Archivio per luglio 2012

TAGLIO TREDICESIME : ATTO PRIMO

Il taglio delle tredicesime vale 16 miliardi. Confesercenti: impatto forte sul Pil

Le 13me nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi. Il calcolo è della Confesercenti che in una nota parla che il Governo ha nel cassetto uno studio di fattibilità. Secondo l’associazione dei commercianti circa la metà delle tredicesime va in consumi e quindi qualora si decidesse il blocco si sottrarrebbe all’economia reale una cifra pari a 8 miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7% stimato dal Governo ad un valore negativo vicino al 2,7%. Ma se anche si puntasse solo al congelamento del 50% delle 13me si tratterebbe comunque di una taglio alla spesa di circa 4 miliardi di euro, con un impatto sui consumi di circa 4 decimali di punto, portando la flessione prevedibile all’interno del range compreso tra il -2,1% e il -2,4%. Questa impostazione comporterebbe gravi effetti sull’intera economia, a partire dalla chiusura di molte imprese e dalle nefaste conseguenze sul piano occupazionale.

24/07/2012 10:45 | ECONOMIAITALIA | Autore: fabio sebastiani (da Controlacrisi.org)

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Uomini nuovi… su vecchie rotaie

Non sarà sfuggito a molti il nuovo lancio della campagna pubblicitaria con il treno Italo, quale novello protagonista del trasporto su rotaia di casa nostra. Da ormai qualche mese offerte che sparigliano le carte alla concorrenza sembrano dominare sul panoama del trasporto ferroviario. Non sarà sfuggito perchè probabilmente questo progetto è anche una sorta di viatico al probabile, forse ora un po’ meno, ingresso nell’agone politico del mentore del progetto medesimo e cioè di Luca Cordero di Montezemolo. Una sorta (e forse l’ennesimo che la storia ricordi e che la politica sia pronta ad incoronare) uomo per tutte le stagioni e salvatore della patria.

Si esce o si uscirà tra qualche mese con le ossa polverizzate dalla cura Monti e con uno stato sociale ridotto al lumicino, mentre il salvatore della Patria e attuale uomo della Provvidenza macina record su record con lo spread ed il debito pubblico in barba alla grande efficienza dell’economia bocconiana.

Ma per tornare a Montezemolo solo qualche mese fa il nostro eroe dichiarava: “Noi dobbiamo raggiungere il 20-25% del mercato entro il 2014”. Così diceva il presidente di Ntv, Luca Cordero di Montezemolo, ai cronisti parlando degli obiettivi della società all’arrivo alla stazione di Napoli in occasione del viaggio di presentazione alla stampa del treno ‘Italo’.

L’ingresso di nuovi azionisti in Ntv “non è previsto, non per il momento”. Così il presidente di Ntv, Montezemolo, ha risposto, all’arrivo di ‘Italo’ alla stazione di Napoli, a chi gli chiedeva su un eventuale ingresso di nuovi soci nella compagine azionaria di Ntv. Sarebbe già importante che questa faraonica impresa non richieda come le subway londinesi il capitale pubblico quando un eventuale naufragio, che non ci auguriamo, dovesse malauguratamente intervenire.

Attualmente, ha detto Montezemolo, “l’umore non è dei migliori perché abbiamo investito tanto e non abbiamo ancora staccato nessun biglietto. Ma ci crediamo. Non c’è un euro di denaro pubblico e del contribuente in questa avventura che è una iniziativa totalmente privata”. Su questo ci permettiamo di dissentire almeno in misura contenuta. Non ci sono interenti diretti, ma NTV ha strappato delle concessioni e dei prezzi sull’uso delle linee ferroviarie che sono realmente a prezzo stracciato. Ogni altre compagnia privata di qualsivoglia altro paese europeo paga almeno più del doppio…

Quanto alla compagine azionaria, Montezemolo ha poi puntualizzato che “c’è grande entusiasmo, c’è voglia di far bene. Domani sul treno avremo i nostri azionisti. C’è una bella squadra convinta di questa sfida”.

Poi chiude spiegando: “Tra qualche tempo, una volta avviato il servizio, lascerò la presidenza”. Così Montezemolo, ha parlato del suo futuro. Successivamente, circa la sua futura uscita dalla presidenza ha spiegato: “Non è un discorso di oggi, prima o poi lasciamo e torniamo a fare gli azionisti”.

