Archivio per aprile 2012

La nostra campagna elettorale è il nostro modo di essere

Mentre tutti si agitano a chi più fa rumore, esponendo gigantografie improponibili e striscioni da stadio per la città, spesso esposti in violazione delle regoli che ne vietano l’utilizzo se non in specifiche situazioni (comizi o manifestazioni), noi percorriamo in lungo e in largo le vie del nostro paese sulle nostre biciclette, pronti a fermarci a chi ci chiede chi siamo.

Gli altri mandano in giro a ciclo continuo i camion con le proprie gigantografie (qualcuno anche 2) ad inquinare le nostre vie (al costo di più di 200 euro al giorno). Noi usiamo solo le nostre gambe per raggiungere le persone.

A differenza di quella di tutti gli altri, la nostra è stata una campagna elettorale sobria, manifestata in prima persona, con le nostre facce, coi nostri mezzi ecologici, con le nostre persone.

Non abbiamo fatto venire oratori e politici che con Senago non centrano nulla, Ex ministri o capi di partito. Noi abbiamo giocato da soli, proponendo comizi dove le nostre facce e le nostre voci si sono rese disponibili a chiunque.

Non abbiamo ricevuto finanziamenti da alcuno e la nostra spesa si è limitata alle stampe dei manifesti elettorali e dei volantini del nostro programma. Ovviamente autofinanziati.

Ecco, questo è il modo col quale vogliamo governare Senago: sobrietà, risparmio, dialogo, partecipazione. E su questo le suoneremo a tutti!

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Tre domande alla coalizione Sinistra Senago (# 1)

Con questo post che dà iizio all’ultima settimana di campagna elettorale vogliamo iniziare a porre alcune domande ai rappresentanti della coalizione Sinistra Senago composta dalla lista civica Senago Bene Comune e dalla Federazione della Sinistra. Nei prossimi giorni seguiranno altri interrogativi ed altre risposte.

1 – Nelle prossime elezioni amministrative vi presenterete da soli. Perchè non è stato possibile trovare un accordo cone le forze del centrosinistra ?

Nelle prossime elezioni si presenterà una coalizione costituita da Senago Bene Comune e Fedrazione della Sinistra. Senago Bene Comune è una lista civica che nasce dall’esperienza di cittadini impegnati in diverse battaglie politiche come la difesa e il rilancio della scuola pubblica, la tutela della sanità pubblica, la battaglia per i beni comuni quali l’acqua e l’ambiente. Questa lista ha una forte connotazione ambientalista e sarà alleata con la Federazione della Sinistra. La scelta di non essere in una alleanza con il centro sinistra proviene ovviamente dal confronto dei programmi presentati dal centrosinistra e da noi e dalla verifica che alcuni punti possono essere condivisibile, ma che vi sono anche punti importanti in cui emerge tra noi ed il centrosinitra una differente visione della società e ed una diversa cultura dell’amministrazione della città. Le differenze non rendono certamente opportuna in questa fase un’alleanza tra noi ed il centrosinistra. Ci sembra assolutamente più chiaro e onesto e trasparente per tutti i nostri concittadini affrontare questa campagna elettorale con un nostro autonomo programma ed una nostra autonoma candidatura a sindaco. L’unica vera novità nel panorama locale è infatti la candidatura a sindaco di Stefano Palazzolo, candidato per le liste Senago Bene Comune e Federazione della Sinistra. Chiediamo un voto a Stefano perché pensiamo sia l’unica soluzione possibile per amministrare la città in questa fase di crisi generale: perché crediamo che la partecipazione attiva della cittadinanza e la salvaguardia del territorio e dei servizi ai cittadini siano i cardini della prossima amministrazione. Perché Stefano Palazzolo è l’unico candidato che da sempre e con estrema coerenza ha detto un chiaro NO alle Vasche di Laminazione. Pensiamo che in questa occasione più che mai si debba lavorare per favorire il sostegno all’unico candidato sindaco in grado di rappresentare un’alternativa al panorama politico esistente. Una alternativa che si fonda sullo stop al consumo di territorio e sulla valorizzazione del bene comune.

