KIM IL SUNG REDIVIVO A SENAGO

I fatti: il candidato sindaco Sofo, dopo aver pattuito con gli altri candidati le regole per lo svolgimento della campagna elettorale, ne ha fatto carta straccia. Davanti alle autorità locali i candidati si erano accordati per un uso moderato di bandiere e cartelloni. L’accordo teneva presenti le leggi in vigore. Subito dopo, il candidato Sofo ha esposto gigantografie con il suo volto.  Esse erano state escluse dall’accordo.

Il candidato sindaco della coalizione Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune, Stefano Palazzolo,  ha giustamente avuto da dire su questo comportamento. In seguito alle sacrosante rimostranze di  Palazzolo, Sofo ha aggiunto un post sul sito della sua lista.

Nell’articolo, Sofo afferma che a proposito dei patti bisognerebbe che Stefano Palazzolo si informasse sulle loro richieste. Come se un patto fosse fatto dalle richieste. Corrisponde ad una visione un po’ narcisistica della politica, scambiare il proprio desiderio per quanto è pattuito. E’ come dire che, poichè io ho chiesto un gelato, allora devo averlo. Oltretutto, egli ammette di essere afflitto da manie di protagonismo (testuale). Un vero autogol, inquadrabile in questo narcisismo politico, che ha generato una specie di culto del suo volto.

Il candidato Sofo nota che anche altri violano le regole e si lamenta per il fatto che Stefano Palazzolo non si lamenta di essi. Ci sarebbe da rispondere che è proprio a causa dei comportamenti come quelli attuati dalla sua lista, che si allarga la violazione delle regole. Quando sgridi un bambino per una marachella, spesso per giustificarsi risponde: “Ma anche lui lo ha fatto… perchè non gli dici niente?” Questo è giusto un modo per non riconoscere le proprie responsabilità.

Sofo afferma che può ben parlare di legalità, poiché partecipò, gli anni addietro, ad una fiaccolata in favore delle forze dell’ordine. Ma, riflettendo, potrà capire anche lui che conta poco aver partecipato ad una fiaccolata, se poi non si rispettano le leggi: la fiaccolata non esime dalla loro osservanza. Ed è logico che Sofo voglia “lasciare da parte le forze dell’ordine”, visto che i suoi militanti hanno già avuto scontri verbali con i carabinieri proprio perché contestavano il mancato rispetto delle regole.

Il fatto è che anche Sofo ha tanto da far dimenticare. Deve far dimenticare che egli, che si ammanta di tanto “nuovismo”, è stato uno dei protagonisti della triste stagione della giunta Rossetti.

Del tutto ridicole sono infine le battute anticomuniste che fa Sofo, quasi ad insegnare ai comunisti che cosa deve essere il comunismo. Ma per fortuna non lo decide lui, quello che i comunisti devono pensare ed il modo in cui possono agire, i valori in cui credere. O forse gioca a fare il comunista lui, che comunista non è, ma fa sventolare la sua effige manco fosse Kim Il Sung?

13 Responses to “KIM IL SUNG REDIVIVO A SENAGO”


  1. 1 iperattivocategorico aprile 24, 2012 alle 11:23 pm

    Via, mi prendo la briga io di rispondere, questa volta.

    Anzitutto onestà intellettuale vorrebbe che si spiegasse quale tipo di accordo verbale è stato preso fra le parti che concorrono a questa campagna elettorale, ma già dalla partenza una memoria un po’ fallace ha portato a tralasciare questo particolare. Ovvero che l’accordo riguardava i banchetti, e non altri tipi di manifestazioni politiche (ad esempio un comizio). Ma sarà stata una piccola disattenzione.

    Ci sarebbe anche da dire che i cartelloni erano esposti da prima dell’accordo, ma anche questa sarà stata una piccola svista, probabilmente dovuta al grandissimo impegno politico profuso dal candidato Palazzolo nel girare a gonfiare ruote di bicicletta e pitturare i muri per coprire delle scritte. Piccole disattenzioni, via.

    E si, il candidato Palazzolo dovrebbe informarsi sulle richieste espresse: come sicuramente sarà a sua conoscenza (ci mancherebbe non lo fosse), chiedere i permessi per un banchetto elettorale e per un comizio elettorale, comporta tutta una serie di permessi diversi. Se si stipula un patto riguardo ai banchetti elettorali, ma si lascia libertà per i comizi, allora, prima ci si dovrebbe informare se l’avversario sta facendo l’una o l’altra cosa. Giusto per non incappare nello spiacevole errore di prendere cantonate. Ma sarà sicuramente un’ulteriore piccola svista cui si saprà ben porre rimedio.

