Stefano Palazzolo, candidato Sindaco di “Senago Bene Comune” e “Federazione della Sinistra”

Sono nato a Milano nel 1965 (si, sono 46 anni!) ed abito a Senago dal 1998.

Sposato con due figli di 9 e 19 anni, mi sono diplomato nel 1984 come “tecnico delle industrie elettroniche” e lavoro dal 1982, nel settore ricerca e sviluppo in aziende private, come progettista elettronico.

Da sempre estraneo alla politica, non ho mai avuto esperienze istituzionali dirette ed il mio interessamento alla “cosa pubblica” avvenne durante l’ultima giunta di centrosinistra, quando partecipai alle assemble di Bilancio Partecipato, di cui fui nominato referente di ambito territoriale, e successivamente al Forum di Agenda 21 locale, di cui sono stato coordinatore del gruppo tematico territorio e mobilità.

Amo la Musica e l’Alpinismo, ragioni di vita e d’insegnamento.

Questo sono io in pochissime e succinte parole.

Quello che segue è il punto centrale dell’idea di governo per Senago uscita dal connubio tra la “Federazione della Sinistra di Senago” ed il movimento “Senago Bene Comune – Socità Ambiente Territorio”, rappresentate dalla mia figura.

Come a me piace dire, “un’idea fuori dal Comune”!!!

Stefano Palazzolo

(Candidato Sindaco a Senago di FDS e Senago Bene Comune)

§

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

L’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio.

Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

Il limite di non ritorno, superato il quale l’ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.

Non vi è angolo d’Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari.

Non si può andare avanti così! La natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l’agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.

 LA TERRA D’ITALIA CHE CI ACCINGIAMO A CONSEGNARE ALLE PROSSIME GENERAZIONI È MALATA. CURIAMOLA!

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Manifesto nazionale

 Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.).

Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.

Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

Tutto ciò porta da una parte allo svuotamento di molti centri storici e dall’altra all’aumento di nuovi residenti in nuovi spazi e nuove attività, che significano a loro volta nuove domande di servizi e così via all’infinito, con effetti alla lunga devastanti. Dando vita a quella che si può definire la “città continua”.

Dove esistevano paesi, comuni, identità municipali, oggi troviamo immense periferie urbane, quartieri dormitorio e senza anima: una “conurbazione” ormai completa per molte aree del paese.

Ma i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse, seguire strade alternative? Sì!

Quelle che risiedono in una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio di suolo e alla cosiddetta “crescita zero”, quelle che portano ad indirizzare il comparto edile sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Il movimento di opinione per lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO e i firmatari individuano 6 principali motivi a sostegno della presente campagna nazionale di raccolta firme.

STOP PERCHE’?

1. Perché il suolo ancora non cementificato non sia più utilizzato come “moneta corrente” per i bilanci comunali.

2. Perché si cambi strategia nella politica urbanistica: con l’attuale trend in meno di 50 anni buona parte delle zone del Paese rimaste naturali saranno completamente urbanizzate e conurbate.

3. Perché occorre ripristinare un corretto equilibrio tra Uomo ed Ambiente sia dal punto di vista della sostenibilità (impronta ecologica) che dal punto di vista paesaggistico.

4. Perché il suolo di una comunità è una risorsa insostituibile perché il terreno e le piante che vi crescono catturano l’anidride carbonica, per il drenaggio delle acque, per la frescura che rilascia d’estate, per le coltivazioni, ecc. 

5. Per senso di responsabilità verso le future generazioni.

6. Per offrire a cittadini, legislatori ed amministratori una traccia su cui lavorare insieme e rendere evidente una via alternativa all’attuale modello di società.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

 I firmatari del presente manifesto richiedono una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa “mappatura” di case sfitte e capannoni vuoti.

Abbiamo sottoscritto quindi questo manifesto perché si blocchi il consumo di suolo e si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate, salvaguardando il patrimonio storico del Paese.

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Le linee guida del PGT, redatte dallo studio dell’Arch. Favole su commissione del Comune di Senago, indicano un dato importante circa la crescita della popolazione di Senago per i prossimi anni: “in costante diminuzione”.

Questo dato, preso dall’annuario statistico della Regione Lombardia, considera l’andamento naturale della popolazione e non considera variabili di tipo esogeno, come per esempio la disponibilità di nuove abitazioni o aree fabbricabili.