2 – Qualcuno parlando di voi ha detto che non avreste cultura di governo ?

Infatti la cosa buffa sta proprio nel fatto che chi sostiene questa tesi fa parte di un partito che nella legislatura in cui Enrico Chiesa era sindaco per la coalizione che raccoglieva l’intero centrosinistra ha nell’ordine

i) messo in crisi la Giunta dopo un solo anno di amministrazione per avere qualche seggiola da assessore in più

ii) presentato una mozione di sfiducia contro il sindaco uscente a circa un mese dalla fine del mandato

iii) corso autonomamente nelle elezioni successive favorendo la spaccatura a sinistra per punire il sindaco che non voleva sottoporsi alle Primarie

iv) favorito l’elezione della candidata sindaco Franca Rossetti del centrodestra facendo convergere al ballottaggio alcuni voti che hanno fatto la differenza.

Se questo vuol dire avere cultura di governo credo sia bene esserne totalmente privi.

4 – Per metterla sull’ironia cosa che usate a piene mani nel vostro sito vi accusano di fare come la volpe nella favola di Esopo che non potendo cogliere l’uva che tanto desidera arriva a disprezzarla perché ancora acerba ?

Sui siti web dei partiti della nostra coalizione e sul sito del candidato sindaco Stefano Palazzolo abbiamo più volte mostrato come il nostro programma non sia sovrapponibile con quello delle altre coalizioni e degli altri candidati sindaci. Sarebbe innaturale percorrere una corsa alla alleanza con chi poi porta avanti linee di governo indubbiamente divergenti rispetto a quelle che noi vorremmo vedere realizzate dall’amministrazione di Senago. Tangenziali, vasche di laminazione ed altro ancora costituiscono punti dirimenti in cui difficilmente risulta conciliabile il nostro punto di vista con quello dei nostri avversari politici. Diciamo spesso, per rispondere usando la stessa metafora, che l’uva che viene posta sulla tavola da altri è forse una frutta sin troppo matura perchè comunque coltivata con le logiche di una politica un po’ superata che guarda ai problemi della città senza pensare al fatto che i cittadini siano la soluzione stessa. Crediamo infatti che rilanciare l’esperienza di Agenda 21, riproporre la Casa dell’Acqua ed il completamento della Casa della Salute siano punti fondanti della nostra presenza nella prrecedente amministrazione di centrosinistra e vogliamo portarli al primo punto come punti nodali da realizzare e/o riattivare nei primi 100 giorni di amministrazione della città di Senago. Tutto questo dovrà avvenire comunque e sempre, ridando linfa vitale alla partecipazione attiva dei cittadini ed alle riunione nei quartieri del nostro comune.

Sabato 28 aprile ore 16,30, Giardini della Pace, comizio elettorale.

Sabato 28 aprile ore 16,30, presso i Giardini della Pace di via Cavour a Senago, comizio elettorale di Palazzolo Stefano, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune. Via spettiamo!

Partecipazione, una politica per tutti

Voialtri siete tutti ladri uguali 
(cittadino/a medio/a ai banchetti elettorali)

Risposte di questo tipo arrivano numerose durante i momenti di propaganda e sono indice di un non indifferente malcontento, sinonimo di un crisi delle istituzioni democratiche.

Non c’è pessimismo a parlare di crisi della democrazia, l’indignazione delle persone è un sintomo da non prendere sottogamba, non bisogna sottovalutare la sfiducia dei cittadini verso i politici ai quali è delegata l’amministrazione della Cosa Pubblica. Come non dare torto a queste persone dinnanzi alla superbia dei tanti parlamentari e amministratori che continuano a detenere potere e privilegi anche dopo essere stati colpiti da vergognosi scandali? Indignarsi non basta – per riprendere il titolo di un pamphlet di Pietro Ingrao pubblicato l’anno scorso – la crisi della politica deve rinascere dai cittadini stessi, che devono andare a votare dopo essersi informati bene dei programmi, dopo aver conosciuto le persone che dovrebbero delegare. Questa indignazione tante volte pare essere una scusa per un certo menefreghismo, un disamoramento per le sorti di casa propria.

