Archivio per settembre 2013

Ferrero: “Tenere gli occhi aperti affinchè nessuno possa sfasciare Rifondazione”

Infiltrazioni in Rifondazione? Ferrero chiarisce: “Non caccia alle streghe. Il nodo è la criminalizzazione del dissenso in Italia”

ferrero“Nei giorni scorsi ho affermato pubblicamente, nella forma più visibile possibile, che i servizi segreti stanno operando per infiltrarci. Questo grido di allarme si basa sulle segnalazioni e sulla documentazione fornitaci da più parti”. Inizia così la lettera del segretario del Prc Paolo Ferrero comparsa sulla sua pagina Facebook in tarda mattinata. Ferrero riferisce che della situazione se ne è discusso in segreteria e insieme è stato deciso di segnalare la questione alla Commissione di garanzia “che dovrà svolgere i suoi compiti di magistratura interna”. Ferrero quindi stronca ogni ipotesi sul fatto che quello che definisce un “grido d’allarme” abbia che vedere “con l’apertura di una qualche assurda caccia alle streghe”. Ha a che fare, invece, “con l’invito ad attuare collettivamente una forte attenzione in modo che non abbiano a succedere atti interni od esterni che possano permettere a chi ne fosse interessato di danneggiare Rifondazione e disgregarla”. Non sfugge a nessuno infatti, sottolinea Ferrero, “come a partire dal mese di ottobre avremo nel paese numerose manifestazioni, così come non sfugge a nessuno che il governo abbia messo in campo in questi mesi una strategia di criminalizzazione del dissenso molto estesa: dal movimento NO TAV della Val di Susa fino alle calunnie su Stefano Rodotà”. E’ in questo contesto, quindi, che è maturata la decisione di “rendere pubblico il problema in modo che se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le mobilitazioni dell’autunno come occasione per coinvolgere Rifondazione in provocazioni, si sappia in anticipo chi è il mandante”.

29/09/2013 14:36 | POLITICAITALIA | Autore: fabrizio salvatori (Da Controlacisi.org)

P.S. Come abbiamo detto più volte Rifondazione Comunista se non ci fosse sarebbe da inventare, per questo bisogna tenere gli occhi aperti affinché nessuno possa sfasciarla.

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ANCHE CREMASCHI STA CON ERRIDELUCA NO TAV E NON CON CASELLI

cremaschi1Tav. Non c’è legalità senza giustizia.

Ha ragione Erri De Luca. In valle Susa gli atti contro gli impianti della Tav fanno parte di una lotta civile e democratica profondamente giusta e come tali vanno compresi e giustificati.
Nella storia del movimento operaio gli atti contro le cose che simboleggiano o materializzano lo sfruttamento del lavoro ci sono sempre stati. Dalle campagne alle fabbriche. A volte erano giustificati altre no, ma nulla avevano a vedere con quello che oggi si definisce come terrorismo.
La lotta di Gandhi contro la occupazione britannica fu piena di sabotaggi e vandalismi sulle cose, giustificati e rivendicati dall’apostolo della non violenza.
In valle Susa c’è una lotta popolare di massa contro un opera inutile e devastante, che oramai viene tenuta in piedi solo per affari e potere.
Vengono dolore e rabbia quando si va in Valle e si vede la montagna scarnificata, le migliaia di alberi secolari abbattuti e tutto nel nome di una opera che non serve a niente, se non a chi la fa e a chi costruisce su di essa notorietà politica.
La Tav  in valle Susa è come gli f 35, si va avanti nonostante tutto solo per non ammettere di aver sbagliato.
E a proposito di aerei ricordo quel pacifista cristiano che si mise a martellare la carlinga di un aereo da guerra, era un terrorista? Non credo proprio.
Il procuratore Caselli dovrebbe studiando attentamente il personaggio di Javert nei Miserabili. Anche quel servitore dello stato perseguiva la legalità ad ogni costo, rompendo così umanità, solidarietà e giustizia.
Già giustizia, perché come scriveva Thoreau non è auspicabile che in una società la legalità abbia  più rispetto della giustizia.
Per altro la nostra legge già prevede che alcuni reati possano esser commessi per motivazioni di alto valore sociale civile o morale e per questo ricevere forti attenuanti. Quelle che dovrebbero essere adottate per giudicare la lotta il  valle Susa, al posto del tentativo ottuso e disonesto moralmente di paragonarla ai più bui episodi degli anni di piombo.
È giusto dunque essere solidali con quella lotta in tutte le sue diverse espressione e manifestazioni. Non c’è legalità senza giustizia.