La lettura di questo dato ci porta immediatamente sul sentiero del consumo di territorio. Purtroppo in molti ineggiano ancora oggi alla necessità di nuove costruzioni, fosse solo per chi non ha casa o per chi, venendo da fuori porta, desidera approdare in questo Comune. Ebbene, questo dato scoraggia ogni possibile ponte si possa calare verso gli speculatori e dimostra chiaramente che la nostra popolazione è invecchiata e che il deficit tra nascite e decessi è inesorabilmente destinato a favore di questi ultimi. In altre parole non vi è necessità di realizzare nuove costruzioni residenziali nè di destinare nuove aree a costruzioni di qualunque tipo.

Una cruda realtà per chi vuole continuare nella speculazione edilizia che in questi ultimi decenni ha imperversato lungo tutto lo stivale ed in particolare proprio nel nostro Comune. STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Il bisogno casa, quello vero, è necessità di poche famiglie messe oramai sul lastrico dalle continue strette economiche, non ultima quella del governo Monti, che vedono calare giorno dopo giorno la possibilità di acquistare autonomamente la casa dove abitare e creano inesorabilmente le condizioni per cui anche un affitto in forma privata diventa insostenibile.

Ecco quindi che ancora una volta la demagogia prende il sopravvento ed in nome del bisogno casa si giustificano nuovi insediamenti su territori vergini.

E’ ora di dire basta. La soluzione non può di nuovo passare dal consumo di territorio. E’ insostenibile sotto ogni profilo, compreso quello della realizzazione di servizi che ciò comporterebbe e che non vengono poi mai fatti, per non parlare poi dei servizi che nuova popolazione chiederebbe alle già asfittiche casse comunali. Salviamo il territorio, concentrando invece le esigenze ed i bisogni di chi ha davvero necessità di una casa, passando il testimone ad un nuovo modo di concepire l’urbanizzazione che filtra ed accoglie le esigenze dei residenti attraverso un percorso di valorizzazione e recupero di tutti gli immobili dismessi nel territorio. Vogliamo che si lavori sul recupero energetico degli edifici e sulla ristrutturazione dei beni esistenti affinchè il patrimonio possa valorizzarsi e rendersi quindi disponibile a forme di affitto sostenibile. Vogliamo un censimento completo degli immobili e convertire aree non più adatte ad uso industriale in aree dove il residenziale pubblico possa finalmente rispondere alle esigenze casa dei residenti che non ce la fanno da soli. I molti, troppi, capannoni industriali sorti come funghi a Senago, saranno luogo destinato alla desertificazione, imposta non da una politica che li osteggia, ma dalla realtà che vede per i prossimi anni il paese in RECESSIONE.

Riteniamo che lo sviluppo non sia quello di costruire ma quello di conservare. Il lavoro che può essere creato da una politica di conservazione dei valori immobiliari locali e di ristrutturazione in termini di efficienza energetica è l’unica vera crescita economica che si possa auspicare e che non va a discapito dell’ambiente favorendo il lavoro. Crediamo che la crescita indiscriminata, come quella avvenuta dal dopoguerra ad oggi, sia la fine dell’era moderna. Vogliamo che le poche risorse disponibili siano indirizzate alla rinascita delle case di corte, dove la convivenza ed il reciproco aiuto erano un patrimonio di tutti noi, culturale in primo luogo. Vogliamo abbassare gli indici di edificazione per evitare l’insulso sorgere di palazzi dove prima c’erano villette o case di corte. Vogliamo creare una città vivibile, dove lo spazio e la convivialità siano un bene di tutti. Per fare questo non occorre fare nulla: “la popolazione è destinata a diminuire ed allora diciamo STOP al CONSUMO DI TERRITORIO”.

 §

 PGT a crescita ZERO

 Lo studio preliminare per il nuovo PGT, elaborato dallo studio dell’Architetto Paolo Favole, indicava, in assenza di nuovi insediamenti abitativi, una costante decrescita della popolazione residente a Senago per il decennio dal 2011 al 2021 (fonte annuario statistico regionale), vista in termini di bilancio tra nascite e decessi.

Le prospettive economiche per i prossimi anni, recentemente elaborate dai più autorevoli organi internazionali (OCSE), indicano una inevitabile recessione economica, peraltro già in atto, in tutta Europa e più in particolare in Italia.