Senago Bene Comune e Federazione della Sinistra vogliono reagire alla crisi della politica prendendo le armi della democrazia e presentano alle elezioni amministrative di Senago candidati, che non hanno alcun interesse personale nella gestione della Cosa Pubblica. La nostra non è sete di potere o mani di protagonismo, ma interesse per il bene di tutti. In virtù di ciò noi vorremmo avvicinare chi è interessato alla macchina comunale: in un paese di medie dimensioni come il nostro non è difficile coinvolgere i cittadini in progetti di partecipazione all’amministrazione. Il nostro obiettivo è quello di continuare – ma anche potenziare – il “Bilancio partecipato” attivato durante la giunta Chiesa e interrotto durante la giunta Rossetti e Agenda 21. Le assemblee di Bilancio partecipato sono momenti in cui il cittadino può dialogare apertamente con l’amministrazione ed essere così partecipe delle decisioni che interessano il Comune: la partecipazione non limita la sovranità al voto, ma la estende.

Un’amministrazione giusta non è una “zecca” della società, ma una portavoce forte delle esigenze della collettività. Senza persone forti e competenti come può la cittadinanza difendersi dai soprusi che giungono dall’alto come le “vasche di laminazione”? Nella scorsa legislazione abbiamo visto dei comportamenti ambigui a questo proposito: molti di quelli che oggi includono nei propri volantini lo slogan “no vasche” e che prima sedevano in Consiglio si sono mostrati indifferenti, se non condiscendenti verso quelle costruzioni. L’unica persona che si battuta sin da subito contro la costruzione di quei mostri ecologici è Stefano Palazzolo!

Un’amministrazione comunale giusta deve garantire alla cittadinanza servizi socio sanitari di qualità, è  vero molti servizi durante la scorsa amministrazione sono stati decurtati, ma questo non ci deve impedire di votare, anzi ci deve spingere verso le urne per allontanare le persone, che precedentemente hanno acquistato la nostra fiducia e non hanno portato a compimento le promesse. L’amministrazione deve vegliare sul giusto funzionamento della macchina comunale predisponendo luoghi dove ogni cittadino possa di sua spontanea volontà – non attraverso un “capo-caseggiato” – denunciare dei malfunzionamenti presenti sul suolo comunale. L’ufficio preposto a questo ciò è l’URP, la cui capillarità territoriale è stata diminuita durante la scorsa amministrazione.

L’idea di predisporre cittadini delegati a segnalare all’ente comune i malfunzionamenti è vecchia, si pensi piuttosto a forme di partecipazione politica: obiettivo del nostro programma, come già detto (repetitia iuvant), è rilanciare e potenziare le iniziative di Bilancio partecipato e Agenda 21, scomparse durante l’amministrazione Rossetti.

Noi non vogliamo mantenere il potere nelle nostre mani, ma vogliamo farci promotori di una politica nuova, che sia più vicina alle esigenze di tutti e non garante degli interessi personali di pochi. E una domanda a voi, cittadini di Senago, ora vi mostrate indignati e non volete più andare a votare, ma mettereste volentieri il paese di nuovo nelle mani di chi per due anni non è riuscito a gestirlo bene?

KIM IL SUNG REDIVIVO A SENAGO

I fatti: il candidato sindaco Sofo, dopo aver pattuito con gli altri candidati le regole per lo svolgimento della campagna elettorale, ne ha fatto carta straccia. Davanti alle autorità locali i candidati si erano accordati per un uso moderato di bandiere e cartelloni. L’accordo teneva presenti le leggi in vigore. Subito dopo, il candidato Sofo ha esposto gigantografie con il suo volto.  Esse erano state escluse dall’accordo.

Il candidato sindaco della coalizione Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune, Stefano Palazzolo,  ha giustamente avuto da dire su questo comportamento. In seguito alle sacrosante rimostranze di  Palazzolo, Sofo ha aggiunto un post sul sito della sua lista.

