Mattanza di Basiano (Mi), la protesta di Prc e Fiom di Milano

Le forze dell’ordine, invece di garantire il legittimo diritto di protestare, hanno caricato brutalmente i lavoratori provocando una quindicina di feriti. Si tratta dell’ennesimo episodio in cui lavoratori in lotta vengono bastonati dalla polizia”. Cosi’ Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, interviene dopo gli scontri a Basiano, in provincia di Milano, dove un gruppo di lavoratori che stava protestando “contro il loro licenziamento e la decisione di sostituirli con altri lavoratori, meno ‘costosi’”, come ricostruisce il leader del Prc, è stato attaccato frontalmente dalle forze dell’ordine: al termine si conteranno 7 feriti tra i manifestanti, quasi tutti migranti, e 15 tra poliziotti e carabinieri. Per Ferrero “visto che questo non accade a caso e che il Questore di Milano segue evidentemente le indicazioni che arrivano dal ministero, è evidente che vi è una diretta responsabilità del governo dei banchieri e dei manganelli in questa scandalosa conduzione dell’ordine pubblico: il problema della disoccupazione e della crisi non può essere ridotto a una questione di ‘ordine pubblico’, si affrontino e ascoltino le ragioni dei lavoratori”.

La protesta per quanto accaduto davanti al centro commerciale di Basiano arriva anche dalla Fiom. “E’ per noi inaccettabile che le forze dell’ordine intervengano con la forza per disperdere un presidio di lavoratori”, si legge in un comunicato del sindacato di Milano. “I 90 che davanti ai cancelli della Galtico sono stati violentemente caricati dai carabinieri – sottolinea la Fiom – sono stati licenziati per essere sostituiti da altri disposti a lavorare per un pugno di euro e in condizioni peggiori.

“Alla barbarie della prassi del “minor costo possibile” che ormai dilaga, questa mattina si è sommata la decisione – altrettanto barbara e che non vogliamo diventi prassi – di risolvere a suon di manganelli e lacrimogeni una vertenza”, continua.

“Siamo con chi lotta a difesa del proprio posto di lavoro, ci battiamo per impedire che l’arma del ricatto, della “guerra tra poveri” – conclude la Fiom – sia strumento di dominio nei luoghi di lavoro e non permetteremo che i presidi davanti o dentro le aziende vengano considerati un problema di ordine pubblico, da risolvere con le botte”.

12/06/2012 08:51 | LAVOROITALIA | Autore: fabrizio salvatori (da controlacrisi.org)

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