L’intensità d’uso del territorio del nostro Comune è considerata critica ed è di 6913 Ab/Kmq (69 Ab/ettaro), facendo a gara, come criticità, coi territori più densamente abitati del nostro paese.

Questi tre fattori, tra loro inevitabilmente correlati, ci portano a riconsiderare il Piano di Governo del Territorio nel senso della crescita zero. Non abbiamo più risorse a disposizione e le poche che ci saranno vorremmo che fossero destinate non più all’urbanizzazione inutile e dannosa ma al sostegno dei bisogni sociali dei cittadini, con particolare riguardo alle fasce più deboli, anziani, disabili, bambini, disoccupati, sfrattati o con difficoltà in affitto.

A tal fine la proposta del “PGT a crescita zero”, vuole favorire uno sviluppo della qualità dell’abitare nel nostro territorio, privilegiando i servizi al cittadino e rendendo nel contempo il nostro Comune una “zona franca” da ogni  speculazione contro il territorio.

E’ necessario quindi fermare lo spreco e la speculazione perpetrata proprio ai danni del territorio

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NO TANGENZIALI

Nuove strade vuol dire nuovo traffico e con esso nuovo smog, rumore, nuovi insediamenti produttivi e residenziali che necessitano di ulteriori servizi che la città non è più in grado di dare. A questo diciamo STOP.

La tangenziale sud non è un’esigenza della città la quale può benissimo farne a meno. C’è già la tangenziale al confine con Bollate, viale Lombardia, ed un suo doppione non serve a nessuno. Al suo posto vogliamo lasciare gli spazi verdi che già ci sono.

La tangenziale nord sarebbe come una voragine che si insedierebbe all’interno del delicato equilibrio del Parco delle Groane. La soluzione al problema di attraversamento del centro di Senago sta nell’utilizzare l’esistente. La via per Cesate che conduce la maggior parte di traffico verso Garbagnate, può essere allargata in modo opportuno e resa fruibile dai veicoli così direttamente deviati verso la tangenziale di Garbagnate (già esistente). In questo modo si aprirebbe una via più veloce per chi, venendo da nord, deve dirigersi alla stazione del treno di Serenella.

Con i soldi risparmiati dalla non costruzione delle tangenziali sarà possibile creare un vero servizio di trasporto pubblico, ovviamente eco-sostenibile, per Senago che colleghi in modo razionale la città alle stazioni dei treni e della metropolitana. Si potrà poi ripristinare il servizio di trasporto pubblico tolto dalla giunta Rossetti: pulmino per il mercato e per il cimitero.

NO VASCHE

Siamo tra i promotori e sostenitori del Comitato Senago Sostenibile e pensiamo che la lunga battaglia contro la costruzione delle vasche non terminerà con la recessione del progetto da parte della Regione ma dovrà continuare per ottenere la totale libertà di quel pezzo di territorio contro ogni futura speculazione.

Dei due terreni previsti dallo studio della regione, quello interno al Parco delle Groane dovrà rimanere allo stato vergine in cui i ghiacciai, in un lavorio durato millenni, lo hanno creato e ce lo hanno lasciato. L’altro terreno, pensato per la vasca piccola, diverrà il simbolo di questa lotta adottandolo ad orto comunale su cui sarà fondato il progetto “La città degli orti”.

Con questo progetto il comune si farà promotore e coordinatore per  promuovere la pratica della coltivazione dell’orto. Con questa pratica si vuole chiamare la comunità senaghese alla condivisione e cooperazione in un’attività che può aiutare soprattutto le famiglie e le persone in maggiore difficoltà economica. Questa pratica favorirà la filiera corta e consentirà a tutti di assaporare i “VERI” cibi della terra.

Un mercato periodico dello scambio e la promozione di cooperative di consumo coadiuveranno questo progetto.

STOP CAVE

Dopo decenni di abuso sul suolo, vogliamo che le cave siano dismesse ed a loro posto siano realizzate due grandissime aree a verde pubblico e ricreativo. Un luogo d’incontro per tutti dove sarà possibile svolgere attività sportive e ricreative all’aria aperta. Stop ad ogni speculazione e stop  all’inquinamento da rumore e polveri che le cave producono ogni giorno. Chiederemo uno stralcio immediato delle zone cava già esaurite al fine evitare qualsiasi altro utilizzo improprio del suolo e per garantirle a spazio di verde pubblico. Senago deve tornare sovrana nella gestione del proprio territorio.

