Una risata vi seppellirà ! Purtroppo troppo tardi, ma vi seppellirà !

Dopo le esternazioni, nelle scorse settimane dei ministri del governo italiano, ecco puntuali arrivare sul binario di viale dell’Astronomia le stronzate di Emma Marcegaglia. Ricordiamo tutti le battute fuori luogo e molto spesso quasi autobiografiche di Monti sul posto fisso monotono o della Cancellieri sulla voglia di trovarsi un lavoro vicino a mamma e papà con figli e figlie di ministre che lavorano nella stessa università di mamma Fornero e papà Deaglio.

Forse sarebbe il caso di rispondere con ironia, piuttosto che con la rabbia, alle solite nefandezze e prepotenze di chi esercita il potere come sfoggio del proprio putridume culturale.

Nei giorni scorsi la cara Emma nazionale, dopo un mandato come rappresentante dei giovani industriali, ed ora sul finire del proprio incarico come rappresentante dei senior di Confindustria, si è lasciata andare a commenti, diciamo poco onorevoli, sul ruolo del sindacato: “Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici,  ladri e chi non fa bene il proprio lavoro”.

Ed allora sarebbe bene ricordare chi sono i Marcegaglia, prima che a qualcuno possa sfuggire e soprattutto prima che la sabbia di tutte le clessidre scorra inesorabile donandoci l’oblio.

Il Gruppo Marcegaglia è un gruppo industriale e finanziario che opera in Italia e all’estero con 50 società e più di 6.500 dipendenti nel settore metalsiderurgico e in una serie diversificata di altri comparti produttivi. Il gruppo, che è interamente controllato dalla famiglia Marcegaglia, fattura 4,2 miliardi di euro ed ha registrato nello scorso decennio un tasso di crescita medio del 15 per cento (del 20 per cento negli ultimi 5 anni) (dati 2008-09).

Nel 2006 Steno Marcegaglia, padre della presidentessa di Confindustria e fondatore del gruppo, imputato nel processo ’Italicase-Bagaglino’, viene condannato a 4 anni e un mese per il reato di bancarotta preferenziale, in parte condonato.

Nel 2008 la Marcegaglia Spa ha patteggiato una sanzione di 500 mila euro più 250 mila euro di confisca per una tangente di 1 milione 158 mila euro pagata nel 2003 a Lorenzo Marzocchi di EniPower.

La sua SpA controllata N.e./C.c.t. spa ha invece patteggiato 500 mila euro di pena, e ben 5 milioni 250mila euro di confisca. Oltre al patteggiamento dell’azienda, Antonio Marcegaglia, fratello della leader dei galantuomini di Confindustria, ha patteggiato 11 mesi di reclusione con sospensione della pena per il reato di corruzione.

Negli scorsi mesi su segnalazione delle Autorità svizzere, erano in corso indagini per accertare l’utilizzo e la legalità di diversi conti cifrati all’estero.

Il gruppo Marcegaglia spa è anche uno dei principali azionisti della CAI, la mitica compagnia di volenterosi che avrebbe dovuto, con i soldi di noi poveri pirla, salvare la compagnia nazionale di volo Alitalia. Un altro grande miracolo italiano.

Tutte le condanne e le indagini a carico dei citati nell’articolo sono atti pubblici e non indiscrezioni. Tutti possono accedere e controllare.

Alcuni organi di stampa hanno fatto notare come l’azienda di famiglia Marcegaglia SpA utilizzi procedure di ottimizzazione fiscale grazie ad holdings in Irlanda e in Lussemburgo (Il Fatto Quotidiano e Report rispettivamente agosto e novembre 2011).

Emma Marcegaglia ha dichiarato a più riprese nel 2009 che lo Scudo Fiscale è un “male necessario” (dichiarazioni ad agenzie di stampa ottobre e dicembre 2009). Successivamente, nell’ambito dell’inchiesta per falso in bilancio relativa alla sua azienda, la parte dell’inchiesta riguardante l’evasione fiscale viene archiviata perché i capitali oggetto dell’inchiesta sono stati scudati (ancora Report novembre 2011). Ad ottobre 2011 ha dichiarato che lo scudo fiscale “non è la scelta giusta in quanto premia i furbi” (RaiTre ottobre 2011).

Alcuni osservatori, come ad esempio l’Ing. De Benedetti, sostengono che la Marcegaglia abbia iniziato tardivamente a fare opposizione al governo Berlusconi, avendo fatto affari con quel governo. “È noto, e credo che sia un’operazione del tutto corretta, che la Marcegaglia ha affittato ad un prezzo considerato da tutti risibile le attrezzature buttate via per il vertice del G8 della Maddalena del 2009 e questa è stata una decisione del governo Berlusconi” (La7 e Unità novembre 2011).

Alla fine di questo cursus honorum, le cui notizie sono reperibili facilmente in rete (tra le fonti principali alcuni siti: www.thepopuli.it e it.wikipedia.org), potremmo concludere che il silenzio è sempre uno strumento molto prezioso. Bisogna saperne fare buon uso. Consigliamo alla presidente di Confindustria un po’ di questo sano esercizio oppure di seguire i vecchi e classici consigli di “non sputare contro vento” oppure di non gettare “la solita merda nel ventilatore”. Il rischio di imbrattarsi è altissimo !!!!!

Per chiuderla in filosofia ci piace citare il Rasoio di Occam ed il Rasoio di Hanlon due principi metodologici che insegnano a capire e classificare molte delle affermazioni di persone che occupano, forse immeritatamente, posizioni di potere e responsabilità.

Rasoio di Occam è il nome con cui viene contraddistinto un principio espresso dal filosofo William of Ockham, noto in italiano come Guglielmo di Occam. Tale principio, nella sua forma più immediata suggerisce l’inutilità di formulare più teorie di quelle che si siano formulate per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi. (fonte wikipedia)

Il Rasoio di Hanlon, formulato sul modello di quello, più noto, di Ockham, suggerisce di considerare, come causa di una fattispecie, l’ipotesi più immediatamente verosimile rispetto a quella meno probabile. Il concetto è attribuito a un non meglio identificato Robert J. Hanlon, il quale avrebbe formulato, o quantomeno avrebbe reso noto, tale assunto intorno al 1980.

Esso può essere riassunto come “Non attribuire a cattiveria ciò che puoi facilmente spiegare con la stupidità” o, in un’altra forma più semplificata: “Non presumere mai cattiveria laddove la stupidità basti”. (fonte wikipedia)

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