Archivio per 18 gennaio 2012

Salviamo Liberazione

Ai responsabili del conto corrente
bancario “M.R.C. S.p.A. Salviamo
Liberazione” presso Banca Popolare
Etica
Cari compagni, care compagne, la
sottoscrizione per Liberazione
lanciata direttore Dino Greco
procede a grande velocità. In
redazione seguiamo con gratitudine
l’aumento giorno dopo giorno della
cifra depositata nel conto corrente
aperto ad hoc, sperando che questa
ed altre iniziative, l’investimento da
parte dei lettori e il nostro impegno
di lotta a far uscire il giornale
assicurino un futuro. Sapete già che
il nostro impegno è chiaro: salvare
insieme la testata e i posti di lavoro.
Sulla base di questa chiarezza di
prospettive, ci permettiamo di
avanzarvi una richiesta.
Dovete sapere che nell’ambito del
confronto sindacale che si imbastirà
– questa volta, ne siamo convinti,
con reciproco spirito costruttivo, a
partire da martedì 17 – noi
sosterremo con fortissima
convinzione l’ammortizzatore
sociale della solidarietà, che già
stiamo praticando. Dividere con
spirito solidaristico il lavoro che c’è
ci sembra l’unica prospettiva reale
di salvaguardia dei livelli
occupazionali attuali, pur con la
disponibilità già dichiarata ad
aumentare se necessario
ulteriormente il sacrificio.
La Mrc, invece, ha proceduto com’è
noto alla richiesta di Cassa
integrazione a zero ore per tutti.
Noi ci battiamo, e ci impegneremo
ai tavoli sindacali, per rovesciare
questa posizione. Ma, qualora
l’azienda non scendesse a più miti
consigli, una disparità tra la
categoria giornalistica e quella
poligrafica giocherebbe molto
malamente ai tavoli. Nel caso
malaugurato di messa in Cassa
integrazione senza l’accordo delle
parti sindacali, infatti, l’Istituto di
previdenza dei giornalisti anticipa
l’importo dovuto al lavoratore in
attesa dell’emanazione del relativo
decreto. L’Inps non fa altrettanto: i
poligrafici, quindi, devono
attendere appunto il decreto. Una
disgraziata eventualità: a compagni
di lavoro – con compiti diversi,
certo, con contratti diversi, ma
appartenenti alla stessa comunità, e
uniti nella stessa lotta, lavoratori
che gomito a gomito producono
insieme il giornale che state
leggendo – si aprirebbero
prospettive diverse: entrambe
disastrose, ma una catastrofica. Alla
drastica riduzione del reddito di
alcuni (i giornalisti) si opporrebbe
l’azzeramento totale, per alcuni
mesi, del reddito di altri (i
poligrafici). Un’eventualità che
oltretutto, com’è evidente, rende
una categoria oggettivamente più
ricattabile dell’altra.
Per quanto ci riguarda, in via
esclusivamente scaramantica,
stiamo già costruendo una cassa
comune proprio per ovviare a
questa ingiustizia.
In cui chi può mette a disposizione
di ogni compagno/a di lavoro che
ne avesse malauguratamente
bisogno l’equivalente di 700 euro al
mese sotto forma di prestito, da
restituire (ovviamente senza
interessi) non appena riscossi gli
arretrati dall’Inps. Abbiamo
calcolato che sarebbero necessari
circa 10mila euro al mese per 5 mesi
per mettere in sicurezza i 14
colleghi discriminati. Superfluo
aggiungere che anche giornalisti in
difficoltà potrebbero attingere e
restituire.
Pensiamo che non sia sbagliato
interpellare pure voi. Cogliendo la
solidarietà che tanti lettori e lettrici
stanno esprimendo alla lotta per la
sopravvivenza, nostra e di
Liberazione, che stiamo
conducendo, vi chiediamo: ritenete
possibile che il Fondo speciale per
la salvezza di Liberazione possa a
sua volta prestare per qualche mese
20-30mila euro per annullare la
sperequazione che vi abbiamo
descritto? E se la risposta fosse
positiva, ritenete possibile prendere
questo impegno subito, prima della
riapertura del confronto sindacale,
per facilitarlo senza interferire?
Quale che sia la vostra risposta, la
accetteremo, comprendendo,
ovviamente, che il Fondo è stato
creato con altri progetti. Solo la
pratica unitaria che stiamo portando
avanti ci ha permesso di individuare
il problema e ve lo esponiamo come
lo abbiamo messo a fuoco. In ogni
caso grazie per averci ascoltato, e
grazie a tutti i lettori e le lettrici che
stanno puntando in proprio, in un
momento economicamente difficile
per tutti, sul futuro di Liberazione.
L’assemblea permanente unitaria
di Liberazione
Unprestito
percolmare
un’ingiustizia
Questo giornale è stato realizzato, oltre che dai giornalisti/e che firmano
gli articoli, da giornalisti/e che li curano e ”confezionano” e da una
quantità di lavoro poligrafico ”invisibile”: archivio fotografico, assistenti
alla redazione che preparano le pagine ”di servizio”, tecnici
che preparano i pdf e mantengono efficiente il sistema, segreteria,
ufficio abbonamenti e sottoscrizioni, amministrazione.
Su tutto, le mani esperte dei grafici senza i quali nulla avrebbe forma.

(Da Liberazione 15/01/2012)


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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