Archivio per 26 febbraio 2012

IMU ICI e laicità

Da qualche giorno sui giornali appaiono titoli riguardanti l’imposizione fiscale sugli edifici della Chiesa. Sin dai primi giorni l’unica cosa che ho potuto capire è la mancanza di chiarezza di tutte le parti politiche coinvolte: si parlava di “edifici a scopi commerciali”.  Cosa si intende per “edifici a scopi commerciali”? Bisogna inserire anche le scuole nella suddetta categoria?

Stranamente il pio coro delle voci cattoliche ha tardato a farsi sentire, solo in questi giorni si è posto baluardo della difesa delle scuole cattoliche.  La dialettica tra scuole pubbliche e private (di natura cattolica) è vecchia quanto la Costituzione, che è comunque chiara a riguardo! Quello che è più triste in questa situazione è che il Presidente della Repubblica, difensore della Costituzione abbia espresso la sua simpatia verso una posizione non totalmente equa. Anche l’ex ministro Fioroni si è espresso su questa linea dicendo: …chiederemo alle famiglie di pagare molto di più per le scuole materne dei loro figli e la cura dei loro malati. Fa ridere come l’ex ministro dell’istruzione pubblica e appartenente al laicissimo Partito Democratico non sappia scindere il suo credo cattolico dall’obiettività che si richiedere in questi casi. Per assistere bambini e anziani non ci sono le strutture pubbliche, perché tutte le famiglie (che parola santa!!!) dovrebbero rivolgersi ad enti cattolici? E i soldi per le istituzioni pubbliche? Non so quanto la nostra scuola e i nostri servizi assistenziali possano migliorare se c’è ancora vivo lo spettro della Chiesa che deve solo lei salvare le sorti dei piccoli e dei malati assistendoli e tappando loro la bocca.

In realtà non capisco dov finisca la pia assistenza verso gli ultimi e inizi una sottilissima opera di propaganda politica, non mi pare tanto lontano lo scenario, descritto da Calvino ne “La giornata di uno scrutatore”, di preti e suore che influenzavano il voto di ciechi e storpi all’interno del Cottolengo. Quanto avviene con questo malcelato favoritismo è ben più sottile della situazione descritta nel bel romanzo, ma non dissimile.

Certamente io non mi permetterei mai  di augurare una fine infelice a quegli istituti, che pur qualche pregio potrebbero avere, ma auspico una presa di posizione netta nella difesa della scuola pubblica a sfavore di tutti coloro i quali dovrebbero, per Costituzione, cavarsela da soli.

Già l’esenzione  fiscale dei luoghi di culto non è degna di uno stato che vuole definirsi laico e quella degli edifici scolastici ancora di più: essi sono da considerare a tutti gli effetti esercizi commerciali, che richiedono una parcella per impartire degli insegnamenti.

Per questa ragione credo di essere convinto nel considerare una possibile esenzione a scuole cattoliche una patente ingiustizia.

MRossetti


Rifondazione c’è!

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