E’ in arrivo un topolino… partorito dalla solita montagna

Apparirà forse fuorviante, ma sembra paradigmatica la fiaba africana in cui si narra della sfida impari tra un leopardo ed una tartaruga.

Il leopardo e la tartaruga si incontrarono un giorno in un luogo della giungla dalla fitta vegetazione. Dopo uno scambio di cortesie, il leopardo riconobbe il suo nemico del momento.

“Sei la tartaruga, bassa statura?”

“Sì, temibile leopardo, cosa vuoi?”

 “Niente di straordinario, è giunto il tuo momento di morire.”

 “Cha la sfida avvenga in un posto più accessibile”, suggerì allora la tartaruga.

“Come vuoi tu”, acconsentì il leopardo. I due si diressero verso un corso d’acqua dove la vegetazione era meno fitta e quando lo raggiunsero il leopardo chiese alla tartaruga quale fosse il suo ultimo desiderio.

“Chiedo cinque minuti per compiere un mio rito”, rispose la vittima designata a un destino più che certo, e si allontanò. La tartaruga cominciò a scavare di qua e di là nel terreno, si rotolò sul suolo con dei balzi frenetici finché, esaurite le forze, tornò davanti al suo sfidante e si dichiarò pronta. Il leopardo, che sembrò turbato, chiese all’avversaria:

Che hai fatto?… Invece di risparmiare le tue forze, cosa ti sei affannata a fare?”

“Non c’è tempo per spiegartelo, caro leopardo, passiamo pure all’atto finale.”

Il leopardo alzò una zampa e la tartaruga si spense senza soffrire.  Aveva accettato il suo destino senza troppe difficoltà dopo una vita vissuta nel miglior modo possibile. Per non passare da essere insignificante ed incapace, forse la tartaruga aveva ritenuto giusto lasciare delle tracce riconoscibili di una sua resistenza prima di soccombere al potente leopardo?

“Per forza”, dice il saggio, “se apparire conta più di essere.”

Sembra essersi concluso il dibattito relativo al nuovo testo sulle modifiche inerenti il tema della riforma del lavoro e come noto il nodo prioritario da sciogliere era l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ora si aprirà il solito battage su chi ha ottenuto il risultato e su quale valutazione dare alla linea di compromesso raggiunta.

Si dibatterà se il testo rassomiglia davvero a quello iniziale proposto dal Governo, come sembra sostenere Monti che avrebbe affermato che le modifiche sono praticamente piccole inezie rispetto alla versione originale, oppure se ha vinto la linea Bersani per cui si è portata a casa una enorme modifica del testo presentato da Monti e Fornero ed il ripristino del reintegro per i licenziamenti ingiusti è stato conquistato.

Purtroppo, e questa è solo l’amara realtà, la querelle sull’articolo 18 ha fatto da scenario ad una campagna elettorale tra le più apatiche che si possano vedere. La campagna elettorale sta per cominciare, ma il clima indubbiamente è poco favorevole. Le prossime elezioni amministrative saranno indubbiamente catapultate anche su temi nazionali ed il PD, come la tartaruga della fiaba aveva bisogno di mostrare una forte e solida resistenza per non incorrere in una salasso elettorale.

In un clima dove ci si avvia al più inesorabile e vergognoso tramonto della Lega Nord, che lascia ormai la scena, come e forse peggio, del peggior PSI craxiano  con il proprio leader travolto da una serie di problemi personali che lo rendono ormai impresentabile. I suoi colonnelli, come nelle ultime pagine della stagione del CAF (Craxi – Andreotti – Forlani), navigano ormai a vele spiegate verso il più inesorabile dei naufragi travolti da scandali e tangenti. Questa è la misera fine di un partito che voleva moralizzare il clima politico italiano, ma che ben presto si è abituato ed ha assorbito i peggiori costumi della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista Italiano. Scene da Hotel Rafel o giù di lì. Mancherebbe solo il lancio di monetine ed il connubbio sarebbe totale. Ed è per questo che anche a casa nostra si parla dei campi nomadi. Che gli stolti continuino a guardare il dito e che evangelicamente si continui ad osservare la pagliuzza nell’occhio del vicino senza notare la trave nel proprio. Fa quasi ridere ascoltare un impetrito Umberto Bossi che dichiara di non sapere come e con quali denari è stata ristrutturata la propria residenza privata. Dopo Scajola altri ignari beneficiati che si arrabbiano con i loro benefattori.

Scene da tardo e basso impero e dire che era Roma ad essere ladrona !!!

Ma tornando all’articolo 18; realmente pensiamo che tutto sia rimasto integralmente come era prima ??? Spiace smentire il buon Bersani che ha anch’egli una campagna elettorale da svolgere, ma non è così. L’articolo 18 rimane modificato e si introduce, come eventuale correttivo positivo, la sola discrezionalità del giudice di poter sancire il reintegro per i licenziamenti di natura economica rilevatisi ingiusti. In realtà il giudice ha la facoltà di decidere in alternativa per un indennizzo di 24 mesi.

E certamente è cambiato molto rispetto a prima !

E’ sostanzialmente cambiato il fatto che prima la scelta a discrezione del giudice non c’era e la decisione naturale, in caso di licenziamento per ingiusta causa, era l’automatico reintegro nel luogo di lavoro.

OGGI QUESTO AUTOMATISMO SPARISCE !

Quindi possiamo dire che Bersani come la tartaruga della fiaba ha un po’ dissodato il terreno intorno a sè in queste settimane per dare a vedere al proprio elettorato di aver condotto una aspra battaglia portando a casa il risultato, ma anche qui se conta l’apparenza Bersani può aver ragione, ma poichè ci insegnano che la sostanza ha il sopravvento sulla forma, Bersani ha solo fatto una misera campagna elettorale per sembrare combattivo e rinsaldare la propria base un po’ in fibrillazione.

Ma i lavoratori non sono salvi !

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1 Response to “E’ in arrivo un topolino… partorito dalla solita montagna”


  1. 1 antiperbenista aprile 7, 2012 alle 9:09 am

    La vignetta è fantastica!


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