Archivio per marzo 2020

Bene, pensiamo, benissimo!

SegreteriaMilano

Oggi  il Presidente Fontana sbotta sulle pagine del Corriere della Sera : “Insomma Basta! Lo dico con le buone, ma se non sarà sufficiente bisognerà intervenire ancora.

Bene, pensiamo, benissimo!

🏭Finalmente obbligherà a chiudere tutte le fabbriche con produzioni non sanitarie o di beni di prima necessità della Regione.


Finalmente si è accorto che non è una buona idea che ogni giorno centinaia di migliaia di persone si rechino ancora a lavorare, spesso senza  i dispositivi di sicurezza necessari per tutelare la propria salute e quella delle proprie famiglie.

🚉Forse ha visto i treni di pendolari, i vagoni delle metro, gli autobus, i tram dove, avendo tagliato le corse, è impossibile mantenere la distanza di sicurezza.

🏥Oppure intende imporsi per far fare i tamponi al personale sanitario che ne ha bisogno.

E invece no.

Si riferiva a chi fa attività motoria in solitudine e chi porta il cane a fare pipì.

Niente di nuovo sotto il sole quindi, sempre la solita becera strategia. Anche in un momento coì drammatico: il nemico è il tuo vicino di casa che fa il giro del palazzo da solo per sgranchirsi le gambe, è il runner che vaga per il parco, è l’anziano che va in farmacia.🤦‍♀️

⚠️Non il padrone che ti costringe a lavorare e che non è nemmeno in grado di mettere in sicurezza la sua fabbrica ( spesso obsoleta e con sistemi di sicurezza in adeguati anche per tempi “ normali”).

⚠️Non 20 anni di privatizzazioni e tagli che hanno messo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale.

⚠️Non il fatto di aver rinunciato a produrre in Italia ciò che ora elemosiniamo dal resto del mondo.

Ma le persone non sono stupide, caro Fontana, e il re è ormai nudo.

#coronavirus
#Fontana

La Sgreteria del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Milano

17 Marzo 1991: Il referendum cancellato dalla storia; quando i popoli sovietici votarono “SI” alla preservazione dell’ URSS….

 

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Una storia che pochi conoscono

Accadde oggi:

Il 17 marzo 1991, i cittadini dell’Unione Sovietica furono chiamati alle urne per esprimere il loro parere in un referendum sul mantenimento dell’URSS.
I nazionalisti avevano raggiunto posizioni chiave nella leadership del PCUS, le politiche economiche di Gorbaciov stavano facendo colare a picco il paese;i paesi occidentali stavano lavorando senza sosta per arrivare allo scioglimento dell’URSS e alla fine del suo sistema socialista.

Gran parte delle autorità sognavano di rompere l’Unione Sovietica e in seguito saccheggiare quello che fino a quel momento apparteneva al popolo: fabbriche, terreni, macchinari, aziende, ecc. Ma i popoli sovietici sapevano che con la fine dell’URSS solo le oligarchie createsi in quegli anni avrebbero vinto e per questo motivo tentarono di evitarlo tramite il referendum. I risultati parlano da soli, la volontà di mantenere l’Unione Sovietica ha avuto un ampio sostegno popolare. Più di 185 milioni di persone furono chiamate alle urne, di questi circa 150 milioni degli aventi diritto si recarono a votare.

Il 77,8% degli elettori votò “Sì ” per il mantenimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, solo il 22,2% votò contro!!!!
Il “sì” ottenne quasi 80 milioni di voti in più.
In alcune repubbliche le autorità tentarono di sabotare il referendum, temendo proprio questo risultato incredibile.

Ecco i risultati nelle diverse Repubbliche (in percentuale):
Armenia 71,6 in favore, 27,2 contro
Azerbaijan 94,1 a favore, 5,9 contro
Bielorussia 82,7 a favore, 17,3 contro
Georgia 98,9 in favore, 0,7 contro
Kazakistan 95,6 a favore, 4,4 contro
Kirghizistan 94,5 a favore, 5,5 contro
Russia 71.3 a favore, 28.7 contro
Tajikistan 96,2 a favore, 3,8 contro
Turkmenistan 98,3 a favore, 1,7 contro
Ucraina 70,2 a favore, 29,8 contro
Uzbekistan 94,8 in favore, 5,2 contro

Mesi dopo, la volontà “democratica” dei popoli sovietici fu tradita negli uffici. Yeltsin in testa, con il sostegno dell’Occidente e di Gorbaciov, sciolse l’URSS.
Questi individui non solo tradirono la Costituzione, ma anche la volontà e la scelta “democratica” di centinaia di milioni di persone.
di Marco Barzanti

