Programmi a confronto: “Sofo (lista Vivere Senago): opportunista o trasformista dell’ultima ora?”

E’ stato al governo di questa città quando c’era Sindaco la Rossetti, a fianco di lega, alleanza per senago e PDL. Era in lista per l’UDC, ovvero con chi, dopo essere passato dall’alleanza con Berlusconi, ora sostiene il governo Monti, con cui si accingono a fare un accordo per il futuro governo del paese.

Con loro era assessore ai servizi sociali e sempre con loro è riuscito a far dismettere gli uffici URP decentrati di Senago. Ora propone i referenti di condominio, una resumazione dei capi condominio inventati ai tempi del fascismo e già riproposta da Berlusconi (loro alleato di governo) in epoca più recente (2005).

Sempre come assessore è riuscito, in compagnia della destra malsana, ad affossare l’esperienza di bilancio partecipato e soprattutto quella di Agenda 21 locale.

Ora vanta nel suo programma l’adozione di una casa dell’acqua, idea che era già stata portata come richiesta in Comune attraverso le riunioni di bilancio partecipato. Noi ne fummo promotori ma purtroppo non se ne fece nulla proprio perchè costoro bloccarono ogni processo partecipativo e non si riusci a portare a compimento tale progetto.

Sofo sta ora attuando una campagna elettorale dispendiosa ed aggressiva e manda in giro per il paese i suoi camion con scritto “No vasche di laminazione”, eleggendosi a paladino della battaglia che il Comitato Senago Sostenibile  sta portando avanti da due anni e  di cui diversi nostri candidati ne fanno parte, mentre egli non si è mai visto in alcuna occasione a sostenerne la causa.

Anzi, proprio nel 2010, con la delibera di giunta_n.114-2010 –  (clicca qui per leggerla), la giunta Rossetti, con la firma dell’assessore UDC Sofo, apre inspiegabilmente le porte alla realizzazione delle vasche di laminazione, determinando la contraddizione nei confronti della delibera di consiglio che votò invece un preciso no alle vasche. Contraddizione che purtroppo, durante il recente incontro del Comitato Senago Sostenibile in Regione, è stata sollevata dal consigliere leghista Pedretti che l’ha usata proprio per perpetrare la propria causa a favore delle vasche (fortemente volute dalla Lega).

Insomma, un Sofo trasformista a tutto campo che non vanta problema alcuno a passare da uno stesso argomento con due idee diverse. Per questo forse ha cambiato vestito, cioè simbolo.

Nel nostro programma cerchiamo invece un percorso di coerenza che parte da esperienze passate e ritenute positive (agenda 21, partecipazione) per arrivare al percorso odierno, orientato allo stop al consumo di territorio. Noi non siamo nè trasformisti nè politici efferati. Parliamo il linguaggio della gente e non quello confuso e meschino che purtroppo a volte la politica offre.

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12 Responses to “Programmi a confronto: “Sofo (lista Vivere Senago): opportunista o trasformista dell’ultima ora?””