“Non mi parlate di politica. Se mi parlate di politica è come se mi parlaste della luna, ora la luna non c’è”. Così il presidente di Ntv ha risposto a chi gli chiedeva un commento alle indiscrezioni su un suo incontro nei giorni scorsi con Silvio Berlusconi per la creazione di liste civiche. Qualche tempo è passato da queste dichiarazioni e Silvio Berlusconi, sebbene sembri manifestarsi ancora come redivivo e novello futuro premier, appare oramai irrimediabilmente ed irreversibilmente caduto in disgrazia. Quindi saranno altri gli interlocutori con cui costruire le lsite civiche che Montezemolo vorrebbe protagoniste di una stagione nuova della politica di casa nostra.

45 EURO A BIGLIETTO MILANO-ROMA, NON TEMIAMO VOLI LOW COST – “Ntv conta di ragiungere gli obiettivi prefissati (quota di mercato del 20-25% entro il 2014) anche con la fine del monopolio Alitalia sulla Roma-Milano e l’ingresso delle compagnie aeree low cost”. Lo ha detto l’amministratore delegato Giuseppe Sciarrone, che ha aggiunto: “sulla Roma-Milano offriamo un prezzo minimo di 45 euro. Dal 26 agosto, con lo stesso prezzo, si potrà viaggiare con Ntv sulla Roma-Milano senza fermate. I nostri prezzi, come d’altronde come quelli di Fs, sull’alta velocità sono i migliori in Europa. A meno di 45 euro, francamente, è impossibile, opereremmo in perdita”.

Tutto questo fino a qualche mese fa. Ora Italo è una realtà e solca i binari italiani sfrecciando liberamente. Ma solo al primo viaggio, ci sono già state lamentele. «La Wi-fi non funzionava ed era impossibile per chi aveva un biglietto Smart accedere alle carrozze dei livelli superiori», così denunciava al termine del viaggio il presidente Carlo Rienzi, salito a bordo per «testare la qualità del servizio.

«Dalla classe Smart – racconta Rienzi- abbiamo provato a visitare gli altri ambienti del treno, ma un addetto ci ha sbarrato la strada spiegandoci che chi viaggia in classe economica non può accedere alle carrozze riservate ai possessori di biglietti Prima e Club, e che avremmo potuto osservarle dall’esterno attraverso i finestrini una volta scesi in stazione». Una «discriminazione» denuncia Rienzi che adombra l’eventualità che questo possa ripercuotersi sulla sicurezza del convoglio: «in caso di incendio su una carrozza Smart, infatti, come faranno i passeggeri a mettersi in salvo se non possono accedere alle altre aree del treno?», si chiede Rienzi.

Per Ntv non è prevista invece alcuna restrizione al passaggio da una classe all’altra. La società infatti smentisce «nel modo più assoluto che ai viaggiatori sia stata impedita la possibilità di muoversi fra gli ambienti del treno». «In considerazione del grande entusiasmo dei viaggiatori e del fatto che fosse il primo viaggio di Italo, il personale di bordo ha accompagnato numerosissime persone a visitare il treno, sebbene le regole di una buona condotta, del rispetto per gli altri passeggeri e della doverosa tutela della privacy, suggeriscano che ogni passeggero viaggi nell’ambiente assegnato», si puntualizza. Quanto invece al wi-fi, Ntv rileva come ci sia stato «un malfunzionamento nella sola tratta tra Roma e Bologna, peraltro prontamente risolto dai tecnici specializzati a bordo, che in questi giorni accompagnano i treni proprio per verificare il regolare funzionamento delle tecnologie e supportare il personale».

Al di là del presunto problema del passaggio tra le classi c’è anche chi, salito a bordo, è rimasto soddisfatto del servizio offerto. Tra questi Valerio, che all’arrivo a Bologna indossava la maglietta rossa con la scritta «’28 aprile 2012 – Io parto con Italo» distribuita alla partenza del treno da Roma. «Finalmente un’alternativa», sottolineava raccontando il suo viaggio in prima classe: «Un buon servizio, il personale ci ha serviti e coccolati, speriamo che non sia soltanto perchè sono appena partiti». Più concreto Gianni, che nel scegliere Italo ha guardato soprattutto il prezzo del biglietto: «L’offerta era buona – dice – ed ero curioso di vedere questo nuovo treno». Grandi sorrisi tra il personale di bordo, in prevalenza giovani: «Il debutto? Non siamo tesi, ma carichi», sottolinea un addetto al servizio di terra in attesa dei viaggiatori. «È andato tutto bene – spiegano i macchinisti – e a terra i commenti ci sono sembrati buoni».

Ma alcune analisi critiche ci mostrano il lato un po’ impietoso di un’altra grande impresa degna del miglior capitalismo straccione di italica fattura.