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Un’altra idea di urbanistica e la piazza del mercato

Alcuni punti della nostra città rivestono importanza storica per la nostra comunità,e vanno preservati e valorizzati. Ad esempio il Ponte Geriale ha un valore affettivo e storico per i senaghesi, ma ora è a rischio di distruzione per l’irrefrenabile volontà di cementificare (e pure male) il territorio. Il Ponte Geriale, al confine con il Parco delle Groane, deve rimanere invece una porta cittadina che esemplifichi il collegamento tra le realtà urbane e le aree a verde naturale.

Avere una “bella” città non è questione di avere molti palazzi moderni o piazze di cemento.

Vuol dire tornare ad avere una città viva e accogliente, non intasata da traffico e senza ostacoli nel suo attraversamento ciclo-pedonale: sicuramente le strade esistenti vanno manutenute in condizioni ottimali, ma molto si deve fare per creare e organizzare percorsi pedonali e ciclistici che connettano i quartieri di Senago e le principali stazioni di servizio pubblico. La piazza del Mercato, che anno dopo anno sta diventando un centro alternativo e pulsante di Senago, dovrà mantenere i suoi tre attuali scopi:

mercato all’aperto, magari con strutture di servizio da migliorare; tale struttura è a tutti gli effetti un’alternativa valida, anche socialmente, ai vari “centri commerciali” di nuova generazione, troppo lontani dalla nostra cultura sociale e storica e che portano arricchimenti solo a poche grandi organizzazioni.

Parco a verde: anche qui le strutture vanno magari risistemate e protette contro atti di vandalismo, ma la piazza è già oggi un ottimo centro di aggregazione e sfogo per bambini e loro genitori, come per persone anziane

Area comunale, magari con strutture leggere ma pubbliche, come potrebbe essere una Casa per l’Acqua Pubblica o una mini-arena per spettacoli all’aperto o per aggregazioni varie Istalleremo e monitoreremo regolarmente centraline dell’Aria, esponendo i dati non censurati su sito web comunale ed integrando elementi previsionali e proiezioni, agendo in rete con altre amministrazioni comunali intorno a noi.

In un’ottica di contenimento delle volumetrie e della cementificazione anche la piazza del mercato rimane per noi uno spazio che non può subire il “progetto di valorizzazione” che in passato venne proposto e che altri ancora vogliono ripresentare. Noi pensiamo a una valorizzazione di quello spazio sulla scorta di ciò che già è, e quindi spazio commerciale all’aperto secondo una tradizione che conosciamo da tempo ed in antitesi ad un nuovo blocco di cemento che verrebbe a deturpare ulteriormente il contesto in quella zona. Pensiamo sia realmente uno sfregio eliminare dal contesto cittadino uno spazio di vita sociale come può essere oggi ed è stata finora l’attuale piazza del mercato.

MOBILITA’

 TRASPORTO PUBBLICO

Vogliamo realizzare a Senago un vero servizio di trasporto pubblico che collega la città alle stazioni ferroviarie ed alla metropolitana di Milano.

Sulla base di quanto già realizzato in via sperimentale, vogliamo inserire nel territorio due linee circolari che collegheranno Senago alle stazioni di Palazzolo, Bollate Nord e l’Ospedale di Garbagnate nonchè elaborare un punto d’incontro con l’utenza di Limbiate che, proprio per mancanza di mezzi pubblici, utilizza vetture proprie per recarsi alla stazione di Bollate Nord, intasando le strade del centro di Senago.

Saremo promotori verso la Regione, la Provincia e gli altri Enti coinvolti , per far si che il progetto di metrò leggera, che condurrà da Limbiate al metrò di Comasina e purtroppo accantonato dalla Regione, sia nuovamente preso in considerazione e realizzato. Questo per rispondere anche alle esigenze di tutti i comuni dell’hinterland e di Milano di affrontare seriamente la questione dell’elevato inquinamento dell’aria e di ottenere un collegamento veloce ed utile tra Senago e la capitale della regione. La più alta densità abitativa è a nord di Milano e va quindi orientato in tale direzione ogni ulteriore investimento sui trasporti pubblici.

