Il v(u)oto utile, quello inutile, i futili idioti ed i soliti stronzi (Prima parte)

Ad ogni campagna elettorale che si rispetti, puntuale sul primo binario, ferma il treno del voto utile. Ad ogni campagna elettorale da che l’Italia ha deciso di dotarsi di sistemi elettorali costruiti praticamente con materiale escrementizio. Chiedo sempre scusa al letame da cui nascono e continueranno fortunatamente a nascere meravigliosi e profumatissimi fiori, parafrasando il poeta De Andrè, ma purtroppo non è altrettanto nobile il materiale con cui si fertilizza la politica italiana. Da che lo spirito del maggioritario ed i suoi frutti amari albergano e pervadono questo paese il voto non è più quello che è sempre stato. Non è più la semplice e nobile azione utile a scegliere partiti e loro candidati da cui i cittadini vogliono farsi rappresentare ed in misura proporzionale alle proprie scelte.

Così, guardandoci intorno ed anche un po’ indietro nel tempo, negli ultimi anni abbiamo assistito a richiami al voto utile a sinistra da parte del PD veltroniano. Il “patetico Walter” epigono del “giovane Werther”, se non altro per i dolori provocati alla sinistra, diceva che era necessario scegliere e votare PD ed i suoi candidati per non far vincere Berlusconi ed i suoi accoliti e/o alleati.

Ma chi candidava Veltroni alle Elezioni Politiche del 2008 ???? Due soli esempi: Paola Binetti, la supercattolica intransigente e Massimo Calearo, il rappresentante di Confindustria del Veneto. Due esempi di dialogo cristallino tra modi diversi di concepire la famiglia ed i valori (sempre e solo cattolici) la prima e le relazioni tra imprenditori e sindacati (sempre e solo a favore di Marchionne) il secondo.  Ora, non per fare dietrologia, ma pare acclarato che, sia Binetti, ora capolista nell’UDC e quindi con Mario Monti, che Calearo, transitato per i Responsabili di centrodestra e quindi a sostegno delle ultime agoniche fasi del Governo Berlusconi, non gravitino più nell’area PD.

Ma il voto utile, che veniva chiesto per questi candidati ad elettori di sinistra, non era domandato perché questi candidati fossero un argine alla destra ?? Almeno così pareva ! Altrimenti l’utilità dove starebbe ? Era un po’ la logica del “…ma anche” quella per cui “candidiamo gli operai, ma anche gli imprenditori, la guardia ma anche il ladro, il bianco ma anche il nero, Coppi ma anche Bartali ed alla fine li rappresentiamo tutti noi !”

Ci sarebbe anche un terzo coniglio uscito dal cilindro del buon Veltroni…

Do you remember Pietro Ichino ??? Anche lui, PD di stampo liberal, ha oggi scelto di andare direttamente con Mario Monti. Forse perché alla fin fine, tra la fotocopia e l’originale, si preferisce sempre questa seconda opzione ed Ichino ha seguito il richiamo della foresta liberale e liberista.

Rimanendo invece ad altre elezioni, anch’esse trascorse, ma a livello regionale, anche nel 2010 il voto utile era a favore del PD, che in quel periodo aveva come suo principale condottiero il candidato, ex-sindaco di Sesto San Giovanni ed ex-Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, detto Robespierre. No scusate mi è scivolata la tastiera !  Robespierre era detto l’Incorruttibile, Penati forse…, invece…, dunque…ehhhm, …booooh !!

Non credo sia il caso di tornare sui recenti trascorsi e sulle attuali disavventure politiche, “ma anche” giudiziarie del fu avversario di Formigoni Roberto nelle ultime Elezioni Regionali. Meglio consolarsi con l’impegno politico attuale e futuro per favorire la vittoria di Umberto Ambrosoli sul barbaro Roberto Maroni ed all’interno di questo risultato, lavorare per ottenere un successo ed una buona affermazione della lista Per un altra Lombardia guidata da Andrea Di Stefano.

Se volessimo invece compiere un volo pindarico un po’ a più lungo raggio e tornando indietro ancora di più nel tempo, dovremmo andare a ripercorrere le richieste di voto utile che pervennero nel 1995, allorché ancora per le Elezioni Regionali in Lombardia, l’Ulivo chiedeva il voto per Diego Masi, poi transitato per il Patto Segni, poi per Rinnovamento Italiano con Lamberto Dini ed infine approdato a Forza Italia (partito oggi scomparso, ma creato da un brillante (im)prenditore brianzolo poi fondatore del PDL). Per quanto riguarda Diego Masi pare che il bollettino dia sempre l’ennesima risposta: non più pervenuto; ma le sue ultime tracce riportano sempre nell’ambito del centrodestra.

Sempre in quegli anni si votava, nel 1997, per l’Elezione diretta del Sindaco di Milano e l’Ulivo, in quella campagna elettorale, tutta giocata dentro Assolombarda, associazione degli industriali della Regione Lombardia, opponeva all’imprenditore Gabriele Albertini, il giovane imprenditore Aldo Fumagalli, responsabile dei giovani di Confindustria della Regione. Il tizio in questione non vinse e ovviamente non convinse ed inoltre non trascorse nemmeno un giorno da consigliere comunale dell’opposizione. Forse non una scelta di grande rispetto nei confronti dei milanesi che lo sostennero; ma del resto lo stesso Bruno Ferrante, che oggi si occupa dell’Ilva di Taranto, candidato contro Letizia Moratti nelle Elezioni Comunali del 2006 riservò ai propri elettori lo stesso servizio.

Oggi del citato Aldo Fumagalli non rimane grande traccia in politica e qualcuno vocifera che si tratti forse del Fumagalli che fa il paio con il Brambilla di uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. Insomma non ha trovato e non ha assaggiato “la cadrega” e quindi è andato via…!

Ora è da ritenersi così utile il voto ad una coalizione o ad un partito così poco attento nella scelta del cavallo su cui puntare ? Quanto meno definiremmo quel partito o quella coalizione un pessimo scommettitore !!

(continua)

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