ITALO COMINCIA A CIRCOLARE A NOSTRE SPESE: UNA TRUFFA AD ALTA VELOCITA’

Italo, il treno di costruzione francese, comincia a circolare a nostre spese sulla rete ferroviaria italiana. La società NTV infatti ha ottenuto – senza alcuna gara – il permesso di far circolare i suoi treni ad alta velocità, pagherà per l’affitto dei binari meno della metà di quanto pagano le compagnie private in …Francia e il governo Monti ha pensato bene di fare una legge apposita per esentare la NTV dal rispetto del contratto nazionale di lavoro in ferrovia. Ci troviamo di fronte all’ennesima truffa legata all’alta velocità, in cui si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. In questo modo Montezemolo e soci che hanno costituito anni fa la NTV con un capitale sociale di 1 milione di euro, si trovano oggi a possedere il 30% di una società che vale 300 milioni di euro. Nemmeno Mandrake sarebbe arrivato a tanto.

Davvero pensa Montezemolo che siamo pronti al nuovo miracolo da lui incarnato ? La politica lo attende se davvero egli vorrà cimentarsi, o forse è meglio che continui a fare il ferroviere ! Intanto pedali Montezemolo che la strada è lunga, ma se i binari li consegna Mario Monti si arriva sempre in tempo !

Est modus in rebus

Non ci scopriamo latinisti oggi e quindi non è il caso di perseverare con le dotte citazioni, ma questa frase di Orazio tratta dalle “Satire” sembra il degno commento a due piccoli dati finora sottaciuti dalla gran parte dei mezzi di informazione. Parafrasando meglio il titolo di questo post si potrebbe dire che c’è una misura nelle cose oppure che ogni cosa si può fare nel modo più appropriato.

Ma veniamo al punto. Navigando un po’ in rete sul sito della Associazione di Amicizia Italia-Cuba si trova questo dato di per sè allarmante ed anche un po’ disarmante. Il fatto di per sè sarà un po’ finito nel dimenticatoio delle notizie di cronaca internazionale, ma solo pochi mesi fa ad Haiti vi fu un terremoto di dimensioni colossali rapportato alla geografia dell’isola caraibica e fu davvero un evento devastante se consideriamo il numero di persone che perse la vita o rimase senza un tetto sopra la testa. Senza considerara la successiva epidemia di colera che devastò ulteriormente il paese. Ebbene leggendo un report sugli interventi ad Haiti da parte dei paesi limitrofi si trova questo dato.

TERREMOTO DI HAITI:

STATI UNITI
soldati inviati 10.000
medici inviati: 550
persone assistite: 871
———————————–
CUBA:
soldati inviati: 0
medici inviati: 1504
persone assistite: 227.143

Spero sinceramente che possa essere smentito, ma ricordiamo tutti che la prima reazione degli Stati Uniti fu quella di inviare l’esercito. Forse ricordiamo bene anche la polemica tra la nostra derelitta Protezione Civile e Hillary Clinton che non accettava critiche dai paesi alleati sulla gestione delle emergenze nel giardino di casa degli Stati Uniti. Una sorta di estensione del Not In My BackYard. O detto in soldoni fatevi gli affari vostri e non dite a noi cosa si deve fare in questi casi. Tutto questo per significare che anche nell’era Obama vi sono dei gran passi avanti da fare e l’obeso corpaccione dello Zio Sam sembra veramente incapace di invertire anche minimamente la rotta o più semplicemente di dare anche un piccolo segnale di discontinuità!!!

Fate un po’ voi !!!

LA STORIA NON SI TOCCA !!

CRISI: ANPI, FELICI PER MANCATO ACCORPAMENTO FESTE, LA STORIA NON SI TOCCA!
«Prendiamo atto del mancato accorpamento delle festività del 25 Aprile e 1 maggio con grande soddisfazione». Lo ha dichiarato all’Adnkronos Carlo Smuraglia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), commentando la decisione del governo di non procedere all’accorpamento delle giornate festive. «Oltre alle ragioni elencate dal Consiglio dei Ministri, tra le quali la più rilevante è che la misura non dà sufficienti garanzie di risparmio, ne aggiungo un’altra: la storia non si tocca, le feste in discussione -aggiunge Smuraglia- sono troppo importanti per il nostro Paese e per la convivenza civile».

LA CURA MONTI HA SOLO UN EFFETTO: ELIMINA I DIRITTI!

