Dalle stelle(cinque) …alle stalle della riforma elettorale (la truffa dietro l’angolo)

Sembra abbastanza facile pronosticare, come già detto e scritto ampiamente da altri, che M5S (Movimento Cinque Stelle) si presenterà da solo alle prossime elezioni politiche sia che esse si tengano nel prossimo autunno o più facilmente alla scadenza naturale nella primavera del 2013. Grillo e Casaleggio ideatori del suddetto movimento hanno la necessità di contare e di contarsi e di capitalizzare la propria “alterità” e/o “diversità” dal sistema. Una alterità che su alcune cose (salario di cittadinanza, patrimoniale, tassa sulle transazioni finanziarie, solo per fare qualche esempio) non dice nulla di diverso da quello che altri partiti, uno su tutti il Partito della Rifondazione Comunista, diceva già 10-15 anni fa. Ma c’è anche una diversità di M5S che può anche e giustamente spaventare. Il tema della cittadinanza a chi nasce sul suolo italiano da genitori provenienti da altri paesi ne è solo un esempio. Oggi non è certo facile circoscrivere un movimento così variegato ed eterogeneo come M5S nei soliti confini di destra e sinistra, o centrodestra e centrosinistra, che mai come in questo caso vanno alquanto stretti. Movimento CinqueStelle e Grillo hanno avuto per la loro prima fase di vita (il periodo dei V-days, ecc.) un discreto rapporto ed una quasi sovrapponibilità con IdV e Di Pietro. Oggi, se di questo si tratta, questo cordone ombellicale va reciso. Per mero interesse di M5S che si trova nella classica condizione dell’allievo che supera il maestro e vuole volare con le proprie ali, camminare con le proprie gambe e così via e soprattutto ha tutto l’interesse a mostrare che tutto ciò che non è Movimento Cinquestelle è assoluta continuità e affinità al sistema attuale. Quindi tutti zombie, eccetera, eccetera.
Il punto principale di tutta la partita è però il sistema elettorale con cui si voterà alle prossime elezioni politiche e questo può costituire quell’unica variabile indipendente che potrebbe portare il Movimento CinqueStelle a riconsiderare l’opzione solitaria.

Sul tema della riforma elettorale il Partito Democratico ha ormai reciso ogni legame identitario e di continuità storica con il Partito Comunista Italiano da cui molto parzialmente trae origine.

Coloro i quali si sentono vicini al PD solo perché anima maggioritaria del vecchio progenitore PCI farebbero bene ormai a rassegnarsi ed una volta per tutte. Non esiste più alcun legame tra i due soggetti, sebbene il PD detenga i diritti sull’uso di simbologie e sedi storiche.

Se nell’immediato dopoguerra il PCI fece una battaglia campale contro la Legge Truffa allora architettata dalla Democrazia Cristiana, oggi il PD è fautore e sostenitore ad ogni piè sospinto dei peggiori sistemi elettorali che impieghino le alchimie più disoneste per trasformare con algoritmi insulsi le minoranze in maggioranze.

Il fatto che si parli di accordi raggiunti tra partiti della maggioranza montiana sulla riforma elettorale dovrebbe quanto meno condurre tutte le altre forze politiche e quelle che si oppongono ad una seconda e più colossale legge truffa, a fare ben più che qualche manifestazione di protesta e di dimostrazione di contrarietà.
In questi giorni, nella torrida estate caratterizzata dai nomi più fantasiosi donati alle correnti portatrici di afa, abbiamo sentito citare argomentazioni molto risibili sull’eventuale ritorno all’uso delle preferenze. Si è parlato, guarda caso da parte del PD, dell’impossibilità di fare ritorno all’uso delle preferenze perché queste farebbero scaturire una “concorrenza” interna ai partiti che sarebbe oggi deleteria per la democrazia. Ci si perdoni l’azzardo ma se le preferenze fossero così nefaste, quale immensa stupidaggine e conflitto mondiale possono scatenare le “primarie” ?  Le primarie napoletane e palermitane, oltre a quelle genovesi, forse qualche avvisaglia l’hanno mostrata, ma pare che i loro ideatori non vogliano ascoltare queste voci allarmate. Le Cassandre sono sempre destinate ad essere biasimate. Spesso le argomentazioni più strane, intricate e contraddittorie si spendono proprio quando si parla di legge elettorale.  Dove l’amore per la democrazia dovrebbe emergere si fa invece largo solo il bieco tornaconto particolare e personale. Un sistema elettorale democratico è per noi espresso solo con il principio “una testa un voto” come scritto anche dai nostri padri costituenti e quindi con un sistema elettorale totalmente proporzionale.

Da notare che le elezioni comunali, le elezioni regionali fatta esclusione per i listini del Presidente, e le elezioni europee si svolgono con l’uso della preferenza e questo non pare ponga i partiti di fronte ad inenarrabili cataclismi.

Ricordiamo che mesi fa il Re Mida alla rovescia, che rovina tutto ciò che tocca, alias Walter Veltroni, diceva che peggio del Porcellum vi era solo il Porcellum con le preferenze. Anche questa volta fieri di pensarla diversamente dall’ “Uolter de noantri”.

Ultimo appunto. Anni addietro la Comunità Europea diede, era solo un consiglio e non un vincolo, un proprio parere ai paesi che erano parte della comunità stessa. Invitava ad approvare leggi elettorali nazionali di natura proporzionale perché era poi quel sistema elettorale quello scelto per l’elezione del Parlamento Europeo. Proprio in quegli anni l’Italia, ubriacata dal Referendum Segni-Occhetto, andò ahinoi in direzione  “ostinata e contraria”, sotto la guida di una Presidenza della Repubblica che anche allora mise più che qualche bastone tra le ruote della Costituzione Italiana.

Sempre grazie al Walter nazionale riuscimmo ad introdurre più recentemente nelle elezioni europee la soglia di sbarramento. Che dire ? Per concludere con De Andrè “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior”. Insomma l’utilità del PDS/DS/PD e dei suoi gruppi dirigenti degli ultimi anni è stata assolutamente tale che almeno con il materiale della canzone del grande Faber si concimano i campi…

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1 Response to “Dalle stelle(cinque) …alle stalle della riforma elettorale (la truffa dietro l’angolo)”


  1. 1 Penne settembre 13, 2012 alle 4:15 pm

    Questa riforma temporeggia, e non ci dicono nulla, temo ci sia qualche fregatura, magari alla vigilia di Natale!


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