    Si potrebbe poi suggerire al candidato Palazzolo, o a chi per esso ha scritto questo post, che la fiaccolata in favore delle Forze dell’Ordine di Paderno Dugnano, organizzata dal Comune stesso di Paderno, a cui hanno aderito in molti, si è svolta a Febbraio di quest’anno, il 24 febbraio. Storia recente. Non so a quale fiaccolata ci si riferisse in questo post, consiglierei una maggiore attenzione alla realtà circostante, ma anche questa sarà sicuramente un’aggiuntiva piccola disattenzione. Dopo tutto, che volete che sia una bomba piazzata davanti alla sede di una Polizia Municipale, probabilmente per voi che nemmeno ricordate la data dell’evento, rimandandola indietro nel tempo di anni, sarà stata poca cosa.

    Riguardo alle urla udite in piazza, quel sabato mattina, il candidato Palazzolo (visto che era parte in causa, avendo ammesso di esser stato lui ad avvertire i Carabinieri) potrebbe anche citare il precedente intervento della Polizia Locale di Senago, che ha rilevato la sostanziale regolarità di quanto presente nella suddetta piazza. Ma sarà, anche questa, una lievissima dimenticanza, forse dovuta al bel sole che quella mattina picchiava sulle teste, probabilmente su alcune più forte che su molte altre.
    O potrebbe anche chiedere, dato che non c’era e non può quindi sapere, l’evoluzione della discussione avvenuta dopo in caserma, in cui in un clima molto più disteso si è riconosciuta la sostanziale regolarità della manifestazione. Ma anche qui, forse preso dai mille impegni elettorali, il candidato Palazzolo si sarà dimenticato di chiedere lumi, restando un po’ al buio.

    Che dire, le ricostruzioni parziali le trovo sempre molto divertenti. Ma, dopotutto, sono una caratteristica dei movimenti Comunisti nel mondo. 😉

    • 2 andreap71 aprile 26, 2012 alle 1:35 pm

      Nel replicare a questo commento si potrebbe partire dal fondo e cioè dall’ultima affermazione per ribattere alla battuta sulle ricostruzioni parziali tipiche dei comunisti o della cultura comunista. Libri ed enciclopedie si potrebbero invece citare sulla doppia morale di “talaltri” e sul predicare bene e razzolare male. Siamo certi che di lì a poco scivoleremmo di luogo comune in luogo comune e probabilmente innescheremmo polemiche che meriterebbero altri palcoscenici. Ci limitiamo a citare evangelicamente pagliuzze e travi che ottenebrano la vista di molti osservatori sedicenti “liberi pensatori”. Sorprende innanzitutto vedere che alcuni atteggiamenti falsificatori e distorti sono spesso presenti nei nostri avversari siano essi “cittadini indignati nonché liberi pensatori” che “iperattivi categorici”, ammesso che siano due persone diverse dal momento che scrivono dallo stesso terminale.

      Ma veniamo nuovamente ai fatti, poiché chi scrive ama rigorosamente il metodo scientifico galileiano e cioè quella metodologia per cui le teorie sono supportate da dati sperimentali e questi ultimi servono ulteriormente a confermare e suffragare le ipotesi teoriche messe in campo. Prassi-teoria-prassi quindi. Quella stessa teoria o metodo che costò a Galileo l’abiura di ciò che semplicemente osservava all’interno di un cannocchiale. Certo stiamo ripescando in un passato remoto, ma l’abiura in questione venne imposta da parte di un governo, l’allora Stato Pontificio, che tutto poteva essere fuorchè “comunista”.

      E’ certamente vero che l’esposizione di lenzuola di dimensione sesquipedali raffiguranti il viso del candidato sindaco non sono permesse ai normali banchetti ed è altrettanto vero che differenti sono le disposizioni per ciò che concerne i comizi a cui ogni candidato può ricorrere durante la campagna elettorale. Ne discende quindi che l’esposizione di gigantografie dovrebbe quindi essere accompagnata ad un candidato che in modo più o meno suadente sta parlando da un pulpito/palchetto alla cittadinanza.

