Archivio per 24 aprile 2012

KIM IL SUNG REDIVIVO A SENAGO

I fatti: il candidato sindaco Sofo, dopo aver pattuito con gli altri candidati le regole per lo svolgimento della campagna elettorale, ne ha fatto carta straccia. Davanti alle autorità locali i candidati si erano accordati per un uso moderato di bandiere e cartelloni. L’accordo teneva presenti le leggi in vigore. Subito dopo, il candidato Sofo ha esposto gigantografie con il suo volto.  Esse erano state escluse dall’accordo.

Il candidato sindaco della coalizione Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune, Stefano Palazzolo,  ha giustamente avuto da dire su questo comportamento. In seguito alle sacrosante rimostranze di  Palazzolo, Sofo ha aggiunto un post sul sito della sua lista.

Nell’articolo, Sofo afferma che a proposito dei patti bisognerebbe che Stefano Palazzolo si informasse sulle loro richieste. Come se un patto fosse fatto dalle richieste. Corrisponde ad una visione un po’ narcisistica della politica, scambiare il proprio desiderio per quanto è pattuito. E’ come dire che, poichè io ho chiesto un gelato, allora devo averlo. Oltretutto, egli ammette di essere afflitto da manie di protagonismo (testuale). Un vero autogol, inquadrabile in questo narcisismo politico, che ha generato una specie di culto del suo volto.

Il candidato Sofo nota che anche altri violano le regole e si lamenta per il fatto che Stefano Palazzolo non si lamenta di essi. Ci sarebbe da rispondere che è proprio a causa dei comportamenti come quelli attuati dalla sua lista, che si allarga la violazione delle regole. Quando sgridi un bambino per una marachella, spesso per giustificarsi risponde: “Ma anche lui lo ha fatto… perchè non gli dici niente?” Questo è giusto un modo per non riconoscere le proprie responsabilità.

Sofo afferma che può ben parlare di legalità, poiché partecipò, gli anni addietro, ad una fiaccolata in favore delle forze dell’ordine. Ma, riflettendo, potrà capire anche lui che conta poco aver partecipato ad una fiaccolata, se poi non si rispettano le leggi: la fiaccolata non esime dalla loro osservanza. Ed è logico che Sofo voglia “lasciare da parte le forze dell’ordine”, visto che i suoi militanti hanno già avuto scontri verbali con i carabinieri proprio perché contestavano il mancato rispetto delle regole.

Il fatto è che anche Sofo ha tanto da far dimenticare. Deve far dimenticare che egli, che si ammanta di tanto “nuovismo”, è stato uno dei protagonisti della triste stagione della giunta Rossetti.

Del tutto ridicole sono infine le battute anticomuniste che fa Sofo, quasi ad insegnare ai comunisti che cosa deve essere il comunismo. Ma per fortuna non lo decide lui, quello che i comunisti devono pensare ed il modo in cui possono agire, i valori in cui credere. O forse gioca a fare il comunista lui, che comunista non è, ma fa sventolare la sua effige manco fosse Kim Il Sung?

Domanda e risposta: quale viabilità a Senago?

La nostra città soffre, negli orari di punta, di congestione di traffico da attraversamento. Per questo, molti -troppi- pensano di risolvere il problema costruendo nuove strade (le tangenziali) che permetterebbero di “saltare” il centro di Senago. Noi pensiamo che sia sbagliato. La costruzione di nuove strade risolve il problema solo in un primo periodo: sulla media e sulla lunga distanza i problemi aumentano. Alla loro apertura, le tangenziali richiamerebbero una parte importante del traffico di attraversamento, alleggerendo il centro di Senago. Però, quando i nuovi percorsi richiameranno nuovo traffico, si intaseranno anche quelli e dunque i veicoli ritorneranno a  congestionare il centro, che verrà visto come un’alternativa alle tangenziali intasate. Questo avverrà perché il numero di veicoli è  superiore alle capacità ricettive delle strade. Se non ci credete, provate a verificare in che condizioni si trovano tutti i percorsi alternativi alle arterie intasate (per esempio, la Milano-Meda). Questo è ciò che avverrà nel medio periodo. Ma non basta: nel lungo periodo attorno all’asse viario delle tangenziali sorgeranno inevitabilmente strutture di servizio e commercio (tanto per provare a immaginare:  stazioni di rifornimento, bar, centri commerciali) che richiameranno ancora più traffico nelle tangenziali e dunque nell’attraversamento del centro della nostra città. Avremmo così maggiore traffico e maggiore cementificazione. La nostra politica sarà quindi di convinto rifiuto di questa soluzione. Ma allora in che modo far fronte al traffico senza le tangenziali?