Nell’articolo, Sofo afferma che a proposito dei patti bisognerebbe che Stefano Palazzolo si informasse sulle loro richieste. Come se un patto fosse fatto dalle richieste. Corrisponde ad una visione un po’ narcisistica della politica, scambiare il proprio desiderio per quanto è pattuito. E’ come dire che, poichè io ho chiesto un gelato, allora devo averlo. Oltretutto, egli ammette di essere afflitto da manie di protagonismo (testuale). Un vero autogol, inquadrabile in questo narcisismo politico, che ha generato una specie di culto del suo volto.

Il candidato Sofo nota che anche altri violano le regole e si lamenta per il fatto che Stefano Palazzolo non si lamenta di essi. Ci sarebbe da rispondere che è proprio a causa dei comportamenti come quelli attuati dalla sua lista, che si allarga la violazione delle regole. Quando sgridi un bambino per una marachella, spesso per giustificarsi risponde: “Ma anche lui lo ha fatto… perchè non gli dici niente?” Questo è giusto un modo per non riconoscere le proprie responsabilità.

Sofo afferma che può ben parlare di legalità, poiché partecipò, gli anni addietro, ad una fiaccolata in favore delle forze dell’ordine. Ma, riflettendo, potrà capire anche lui che conta poco aver partecipato ad una fiaccolata, se poi non si rispettano le leggi: la fiaccolata non esime dalla loro osservanza. Ed è logico che Sofo voglia “lasciare da parte le forze dell’ordine”, visto che i suoi militanti hanno già avuto scontri verbali con i carabinieri proprio perché contestavano il mancato rispetto delle regole.

Il fatto è che anche Sofo ha tanto da far dimenticare. Deve far dimenticare che egli, che si ammanta di tanto “nuovismo”, è stato uno dei protagonisti della triste stagione della giunta Rossetti.

Del tutto ridicole sono infine le battute anticomuniste che fa Sofo, quasi ad insegnare ai comunisti che cosa deve essere il comunismo. Ma per fortuna non lo decide lui, quello che i comunisti devono pensare ed il modo in cui possono agire, i valori in cui credere. O forse gioca a fare il comunista lui, che comunista non è, ma fa sventolare la sua effige manco fosse Kim Il Sung?

Domanda e risposta: quale viabilità a Senago?

La nostra città soffre, negli orari di punta, di congestione di traffico da attraversamento. Per questo, molti -troppi- pensano di risolvere il problema costruendo nuove strade (le tangenziali) che permetterebbero di “saltare” il centro di Senago. Noi pensiamo che sia sbagliato. La costruzione di nuove strade risolve il problema solo in un primo periodo: sulla media e sulla lunga distanza i problemi aumentano. Alla loro apertura, le tangenziali richiamerebbero una parte importante del traffico di attraversamento, alleggerendo il centro di Senago. Però, quando i nuovi percorsi richiameranno nuovo traffico, si intaseranno anche quelli e dunque i veicoli ritorneranno a  congestionare il centro, che verrà visto come un’alternativa alle tangenziali intasate. Questo avverrà perché il numero di veicoli è  superiore alle capacità ricettive delle strade. Se non ci credete, provate a verificare in che condizioni si trovano tutti i percorsi alternativi alle arterie intasate (per esempio, la Milano-Meda). Questo è ciò che avverrà nel medio periodo. Ma non basta: nel lungo periodo attorno all’asse viario delle tangenziali sorgeranno inevitabilmente strutture di servizio e commercio (tanto per provare a immaginare:  stazioni di rifornimento, bar, centri commerciali) che richiameranno ancora più traffico nelle tangenziali e dunque nell’attraversamento del centro della nostra città. Avremmo così maggiore traffico e maggiore cementificazione. La nostra politica sarà quindi di convinto rifiuto di questa soluzione. Ma allora in che modo far fronte al traffico senza le tangenziali?

