Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Sesta parte)

I sondaggi demoscopici a fini politico-elettorali, elemento che caratterizza le campagne elettorali, soprattutto da quando Silvio Berlusconi è sceso in campo, vengono ormai adoperati come arma di distrazione di massa. Nelle ultime due settimane di campagna elettorale possono essere effettuati sondaggi, raccolti i dati, ma non pubblicati ufficialmente attraverso gli organi di stampa.

Ebbene proprio tra gli ultimi sondaggi pubblicati e pubblicabili ne emergeva qualcuno che, guarda caso, ha iniziato a far emergere che il consenso a Rivoluzione Civile rischiava di essere al di sotto della fatidica soglia del 4%, quella che serve per avere accesso all’elezione di rappresentanti alla Camera dei Deputati. Chiaramente ogni sondaggio è credibile fino ad un certo punto, ma alcune chiavi di lettura decisamente parziali nascondono in realtà la volontà di indurre un certo risultato cercando di cristallizzare tutto così come è registrato dagli istituti demoscopici.

Berlusconi docet. Dal 1994 con Forza Italia ha fatto uso spregiudicato delle scienze statistiche, grazie allora al sondaggista  di fiducia Gianni Pilo. Altri sondaggisti si sono poi alternati nel ruolo della sirena incantatrice ancella berlusconiana che diffonde dati al limite della demenza senile.

Il sondaggio invece che registrare una vera tendenza e portare ad evidenziare un dato, che è solo ed esclusivamente, se affidabile, una fotografia istantanea, viene utilizzato per indurre gli indecisi a schierarsi e soprattutto per ricollocare il voto di coloro i quali hanno intenzione di premiare con la loro scelta i partiti minori. Questo avviene in modo spregiudicato e costante da che in Italia non abbiamo più un sistema elettorale che permette di avere un Parlamento speculare rispetto al paese; in poche parole questo succede da che in Italia non abbiamo più un sistema elettorale di tipo proporzionale.

Sulla base dei sondaggi e solo sulla base di quelli che piacciono a lorsignori (metteteci dentro chi vi pare…) si definisce utile oppure inutile il voto ad una certa compagine.

Perché non si dovrebbe avere la legittima ambizione di andare ben oltre i sondaggi che gli istituti demoscopici di turno ci propinano ? Perché ad un partito, lista o coalizione deve essere impedito di sognare e di lavorare per il raggiungimento di un risultato certamente imprevisto anche da parte dei migliori statistici ?

Pensiamo al risultato di Luigi De Magistris a Napoli due anni fa. Nessuno ipotizzava nemmeno la minima possibilità per lui di arrivare al ballottaggio ed oggi De Magistris è il primo cittadino del capoluogo campano. I sondaggi non sempre sono una scienza esatta.

Pensiamo a Syriza, la forza politica greca che ha più elementi in comune con il programma delle forze politiche che si riconoscono in Rivoluzione Civile. Syriza è passata dal 2% al 30% dei consensi e tutto questo in tempi brevissimi, nell’arco di due elezioni tenutesi a distanza di due anni o poco più. Certo se avessero ascoltato i sondaggi…

La campagna ed il tema del voto utile appartengono ormai al nostro modo di fare politica e di fare soprattutto propaganda politica da che i sistemi elettorali sono stati via via inquinati da meccanismi e logiche di tipo maggioritario-uninominale.

In questi sistemi elettorali avviene generalmente che il primo classificato, come numero di voti e con uno scarto anche irrisorio sul secondo classificato, prende tutto. Tutti gli altri non accedono nemmeno ad un un misero diritto di tribuna e ad una minima rappresentanza. Questo avviene con sistemi elettorali basati sui collegi uninominali.

Guarda caso la proposta del PD per la prossima legislatura sarà quella di ritornare proprio ai collegi uninominali. Il Regno Unito è un modello che ha molto da insegnare da questo punto di vista. I cittadini che si recano alle urne sono ormai decisamente meno della metà degli aventi diritto e partiti che hanno una consistenza vicina o anche superiore al 10% talvolta non sono minimamente rappresentati in Parlamento.

Da che la cultura del maggioritario si è introdotta, con tutta la sua antidemocraticità nelle nostre istituzioni,  si vuole far ritenere inutile, o rendere inutile ogni voto che non va a chi vince. Da allora la politica ha istituzionalizzato una gerarchizzazione del voto.

In sostanza, come già detto altrove, se esistono voti inutili, lo sono di conseguenza anche gli elettori che quei voti esprimono. Sistemi elettorali siffatti ci dicono che esistono elettori di serie A ed elettori di serie e categorie inferiori. In barba alla Costituzione Italiana. E’ forte in questo senso la nostalgia per la prima repubblica in cui valeva forte il principio “Una testa un voto” e nessuno si permetteva mai di dire ad altri che il loro voto non era utile. Ricordiamo che il premio di maggioranza dell’attuale legge elettorale, il noto Porcellum è ancor più truffaldino della Legge Truffa voluta negli anni del secondo dopoguerra dalla Democrazia Cristiana. Ebbene allora il PCI si battè contro questo abominio della democrazia. Oggi il Partito Democratico, piegato al volere della governabilità ed ai diktat della BCE accetta ogni strumento che trasformi in maggioranza ciò che maggioranza non è.

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