SIRTAKI

Il «sirtaki» dei partiti 

Vertice dopo vertice i problemi restano intatti: dalle banche al debito, dalla disoccupazione ai tagli, non c’è uno straccio di idea

Evangelos Venizelos, leader del Pasok, annuncia che entro oggi pomeriggio la Grecia avrà un nuovo governo. Ma quale? Le trattative su nomine, obiettivi e composizione tra socialisti, Nea Demokratia (Nd) e Sinistra democratica (Sd) dureranno fino all’ultimo minuto.
Salvo sorprese, a guidare il nuovo esecutivo sarà il vincitore delle elezioni Antonis Samaras mentre in tanti ad Atene, dentro Syriza e non solo, sostengono che il suo governo avrà vita relativamente breve visto che non sarà capace di gestire i nuovi tagli e la svendita del patrimonio pubblico.
I segnali arrivati dopo il voto da Berlino e Bruxelles non lasciano dubbi che una volta vinta la battaglia per allontanare Syriza dal governo non ci saranno importanti concessioni alla Grecia.
Il partito di Tsipras, che ha perso di misura, si prepara per fare un’opposizione dura al nuovo governo mentre Sinistra Democratica rischia di dividersi nell’immediato futuro, quando dovrà difendere nuovi tagli e tasse. Il vero problema politico della Grecia è la risposta alla maggioranza dei cittadini contrari al memorandum. Syriza (e non solo) crede che il nuovo governo avrà enormi problemi e non potrà durare per molto tempo. Per questo Tsipras cercherà di tenere accesa la scintilla della ribellione contro lo tsunami fiscale che arriverà nelle prossime settimane e combatterà ogni rassegnazione tra i suoi elettori per la vittoria mancata.
Il leader di Sd Koubelis ha posto ieri a Pasok e Samaras 7 condizioni per partecipare al governo. In serata, prima della riunione del comitato centrale del partito, il portavoce Andreas Papadopoulos spiega al manifesto che Nd e Pasok hanno già accettato tutti e sette i punti sollevati da Koubelis: la «pulizia» del sistema politico, la «liberazione progressiva» dal Memorandum, la ricostruzione produttiva del paese, lo sviluppo agricolo, una nuova politica per l’immigrazione, la difesa e la estensione dello stato sociale, un cambio nella politica estera. Restano le ambiguità però sul contenuto concreto di questi sette punti.
Secondo Papadopoulos la Sd chiederà garanzie precise dagli altri partner di governo ma Sd cercherà di evitare di parteciparvi con propri ministri di partito e preferisce indicare personalità indipendenti di sinistra. Tra le altre condizioni, sembra che abbia posto il veto a ministri provenienti dal Laos (estrema destra) candidati da Nd. Koubelis è sicuro che la Grecia avrà un governo entro pochi giorni. E secondo indiscrezioni punta a essere eletto come prossimo presidente della repubblica alla scadenza del mandato di Papoulias.
Il portavoce di Syriza, Panos Skourtelis, in una conversazione col manifesto, ammette che l’entrata di Sd al governo mette a dura prova le relazioni a sinistra e afferma che per Koubelis è un obiettivo di carattere strategico perché gli apre la strada per nuove alleanze al centro.
Mentre i tre partiti vincitori negoziano su tutto, l’ombra di Syriza incombe sul loro futuro governo. La coalizione di sinistra si prepara a trasformarsi in un partito di massa unitario, mettendosi definitivamente alle spalle l’esperienza delle 12 componenti che la compongono. Tsipras ha deciso di aprire il confronto sulla formazione del nuovo partito unitario a settembre, mentre nelle prossime settimane si terranno assemblee di Syriza in tutto il paese. Per il momento la coalizione cerca di organizzare al meglio il suo nuovo gruppo parlamentare, visto che 49 dei suoi 71 deputati sono alla prima esperienza.
Acque molto agitate anche dentro il Pasok, il vero sconfitto di queste elezioni. Venizelos non esclude una sorta di appoggio esterno, dice che non avrà un incarico ministeriale e che vuole tenere fuori dal governo anche i deputati e gli ex ministri. Contemporaneamente, ha chiesto la formazione di un comitato nazionale per la rinegoziazione delle condizioni del Memorandum.
Dopo il peggior risultato elettorale nella sua storia, anche il Pasok deve aprire in tutta fretta una fase di ricostruzione del partito. Venizelos ha lasciato aperta perfino la questione del nome. Stamattina una riunione di tutto il gruppo parlamentare farà il punto su questo e anche sul nuovo governo.

20/06/2012 12:00 | POLITICAINTERNAZIONALE | Fonte: il manifesto | Autore: Argiris Panagopoulos (Da controlacrisi.org)

 

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