  1. 1 iperattivocategorico maggio 3, 2012 alle 11:03 am

    Ne ho viste di rosicate, ma questa è degna di un castoro LoL

  2. 4 Carlo Avossa maggio 4, 2012 alle 3:28 pm

    Eh, purtroppo è tutto vero. Ma tranquillo, Iperattivo: il trasformismo non è stato inventato nè dall’Udc nè da Sofo. E’ un vizio molto antico.
    Vorrei riportare il dibattito ad un livello un po’ più… alto.
    Il termine “trasformismo” rimonta al 1882, governo Depretis; poi la pratica trasformista fu prontamente accolta dai successivi governi (Crispi, Giolitti).
    Essa consisteva nell’abbandono delle differenze ideologiche per costruire spregiudicate alleanze politiche, con il doppio scopo di mantenere il potere e di curare interessi finanziari ed affaristici privati o di parte.
    Ma c’è stato chi, molto tempo prima, aveva notato una perdita di senso nella politica e nelle parole, nei suoi significati. L’anticesariano Catone Uticense, a sentire Sallustio, disse: “Già da tempo, a dir il vero, abbiamo disimparato il vero senso delle parole: poichè dissipare il denaro altrui si dice generosità, e l’audacia nei malaffari coraggio. Per questo lo Stato è ridotto allo stremo.”
    Il “vero senso delle parole” in latino è “vera vocabula rerum”, cioè il vero modo di chiamare le cose.
    Come vedete, Catone denuncia un trasformismo delle parole della politica.
    Cesare, forse, fu il primo trasformista: un democratico che fa patti con il partito degli ottimati (aristocratici), poi fa la guerra contro di essi, infine prende il potere come fosse il più antidemocratico di tutti.
    Adesso tutto questo è storia e possiamo farci un’idea di Giolitti e di Cesare.
    Non voglio paragonare il candidato Sofo a nessuno di questi personaggi, s’intende. Vorrei solo imparare dalla storia.
    Dalla storia di Gaio Giulio Cesare possiamo imparare molte cose. Una è che la manipolazione dei nomi e delle parole è connessa ad un restringimento della libertà: la lingua del potere è mistificante, fatta di slogan e frasi fatte, prive di spessore semantico (ricordate il “grande prato verde”?), una sorta di specchietto per le allodole.
    Dalla storia di Giolitti possiamo imparare una cosa straordinariamente simile. I valzer, i capovolgimenti, le alleanze spurie, i voltafaccia praticati dal trasformismo giolittiano spalancarono le porte alla marcia su Roma, cioè alla fine della libertà. Ciascun politico pensava a come fregare gli altri, scusatemi la volgarità, non a salvare il bene comune: e anche in quell’epoca gli scandali erano all’ordine del giorno.
    Che cosa possiamo concludere, allora? Che il trasformismo è antico, certo, non è colpa di “Vivere Senago” se esiste. Ma che si tratta di una pratica politica molto pericolosa, connessa alla ricerca del potere per la propria parte (o per sé stessi). E che può condurre al disastro.
    E’ per questo, caro Iperattivo, cari tutti, che dovremmo tutti essere più autentici, non abusare della semantica e consigliare a coloro che frquentano la politique politicienne di non essere troppo proteiformi. Non giova a nessuno; nemmeno, caro Iperattivo, al candidato sindaco che probabilmente sostieni. E questo è detto, davvero, senza acrimonia.
    La politica è in crisi di credibilità, lo vediamo tutti. Lo vedono i cittadini. Continuare su questa china è rischioso per tutti.
    Adesso che i più morigerati fustigatori del costume politico si scoprono colpevoli, dove, se non nell’astensione, si rifugerà l’elettorato? Forse in qualche “uomo della provvidenza” o nel tribuno di turno?
    Questo è il rischio che vedo, in questa pratica politicista spregiudicata che abbiamo chiamato “trasformismo”.
    Pensiamoci, per favore, Iperattivo: è interesse di tutti rifondare la politica come governo della polis (un comune cittadino ci dice: “siete tutti ladri uguali”). E’ interesse di tutti, farlo. Dobbiamo aprire un dibattito tra tutti gli attori politici per farlo. Almeno, tra tutti quelli che ragionano e che non vogliono rinunziare a farlo. Tra quelli che non vogliono parlare per slogan.
    Proviamoci.
    Lo dice uno che non ha alcun interesse se non la propria città: ambizioni personali, meno di zero. Semplicemente, vorrei il bene di Senago.
    Credimi, Iperattivo.

    • 5 iperattivocategorico maggio 5, 2012 alle 10:16 am

      Wall of text notevole, direi. Un profluvio di parole per esprimere un concetto esprimibile (più concretamente) in poche parole. Non potevo aspettarmi di meglio. 😉

      Divertente “l’accusa” di trasformismo ad una Lista Civica in cui, oltre al candidato sindaco facente parte di un partito, tutti gli altri candidati non risultano facenti parte di nessun partito. Una trasformazione da cittadini a cittadini, che roba. 😉

      • 6 Carlo Avossa maggio 5, 2012 alle 10:37 am

        La fondata accusa di trasformismo era chiaramente rivolta al candidato sindaco Sofo, non alla sua lista: basta andare qui su a rileggere il post. Iperattivo non smentisce il trasformismo di Sofo perchè non può.
        E comunque, che il candidato sindaco si sia “trasformato” rimane un dato più importante dell’indipendenza dei membri della lista che lo sostiene.

