Un altro tributo (tanto per cambiare) al dio del mercato

A Genova, 17 anni dopo, tornano le zone rosse. Per altre ragioni, ma riconducibili a cause strettamente connesse e correlate.

Nel 2001 il G8, con il mercato che sedeva ai propri tavoli, definiva le sue linee strategiche, senza voler essere turbato ed escludeva dalla città gli indesiderati, i disturbatori, quelli che volevano immettere qualche granello di sabbia negli ingranaggi.

Oggi, gli ingranaggi del mercato, di una gestione privatistica sfrenata, stritolano vite, e case vengono evacuate mentre altre zone rosse vengono instaurate. Sempre e comunque in ossequio ad un mercato che ogni giorno chiede un prezzo, in sangue e vite, da immolare al proprio altare.

Piangiamo le vittime di Genova. Incominciano i peana del “non dimenticare”, eppure il mercato dalla flebile memoria e dalle facili amnesie domani sara` pronto a sbranare altre libbre di carne.

Ci ripeteremo che non dovrà piu` succedere, ma varrà solo fino al prossimo banchetto, fino a che il prossimo tributo di sangue sara` pagato. Ad un prezzo sempre troppo elevato ed ormai insostenibile.

Qualcuno guarda già agli indici di borsa. Questa e` la sensibilità di un sistema che si aggroviglia su se stesso. Non basterebbero mille parole….e nemmeno le lacrime di tutti i coccodrilli ed i soloni che in questi giorni alzano le proprie voci, ma senza guardare alla causa primaria.

Non una parola !!

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Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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