SPREAD ITALIA A 500 PUNTI. LA CURA MONTI HA SOLO UN EFFETTO: ELIMINA I DIRITTI!
Lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi è ora a 500 punti. Questo maledetto spread che prima ha fatto cadere Berlusconi e oggi svela le carte truccate di un governo Monti che sta solo ammazzando l’Italia con tagli e riforme bestiali. Da quando è stato ‘incoronato’ da Napolitano e i partiti dell’ABC (Alfano, Bersani, Casini) ha solo fatto danni, sia a livello sociale che economico. I risultati delle politiche folli imposte dall’Europa (riforma pensioni, riforma lavoro, spending review, etc) sono sotto gli occhi di tutti: recessione senza fine, disoccupazione e povertà alle stelle. Ed è proprio lo spread, questo indice che misura la differenza tra noi e i padroni d’Europa, la Germania, a far tremare la terra sotto i piedi di Monti & C. Lo spread, che viene gonfiato e sgonfiato a piacimento dalla speculazione finanziaria, lasciata libera di farlo perché la troika (Fmi, Bce e Ue) così può usarla come clava per imporre politiche di austerità senza precedenti, per ridisegnare l’Europa e dividerla in serie A e serie B. Monti fa parte di questo gioco ed è la pedina scelta per far vincere la partita agli avvoltoi del neoliberismo che vuole rigenerarsi sulla pelle della gente.
20/07/2012 14:57 | POLITICAITALIA | Fonte: controlacrisi.org

VERSO LA GRECIA

Rete28Aprile  4.7.2012 – Come in Grecia. La criminalità economica governa

Mercoledì 04 Luglio 2012 15:28

di Giorgio Cremaschi

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La truffa più grande che stiamo subendo è quella che ci vuol far credere
che le misure che il governo Monti ha preso, prende e prenderà, hanno lo
scopo di evitare di finire come la Grecia.
E’ vero esattamente il contrario. Le misure sono come quelle che hanno
portato la Grecia alla catastrofe economica e al disastro sociale.
Magari vengono scaglionate nel tempo, in modo da evitare un impatto
complessivo ed immediato che forse avrebbe costretto i sindacati più
tremebondi d’Europa-Cgil, Cisl e Uil, a lottare. Ma le misure sono le
stesse. Prima il massacro sulle pensioni, aggravato dalla manifesta
incompetenza
del ministro Fornero, a cui Bersani, Berlusconi e Casini non han fatto
mancare la fiducia, alla faccia degli esodati. Poi la controriforma del
lavoro, che ha liberalizzato precarietà e licenziamenti mentre la crisi
economica avanza. Ed ora la manovra correttiva di tagli sociali,
ipocritamente coperta dal
solito trucco dell’uso dell’inglese. Ma quale spending review del
cavolo! (…)
Assisteremo sicuramente a qualche operazione di facciata, che verrà
esaltata dalla sempre più insopportabile stampa di regime per coprire i
tagli veri. Che come in Grecia saranno su tre fronti. Privatizzazioni con
svendita del patrimonio pubblico. Licenziamenti dei dipendenti pubblici,
che come ad Atene non bastano e non basteranno mai a far quadrare i conti,
ma che scateneranno nuovi drammi occupazionali nel pubblico come nel
privato. Tagli drammatici a tutti i servizi sociali e in particolare a
quelli sui quali si può fare cassa subito, i trasporti e la sanità.
Sui trasporti è utile ricordare che secondo l’amministratore delegato
delle ferrovie già ora non ci sono più i soldi per tutto ciò che non sia
alta velocità. Sulla sanità il rischio è ancora peggiore, perché ciò che
viene messo in discussione è il diritto alla salute.
Proprio in Grecia l’organizzazione mondiale della sanità ha riscontrato
una pericolosa regressione delle condizioni sanitarie per una popolazione
sempre più povera, soprattutto per fanciulli ed anziani. Con le misure in
atto ed annunciate dal governo Monti succederà la stessa cosa da noi.
Prevenzione, controlli, cure saranno sempre più difficili da ottenere
senza costi insopportabili per chi ha un basso reddito. E i poveri si
ammaleranno di più.
Quelle che si stanno attuando sono misure di criminalità economica che
colpiscono a fondo le nostre vite. Sono quelle imposte dalla logica dei
Memorandum della Troika- Fmi, Bce, Ue – che il governo italiano ha
accettato a Bruxelles, mentre l’opinione pubblica credeva il
contrario. Complice una stampa che quei giorni parlava solo di calcio e
mescolava in piena malafede Monti e Balotelli.
E così andiamo verso la Grecia mentre ci spiegano che stiamo andando nella
direzione opposta. E’ la più grande truffa politico mediatica del
dopoguerra.–
Newsletter di del sito Rete28aprile.it
web: http://www.rete28aprile.it
Iscrizioni: retenews-subscribe@liste.rete28aprile.it
(Da controlacrisi.org 05/07/2012)