Giorgio Cremaschi

(dal sito notav.info)

(ndr: Anche Senago ha, nelle vasche di laminazione, la sua opera TAV)

La Repubblichina del terzo millennio

La Repubblichina del terzo millennio – Moni Ovadia (dal sito de L’Unità http://leparole-ipensieri.com.unita.it/mondo/2013/08/31/la-repubblichina-del-terzo-millennio)

Alcuni amici dell’Anpi mi segnalano che sul sito del quotidiano il «Giorno» del 13/08/2013, nelle pagine milanesi, sono comparsi questi titoli e sottotitoli: «Antisemiti, xenofobi e nostalgici. L’Internazionale dell’estrema destra. Il Festival Boreal a settembre: i movimenti si danno appuntamento qui», dove per «qui» si intende l’hinterland milanese. Segue poi, a firma di Nicola Palma, il seguente articolo di cui riporto la prima parte: «Il tam tam è partito qualche giorno fa sul web. Le adesioni sono pronte. Si scaldano i gruppi musicali invitati all’evento. Ci sono anche le date: 12, 13 e 14 settembre. Manca solo il luogo e non c’è da meravigliarsi quando si parla di raduni di neofascisti. Di certo si sa che migliaia di militanti dei movimenti dell’estrema destra di mezza Europa si sono dati appuntamento dalle parti di Italia-Milano Nord, come riporta genericamente il manifesto della seconda edizione del Festival Boreal. Uno spazio nella periferia metropolitana o un Comune dell’hinterland? Presto per saperlo. “Se non vieni non potrai mai dire ai tuoi nipoti: io c’ero”, lo slogan sulla pagina Facebook della sezione locale di Forza Nuova, che sta allestendo la kermesse in grande stile. Basta consultare l’elenco dei partecipanti per accorgersi che sta per andare in scena una sorta di Internazionale nera del Terzo Millennio. Si comincia dal Movimento della gioventù delle 64 contee, movimento ungherese che richiama sin dal nome l’ex impero austroungarico e reclama l’antica estensione della Grande Ungheria: l’ideologo si chiama Laszlo Toroczkai, militante del partito antisemita Jobbik (47 seggi nel Parlamento nazionale e tre a Strasburgo); xenofobo, fa parte di una formazione paramilitare denominata “Esercito dei fuorilegge” e sostiene che “Hitler è stato un politico di calibro europeo il cui apprezzamento deve ancora arrivare”».
Nella seconda parte del pezzo prosegue l’elenco dei partecipanti con la sintesi dei loro programmi e proclami «politici». Ci risiamo. Naturalmente, e giustamente, sono già state espresse le proteste dell’Anpi e di altre associazioni antifasciste contro il raduno. Ma, proteste a parte, c’è la necessità di dare risposta ad una domanda di giustizia che rimane inevasa in gran parte d’Europa e, con particolare nonchalance in Italia, Paese le cui istituzioni pullulano di fascisti irredenti o di opportunisti della pacificazione. I cantori di «legge e ordine», concedono libera riunione a chi propaganda e vorrebbe pianificare il genocidio di rom, ebrei, gay e menomati, la supremazia della razza bianca, l’islamofobia, il totalitarismo come forma di governo e altre amenità del genere mentre vogliono il detentore di un po’ di hashish in galera. Perché? Provo a dare una risposta: perché evidentemente in Italia vendere un po’ di sballo è molto peggio che essere nazifascisti. Questa è la «Repubblichina» che siamo.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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