      Ma sarà stata anche qui una “piccola disattenzione” quella per cui ad un pubblico comizio, organizzato nella mattinata di sabato 21 aprile, nessuno stesse parlando. Del resto è normale che anche in un concerto e nella lettura di uno spartito ci si eserciti sulle pause, ma queste ultime dovrebbero essere un po’ meno durature rispetto al sottofondo musicale. Probabilmente si trattava di un concerto afono. Chiederemo lumi ai fantasmi di Stockausen, Ligeti ed altri musicisti espressione di significative avanguardie.

      Ebbene di sillogismo in sillogismo il candidato Sofo non stava tenendo un comizio; ergo trattandosi di normale banchetto per distribuzione materiale di propaganda, alias volantinaggio, le gigantografie ed effigie che campeggiavano in piazza Carlo Marx (sempre sia lodato !) erano al di fuori delle regole stabilite. O meglio si è chiesto lo spazio per un comizio per giustificare le esposizioni di materiale non consentito ai classici volantinaggi per diciamo così bypassare le regole in modo un po’ truffaldino.

      Questo spiega i decibel decisamente elevati con cui stava avvenendo il confronto tra il comandante dei Carabinieri e i militanti della lista Vivere Senago. Ovvio che Palazzolo poteva essere testimone di ciò che avveniva sulla pubblica piazza, dal momento che un banchetto delle liste che lo sostengono si trovava nello stesso luogo. Altrettanto ovvio che Palazzolo e altri rappresentanti di Senago Bene Comune e Federazione della Sinistra non potessero essere ad un meeting privato tra Sofo ed i Carabinieri nella locale caserma qualche ora più tardi.

      Sappiamo bene distinguere le differenze tra un incontro pubblico ed uno privato. Di quest’ultimo possono narrare solo gli interlocutori presenti e possono narrare ciò che più li aggrada. Sappiamo che il candidato Sofo è particolarmente impegnato anche in cene private offerte dai cittadini per spiegare il programma della futura amministrazione e non abbiamo la minima intenzione di violare questi ambienti privati, conviviali, familiari e domestici. Ci atteniamo a ciò che avviene alla luce del sole ed in uno spazio pubblico.

      E’ vero che la esposizione delle gigantografie era precedente l’accordo, ma è vero anche che dopo aver sentito l’esplicazione delle regole da parte delle forze dell’ordine qualcuno (vero Ambroeus ???) voleva continuare ad esporre il proprio materiale adducendo alcuni cavilli e dispositivi legali ignoti ai più e soprattutto a chi è deputato a far rispettare le regole. Anche qui forse la disattenzione di altri ha fatto un po’ capolino. Onestà intellettuale vorrebbe che si criticassero le regole alla luce del sole piuttosto che sottoscriverle e violarle sistematicamente.

      E’ certamente importante la fiaccolata dello scorso febbraio a Paderno Dugnano, pensiamo sia stata purtroppo importante anche quella tenutasi a Senago per contrastare un campo rom più virtuale che reale. Ma se non è stata importante la fiaccolata in sé, che ha visto scarsa partecipazione e pochi senaghesi al seguito, sono state secondo noi importanti, ma diremmo meglio indecenti, le scritte comparse sui muri senaghesi subito dopo l’evento. Quindi sminuire l’azione di chi ha cercato di rimediare al danno arrecato, pensando di riprodursi in spiritose battute sull’impegno come imbianchini, lascia un po’ il tempo che trova. Potremmo ironizzare altrettanto facilmente sulle liste (Vivere Senago e Partito Democratico) che all’indomani della fiaccolata contro il campo rom hanno visto bene di seguire la Lega Nord sul proprio terreno recapitando ai cittadini del quartiere Papa Giovanni volantini a favore della legalità, contro l’abusivismo e contro ovviamente il campo rom. Una risata vi seppellirà avrebbero detto in tempi andati…

      Comunque salutiamo il ritorno al bel tempo ad al sole cocente di cui parla lo scrivente “iperattivo categorico” proprio perché pensiamo che lo stesso sole abbia un po’ abbagliato alcuni candidati che sembrano dipingere una Senago così nuova sotto la loro futura “eventuale” amministrazione. Dimenticano forse (anche qui quante amnesie !!!) di essere stati firmatari, ovviamente insieme ad altri, di un bilancio bocciato dalla corte dei conti e scordano inoltre di essere stati sostenitori di documenti che pongono in seria difficoltà il Comune nella battaglia per opporsi alle vasche di laminazione.