SPENDING REVIEW

DOPO LE PENSIONI E IL LAVORO… ECCO A VOI L'”AMMAZZA-WELFARE” PER PAGARE LA GUERRA IN AFGHANISTAN

Recessione? Chi se ne frega! Disoccupazione alle stelle? Chi se ne frega! Crescita? Chi se ne frega! Il Governo va avanti con il suo disegno “Ammazza-Italia” e prova ad inserire un altro tassello dopo quello sulle pensioni e il lavoro: l'”Ammazza-Welfare”! Si tratta del pacchetto sulla spending review, che dovrebbe essere messo a punto dal governo in queste ore per essere successivamente, forse domani, discusso con le parti sociali. Si parla di tagli pesanti a sanità e al pubblico impiego, riducendo buoni pasto, rinviando la tredicesima e ridimensionando addirittura l’organico. Ipotesi che vedono i sindacati contrari e pronti a scendere in piazza. Questa operazione, che Monti & C. vendono come tagli agli sprechi, rischia di dare un altro duro colpo al sistema del welfare italiano, già messo a dura prova dai pesanti tagli precedenti. Tutto per ‘risparmiare’ 7-10 miliardi nella versione ‘hard’ o 5-6 miliardi in quella ‘soft’. E dove andranno a finire questi soldi? Per evitare un ulteriore aumento dell’Iva dopo l’estate e per finanziare le spese inderogabili, come le missioni internazionali, quelle che loro dicono essere di pace, ma che fanno morti ogni giorno. Insomma, aspettiamo i dettagli, ma sin da ora denunciamo un meccanismo folle che taglia il welfare per pagare missioni di guerra come quella in Afghanistan.

02/07/2012 13:21 | POLITICAITALIA | Fonte: controlacrisi.org

Castelnuovo Scrivia

Le cronache timidamente, quando queste situazioni vengono alla luce, ci danno informazioni sulle indegne condizioni dei braccianti agricoli nelle aziende del sud Italia, ma siamo così sicuri che cose cose accadono solo al sud? Siamo a Castelnuovo Scrivia, una bella cittadina in provincia di Alessandria; tra chiese romaniche e affreschi antichi c’è un mondo di sfruttamento, mantenuto nascosto fin troppo a lungo. Da più di una settimana un gruppo di braccianti agricoli della azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia ha deciso di manifestare contro le indegne condizioni lavorative alle quali sono sottoposte dai propri datori di lavoro. Già, proprio così, nel nord svilupatissimo, nella Padania campionessa del lavoro, ci sono ancora persone costrette a lavorare nei campi per 12-15 ore in cambio di una misera retribuzione di un’euro. Sembrano questi scenari di fine ottocento, quando, anche dalle nostre parti, si era costretti a scioperare a lungo per chiedere dei basilari diritti. Ma non siamo più nel 1800, siamo nel 2012 e alcuni diritti dovrebbero essere garantiti senza alcuna esitazione. E come possiamo stupirci se gli attori di questa giustissima protesta sono quaranta uomini e donne di origine marocchina? Non è un caso che lo sfruttamento avviene sempre contro persone più deboli e incapaci di difendersi compiutamente. Senza questa manifestazione pochi sarebbero venuti a conoscenza della non rosea situazione del lavoratori dell’Azienda Lazzaro e forse i Sindacati non se ne sarebbero interessati tempestivamente, tuttavia la CGIL ha risposto al presidio e si è fatta carico degli interessi di quelle persone.  Anche Rifondazione Comunista si è interessata al presidio e sin da subito Compagni di Tortona, Voghera e Pavia hanno dato una mano agli scioperanti nel loro presidio. Il Segretario Ferrero ha fatto visita più volte ai lavoratori e alle lavoratrici, portando la fattiva solidarietà del Partito. È indubbio che occorra grande solidarietà per il coraggio manifestato da quei lavoratori costretti ad un lavoro duro e scarsamente retribuito, ennesima testimonianza del fatto che ai “padroni”, tanto interessati al profitto, poco interessa delle condizioni umane di coloro i quali si trovano a lavorare. Chiedo scusa per questo linguaggio che potrà apparire “retrò”, ma lo sfruttamento dei lavoratori, l’annullamento di ogni diritto ci proietta verso tristi scenari. Per questa ragione manifestazioni simili devono avere una giustissima visibilità. Lunedì venturo ci sarà un nuovo incontro tra sindacati e “associazioni datoriali”, intanto l’azienda ha ripreso sfrontatamente a lavorare.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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