Fenomenologia di Matteo Renzi (ovvero l’altra faccia del berlusconismo)

Si pensava, solo poco tempo fa, che gli italiani ne avessero avuto abbastanza degli “Uomini della Provvidenza”, di quelli del “Ghe pensi mi !” o peggio ancora del “Me ne frego !” Tutti inqualficabili personaggi che hanno frequentato l’agone politico di questo squinternato, dissestato e disastrato “stivaletto di casa nostra”. Stupisce invece osservare come l’italiano medio cada spesso vittima di infatuazioni politiche realmente inspiegabiili seguendo il filo della logica. Questi innamoramenti finiscono per far capitolare un popolo, forse mai abbastanza maturo politicamente, nei confronti di personaggi probabilmente dotati di un certo carisma, ma certamente immeritevoli per palesi carenze di qualità. Così ci si deve rassegnare a vedere la scalata popolare di personaggi poco brillanti e decisamente indegni della stima e dell’approvazione che la vulgata popolare tributa loro. Un paese che ancora oggi lotta per capire cosa significhi realmente il termine meritocrazia non può che trasformare in miti delle nullità totali. Questo fenomeno, questa strana e stucchevole luna di miele tende, purtroppo per il nostro popolo, a ripetersi in modo ciclico, ed ahinoi con una certa frequenza, ogni qual volta un fanfarone, un po’ più smargiasso e cialtrone degli altri, si affaccia sullo scenario politico. I precedenti più o meno ingloriosi riguardano Bettino Craxi, Silvio Berlusconi ed in modo ancor più drammatico Benito Mussolini. Non vorrei poi scomodare volumi e volumi di storia risalendo a Francesco Crispi e Giovanni Giolitti, ma scrivendo queste note esprimo la forte preoccupazone per quella che rischia di essere per l’ennesima volta una sorta di coazione a ripetere e che va a sfociare, oggi come ieri, in un caso di emergenza democratica. Questa emergenza democratica oggi ha un nome ed un cognome: Matteo Renzi.

Lavoro, cambiano i contratti a termine: fino a tre anni senza causale

L’attuale segretario del PD incarna in sè tutte le peggiori caratteristiche che avremmo voluto vedere debellate dalla politica del “post-ventennio berlusconiano”. Una politica che doveva mettere da parte ogni tipo di “Io” e portare al centro la partecipazione e coniugando tutto con il “noi”. Invece l’Italia ha trovato ancora una volta il suo “salvatore della patria” che tronfio di un ego ipertrofico fuori da ogni limite consentito sta ponendo le basi perchè l’ennesimo Gattopardo possa ritrovare vita come una fenice che rinasce ogni volta dalle proprie ceneri. Un vero miracolo italiano di ciarlataneria ! Certamente i “sinceri democratici” leggendo queste righe sobbalzeranno, gridando al solito allarmismo dei comunisti ormai fuori dalla scena politica oltre che fuori dalla storia. Eppure inviterei a riflettere sull’atteggiamento di Renzi all’indomani dell’accordo raggiunto sulla nuova legge elettorale dopo l’incontro nella sede nazionale del PD con il caimano Berlusconi, avvenuto qualche mese fa. La legge elettorale italiana necessita una riscrittura perchè bocciata dalla Corte Costituzionale ed allora Renzi e Berlusconi posero le basi per il famigerato Italicum approvato alla Camera qualche giorno fa. Con l’Italicum, e se il nome assomiglia tanto a quello di una strage impunita probabilmente non è un caso, si rimanda veramente a pagine oscure della storia italiana ed in un certo senso ci si sta preparando a ripercorrerle. Come non ricordare la Legge Acerbo voluta dai fascisti dopo la Marcia su Roma e la loro conseguente presa del potere ? Il sistema elettorale, denominato Italicum, è destinato ad un ingrato compito. Sostituire il Porcellum elaborato ai tempi da Roberto Calderoli e superarlo per le note vicissitudini che ne hanno determinato l’incostituzionalità.

La Legge elettorale di Calderoli è stata giudicata incostituzionale per l’eccessivo premio di maggioranza che avvantaggia la coalizione che raccoglie più voti e per la presenza di liste bloccate che palesano l’impossibilità da parte dei cittadini di poter scegliere i propri eletti attraverso il semplice uso della preferenza.

L’Italicum compie così una vera strage di democrazia: introduce ed eleva le soglie di sbarramento presenti nel Porcellum e ciò porterà più di dieci milioni di italiani, secondo i risultati delle ultime elezioni politiche, a non avere rappresentanza nelle istituzioni.

Per l’ennesima volta non saranno gli italiani a scegliere chi verrà eletto nelle istituzioni. Perchè i famigerati listini bloccati, così scandalosi nel Porcellum dei nominati, hanno una incredibile reviviscenza nell’Italicum di Renzusconi.   E qui l’ubriacatura dei mass-media per il nuovo “unto del Signore” compie e fa compiere veri ed autentici miracoli di amnesia collettiva. Siamo orami ai paradossi più incredibili. Chi non ricorderà gli editoriali infuocati di Repubblica, l’unico e vero organo ufficiale del Pd, contro i Parlamenti di nominati. Il giorno dopo il meeting Renzi-Berlusconi nella sede del Nazareno ecco invece emergere solo lodi sperticate al leader novello grande Principe machiavelliano che ottiene un compromessso degno del migliore statista che si ricordi. Non amo il modo con cui Beppe Grillo esprime il suo disprezzo nei confronti della stampa e dei giornalisti del nostro piccolo paese. Talvolta però mi spiace osservare che questo biasimo è del tutto meritato.

