto scattare la procedura d’infrazione europea. Se non s’interviene subito, si rischia di spendere soldi in pesanti multe piuttosto che investirli per realizzare gli impianti e migliorare il servizio
•mancano politiche di efficienza e risparmioe l’adozione di tecnologie appropriate a partire dal riuso delle acque reflue depurate per l’irrigazione e nelle lavorazioni industriali
•il 33% dell’acqua potabile si perdenelle reti colabrodo di trasporto e distribuzione
•a volte l’accesso all’acqua è razionato e la distribuzione nelle case è irregolare, soprattutto nei mesi estivi
•l’acqua ha un costo mediamente basso che non ha disincentivato i grandi consumatori, come agricoltura e industria. Si deve garantire il diritto a tutti, ma anche adottare un sistema tariffario che scoraggi gli sprechi e recuperi risorse per migliorare il servizio
•manca un’authority pubblica forte, autorevole e indipendente per controllare che le gestioni rispondano ai criteri di un uso socialmente equo e ambientalmente sostenibile dell’acqua
Per la risoluzione dei problemi del servizio idrico in Italia. Per modificare il decreto Ronchi che considera erroneamente la gestione privata come la soluzione di tutti i mali e minaccia quelle gestioni pubbliche che hanno garantito un servizio efficace, efficiente ed economico.

REFERENDUM SUL NUCLEARE

(Da Controlacrisi.org 19/04/2011)

Alla fine la paura di essere mandati a casa con la vittoria dei referendum ha fatto tremare le gambe del Governo, che ha deciso di inserire nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all’esame dell’aula del Senato, l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese. Questo il testo: “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.

Una scelta che avrà come conseguenza immediata la decadenza del quesito referendario contro il nucleare. Rimangono quelli per l’acqua pubblica e sul legittimo impedimento, che rischiano di vedersi ridurre le possibilità di raggiungere il quorum necessario per vincere.

Ma nonostante ciò, bisogna andare avanti con queste battaglie e fare in modo di mobilitare la maggioranza del Paese perché i referendum restanti passino il quorum e vincano i sì.

referendum acqua pubblica

Referendum acqua: le differenze fra i quesiti del Forum e quello dell’IdV



Pubblico un intervento, tratto dalla mailing list della campagna referendaria, di Corrado Oddo, del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, di chiarimento sulle differenze fra i referendum del Forum e quello dell’Italia dei Valori, con l’intenzione di contribuire a fare chiarezza su questa questione.
Nei link allegati in calce i testi normativi di riferimento.

[t.b., 14 maggio 2010]

di Corrado Oddo

Intervengo a proposito dei chiarimenti sui nostri quesiti referendari e su quello di IdV, perché sono girate in lista interpretazioni non del tutto corrette.

1) Sulla differenza tra i nostri quesiti
Il quesito di IdV nella sostanza prevede che l’affidamento del servizio idrico avvenga sulla base delle norme del Codice ambientale, e cioè il decreto legislativo 152/2006 art. 150, e quindi lasciando libertà agli Enti locali di farlo tramite gara o affidamento ad una Spa mista, con la scelta del socio privato tramite gara, o ad una Spa a totale capitale pubblico.
Per il resto rimane in vigore l’art. 23-bis come modificato dal decreto Ronchi e dunque anche le scadenze del 2011 e 2010 entro le quali decadono le attuali Spa a totale capitale pubblico, a meno che si trasformino in Spa miste con l’ingresso di un socio privato almeno al 40%; rimane anche l’obbligo entro la metà del 2013 e la fine del 2015 per far scendere la quota pubblica nelle società quotate prima al 40% e poi al 30%…
E’ evidente che il quesito di IdV non affronta alla radice la questione delle privatizzazione del servizio idrico, visto che quelle fatte finora sono state realizzate proprio tramite l’art. 150 del d. leg.vo 152/2006 e, inoltre, lascia inalterate le scadenze molto ravvicinate di scadenza delle Spa a totale capitale pubblico e di completa privatizzazione delle società quotate.
La differenza fondamentale con i nostri quesiti è dunque questa: noi chiediamo di abrogare tutta la legislazione che ha favorito i processi di privatizzazione, compreso l’art. 150 del d. legislativo 152/2006, per aprire la strada alla ripubblicizzazione del servizio idrico.