La risposta sta nel trasformare tutto il centro città in “Zona 30 Km/h“. Rispetto a chi vuole un attraversamento veloce, è una dissuasione a praticare il centro e un incentivo a trovare percorsi alternativi.  La ridotta velocità abbatterà le emissioni e ridurrà il numero di incidenti, oltre a diminuirne la pericolosità. Dossi rallentatori e variazioni altimetriche della carreggiata saranno sufficienti per mantenere la velocità prescritta. La spesa sarà sicuramente inferiore a quella delle tangenziali!

Studieremo, incoraggeremo e promuoveremo, inoltre, anche soluzioni alternative all’uso tradizionale delle autovetture: spesso esse sono occupate solo dal conducente. Car pooling e car sharing potrebbero ridurre il numero di vetture in circolazione. Studieremo cioè la fattibilità di un progetto destinato ad incoraggiare l’uso collettivo di uno stesso veicolo o la condivisione di un solo veicolo tra più persone che non hanno necessità di utilizzarlo tutti i giorni.

Anche l’uso del trasporto pubblico migliorerebbe il quadro viabilistico senaghese.  Il collegamento con p.le Machiachini (MI) lungo la  Strada Provinciale 35  è in via di riprogettazione. E’ incerta la sorte del vecchio Gamba de legn, il “trenino” Milano-Limbiate. Dopo tante voci di soppressione della linea, si sa che il Gamba de legn sopravviverà ancora per un po’: il Comune di Milano ha stanziato 3,8 milioni di euro per la manutenzione della tratta, ma prima o poi il “trenino” dovrà andare in pensione. Il CIPE ha stanziato 60 milioni di euro per la riqualificazione della tratta (c’è la possibilità di una metrotranvia, o metrò leggero), ma senza un progetto questi soldi verranno persi: per cui, i Comuni interessati si stanno già consultando. Si vocifera di  una eventuale nuova linea che si fermerà a Paderno; “remano” contro l’idea di una metrotranvia alcuni Comuni che hanno già stazioni ferroviarie sul loro territorio. Ma tutte le consultazioni stanno avvenendo senza il Comune di Senago, che non può dire la sua, poiché è commissariato! Ci batteremo perché la nostra città non venga esclusa dalla rete dei trasporti dell’hinterland e perchè venga realizzata una linea di metrò leggero da Maciachini a Limbiate.

Sarà importante anche costruire una rete di trasporti interna e rinforzare il collegamento con punti di interesse esterni. Due linee circolari potrebbero collegare Senago con l’Ospedale di Garbagnate e le stazioni di Bollate Nord e di Palazzolo. Anche questi trasporti eliminerebbero traffico di attraversamento, soprattutto di chi, provenendo da Limbiate, deve raggiungere Bollate Nord. Si potrebbero aprire consultazioni con il Comune di Limbiate per questo. Infine, riprenderemo l’esperienza purtroppo accantonata delle navette per il cimitero e per il mercato.

Ma la viabilità non è argomento dei soli veicoli a motore: esistono -per fortuna- biciclette e pedoni. Per le une e per gli altri, occorre non solo completare il tracciato dei percorsi ciclopedonali, ma anche collegarli tra di loro, per non avere molti tratti, tra loro scollegati. Nei punti in cui  le piste incrociano le strade percorse dal traffico motorizzato, si può pensare a semafori dedicati, come nei Paesi Bassi o nella stessa Milano. La rete senaghese andrà poi connessa alle reti dei Comuni limitrofi.

Il razzismo è una brutta storia

C’è chi nei giorni scorsi si è esercitato con scope e ramazze per fare un po’ di pulizia (vera o presunta) …al proprio interno !

