Lo sciopero ai tempi del neofascismo

images

Rimane il fatto che la prima regolamentazione dello sciopero per i lavoratori pubblici risale soltanto a una legge del 12 giugno 1990. All’epoca era presidente del Consiglio l’ultimo Andreotti, il cui governo brillò anche per l’approvazione della famigerata legge Mammì, per protestare contro la quale si dimisero cinque ministri: tra essi, a suo onore, l’attuale presidente della Repubblica.

Erano gli ultimi vagiti del malgoverno del Caf, che avrebbe di lì a poco portato a Mani Pulite, alla caduta della prima Repubblica e alla nascita del regime Berlusconiano che sdoganò apertamente la destra italiana, fino ad allora mascheratasi dietro le politiche nazionalsocialiste di Craxi: prima fra tutte, la battaglia contro la scala mobile che tutelava parzialmente il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi dei lavoratori, di fronte all’inflazione causata dall’aumento dei prezzi da parte dei venditori.

Nel corso dei successivi venticinque anni i diritti dei lavoratori sono stati sistematicamente spazzati via uno ad uno: dapprima, timidamente, da Berlusconi, e poi, bullescamente, da Renzi. Fa quasi tenerezza ricordare che nel 1970, quando il vento spirava in direzione contraria, era stato approvato persino uno Statuto dei Lavoratori, che letto oggi provoca ai renziani lo stesso prurito che avrebbe provocato ai fascisti durante il ventennio di Mussolini.

A Renzi, che da sempre parla come e per conto di Marchionne, i diritti dei lavoratori sono sempre apparsi inutili ostacoli sulla via del profitto degli sfruttatori e dell’uso degli uomini come ingranaggi, come in Metropolis di Fritz Lang o Tempi moderni di Charlie Chaplin. E non gli è parso vero di poter cogliere al volo l’assemblea dei lavoratori del Colosseo (peraltro tenuta nel rispetto delle leggi vigenti, come recita appunto la Costituzione) per piantare un altro chiodo nella croce dei lavoratori, assimilando per legge il turismo ai servizi pubblici essenziali.

Peccato che, mentre i servizi pubblici sono (o dovrebbero essere) al servizio dei comuni cittadini, il turismo sia invece la mangiatoia dei soliti succhiaruote: cioè, i profittatori privati e lo Stato. Per il resto di noi il turismo rientra spesso nella categoria dei disservizi pubblici, e i turisti non sono altro che mandrie di barbari che invadono le nostre città d’arte, rendendole invivibili e ingestibili per gli abitanti e i visitatori (che appartengono a una specie diversa dai turisti).

Se avessimo un presidente del Consiglio degno di questo nome, in particolare munito di mandato elettorale e competente, lo vedremmo all’opera per indirizzare il turismo nella direzione dello sviluppo sostenibile: in particolare, privilegiando l’alto rendimento economico e il basso impatto ambientale, in cambio di investimenti massici per la qualità.

Tra questi ultimi rientrano ovviamente i pagamenti degli straordinari, per i quali i lavoratori di ieri manifestavano, e i cui fondi sono stati appunto sbloccati in concomitanza con la manifestazione. Anche se, con la limitazione del diritto di sciopero dei lavoratori del turismo, il governo si è assicurato che in futuro nel settore non sarà più possibile protestare in maniera efficace per i propri diritti. Gli altri settori seguiranno presto, nell’attesa di eliminare del tutto i sindacati, come avvenne in Germania il 2 maggio 1933. Non a caso, il giorno dopo la festa del 1 maggio, la stessa in cui Renzi voleva precettare i lavoratori dell’Expo in ossequio ai “più alti interessi della nazione”: cioè, degli espositori e suoi.

di Piergiorgio Odifreddi da “Repubblica.it”

Annunci

0 Responses to “Lo sciopero ai tempi del neofascismo”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 8.172 follower

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

PETIZIONE: “NO VASCHE”

Firma anche tu la petizione "NO VASCHE" promossa dal COMITATO SENAGO SOSTENIBILE. Clicca sull'immagine
Elezioni 2012

Calendario delle pubblicazioni

settembre: 2015
L M M G V S D
« Ago   Ott »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930