Riferimenti:
https://dletopic.ru/…/4…/Miting-za-sohranenie-SSSR,-1991-god
https://contropiano.org/…/17-marzo-1991-77-dei-sovietici-di…https://elroldelobrero.wordpress.com/…/los-pueblos-soviet…/…http://sevkprf.ru/%D1%81%D0%B5%D0%B2%D0%B0%D1%81%D1%82%D0%…/

Acerbo-Ferrero (PRC-SE): i sindacati dichiarino lo sciopero generale. Contro il contagio, si fermino tutte le attività non indispensabili

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Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e il vicepresidente del Partito della Sinistra Europea Paolo Ferrero dichiarano:

“E’ molto grave che il governo subendo le pressioni del padronato non abbia deciso di sospendere le attività lavorative in tutti i settori non indispensabili. La salute si ferma davanti ai cancelli di fabbriche e aziende.

E’ una scelta sbagliata e incoerente che trasforma milioni di lavoratrici e lavoratori in involontari veicoli del contagio ponendo i profitti delle imprese al di sopra del diritto alla salute.

Tutti sanno che nella maggior parte dei luoghi di lavoro in questi giorni non sono state garantite le precauzioni che sarebbero indispensabili e che non vi è stata alcuna iniziativa significativa di governo e regioni per attivare la medicina del lavoro e i controlli in maniera sistematica.

Rifondazione Comunista esprime il massimo sostegno agli scioperi che le RSU stanno promuovendo in tutta Italia per richiedere il fermo, dalla Electrolux di Susegana (TV) a Fincantieri di Muggiano. Invitiamo le RSU in tutto il paese a seguire l’esempio.

Se non ci pensa il governo i lavoratori si difendano da soli come hanno fatto tante volte nella lunga storia del movimento operaio italiano.

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea invita i sindacati a indire lo sciopero generale in tutti i settori non strettamente indispensabili alla vita dei cittadini e alla lotta contro il coronavirus!

Il governo garantisca cassa integrazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori e un reddito di quarantena alle partite IVA.

Che il governo non chiuda le fabbriche e gli uffici è una follia omicida che aiuterà il virus di diffondersi.

L’inciucio tra governo e Lega Nord è basato sul cedimento alle folli posizioni degli industriali che guardano ai loro profitti e non alla salute di chi lavora e alla lotta contro il contagio.

Lavoratrici e lavoratori scioperando contro il contagio difendono l’interesse generale del paese e un diritto sancito dalla Costituzione.

Prima la salute, poi i profitti!”

L’emergenza Coronavirus richiede il rafforzamento della Sanità Pubblica e non deve alimentare la speculazione Privata

OIP

Le recenti misure approvate dalla Giunta lombarda sulla collaborazione tra sanità pubblica e sanità privata hanno una serie di conseguenze molto gravi che dovrebbero subito essere chiarite e corrette.

In particolare, è prevista la possibilità per le strutture private di reclutare e cedere personale alle strutture pubbliche senza alcuna intermediazione della Regione. Il personale medico e infermieristico va invece assunto attraverso avvisi pubblici garantendo l’inquadramento contrattuale e non reclutato tramite cooperative o altre forme di esternalizzazione dei servizi che alimentano serbatoi di personale precario e sottopagato.

Per lasciare spazio ai pazienti affetti da Coronavirus sono inoltre sospese tutte le visite ambulatoriali non urgenti nelle strutture pubbliche e private convenzionate. Queste si riverseranno inevitabilmente sulla sanità privata non convenzionata.

Per la tutela della salute pubblica è urgente definire, da parte della Regione, che queste visite siano effettuate al solo costo del ticket, senza alcun onere aggiuntivo a carico dei singoli e della collettività.

A quanto sopra, va aggiunto che l’Assessore al Welfare Giulio Gallera non ha spiegato come le strutture private stiano collaborando alla gestione dell’emergenza, con quali costi a carico della collettività, né con quali criteri sia gestito il convenzionamento delle nuove strutture che, in questi giorni, sta registrando un’accelerazione senza precedenti.

I provvedimenti della Giunta lombarda sembrano dunque andare verso il rafforzamento del ruolo della sanità privata, pronto per essere certificato e reso strutturale non appena l’epidemia di Coronavirus sarà superata.

Questa emergenza, invece, è la dimostrazione che l’intero sistema sanitario regionale lombardo va rivisto e ripensato, restituendo ai cittadini e alle cittadine un servizio sanitario fondato sulla sanità pubblica, unico vero presidio a tutela della collettività e della salute di cittadini e cittadine.