Nel frattempo, dalla serata della mitica fiaccolata contro l’altrettanto mitologico campo nomadi in via Farini, erano comparse a Senago diverse scritte apertamente razziste, vergate con vernice spray con epiteti insultanti nei confronti di romeni e musulmani. Queste scritte sono apparse in diversi punti della città. Pensiamo siano state viste da tutti e non crediamo sia il caso di riproporle. Sono comunque l’esempio paradigmatico di come vi sia perfetta coincidenza ed assoluta sovrapponibilità tra razzismo ed ignoranza. Le scritte in questione contenevano infatti sgrammaticature degne di studenti del Cepu o di una qualsiasi Scuola Radio Elettra e non ce ne vogliano queste benemerite istituzioni…

Nella mattinata del 22 aprile 2012 un gruppo di militanti della coalizione composta da Senago Bene Comune e Federazione della Sinistra ha cercato di dare il proprio contributo di pulizia alla città, eliminando le scritte razziste che comparivano sul muro di cinta del centro sportivo, con una mano di vernice grigia. Ci scusiamo se l’effetto cromatico comunque non riprende la colorazione del muro di cinta medesimo, ma crediamo che sia comunque meglio della visione precedente.

L’arroganza dei furbi

Un patto, un accordo di buon senso tra i cinque candidati a sindaco per questa città. Nessun protocollo d’intesa, ma un patto chiaro: è consentito fare un banchetto con un gazebo e quattro bandiere, oltre che un sandwich che può portare due manifesti. Null’altro. Questo è avvenuto lunedì, in Comune.

Un patto che dava eguali concessioni a tutti di farsi conoscere, anche a chi non ha mai partecipato ad elezioni locali.

Purtroppo, come ci si poteva aspettare, qualcuno ha violato già in partenza tale accordo. E’ così che stamane la lista SOFO, al grido della propria megalomania e voglia di assoluto protagonismo (potere?), ha invaso la piazza Marx coi propri manifesti e le proprie gigantografie inneggianti il proprio candidato.

E non è valso nemmeno l’intervento dei Carabinieri, garanti per tutta la cittadinanza, a dissuaderli dal proprio fare.

Ci sentiamo allora costretti a rompere questo patto e chiediamo l’assoluto rispetto delle regole elettorali a chiunque, come la legge impone.

Rinunciamo quindi a i nostri banchetti che erano parte di quell’accordo e ci indigniamo verso coloro che non hanno avuto nemmeno l’umiltà, di fronte alla richiesta delle forze dell’ordine, di fare un misero passo indietro.

Via quindi striscioni, bandiere e quant’altro anche dalle vetrine di negozi affittati per questo scopo.

Lasciamo che i loro camion scenografici vaghino per la città ad inquinare liberamente. Forse a farsi odiare dalla gente.

Noi siamo fuori, siamo fuori da queste logiche opportunistiche e di potere. Noi siamo diversi. Chi ci vuole conoscere ci troverà in giro per il paese, itineranti e sempre pronti a scambiare due parole con chiunque sia curioso di conoscerci. Non mancheremo di mettervi nella casella della posta la nostra proposta, giusto un memo per fare conoscere la nostra idea ed il nostro programma. Su questo sito potete invece trovare ogni sorta di approfondimento e se volete possiamo incontrarci ovuque a Senago.

Stefano Palazzolo, Federazione della Sinistra e Senago Bene Comune.

L’ultimo colpo di ramazza…

E con l’ultimo colpo di scopa, nel palazzetto della Fiera di Bergamo, la pulizia è totale. Anche le nubi all’orizzonte sono state spazzate via.

Nel frattempo sono spariti gli ultimi neuroni che, tacitamente, e forse anche un po’ abusivamente, si nascondevano tra i leghisti. Finalmente liberi  potranno librarsi nel cielo alla ricerca di un approdo sicuro, trovando altrove un più fertile terreno. Sentitamente ringraziano mentre abbandonano il campo leghista, per prendere il volo verso inesplorati lidi. Si sentivano sottovalutati e male impiegati nel gruppo dirigente di via Bellerio.

La situazione attuale della Lega Nord, piuttosto sconquassata, dopo le recenti vicende dei “lumbard de noantri”, sconvolti dalle indagini della magistratura, recita pressappoco così:

1) la Lega Nord ha beneficiato di contributi pubblici (provenienti dall’odiata Roma Ladrona !!!)