      Diventa veramente così poco sostenibile oggi essere fieri assertori della contrarietà alle vasche e del buon governo della città con certi scheletri nell’armadio, ma ognuno farà poi i conti con la propria coerenza.

      E sarebbe bello chiuderla in canto citando uno dei padri nobili della canzone d’autore di casa nostra e per l’occasione vi invito a lasciar correre i vostri pensieri sulle note, e soprattutto sulle parole, del brano “Cirano” di Francesco Guccini. Meditate.

      • 3 giacomo aprile 26, 2012 alle 5:43 pm

        Caro Andrep71
        di dimenticanza in dimenticanza, visto che siamo in argomento e tanto x non dimenticare, bisognerebbe ricordare a questi “lor signori” che oggi si sono imbelletati con un nuovo maquillage e che vogliono andare incontro alle richieste e ai bisogni dei cittadini. Durante la loro permanenza nella Giunta Rossetti, che fine hanno fatto l’agenda 21 o l’URP di Castelletto nonchè la casa della salute o il pulmino del mercato ripristinato da poco dalla commissaria.
        E tanto x non farci mancare nulla dov’erano questi “lor signori” così ben forniti di tanta creatività e passione politica durante questi mesi di campagna elettorale, quando il Comitato Salute ed Ambiente e il PRC raccoglievano le firme contro la chiusura del distretto Socio Sanitario voluto dal loro amico Formigoni. Dov’erano quando il Comitato Senago Sostenibile e il solito PRC raccoglievano le firme contro le vasche di laminazione.
        E l’elenco potrebbe essere ancora lungo tanto x citarne uno sarebbe bello sapere cosa ne pensano sul tema del nucleare, ma questo potrebbe essere un buon argomento di sano confronto politico-dialettico sempre chè non si privilegi la forma alla sostanza come ormai sta accadendo in questo nostro paese “da parte della “casta politica” che ci “sgoverna”
        E dopo ci si allarma e stupisce dell’antipolitica e dell’astensionismo.
        Ma forse anche questo fa parte dell’immagine mentre la sostanza probabilmente fa comodo a “lor signori” dediderosi di esser liberi da “lacci e lacciuoli”.

  2. 4 iperattivocategorico aprile 26, 2012 alle 6:39 pm

    Una prima nota tecnica: uno stesso ip non identifica necessariamente uno stesso terminale, in quanto un ip è associato ad una connessione fornita da un provider, e uno stesso ip (o meglio una gamma di ip) è proprio di una cella di connessione, che fornisce più collegamenti. Un ip rientra quindi in un range continuo di ip (solitamente con numeri finali diversi, da 1 a 256) e indica una cella di connessione, non un terminale. A meno che abbiate violato un server per supporre quanto dite. Aggiungendo il fatto che la rete utilizzata è un wifi free domestica, la supposizione assume contorni curiosi. 😉

    Se aggiungo poi che scrivo palesando la mia identità… Se avessi voluto non farlo, avrei continuato con un ipotetico utente non riconoscibile, non trovate? 😉

    Per quel che concerne il comizio, che come giustamente rilevate non è avvenuto, si dovrebbe anche puntualizzare come gli interventi di Polizia Municipale prima, e Carabinieri subito dopo, non abbiano lasciato tempo di poterlo iniziare. Nulla da obiettare, entrambe compivano il loro dovere, si spera che alla prossima occasione si possa fare, senza che invidiosi di turno abbiano a che ridire.
    E di volantini non c’era nemmeno l’ombra! Bastava guardare il materiale presente per rendersene conto. O sarà stato notato ma giudicato poco “utile” al fine di questa sterile polemica? 😉

    Tanto più che non si sono cercati cavilli, ma è esistito (e esiste ancora oggi) un dialogo con le Forze dell’Ordine proprio al fine di evitare problematiche riguardo ai materiali elettorali. Dialogo che ha visto anche pareri legali, proprio al fine di avere più pareri e trovare una corretta interpretazione della normativa. Che è stata puntualmente criticata anche nel dialogo con le suddette Forze dell’Ordine. Anche questo, probabilmente, non lo potevate sapere, ve lo comunico io, così a titolo informativo. 🙂

    Ma tornando al confronto avvenuto in piazza, e proseguito altrove, ben sapendo che il Candidato Palazzolo non era presente nel proseguimento, ma constatando come il Candidato Palazzolo (e tutto il gruppo che lo sostiene, penso) abbia avuto voglia di innescare questa polemica, avrebbe potuto almeno avere l’accortezza di informarsi riguardo alla conclusione dei fatti. Solitamente nel raccontare/denunciare un fatto, questa, è una prassi normale.

