NO MONTI DAY

NO MONTI DAY
di Giorgio Cremaschi

Dopo l’annuncio della ricandidatura di fatto di Mario Monti il palazzo
della
politica ha accusato il colpo.
In fondo molti nel centro destra e nel centro sinistra speravano di passare
le
elezioni facendo finta di niente, presentando il governo dei tecnici come
una
breve parentesi all’interno delle solite alternanze della
secondarepubblica.
Ma la realtà è come sempre più forte. Le controriforme sociali sono tutte
passate con voto bipartizan e in più lo stesso schieramento ha già
impegnato le
prossime legislatura per almeno vent’anni.
Il pareggio di bilancio vincolato come norma costituzionale, il Fiscal
Compact, cioè l’impegno in Europa a continuare per decenni le politiche
di
austerità e tagli per dimezzare il debito, sono i punti qualificanti della
cosiddetta agenda Monti. I principali partiti questa agenda e questi
impegni li
hanno già votati e non è minimamente credibile che li rimettano in
discussione,
anche se Bersani e Berlusconi fanno confuse promesse su pensioni e Imu che
sanno già di non poter mantenere.
Che poi Monti, Merkel, Wall Street non si fidino di un classe politica
completamente screditata è ovvio.
Il governo tecnico ha realizzato le misure più aspre del programma di
Berlusconi, quelle che il padrone di Mediaset non sarebbe mai riuscito a
far
passare.
Se il partito di Fiorito avesse imposto agli operai dell’Ilva di andare
in
pensione a 68 anni, ci sarebbe stata una rivolta travolgente. Monti invece
c’è
riuscito prendendosi solo tre ore di sciopero da cgil cisl uil. Non a caso
all’estero il presidente del consiglio vanta sempre la disponibilità ai
sacrifici degli italiani, contrapposta alla mobilitazione permanente della
Grecia e della Spagna.
La verità è che elezioni oneste sarebbero quelle ove i partiti che oggi
sostengono Monti ai presentassero assieme, guidati o benedetti dal loro
attuale
capo di governo. Allora le elezioni sarebbero un scelta vera,si creerebbe
uno
schieramento alternativo alla continiuazione delle politiche di austerità e
i
cittadini potrebbero provare a decidere.Così sono nei fatti andate le
ultime
elezioni in Grecia.
Ma da noi questo è fantapolitica.Si fanno primarie e schieramenti di
centro
sinistra contro il finto ritorno in campo di Berlusconi, per fingere di
litigare, prendere i voti e poi tornare a governare secondo
quell’agenda già
scritta e votata.
Il quotidiano La Repubblica giustamente sottolinea che in Italia ci sono
tante
lotte, ma non una opposizione di massa unificata contro il governo, come
invece
avviene in Europa negli altri paesi massacrati.
Questo è il vero problema e per cominciare ad affrontarlo il 27 ottobre a
Roma ci sarà la prima manifestazione esplilicitamente rivolta contro il
governo,
il NO Monti Day. Per rivendicare una vera alternativa al montismo e per
stare
con gli europei che lottano, lasciando al suo destino lo stanco e
impresentabile teatrino della politica italiana.

www.rete28aprile.it(Da rete 28 aprile.it)

 

 

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