2) sembra che alcuni di questi contributi  siano giunti in eccesso rispetto al dovuto e parrebbe siano state fatte carte false per ottenerli

3) i soldi sono stati investiti in modo poco chiaro (lingotti d’oro, diamanti, investimenti a Cipro e in Tanzania ed altri ricchi premi e cotillon)

4) come nello stile Lusi (ex-tesoriere Margherita e recentemente espulso dal Partito Democratico) i denari sono stati poi deviati verso l’impiego personale di componenti della famiglia “THE FAMILY” Bossi e di alcuni sodali e fedelissimi della prima ora.

Insomma la Lega Nord sembra non riuscire a distinguersi da quelli che sono i pubblici vizi e le private nefandezze che anche altri partiti della prima, della seconda e della ennesima repubblica hanno evidenziato in questi anni.

Diciamo che, nati e cresciuti per moralizzare la politica, hanno finito per esserne demoralizzati, ma non nel senso del loro umore, ora veramente sotto i tacchi. In questi giorni le inchieste si moltiplicano. Pare che anche in Tanzania non si siano fidati troppo dell’investimento azzardato, rimandando al mittente la lauta somma. Insomma un tracollo della Lega e stavolta anche la pantomima dei campi nomadi, più virtuali che reali, non servirà a lenire le ferite inferte all’eroe padano da Giussano. Sembra quasi di rivivere i tempi epici di quando anche la Lega Nord, in stile fassiniano, si fece la propria banca, impresa così fallimentare da dover cercare protezione nell’allora poco trasparente Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, tra i personaggi più ambigui, torbidi, loschi ed oscuri del recente passato dello sventurato stivaletto.

Ma attenzione a chi sembra scoprire solo oggi che vi sono situazioni poco pulite nella Lega Nord !

Non sono pochi i casi per cui risulta opportuno fare pulizia e non sono certo emersi ora per la prima volta. Purtroppo il Belpaese, patria di santi, navigatori ed eroi è da sempre sofferente di ricorrenti amnesie sia sul breve che sul lungo periodo.

In realtà la Lega Nord, lo ricorderanno non solo gli elefanti, celeberrimi per la duratura memoria, rimase coinvolta già in fasce nella tangente Enimont (200 milioni ricevuti da Patelli e Bossi per conto della Lega e gentilmente donati da Sama). Eravamo ancora alla prima tangentopoli e questo la dice lunga sull’onestà padana. Tutto documentato e ormai archiviato. Nel senso che Bossi ha subito una condanna definitiva (8 mesi) per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Pare che nell’occasione i soldi siano poi stati raccolti in una damigiana e restituiti, ma in una fase di probabile delirium tremens, (eh già la damigiana doveva pur contenere qualcosa prima !!!). Nessuno ricorda più che fine abbiano fatto i 200 milioni di lire, ma gli effetti inebrianti dell’alcol ancora perdurano.

Per venire ai nostri giorni in cui Bossi sembra essere al centro di una serie di utilizzi impropri dei soldi destinati al finanziamento dell’attività politica della Lega Nord. Ma Bossi non può essere abbattuto e questo anche Roberto Maroni lo sa bene !!! E quindi non è possibile nei suoi confronti fare quello che si fece con le statue (e pure con le persone fisiche) dei vari Gheddafi, Saddam Hussein, Ceausescu o di qualsiasi altro dittatorucolo deposto e caduto in disgrazia.

Mai come in questo caso la Lega Nord e Bossi vivono in simbiosi. Non esiste l’una senza l’altro e viceversa. Quindi per non far implodere il progetto padano (molto meglio il grana, o la grana secondo il tesoriere Belsito) è necessario dare un salvacondotto a Umberto Bossi, mandando al naufragio tutto il resto, mogli, trote e badanti comprese e tutta la corte dei miracoli di cui si è circondato da sempre e soprattutto negli ultimi anni.

