buon 25 Aprile

E fummo vivi; insorti con il taglio
ridente della bocca, pieni gli occhi,
piena la mano nel suo pugno, il cuore
d’improvviso ci appare in mezzo al petto.

(S. Quasimodo, 25 Aprile da Il capo sulla neve)

Guardo le vecchie foto della liberazione nelle piazze italiane – donne, uomini, ragazzi festosi, una massa lieta – e m’immagino quale potesse essere la loro felicità dopo vent’anni di umiliazione, dopo una guerra sanguinosa e una violenta lotta di liberazione.

Quelle immagini di persone senza paura, con il sorriso in volto e la dignità negli occhi sono il simbolo di una nuova Italia da ricostruire assieme. La più grande eredità della Resistenza è lo spirito solidale che l’ha animata, contribuendo alla vittoria sulla violenza fascista. In un periodo di grave crisi economica è indispensabile far rivivere lo spirito di solidarietà dei partigiani, in modo da superare le difficoltà in cui versa il nostro Paese. Da soli non si può nulla (o comunque poco) con l’unità degli intenti e delle forze si raggiungono i risultati migliori. Ed è stato questo il messaggio che la Sezione ANPI di Senago ha voluto trasmettere, nei giorni scorsi, ai bambini delle classi quinte elementari dell’ex primo circolo didattico, proponendo loro un laboratorio sulla Resistenza.

Il 25 Aprile per noi vuole essere un giorno festoso, un grande inno alla libertà e alla pace. Ribadire il messaggio di pace che soggiace a questa festività, significa cercare di accantonare alcune tendenziose letture storiche della Resistenza, che hanno come fine ultimo riabilitare gli oppressori e invasori nazifascisti. Italo Calvino scrisse: Da noi, dai partigiani, niente va perduto, nessun gesto, nessun sparo, pure uguale a loro, va perduto. Tutto servirà, se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire una umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L’intento ultimo e supremo della lotta dei partigiani fu non solo la costruzione di un’Italia più giusta e libera, ma anche la speranza di poter consegnare alle generazioni future un mondo sereno, in cui la guerra venisse accantonata. Forse questa ultima istanza può essere considerata utopica, ma non si può non vedere la bellezza di un intento così alto e così nobile.

Noi partigiani del 2000, figli, nipoti, ammiratori dei combattenti per la Libertà abbiamo il compito altissimo di vegliare sulla Memoria, per poter difendere tutti i risultati e le eredità della lotta dei partigiani.

Buon 25 Aprile a tutti!

Ora e sempre Resistenza!

 

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