    Così come per il volantinaggio per ribadire il concetto di legalità contro insediamenti abusivi: un maggiore collegamento con i fatti locali avrebbe potuto chiarire come, effettivamente, cose poco chiare erano avvenute a riguardo dell’appezzamento di terreno in questione, col rischio, appunto, di insediamenti illegali. Ma sicuramente già lo sapete, ci mancherebbe altro.

    Uh, e vedo che anche voi citate il “famoso” documento sulle vasche di laminazione, già brandito dalla Lega. Si potrebbe anche specificare come il documento in oggetto ribadisca la contrarietà al progetto, ritenendo le suddette vasche come extrema ratio, e chieda di essere interpellato sulla loro ubicazione se verranno imposte obtorto collo. Sottigliezze, si dirà. Ma sono sottigliezza grammaticali importanti da notare, ma forse non funzionali alla polemica.

    E niente citazioni colte da canzoni italiane. Solo un bel divertimento a vedere come, anche nei commenti, molti punti della questione vengano bypassati, andando invece a toccare altri argomenti: un po’ come il cercare di puntellare la propria precaria posizione. 😉

    • 5 Carlo Avossa aprile 26, 2012 alle 9:56 pm

      Non sarà certamente necessario ricordare al signor Iperattivo Categorico (estensore del commento in difesa del candidato Sofo) che ogni ricostruzione è sempre parziale, a meno che non si ritenga che qualcuno abbia in tasca la verità assoluta. Forse non c’è nemmeno bisogno di citare David Hume, che comunista non era, ma sosteneva piccolezze del genere. Speriamo tanto -e crediamo anche- che quella sorta di assolutismo sia estranea ad Iperattivo Categorico, del quale apprezziamo appunto l’understatement e la cortesia. Ci piacerebbe che tutte le polemiche politiche avessero questo segno.

      Tuttavia, se ogni ricostruzione riferisce sempre di un punto di vista, il Nostro commentatore dovrà ammettere che anche la sua è una ricostruzione parziale. E’ la ricostruzione di una parte in causa.

      E’ da parte nostra necessario ammettere che nel post commentato c’è un errore: la fiaccolata alla quale il candidato Sofo fa riferimento non rimonta ad “anni addietro”, come erroneamente è stato scritto. Qui, ha assolutamente ragione Iperattivo, ammettiamo l’errore: non riuscire a farlo sarebbe segno di scarso spirito critico. Come suggerisce il Nostro, staremo più attenti.
      Ovviamente, però, la data della fiaccolata non sposta di un millimetro la questione: partecipare ad una fiaccolata non dà assolutamente a nessuno la possibilità di violare le regole. Fa sorridere il tentativo di spostare la questione sulla data, quando essa è sulla sostanza.

      E, a proposito di sostanza, occorrerebbe capire bene quali fossero queste regole. A meno che i Carabinieri intervenuti avessero avuto le traveggole, la lista del candidato Sofo le ha violate.
      Il Nostro sostiene, nella sua ricostruzione dei fatti, che non è vero.
      Punti di vista. Ma i suoi rimangono sulle questioni formali: Iperattivo Categorico, per giustificare le gigantografie del candidato Sofo, cita le differenze tra comizio e banchetto elettorale. Bisognerebbe anche ricostruire, allora, la tenuità del confine tra banchetto e comizio che ha giustificato l’intervento dei Carabinieri.

      Però forse, invece di avvitarci nei cavilli, occorre osservare che le questioni formali sono importanti, certo, ma ancora una volta non bisogna tralasciare la sostanza: non sfuggirà certamente all’estensore del commento che forma e sostanza sono inscindibili.

      E la sostanza, che stava alla base del patto tra candidati, era evidente: solo una furbizia tutta italiana può metterla in ombra.
      Questa la sostanza dell’accordo: nel rispetto delle leggi vigenti, tutte le forze politiche che partecipano alla campagna elettorale devono essere messe in condizioni di competere alla pari. Questa è la democrazia. Questo è il motivo per cui, ad esempio, esistono i tabelloni elettorali (le regole per l’utilizzo dei quali sono già state violate da altri).