In realtà nella Lega Nord non va più di moda la lotta per la secessione, ma siamo in aperta campagna per la successione e da tempo Maroni era in pista con i suoi barbari sognanti contro il cosiddetto cerchio magico. Maroni però capisce bene di non poter diventare il responsabile e nuovo padrone politico di un contenitore che viene svuotato e ha la necessità di salvare un po’ capra e cavoli. Se si vuole la leadership di un partito quel partito deve ancora contare qualcosa, altrimenti si fa la guardia al bidone, come si dice in gergo. Divenire il leader di un cumulo di macerie interesserebbe a pochi e quindi Maroni ha la necessità di salvare Bossi Umberto, che non conterà più nulla, ma deve ancora impersonificare il richiamo ancestrale ai valori padani e quindi serve allo scopo di mantenere saldo il legame con la “storia padana”.

Non si salva invece il trota Renzo Bossi che sembra essere la mente (e già la contraddizione è enorme) di una sorta di grande truffa. Diciamo per dirla con l’avvocato Ghedini che, mai come in questo caso, Renzo Bossi può essere solo l’utilizzator finale, dei denari della Lega, delle cariche pubbliche, avute quasi per lascito ereditario e senza alcuna gavetta politica, dei titoli di studio acquisiti in scuole più o meno parificate e così via. Perchè prendersela con questo fanciullo ???

E non ci vengano a dire che di tutto questo, Bossi (Umberto) era completamente all’oscuro perchè dovremo avere un’intera salumeria sugli occhi per crederci. Lo stile Scajola è stato pienamente adottato per giustificare la sua totale non conoscenza sulla provenienza del denaro servito alla ristrutturazione di casa, come del finanziamento alla scuola gestita dalla moglie. Questi ultimi episodi sono ormai gli ultimi stadi di un leader più che tramontato. Un leader che si lascia scappare un’affermazione tanto pericolosa quanto indelicata. Avrebbe detto infatti che un partito i propri soldi, quelli raccolti con il tesseramento e le feste popolari, li può anche buttare dalla finestra. Una base che si rispetti ed un corpo militante di quel partito avrebbe forse qualcosa da ridire o quanto meno da eccepire. E non crediamo nemmeno alla verginità dell’emergente Roberto Maroni che, dopo essere stato condannato anni or sono per resistenza a pubblico ufficiale (azzannò il polpaccio di un poliziotto),  vorrebbe farci credere che la Lega mantiene pura ed intatta la propria integrità morale. Il lezzo di letame però inizia a sentirsi, ma cari leghisti non rammaricatevi troppo, non tutto il male vien per nuocere, Come cantava De Andrè “dal letame nascono i fior”. Peccato che nel caso si tratti di crisantemi.

Ma lasciateci un commento amaro nel finale. Bossi (Umberto) che alla manifestazione con scope e ramazze chiede scusa per i danni creati dagli altri Bossi (i figli), è veramente l’apice parossistico di questa vicenda. Un padre che riversa sui propri figli responsabilità che dovrebbe invece raccogliere su di sè. L’eroismo padano diviene vigliaccheria goffa ed anche un po’ cialtrona. Diremmo non proprio il Braveheart a cui si sarebbe pensato ed a cui qualcuno si era pure ispirato. Un comportamento non certo da padre di famiglia, ma questo attiene ad altri giudizi che solo collateralmente hanno a che fare con la politica, ma da oggi Bossi si prepara a svolgere il ruolo dell’icona, da utilizzarsi come richiamo alla tradizione leghista. Nessuna autonomia politica e nessun potere decisionale. In sostanza un barbaro agonizzante in preda agli incubi.

Di ben altri spazzini avremmo effettivamente bisogno e l’immagine sotto può ben rappresentare come dovremmo sbarazzarci di banchieri, governanti e potentati di turno che sono quelli che hanno favorito il fatto che i 10 italiani più ricchi guadagnino quanto tre milioni di poveri.

APERITIVO ELETTORALE

SABATO 21 APRILE 2012
ORE 19:45
BAR RISTORANTE
“OZIO E VIZIO”
nelle adiacenze della sede della coalizione
Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune
sita in via Garibaldi 35, Senago


Stefano Palazzolo, candidato sindaco della coalizione
Federazione della Sinistra – Senago Bene Comune
ed i candidati delle due liste
incontrano cittadini e simpatizzanti.
TI ASPETTIAMO!


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