E se anche Senago avesse bisogno di M^C^O?

In questi giorni sulla scena culturale milanese sta accadendo una vera rivoluzione: un gruppo di giovani lavoratori delle arti e dello spettacolo ha deciso di occupare un stabile in disuso, la torre Galfa, per aprire un nuovo spazio culturale: MACAO (http://www.macao.mi.it/). Gli occupanti hanno preso possesso del tutto pacificamente del palazzo in disuso e lì, in pochissimo tempo, hanno dato vita ad un grandioso progetto di rinascita culturale ed artistica. La creazione di MACAO denuncia il degrado in atto nelle nostre città, che penalizza il mondo dell’arte e della cultura e il vuoto della torre è proprio il simbolo di un sempre crescente vuoto culturale. Ciò che ha spinto gli occupanti è stata la necessità di dare un risposta nuova alla crisi culturale ed economica in atto: hanno preso una decisione drastica, di impatto ma straordinariamente viva. I numerosi artisti che in questo ore stanno combattendo contro sgombero – le autorità milanesi hanno da poco preso questa decisione –  sono il simbolo di un’Italia viva che resiste e cerca di reinventare e di reinventarsi. La ventata di libertà creativa di quelle persone ha mostrato a Milano e all’Italia un mondo di giovani delusi dalle reazioni della politica ufficiale, ma allo stesso tempo coraggiosi nel cercare una soluzione alla penuria di spazi.Gli eventi di grande qualità proposti da MACAO hanno come obiettivo un libero avvicinamento al mondo della cultura e vogliono essere contagiosi veicoli di una rinascita in un momento di fortissima crisi. Questo bellissimo progetto è a rischio, come ho già detto, le autorità civili milanesi stanno procedendo ora allo sgombero degli spazi della torre Galfa; il Sindaco si è dichiarato estraneo a tale decisione, ma non ha preso alcuna posizione nella cessione di spazi per eventi culturali autogestiti.

In un momento come questo in cui la categoria dell’utile tende a soffocare ogni istanza creativa, si senta la necessità vitale di un progetto culturale davvero “umanistico”. L’uomo deve ritornare al centro dell’attività politica e gli amministratori debbono avere come obiettivo il benessere fisico e spirituale di ogni cittadino, per questa ragione anche a Senago occorrerebbe un progetto culturale capace di coinvolgere autonomamente un gran numero di persone. A Senago mancano davvero spazi veramente liberi oltre gli oratori e le varie associazioni, eppure gli spazi non mancherebbero. La cultura e l’arte (in generale la bellezza), sono le uniche medicine capaci di sconfiggere il senso di disagio proveniente da una durissima crisi economica. Per questo anche il nostro paese ha bisogno di spazi come quello di MACAO in cui promuovere eventi culturali condivisi e partecipati.

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