      Lasciare che la propaganda elettorale diventi selvaggia -cioè non regolata- vuol dire permettere che l’elemento determinante di essa sia costituito dalle risorse economiche dei candidati e delle liste che li sostengono. Cioè: permettere che siano i soldi e non le idee a determinare gli indirizzi degli elettori.
      Insomma, una propaganda selvaggia funziona così: se hai i denari, allora ti fai propaganda e ti fai conoscere, hai più possibilità. Se non hai i denari, non importa quali e quante idee tu abbia, rimani in ombra.
      Secondo noi, non è giusto.

      E vorremmo ricordare che, proprio a dimostrazione della connessione tra forma e sostanza, l’Italia è stata appena mandata a rotoli da uno che si è fatto propaganda esattamente in questo modo.
      Speriamo che non sia il caso di Senago.

      • 6 iperattivocategorico aprile 29, 2012 alle 3:29 pm

        Mi limiterò ad osservare come, a parte quel sabato dove qualcuno si è lamentato (a sproposito) lo stesso tipo di manifestazione si è svolta più volte, con la presenza degli stessi Carabinieri, in un clima molto cordiale. E, pensate!, tutto secondo le regole, come quel famoso e famigerato sabato.

        L’attenzione non la voglio sviare disquisendo di una data, era solo una lievissima precisazione, magari preferirei puntarla su due fatti che vedo ancora svicolati, ovvero il fatto che si fosse in possesso di regolare permesso per fare quanto fatto (come poi è stato appurato e compreso da tutti, ma forse non dal Candidato Palazzolo) e sull’intervento dei Vigili Urbani, fatto ancora nemmeno preso in considerazione da nessuno (eppure l’ho citato, magari leggendo veloce si è perso 😉 ), che confermarono la regolarità di quanto accaduto.

        Ah, a fu anche chiarita subito la provenienza del denaro: dei candidati e dei privati cittadini che sostengono la lista. C’è chi si è impegnato molta parte della liquidazione ad esempio, perché crede nella nostra Lista.

        Quanto all’altra caterva di argomenti aggiunti a questa discussione, mi verrebbe da chiedermi chi sia quello che in realtà sta sviando l’attenzione, aggiungendo carne al fuoco col solo intento di aumentare il fumo.
        Va a finire che passate per pessimi fuochisti, col rischio di bruciare tutta la carne. 😉

    • 7 sempre giacomo aprile 26, 2012 alle 10:36 pm

      hahahahahha alla prima.
      hahahahahaha alla seconda.
      già risposto alla terza (Parola del signore, rendiamo grazia a lui amen)
      ma x non farla lunga. Questione vasche: anche qui già risposto e abbiamo piacere averne conferma.
      x finire hahahaha risposta da girare al candidato sindaco Sofo dato che ha innescato lui la polemica su vicende passate e ideologie.

      • 8 andreap71 aprile 30, 2012 alle 11:01 am

        Penso che continuare a rilanciare con commenti e repliche riguardanti il tema in questione possa rischiare di divenire ridondante ed anche un po’ stucchevole. Credo anche che i nostri 25 lettori, come amava dire qualcuno che ne ebbe poi molti di più, non siano poi nemmeno così interessati alla prosecuzione di questo dialogo a distanza. Credo però che ci si possa riconoscere reciprocamente la nostra trasparente “partigianeria” nel senso bello del termine. Nel senso cioè gramsciano dell’odio per l’indifferenza. E credo che questo sia inoltre parte del fatto che si ha a cuore la cosa pubblica anche qui in un senso decisamente costruttivo e per dirla quindi con Don Milani (I care).