E’ al sistema sanitario nazionale, ai suoi medici e operatori, che oggi è affidata la gestione dell’emergenza, una battaglia resa ancora più complessa dai tagli continui che hanno comportato una riduzione crescente dei posti letto e del personale medico e infermieristico necessario a renderli operativi.

Auspichiamo infine che il Governo intervenga per garantire la corretta gestione del coinvolgimento del privato convenzionato e guidi la necessaria revisione dell’attuale sistema sanitario lombardo e che il Sindaco di Milano, Beppe Sala, a cui spetta il ruolo di garantire la salute pubblica dei suoi cittadini e delle sue cittadine, sostenga e promuova una rinnovata centralità della sanità pubblica, a partire da Milano.

Da subito e guardando alle sfide che i prossimi 10 anni ci porteranno ad affrontare.

Diem25 Milano, èViva, Milano in Comune, Partito Comunista Italiano, Possibile Milano, Punto Rosso, Partito della Rifondazione Comunista – Milano, Sinistra Anticapitalista Milano, Sinistra Italiana Milano e Lombardia, SinistraXMilano, Socialisti in Movimento.

Per contatti: permilano.2030@gmail.com

Coronavirus: è il momento per la sanità privata di restituire alla collettività

SanitàCoronaVirus

Permane l’emergenza sanitaria CORONAVIRUS che crea apprensione tra lavoratori e cittadini/e. Si fanno evidenti, le difficoltà della sanità pubblica sovraccaricata e falcidiata dai passati pesanti tagli economici dei governi e sperpero verso la sanità privata delle Regioni.

Da questa emergenza, che vede anche prime dure ripercussioni economiche (piccoli commercianti, partite Iva, comparto degli eventi, ristorazione e trasporto), se ne esce solo riproducendo la fiducia, che non può essere “consuma e ritorniamo alla normalità”. La  sensazione di normalità non è percepita, perché non vi è serenità di lavoro, scuola per i figli, per i genitori anziani, per le cure sanitarie.

Ci appare vergognoso il silenzio della “sanità privata-convenzionata”, che solo dopo un evidente accordo economico con Regione Lombardia, sembra intervenire con semplici azioni di supporto tampone. Noi riteniamo che “l’emergenza non si paga”, specie da strutture che ricevono milioni di euro dall’ente pubblico ogni anno.

Per questo il PRC ha lanciato una petizione on line insieme a Milano in Comune:http://chng.it/ZXX4vqfHY4 che in poche ore ha già raggiunto le 300 firme.

Vi invitiamo a diffondere anche il video di supporto lanciato e farne occasione di campagna politica, in un momento di grave difficoltà dei lavoratori e cittadini dell’area metropolitana di Milano e Lombarda.


I cittadini e cittadine milanesi e lombardi/e vivono con apprensione lo stillicidio di informazioni, spesso incoerenti, circa la gravità dell’emergenza Coronavirus. E, pur a fronte di messaggi di incoraggiamento a non fermarsi e ritornare alla vita normale (che sono sì utili ma solo se e quando tutti potranno godere della sufficiente fiducia e serenità), vediamo le nostre strutture sanitarie pubbliche – penalizzate da anni di continui tagli economici a favore del privato – in grave e crescente difficoltà, oltre che drammaticamente lasciate sole a affrontare l’emergenza e la normale attività.

Ci domandiamo perché di fronte alla grave emergenza che stiamo attraversando, le strutture private convenzionate, che – lo ricordiamo godono – di ingenti finanziamenti pubblici, non siano attivate a supportare gratuitamente la cittadinanza. Il primo passo per ristabilire quella fiducia e serenità da cui dipende la ripresa dell’attività economica, necessaria per il piccolo commercio e l’attività produttiva, è un segnale determinato di unità sul fronte sanitario.

Chiediamo pertanto un atto e/o un decreto che imponga alle strutture sanitarie private convenzionate di concedere, a titolo non oneroso e per tutto il tempo necessario, le strutture per l’emergenza di rianimazione, come per le analisi e supporto medico infermieristico, così da concorrere a ristabilire la dovuta serenità sociale.

Chiediamo inoltre che le strutture sanitarie private convenzionate siano richiamate a garantire quella continuità del servizio che, nei giorni scorsi non è sempre stata garantita ai pazienti che hanno scelto di rivolgersi, anche per prestazioni diverse da quelle strettamente collegate al Coronovirus, al privato convenzionato.

Riteniamo che il contributo del privato convenzionato a fronteggiare l’emergenza Coronavirus e la necessaria continuità del servizio sanitario siano requisiti fondamentali per mantenere il convenzionamento e, per questo, chiediamo un atto e/o un decreto che diano indicazioni in questo senso.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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