Fresco del plebiscito delle Primarie di dicembre, Renzi si scaglia anche contro la minoranza del proprio partito che prova ad argometare in qualche modo che gli obiettivi della nuova legge elettorale non dovevano certo esser quelli poi raggiunti e sbandierati dall’entourage del segretario nonché sindaco di Firenze. Gianni Cuperlo sbeffeggiato come colui che siede in Parlamento senza aver lavato il corpo nel sacro fiume delle primarie abbandona la Direzione Nazionale con Renzi che, novello Miles Gloriosus, fa sfoggio della sua robusta vittoria. Ed allora Renzi sente di dover rispondere ai 2 milioni di elettori che lo hanno consacrato, senza sapere o meglio senza valutare che rispondendo a due milioni di persone, chissà poi se davvero tutti elettori del PD, decide in un sol balzo di estromettere dalla rappresentanza politica circa un quarto degli italiani (tra i 10 ed i 15 milioni). Il paragone risulterà ad alcuni ardito, ma a chi scrive Renzi appare sempre più simile al Berlusconi che si lancia nelle sue filippiche contro i magistrati che lo rinviano a giudizio e che non possono permettersi di fare un affronto simile ad uno che ha votato se stesso alla sacra ordalia del consenso popolare. Allo stesso modo il neosegretario del PD irride chi non ha forgiato le proprie terga nel lavacro delle primarie. Lo stile berlusconiano c’è tutto e con questo anche la faciloneria di chi ha accusato altri di essere attaccati a seggiole e posti di potere mentre lui stesso contemporaneamente si trova a svolgere il ruolo di segretario del PD, Sindaco di Firenze e Presidente del Consiglio. Probabilmente non vi saranno rigide incompatibilità ed una di queste cariche è ormai al tramonto, ma per chi spergiurava di essere antitetico alle larghe intese è prorpio un gran bel dilemma trovarsi a capo di un governo che estende le “larghe intese” all’intera legislatura, perchè Renzi non ricorda e non prova il benché minimo pudore quando afferma che il suo Governo nasce per durare tutta la legislatura e quindi fino al 2018. 

Appare sempre più evidente come l’elezione di Renzi a segretario del PD sia l’ultmo e definitivo passo di una compiuta ed acclarata modificazione genetica avvenuta all’interno di ciò ch un tempo fu il principale partito nel panorama della sinistra italiana. Il verbo al passato è d’obbligo perchè il PD non è certo divenuta una forza politica residuale o di piccole dimensioni, ma è ormai un dato di fatto che questo partito non ha più nulla che lo possa far ritenere anche lontanamene di sinistra. E nella confusione di una situazione politica in cui rischia di prevalere talvolta la retorica un po’ confusionaria a cinque stelle espressa da Grillo, non possono che dominare la scena i Matteo Renzi di turno, anche e soprattutto per la faciloneria che cerca sempre l’uomo solo al comando, che anche questa volta tanto per cambiare è il solito democristiano riciclato per quanto oggi si tratti di un giovin signore e di bell’aspetto.

Cosa rispondere quindi alla fatidica domanda: moriremo democristiani ?? Nel PD hanno deciso di rispondere tutti in coro ed in modo affermativo. Almeno i due milioni di sostenitori del “giovane ragazzo prodigio da Firenze”.

Ricordo che mesi fa, era il mese di novembre del 2013, e si teneva il Congresso locale della sezione senaghese del PD. Mi trovavo lì per portare il saluto di Sinistra Senago e prima che l’assise avesse inizio ho ascoltato un po’ delle chiacchiere e dei dialoghi che avvenivano fuori dalla locale sezione. Si commentavano gli eventi politici nazionali, era di quei giorni la imminente fuoriuscita dei seguaci di Angelino Alfano dalla nuova Forza Italia. Nasceva così il Nuovo Centro Destra. Qualcuno tra gli iscritti del PD interloquendo diceva pressappoco così: “Vedete che anche dall’altra parte (il centrodestra si intende), hanno capito che non si può fare politica con uno che vuole fare sempre il padrone (e qui immagino si intendesse Berlusconi)!” Peccato che solo poche settimane dopo anche nel centrosinitra, pardon nel Partito Demcratico, decidessero di eleggere un nuovo padrone che ha iniziato berlusconianamente a esercitare il suo democratico ruolo e lo stile è davvero inconfondibile !!

Annunci

0 Responses to “Fenomenologia di Matteo Renzi (ovvero l’altra faccia del berlusconismo)”



  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




Rifondazione c’è!

Proposta di legge di iniziativa popolare: FIRMA anche TU!

SinistraSenago: per la Senago che vogliamo!

Massimo Gatti: consigliere della provincia di milano

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 8.170 follower

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

PETIZIONE: “NO VASCHE”

Firma anche tu la petizione "NO VASCHE" promossa dal COMITATO SENAGO SOSTENIBILE. Clicca sull'immagine
Elezioni 2012

Calendario delle pubblicazioni

marzo: 2014
L M M G V S D
« Feb   Apr »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31