        Mi cimento solo in un ultima precisazione perchè ormai abbiamo messo i puntini su tutte le i e quindi cominciamo con altre lettere dell’alfabeto. Il comizio e la richiesta ed il permesso di comizio consentono l’esposizione di materiale un po’ fuori misura rispetto a quello che può stare fuori da ogni comitato elettorale e da ogni banchetto a cui si distribuisce semplice materiale di propaganda. Quello che un pochino risulta inadeguato è il fatto che il comizio non viene tenuto. Tanto sabato 21, quanto sabato 28 e domenica 29 ed in altri momenti. Non si vede un megafono, un impanto sonoro. Suvvia non si chiedeva il Dolby Surround o chissà quale Sound System con effetti 3D, ma almeno un microfonino in cui dire qualcosa. Con tutti i camion che hanno girato per avvelenarci i polmoni (purtroppo da parte di tanti candidati) e con quella che possiamo solo immaginare sia la cifra spesa per questa tipologia di propaganda, credo che agevolmente si potesse avere un ottimo impianto voci e forse senza bisogno di impagnare la liquidazione ed il tfr di nessuno 🙂
        Sobriamente, e penso anche correttamente, noi ci siamo limitati alle vecchie e care biciclette, anche perchè chissà mai se avremo a possibilità di vederla la nostra futura e sempre più futuribie liquidazione.

        Un saluto

        Andrea

  3. 9 iperattivocategorico Mag 3, 2012 alle 11:32 am

    Tutta la polemica viene al fine ricondotta alla mancanza di impianto sonoro e, di conseguenza, mancanza di comizio? L’impianto sonoro non sarà stato dei migliori, ma almeno (anche qui) avreste potuto prestare più attenzione, e si che ci voleva davvero poco 😉

    • 10 andreap71 Mag 3, 2012 alle 9:00 pm

      Insomma quando non si vuol capire…
      Comunque che volete saremo stati sfortunati, perchè ogni volta che ci capitava di passare davanti al “comizio” dominava il silenzio, ma sicuramente eravamo noi i soliti disattenti. Quanta disattenzione e tutta da parte nostra !!! Comunque per la precisione nella mia replica non si parlava del comizio di Papa Giovanni. Quello confermo chè c’è stato perchè l’ho sentito dalla finestra di casa o comunque sentivo il rumore di sottofondo da lontano.

      • 11 iperattivocategorico Mag 5, 2012 alle 10:23 am

        Più che non voler capire, é il volersi arrampicare sugli specchi di altri la cosa divertente. Quasi al limite dello stucchevole. 😉

        Poi, i comizi non durano in eterno, altri, che han ribadito la loro sacrosanta e legittima volontà a non stare zitti, mi risulta non abbiamo tenuto ore di comizio ininterrotto. E ci mancherebbe, la cosa diverrebbe poi pesante, a livello comunicativo, e poco interessante.

        Si ringrazia comunque per la continua e assidua attenzione che viene prestata ad ogni nostra singola iniziativa, anche a livello grafico! 😀

      • 12 andreap71 Mag 5, 2012 alle 9:15 pm

        Ovviamente non posso che ringraziare anch’io per la frequente ed assidua attenzione. Ed anche per la frequenza con la quale si visitano questi siti. Non a caso comunque parlavo di sfortunate coincidenze e come diceva Agatha Christie una coincidenza è solo una coincidenza…
        Continuare a cavillare mi pare ormai superato se non altro perchè la campagna elettorale è finalmente terminata.
        Sullo stile e il diritto ad esprimersi credo che poi giustamente ognuno possa e debba dare il meglio di sè con i mezzi a propria disposizione. Chi attraverso furgoni con visi mastodontici e chi con biciclette all’insegna di un modo un po’ più sobrio senza voler sembrare nè invadente e tanto meno ridondante. C’è poi, ed in giro ve ne sono tanti e di troppi colori, chi semina “santini elettorali” per la strada, e non credo siano gettati da cittadini che li trovano nella propria casella di posta, che a mazzi si ritrovano disseminati qua e là e chi ancora cerca di rispettare anche il lavoro di chi le strade le pulisce. Chi sgasa con il motorino dicendo ai quattro venti “Ehi Palazzolo, sindaco in bicicletta, guarda come sto inquinando !” Ognuno ha il proprio stile e va indubbiamente rispettato. E comunque ognuno giustamente segna il territorio a suo modo. Ho sempre preferito i cani e i gatti che lo fanno magari in modo meno urbano, ma almeno sono guidati solo dall’istinto. Ad ogni modo in bocca al lupo per il voto !

  4. 13 iperattivocategorico Mag 8, 2012 alle 5:20 pm

    C’è anche chi preferisce “attaccare” i canali di comunicazione sul web con continue segnalazioni improprie, al fine di bloccarne l’utilizzo. Chissà quale istinto guida queste persone. 😉

    In bocca al lupo per il futuro 🙂


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