Archivio per marzo 2018

“Mafie a Senago”. Conferenza pubblica

Conferenza a INGRESSO LIBERO. Villa Sioli venerdì 16 marzo ore 21,00.

via “Senago e la mafia, parliamone” — SinistraSenago

Annunci

A PROPOSITO DEL VOTO UTILE

Siamo agli ultimi giorni di una campagna elettorale, che sempre più spesso, nell’ottica di una spettacolarizzazione televisiva e mediatica, ha visto toni da ring pugilistico, piuttosto che essere un sereno e pacato confronto ad un tavolo delle idee. E’ stata Inoltre la campagna elettorale delle false promesse, quella di inenarrabili fantasie che sarebbe bene non diffondere per lasciare alla politica lo spazio della realtà e non quello delle impossibili narrazioni, utili solo a far crescere il “mercato delle illusioni” per poi alimentare future frustrazioni che andranno a contribuire a far crescere i prossimi astensionismi.

Puntuale, già dalla prima settimana di campagna elettorale, senza attendere gli ultimi giorni, come avveniva in passato, si è presentata alle nostre porte la richiesta del voto utile. Ancora nessuno riesce a spiegare a quale utilità possa essere legato e ricondotto il voto di ogni cittadino e cittadina. I sondaggi negli ultimi anni sono stati utilizzati sempre più come arma di distrazione di massa; più per indirizzare gli elettori che per registrarne le loro preferenze. La logica dei sistemi elettorali maggioritari ha condotto sempre più spesso a schierarsi con il più forte o con chi era comunque prossimo alla vittoria. Ma è questo il fine vero di una consultazione elettorale ? Siamo davvero immersi in una sorta di folle corsa ippica nella quale chi vince, anche di una sola incollatura, si prende tutto ? È questa la logica per cui chi ha contribuito alla vittoria del più forte, pensa in qualche modo di avere un premio da spartire con il vincitore ? E’ giusto tutto questo ?

NO !! CREDO DECISAMENTE CHE LE COSE STIANO IN MODO DIVERSO !!

Ogni cittadino, quando esprime il proprio voto, lo fa scegliendo un’opzione di campo, una sorta di idea di società che lo debba e lo possa rappresentare quotidianamente per quelle che sono le necessità ed i bisogni reali della quotidianità che ognuno di noi vive. Allora scrolliamoci di dosso questo fardello dell’utilità che è poi solo quella del partito che chiede quel voto utile. Non è e non sarà mai l’utilità di chi quel voto lo esprime !!

Iniziamo finalmente a chiederci a chi deve essere utile il voto e soprattutto la partecipazione al voto !! Iniziamo a pensare ed a far rivivere una società che vuole, anche attraverso la rappresentanza politica, oltre che con le lotte e le battaglie quotidiane, dare voce a chi voce non ne ha. Dare spazio a chi, per mille e più ragioni, non riesce a trovare uno spazio di espressione e di partecipazione in una società sempre più votata alla dura legge del più forte.

Sarà che ho sempre avuto un’idea un po’ romantica del voto e sarà che ogni qualvolta ponevo la mia croce sul simbolo di chi mi rappresentava, e non su chi stava meno distante da me, ma su chi mi era realmente vicino, uscivo dalla cabina elettorale tornando in strada con la gioia e la leggerezza di chi aveva messo il suo piccolo mattone nella giusta direzione del cambiamento in meglio del mondo in cui vive. Sarà per tutto questo che non riesco a vedere, a percepire o a leggere nessuna migliore utilità di un voto se non per chi rappresenta e rappresenterà al meglio l’idea del mondo in cui amerei vivere e far vivere i miei figli e le persone che amo.

Ed allora per tornare a sentire un’aria nuova e pulita e per respirare ancora quell’inebriante senso di leggerezza, domenica voterò POTERE AL POPOLO  e SINISTRA PER LA LOMBARDIA !!

I VOTI PIU’ UTILI CHE IO POSSA ESPRIMERE !!