L’integrazione di questi due progetti potrà evitare la costruzione delle tangenziali ed i fondi ad esse destinati, se mai si riusciranno a reperire, potranno essere invece usati per questo scopo ben più sostenibile.

Vogliamo altresì reintegrare il servizio di trasporto pubblico per il mercato del lunedì e per il cimitero, brutalmente accantonati dalle destre pasticcione.

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PISTE CICLABILI

Abbiamo già un grande patrimonio nel nostro Comune: una fitta rete di piste ciclabili volute dalla sinistra a Senago.

Il nostro obbiettivo è di completare la rete per renderla interamente fruibile collegando tra loro tutti i segmenti di percorso ancora frammentati.

Vogliamo creare tutti i collegamenti ciclabili intercomunali che ad oggi non esistono e rendere Senago raggiungibile in bici da ogni parte, in un percorso utile e sicuro. Crediamo che il mezzo di trasporto del futuro sia la bicicletta che può battere senza problemi l’automobile, la cui velocità media di spostamento è spesso minore di 20Km/h.

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AUTOMOBILI

Le autovetture sono spesso un flagello della nostra epoca. Gli incidenti stradali sono importanti cause di decesso in Italia. La velocità è spesso fattore determinante e chi più spesso ci rimette sono gli inermi pedoni o ciclisti.

Una città “lenta” è sinonimo di gusto e sapore. Una città lenta consente di cogliere i lati essenziali del vivere permettendoci di vedere ciò che ci circonda e di assaporarne le forme. Dobbiamo arrivare ad avere un flusso dio traffico lento ma sicuro e fluido.

Una città a 30Km/h è uno spazio creato a misura d’uomo, uno spazio vivibile e conviviale, uno spazio dove muoversi con le proprie gambe ed i propri mezzi diventa un piacere e forse un’obbligo. Uno spazio dove l’umano sovrasta la frenesia delle macchine e dove il tempo assume l’essenza della contemplazione della vita. Una città a 30Km/h fa aggiungere 4 minuti in più di tempo per attraversarla e contemplarla, ma consente a chiunque di muoversi in assoluta sicurezza, dagli anziani che vanno a piedi o usano la bicicletta ai bambini nei passeggini, dai ragazzi che prendono il pullman per la scuola ai disabili coi loro mezzi di locomozione lenti ed ecologici.

Un pedone che viene investito da un’auto che viaggia 50Km/h muore. Lo stesso pedone o ciclista che viene investito a 30Km/h, sopravvive sempre.

§

Riteniamo che le proposte che negli ultimi anni hanno visto diverse forze politiche schierarsi a favore delle tangenzialine siano da rigettare in toto.

Abbiamo in diverse occasioni avuto modo di pensare e di parlare di una nuova organizzazione del traffico. Le tangenziali sono spesso definite come la soluzione del problema, ma in realtà sono parte integrante del problema stesso. Le tangenziali hanno sempre contribuito ad aumentare il traffico e quindi poi a veicolarlo verso la città. Difficilmente nuove soluzioni che passano ancora attraverso scelte già percorse in passato potranno rivelarsi realmente risolutive.

Pensiamo che una logica del disincentivo all’uso del mezzo proprio debba essere rafforzata sia per la soluzione al problema traffico che per un doveroso intervento sull’inquinamento. Si dovrà in prima istanza procedere ad una analisi regolare dei flussi di traffico in Senago ed inoltre ad un monitoraggio del traffico da e per Senago ed in coordinamento con i comuni limitrofi andranno cercate delle soluzioni che possano essere realmente volte al miglioramento della gestione del traffico. Il Comune potrebbe pensare ad incentivi per poter favorire i meccanismi di car-sharing e car-pooling in modo da limitare al minimo l’impiego di auto con un singolo viaggiatore che sono oggi purtroppo la norma.

Anche in questo senso la chiave di volta va inserita in un meccanismo di consumo critico o diciamo per l’esattezza in una logica di decrescita nella quale non è più possibile mantenere uguale il livello di consumi raggiunti. Anche questa logica individualista dell’impiego dell’auto come unica soluzione ai problemi di spostamento è effettivamente da analizzare e su questo può basarsi un nuovo modello di società che preveda ancor più l’incentivo di mezzi pubblici realmente efficienti e competitivi sia nei tempi che nei costi e quindi lo sviluppo di una modalità di viaggio collettivo.

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