2) Sugli effetti dell’approvazione dei nostri quesiti e sulla questione del vuoto legislativo
L’approvazione dei nostri quesiti referendari di fatto comporterebbe il passaggio ad una reale gestione pubblica del servizio idrico. Infatti, nell’immediato, non ci sarebbe un vero vuoto legislativo, perché rimane in vigore l’art. 114 del Testo Unico Enti Locali 267/2000 che prevede la gestione tramite Aziende speciali. Questa, nell’immediato, sarebbe l’unica scelta per i nuovi affidamenti, perché l’art. 114 non lascia libertà di scelta agli Enti Locali tra varie forme, dalla gestione in economia alla gara…
Poi, è evidente che sarebbe necessario intervenire con una riscrittura complessiva della legislazione, perché, anche con la vigenza dell’art. 114, non ci sarebbe più una norma compiuta sull’affidamento del servizio idrico e, in più, il nostro 3° quesito, quello sull’abrogazione della remunerazione del capitale investito, spinge anch’esso in quella direzione, visto che modifica radicalmente il sistema tariffario.
Tutto ciò apre la strada alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
E’ utile sottolineare, per ribattere a Bersani del PD, che proprio la strada referendaria favorisce una soluzione legislativa che, invece, senza referendum e stante gli attuali rapporti di forza in Parlamento, è oggi del tutto impraticabile.
Va poi detto che, nelle nostre intenzioni, l’idea della ripubblicizzazione non è puramente un cambio di natura giuridica, ma guarda al modello del pubblico partecipato, che va al di là della dicotomia classica pubblico-privato, e, invece, come ci ricorda sempre Rodotà, è quella più adeguata per affrontare la questione della proprietà collettiva di un bene comune, com’è l’acqua. Su questo piano, per esempio, è molto importante la proposta di legge scritta assieme dal Comitato pugliese e dal Forum nazionale assieme alla Giunte regionale Puglia che, oltre a intervenire per ripubblicizzare l’Acquedotto Pugliese, prevede con l’art. 6 proprio il governo pubblico partecipato dell’Acquedotto Pugliese.

3) Sulla questione dell’ammissibilità dei nostri quesiti e di quello dell’IdV
Come ci ricordano i “nostri” giuristi che hanno elaborato i nostri quesiti referendari, la giurisprudenza della Corte Costituzionale nei giudizi di ammissibilità è estremamente ondivaga e utilizza parametri elastici e principi eterogenei. Quindi è difficile, su questo piano, formulare giudizi definitivi e, anzi, è utile diffidare da certezze indiscutibili. Per dirla con una battuta, ma non troppo, forse per convincere la Corte che i nostri quesiti sono inappuntabili bisogna portare tante firme, puntare a raggiungere il milione di firme, cosa che è nelle nostre possibilità visto l’andamento veramente entusiasmante delle prime 3 settimane di raccolta firme.
Ma, al di là di ciò, se devo esprimere un’opinione, mi pare si possa dire che il quesito referendario dell’IdV presenta difficoltà non minore dei nostri quesiti referendari rispetto all’ammissibilità: infatti, come spiegano bene i “nostri” giuristi (consiglio a tutti la lettura della loro relazione), l’obiezione più forte, anche se non veritiera, che si può opporre all’ammissibilità è quella della “norma comunitariamente necessaria”, cioè proveniente da obblighi comunitari, che non sarebbe possibile sottoporre a referendum. Ma questo vale sia per noi che per il quesito di IdV.

Sperando di aver contribuito alla chiarezza necessaria, abbraccio tutt*.