        Mi spiace che Iperattivo sia annoiato dai miei argomenti, da lui derubricati a “profluvio di parole”. Si vede che anche lui, al significato di esse, è tetragono. Sarebbe stato interessante conoscere, invece, la sua opinione in merito agli argomenti che ho prodotto.
        Ma forse sbagliavo ad aspettarmi una bizzarria del genere.

  3. 7 iperattivocategorico maggio 5, 2012 alle 12:58 pm

    Grammaticalmente parlando si dovrebbero fare diversi appunti alle considerazioni di trasformismo, ma visto l’alta classe con cui si scrive, non penso di dover dare spiegazioni. Oddio, forse si visto il contenuto, ma lascio questa divertente discrepanza al suo posto.

    Dopotutto, in merito al tema “vasche di laminazione”, di cui si riporta l’accusa di due posizioni differenti, mi è giunta notizia di una mail (arrivata anche alla mia casella di posta) in cui vi si potevano leggere le diverse posizioni dei partiti dell’ultima maggioranza, quindi anche dell’Udc, e di conseguenza del candidato Sofo. Magari appena giungerà anche a voi potrete prenderne visione. 😉

    Un piccolo appunto: non ritengo fondamentale, in un politico, il suo attaccamento perpetuo ad un simbolo, ad una bandiera, quanto il suo attaccamento a delle idee, a degli ideali, a dei progetti comuni. Perché la politica non si fa soltanto coi dogmi, o con i simboli, ma spesso anche con la cooperazione fra anime differenti, di diverse estrazioni. 🙂

  4. 9 Carlo Avossa maggio 5, 2012 alle 4:35 pm

    Se vogliamo parlare di grammatica, anzi di ortografia e morfologia, qualche appunto piccolo piccolo potrei farlo anche io; ma mi sembra poco elegante, quindi tralascio di far notare ciò che si dovrebbe.
    Lascio al divertito commentatore l’operoso esame del suo stesso ultimo scritto affinché si trovi da solo gli errori.

    Però noto che finalmente è riuscito a trovare un argomento: quello che il buon Giuliano Ferrara parafrasava con “solo i paracarri non cambiano idea”. E così abiurò.
    E ci può stare, si può cambiare idea.
    Ma non abbiamo mai sentito abiure da parte di Sofo. Rivendica o rinnega?
    Egli tace, fa finta di niente, si spaccia per nuovo.
    Credo che abbia la scelta tra abbozzare, fingere, rinnegare, rivendicare. O anche altro. Chi lo sa che cosa escogiterà, in che cosa si trasformerà?
    Evviva la libertà di scelta.

    • 10 iperattivocategorico maggio 8, 2012 alle 5:16 pm

      Un cambio presuppone obbligatoriamente un rinnegare il passato, o un lasciarlo abbandonato in un cantuccio? Non è mai stato rinnegato nulla del passato, si è preferito cambiare pagina, svoltare, sperimentare forme nuove di aggregazione che non prevedessero legami di partito.
      Forse sarà un po’ difficile da capire per chi è troppo ideologizzato. 😉

      • 11 Carlo Avossa maggio 8, 2012 alle 5:26 pm

        Insomma, essere stato parte del sistema di potere uscente e dirsi “nuovo” è sperimentare? E’ ideologico dire che il re è nudo?
        Ci vuole una bella disinvoltura per affermare che questo non è trasformismo. Purtroppo finalizzato alla sola occupazione del potere.

  5. 12 iperattivocategorico maggio 13, 2012 alle 9:36 pm

    Oh, secondo questo metro di giudizio, anche molte altre novità si rivelerebbero come ricicli di un passato più o meno disastroso.
    Ma non mi interessa dirlo, e di solito a me non piace andare a fare le pulci (immaginarie) agli altri per darmi forza e tono, preferisco concentrarmi sulle mie cose.

    Le rosicate degli altri, al limite, si perculano. 😉


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