Il Programma di Potere al Popolo – 15 – GIUSTIZIA

La rivendicazione di una nuova legislazione più attenta ai bisogni delle fasce economicamente più deboli della società sarebbe inutile senza un sistema giudiziario che ne possa garantire il rispetto con efficacia e celerità.
Anche la giustizia è un bene comune, ed è per questo motivo che riaffermiamo l’essenzialità dell’amministrazione pubblica della giustizia come argine di difesa dei diritti, rigettandone ogni forma di privatizzazione.
Migliaia di persone, negli ultimi anni, si sono trovate colpite da procedimenti penali o misure di polizia perché lottavano per il diritto all’abitare, al lavoro, alla salute, allo studio, per il rispetto dell’ambiente e del territorio. In pratica, grazie ad una politica corrotta e a certa stampa, la “legalità” ha colpito chi lottava per la giustizia sociale. Invece del riconoscimento politico delle rivendicazioni, la risposta dello Stato e della stessa magistratura è stata solo repressiva: chi lotta viene processato e arrestato, chi è bisognoso o più semplicemente ha comportamenti considerati, a ingiusto titolo, devianti o pericolosi, viene represso e condannato.
L’ovvia conseguenza è che le carceri, come ci dicono le statistiche, sono sovraffollate di immigrati, malati psichici, persone senza dimora e tossicodipendenti.

Al contrario, quando sono i settori popolari a reclamare giustizia, questa non arriva mai, a causa del sostanziale classismo del nostro ordinamento giuridico. Anche l’accesso ai tribunali amministrativi è costosissimo; non solo i privati cittadini, ma anche i piccoli comuni spesso non riescono a far valere i propri diritti contro le amministrazioni più forti o, peggio, i privati con maggiori mezzi economici a disposizione (pensiamo per esempio alla multinazionale Tap in Salento).
Il costo della giustizia ordinaria è aumentato anche a causa di marche da bollo e di contributi unificati sempre più esosi; i cittadini sono inoltre costretti, per molte materie, a tentare accordi stragiudiziali (con mediatori o arbitri a pagamento). L’obiettivo è scoraggiare totalmente il ricorso alla giustizia da parte delle classi popolari.
Le campagne d’odio contro il diverso, visto come deviante,  portate avanti anche da alcune amministrazioni locali, istigano all’acquisto di armi. Sono così triplicate in dieci anni le licenze per il porto d’armi, arrivando al dato allarmante che quindici italiani su cento detengono una pistola o un fucile.

Per questo lottiamo per:
• l’amnistia per i reati legati alle lotte sociali, sindacali e ambientali;
• la depenalizzazione di una serie di reati, ereditati dall’ordinamento fascista del Codice Rocco e da sempre nuove leggi speciali;
• la riforma di alcune misure sanzionatorie e di regole procedurali (fogli di via, sorveglianze speciali, avvisi orali);
• l’abrogazione delle norme che hanno aumentato il potere dei sindaci in materia di sicurezza e decoro urbano (es. cosiddetto Daspo Urbano previsto dalla legge Minniti);
• l’abrogazione della legislazione speciale di natura emergenziale risalente agli anni 70 e 80 (legge Reale);
• la legalizzazione delle droghe leggere e la depenalizzazione del consumo di sostanze;
• il contrasto dei fenomeni corruttivi diffusi e della reimmissione di capitali di provenienza mafiosa, inasprendo le pene e allungando i termini di prescrizione per riciclaggio e autoriciclaggio;
• l’educazione all’antimafia, chiedendo ai Comuni di ottemperare all’obbligo di informare la cittadinanza sui beni confiscati, e favorendo le amministrazioni che risocializzino questi beni;
• la smilitarizzazione della guardia di finanza e la trasformazione in polizia specializzata in contrasto alla corruzione, all’evasione ed elusione fiscale e tributaria;
• l’introduzione dei codici identificativi per gli agenti di polizia in servizio di ordine pubblico;
• la modifica della insufficiente legge sul reato di tortura, approvata dal parlamento a luglio 2017;
• contrastare fortemente la libera disponibilità di armi;
• l’abolizione dell’ergastolo, sia condizionale che ostativo: l’assenza di ogni possibilità di uscita è incompatibile con la finalità rieducativa della pena, prevista dall’art. 27 della Costituzione;
• l’abolizione del 41 bis, riconosciuto quale forma di tortura dall’ONU e da altre istituzioni internazionali, adottando al suo posto misure di controllo, per i reati di stampo mafioso, allo stesso tempo efficaci ed umane, che non permettano la continuità di rapporto con l’esterno
• l’emanazione di un provvedimento di amnistia e indulto che risolva il problema del sovraffollamento carcerario;
• una riforma della vita carceraria, soprattutto attraverso un più ampio utilizzo delle misure alternative e di validi percorsi per il reinserimento dei detenuti;
• l’abbattimento dei costi di accesso alla Giustizia al fine di  consentire la tutela dei propri diritti anche alle  fasce economicamente più deboli della popolazione.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

Calendario delle pubblicazioni

marzo: 2018
L M M G V S D
« Feb   Lug »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
Annunci