Allegati:



Argomenti collegati:


L’acqua non si vende. Sito internet del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e del coordinamento nazionale promotore dei referendum

Non una authority, ma l’acqua pubblica, di Riccardo Realfonzo

L’acqua non si vende. Partono i referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni. Una battaglia di civiltà, una battaglia contro il capitalismo
Giornata mondiale dell’acqua. Preservare l’acqua bene comune e pubblico: una battaglia contro il capitale, una battaglia di civiltà

In difesa dell’acqua bene comune e pubblico. L’appello della manifestazione nazionale del 20 marzo a Roma

Acqua, come ci sarà tolta. Un articolo di approfondimento sulla legge che privatizza i servizi idrici locali.

– Chi della privatizzazione si è pentito: il caso di Parigi.
– Le rivolte dell’acqua in giro per il mondo: Cochabamba, Kerala.
– Per capire la logica della appropriazione capitalistica dei beni comuni (che trasforma i precedenti proprietari/possessori in poveri, in proletari, in “clienti” dipendenti…) sono illuminanti le pagine del XXIV capitolo del I libro del Capitale di Marx dedicate alla “accumulazione originaria”: in questo post se ne trova una sintesi; vi si può leggere anche la testimonianza di Tommaso Moro, l’autore di Utopia, sul fenomeno delle enclosures con cui nel XVI secolo si attuò la privatizzazione delle terre comuni.
Un Nobel comunista? Sul Nobel per l’economia 2009 a Elinor Olstrom, studiosa statunitense che si occupa da decenni della gestione dei beni comuni i cui studi hanno dimostrato che la gestione più efficiente è quella affidata alle comunità locali.

ACQUA – FRANCESCAGLIA, PATTA, GATTI: “OPPOSIZIONI UNITE CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN LOMBARDIA”

21 dicembre 2010. In merito al progetto di legge sul sistema idrico in discussione domani in Consiglio regionale, il Portavoce della Federazione della Sinistra, Francesco Francescaglia, il Segretario provincia PRC, Antonello Patta, il Capogruppo consiliare Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI in Provincia di Milano, Massimo Gatti, dichiarano:

“Domani tornerà in Consiglio regionale lo sciagurato progetto di legge che mira a privatizzare l’acqua in Lombardia. Formigoni e la sua maggioranza PDL-Lega Nord obbediscono al Governo e vanificano la richiesta di referendum per l’acqua pubblica, accelerando la privatizzazione per paura del voto popolare richiesto da un milione e 400 mila cittadini e delle molte prese di posizione di Sindaci anche di centrodestra.

Dopo aver indebolito in questi anni il sistema pubblico, facendo spezzatino di aziende grandi ed efficienti, inventando una divisione innaturale tra patrimonio, gestione ed erogazione, e moltiplicando posti e seggiole dei consigli di amministrazione, oggi PDL e Lega mirano a consegnare ai privati almeno il 40% del sistema idrico, fregandosene totalmente dell’aumento delle tariffe, del calo degli investimenti e dell’occupazione che i privati hanno già causato nelle varie zone d’Italia in cui hanno operato.

In Provincia di Milano, in un anno e mezzo di mandato, Podestà non ha fatto nulla per l’acqua pubblica e il 16 dicembre scorso la sua maggioranza ha nuovamente respinto una mozione presentata unitariamente da tutti i gruppi di opposizione (Lista civica Un’Altra Provincia-PRC-PdCI, PD, IDV e UDC) contro la privatizzazione del sistema idrico.

È vergognoso che nonostante le manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi a Milano alle quali hanno partecipato migliaia di cittadini, il centrodestra continui a procedere a testa bassa. Per questo facciamo appello a tutte le forze di opposizione in Consiglio regionale, a partire da Sinistra ecologia e libertà, affinché intervengano in modo unitario e deciso, con tutte le modalità a disposizione, per scongiurare l’approvazione di questo progetto di legge.

Per evitare lo scippo del referendum e della democrazia, è necessaria una battaglia comune di movimenti, partiti e istituzioni locali, per imporre una moratoria in attesa del voto popolare e per sostenere il rilancio di una politica pubblica dell’acqua in Lombardia e nel Paese.

Per queste ragioni saremo presenti al presidio previsto per domani, mercoledì 22 dicembre, dalle ore 10.30 sotto la sede del Consiglio regionale lombardo (via F. Filzi, 22)”.


Rifondazione c’è!

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SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

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