La risposta sta nel trasformare tutto il centro città in “Zona 30 Km/h“. Rispetto a chi vuole un attraversamento veloce, è una dissuasione a praticare il centro e un incentivo a trovare percorsi alternativi.  La ridotta velocità abbatterà le emissioni e ridurrà il numero di incidenti, oltre a diminuirne la pericolosità. Dossi rallentatori e variazioni altimetriche della carreggiata saranno sufficienti per mantenere la velocità prescritta. La spesa sarà sicuramente inferiore a quella delle tangenziali!

Studieremo, incoraggeremo e promuoveremo, inoltre, anche soluzioni alternative all’uso tradizionale delle autovetture: spesso esse sono occupate solo dal conducente. Car pooling e car sharing potrebbero ridurre il numero di vetture in circolazione. Studieremo cioè la fattibilità di un progetto destinato ad incoraggiare l’uso collettivo di uno stesso veicolo o la condivisione di un solo veicolo tra più persone che non hanno necessità di utilizzarlo tutti i giorni.

Anche l’uso del trasporto pubblico migliorerebbe il quadro viabilistico senaghese.  Il collegamento con p.le Machiachini (MI) lungo la  Strada Provinciale 35  è in via di riprogettazione. E’ incerta la sorte del vecchio Gamba de legn, il “trenino” Milano-Limbiate. Dopo tante voci di soppressione della linea, si sa che il Gamba de legn sopravviverà ancora per un po’: il Comune di Milano ha stanziato 3,8 milioni di euro per la manutenzione della tratta, ma prima o poi il “trenino” dovrà andare in pensione. Il CIPE ha stanziato 60 milioni di euro per la riqualificazione della tratta (c’è la possibilità di una metrotranvia, o metrò leggero), ma senza un progetto questi soldi verranno persi: per cui, i Comuni interessati si stanno già consultando. Si vocifera di  una eventuale nuova linea che si fermerà a Paderno; “remano” contro l’idea di una metrotranvia alcuni Comuni che hanno già stazioni ferroviarie sul loro territorio. Ma tutte le consultazioni stanno avvenendo senza il Comune di Senago, che non può dire la sua, poiché è commissariato! Ci batteremo perché la nostra città non venga esclusa dalla rete dei trasporti dell’hinterland e perchè venga realizzata una linea di metrò leggero da Maciachini a Limbiate.

Sarà importante anche costruire una rete di trasporti interna e rinforzare il collegamento con punti di interesse esterni. Due linee circolari potrebbero collegare Senago con l’Ospedale di Garbagnate e le stazioni di Bollate Nord e di Palazzolo. Anche questi trasporti eliminerebbero traffico di attraversamento, soprattutto di chi, provenendo da Limbiate, deve raggiungere Bollate Nord. Si potrebbero aprire consultazioni con il Comune di Limbiate per questo. Infine, riprenderemo l’esperienza purtroppo accantonata delle navette per il cimitero e per il mercato.

Ma la viabilità non è argomento dei soli veicoli a motore: esistono -per fortuna- biciclette e pedoni. Per le une e per gli altri, occorre non solo completare il tracciato dei percorsi ciclopedonali, ma anche collegarli tra di loro, per non avere molti tratti, tra loro scollegati. Nei punti in cui  le piste incrociano le strade percorse dal traffico motorizzato, si può pensare a semafori dedicati, come nei Paesi Bassi o nella stessa Milano. La rete senaghese andrà poi connessa alle reti dei Comuni limitrofi.


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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