Ottimo risultato di Izquirda Unida in Asturia e Andalusia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27/03/2012 11:35 | POLITICAINTERNAZIONALE | Fonte: rifondazione.it

Si sono svolte domenica 25 marzo le elezioni nelle regioni spagnole dell’Andalusia e delle Asturie.

Nella regione di Siviglia, governata fino ad ora dal Psoe che alle scorse elezioni del 2008 con il 48 % dei voti aveva ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi (56 su 109), il dato più significativo riguarda l’astensione. 3 milioni novecentomila votanti contro i 4 milioni e mezzo del 2008 con una perdita secca di più di dieci punti percentuali (dal 72 al 62 %). Per la prima volta il Partido Popular diventa la prima forza politica in voti, percentuali e seggi, nonostante la perdita di 170mila voti. Ottiene, infatti, 1 milione 570mila voti (pari al 40,66 % e 50 seggi) contro il milione 730mila voti (pari al 38,45 % e 47 seggi) del 2008. Si può ben dire che il risultato strettamente elettorale del PP sia tale soprattutto per la debacle del PSOE, fortissimamente colpito dall’astensione, ma che l’obiettivo della maggioranza assoluta dei seggi e del governo sia abortito.

Il Psoe, nonostante la forte polarizzazione bipartitica e la nuova collocazione di opposizione al governo nazionale del PP, continua a pagare le sue politiche neoliberiste nazionali passando da 2 milioni 180mila voti (pari al 48,41 % e 56 seggi) del 2008 a 1 milione 520mila voti (pari al 39,52 e 47 seggi) di domenica 25 marzo. Ottimo successo di Izquierda Unida che passa da 317mila voti (pari al 7,06 % e 6 seggi) del 2008 agli attuali 437mila voti (pari al 11,34 % e 12 seggi). La nuova formazione di centro Union Progreso y Democracia, nonostante la quintuplicazione dei voti (da 27mila a 130mila e dallo 0,62 al 3,35 %) non ottiene nessun seggio. Fallimento anche del nuovo partito verde EQUO con uno scarsissimo 0,53 %. Insignificanti i risultati degli immancabili piccoli partiti comunisti, PcPE (0,10 %) e UCE (0,02 %).

Ora si apriranno le trattative del PSOE con Izquierda Unida per la eventuale formazione del nuovo governo. Non si annunciano facili sia per il giudizio molto duro che IU ha dato dell’esperienza del governo andaluso del PSOE sia per la distanza programmatica che divide ancora i due partiti, nonostante la svolta a sinistra del Psoe in campagna elettorale e contro il governo nazionale. Izquierda Unida, che ha fatto una campagna elettorale esplicita contro il bipartitismo e affinché il Psoe non potesse continuare a governare da solo, è sostanzialmente la vera vincitrice delle elezioni. È presumibile, se non sicuro, che i contenuti della campagna elettorale di IU diventino oggetto di una difficile trattativa politica per costituire una maggioranza di governo. Vanno dalla creazione di una banca pubblica andalusa con l’obiettivo di finanziare un piano capace di dimezzare subito la disoccupazione nella regione (arrivata alla cifra stratosferica del 29 %) ad un reddito sociale garantito per eliminare la povertà. Oltre ad una riforma fiscale consistente e ad una persecuzione durissima dell’evasione. Da un forte incremento della spesa per l’istruzione e per la sanità ad una legge che promuova la partecipazione popolare permanente alle attività istituzionali.

Anche nella piccola regione del Principato delle Asturie, dove si è votato dopo solo dieci mesi dalle ultime elezioni a causa dell’impasse del governo di minoranza del partito locale di destra FAC (Foro de Ciudadanos), ha trionfato l’astensionismo. Da 600mila elettori del 2011 a 500mila di domenica 25 marzo e dal 67 % al 56 % dei votanti. Punito il FAC che perde 50mila voti e passa dal 30 al 25 % e da 16 a 13 seggi. Pur perdendo diverse migliaia di voti aumentano rispettivamente il Psoe (da 180mila voti a 160mila) e dal 29,92 % e 15 seggi del 2011 al 32,01 % e 16 seggi di domenica 25 marzo, e il PP (da 120mila voti a 108mila) e dal 19,95 % e 10 seggi al 21,53 % e 10 seggi. Anche qui forte affermazione di Izquierda Unida che nelle Asturie, nonostante la componente verde abbia scelto di abbandonarla a favore di Equo (0,50 %), ottiene 69mila voti (pari al 13,78 % e 5 seggi) contro i 62mila voti (pari al 10,28 % e 4 seggi) del 2011. Con quasi 19mila voti e il 3,75 % (contro il 2,44 % dell’anno scorso) il partito centrista UPyD conquista un seggio ed entra per la prima volta nel parlamento regionale.

Si può dire che nelle Asturie, come l’anno scorso, la maggioranza degli elettori ha votato a destra. Ora bisogna vedere se il FAC e il PP saranno in grado, al contrario che nella scorsa legislatura, di produrre un accordo.

Martedì 27 Marzo 2012 (Controlacrisi.org)
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