Archivio per dicembre 2011

Allacciate le cinture: arriva il 2012! Tanti auguri, ne abbiamo bisogno

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Programma elezioni: approfondimenti sul territorio a Senago

NO TANGENZIALI

Nuove strade vuol dire nuovo traffico e con esso nuovo smog, rumore, nuovi insediamenti produttivi e residenziali che necessitano di ulteriori servizi che la città non è più in grado di dare. A questo diciamo STOP.

La tangenziale sud non è un’esigenza della città la quale può benissimo farne a meno. C’è già la tangenziale al confine con Bollate, viale lombardia, ed un suo doppione non serve a nessuno. Al suo posto vogliamo lasciare gli spazi verdi che già ci sono.

La tangenziale nord sarebbe come una voragine che si insedierebbe all’interno del delicato equilibrio del parco delle groane. La soluzione al problema di attraversamento del centro di Senago sta nell’utilizzare l’esistente. La via per Cesate che conduce la maggior parte di traffico verso Garbagnate, può essere allargata in modo opportuno e resa fruibile dai veicoli così direttamente deviati verso la tangenziale di Garbagnate (già esistente). In questo modo si aprirebbe una via più veloce per chi, venendo da nord, deve dirigersi alla stazione del treno di  Serenella.

Con i soldi risparmiati dalla non costruzione delle tangenziali sarà possibile creare un vero servizio di trasporto pubblico per Senago che colleghi in modo razionale la città alle stazioni dei treni e della metropolitana. Si potrà poi ripristinare il servizio di trasporto pubblico tolto dalla giunta Rossetti: pulmino per il mercato e per il cimitero.

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NO VASCHE

Siamo tra i promotori e sostenitori del Comitato Senago Sostenibile e pensiamo che la lunga battaglia contro la costruzione delle vasche non terminerà con la recessione del progetto da parte della Regione ma dovrà continuare per ottenere la totale libertà di quel pezzo di territorio contro ogni futura speculazione.

Dei due terreni previsti dallo studio della regione, quello interno al Parco delle Groane dovrà rimanere allo stato vergine in cui i ghiacciai, in un lavorio durato millenni, lo hanno creato e ce lo hanno lasciato. L’altro terreno, pensato per la vasca piccola, diverrà il simbolo di questa lotta adottandolo ad orto comunale su cui sarà fondato il progetto “La città degli orti”.

Con questo progetto il comune si farà promotore e coordinatore per promuovere la pratica della coltivazione dell’orto. Con questa pratica si vuole chiamare la comunità senaghese alla condivisione e cooperazione in un’attività che può aiutare soprattutto le famiglie e le persone in maggiore difficoltà economica. Questa pratica favorirà la filiera corta e consentirà a tutti di assaporare i “VERI” cibi della terra.

Un mercato periodico dello scambio e la promozione di cooperative di consumo coadiuveranno questo progetto.

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STOP CAVE

Dopo decenni di abuso sul suolo, vogliamo che le cave siano dismesse ed a loro posto siano realizzate due grandissime aree a verde pubblico e ricreativo. Un luogo d’incontro per tutti dove sarà possibile svolgere attività sportive e ricreative all’aria aperta. Stop ad ogni speculazione e stop all’inquinamento da rumore e polveri che le cave producono ogni giorno. Chiederemo uno stralcio immediato delle zone cava già esaurite al fine evitare qualsiasi altro utilizzo improprio del suolo e per garantirle a spazio di verde pubblico. Senago deve tornare sovrana nella gestione del proprio territorio.

Inverno: stagione di migrazione per le TROTE

TROTA …
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… e riTROTA …

STOP al consumo di territorio a Senago

Continuiamo nel percorso già iniziato della presentazione delle nostre idee di programma per le prossime elezioni amministrative a Senago. Riprendiamo con un approfondimento sul primo punto già esposto: STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.

Le linee guida del PGT, redatte dallo studio dell’Arch. Favole su commissione del Comune di Senago, indicano un dato importante circa la crescita della popolazione di Senago per i prossimi anni: “in costante diminuzione”.

Questo dato (vedi immagine a lato), preso dall’annuario statistico della Regione Lombardia, considera l’andamento naturale della popolazione e non considera variabili di tipo esogeno, come per esempio la disponibilità di nuove abitazioni o aree fabbricabili.

La lettura di questo dato ci porta immediatamente sul sentiero del consumo di territorio ovvero nel terreno delle speculazioni. Purtroppo in molti ineggiano ancora oggi alla necessità di nuove costruzioni, fosse solo per chi non ha casa o per chi, venendo da fuori porta, desidera approdare in questo Comune. Ebbene, questo dato scoraggia ogni possibile ponte si possa calare verso gli speculatori e dimostra chiaramente che la nostra popolazione è invecchiata e che il deficit tra nascite e decessi è inesorabilmente destinato a favore di questi ultimi. In altre parole non vi è necessità alcuna di nuove costruzioni nè di destinare nuove aree a costruzioni di qualunque tipo.

Una cruda realtà per chi vuole continuare nella speculazione edilizia che in questi ultimi decenni ha imperversato lungo tutto lo stivale ed in particolare proprio nel nostro Comune. STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO!

Il bisogno casa, quello vero, è necessità di poche famiglie messe oramai sul lastrico dalle continue strette economiche, non ultima quella del governo Monti, che vedono calare giorno dopo giorno la possibilità di acquistare autonomamente la casa dove abitare e creano inesorabilmente le condizioni per cui anche un affitto in forma privata diventa insostenibile.

Ecco quindi che ancora una volta la demagogia prende il sopravvendo ed in nome del bisogno casa si giustificano nuovi insediamenti su territori vergini. E’ scritto in alcuni passaggi del programma della coalizione PD-SEL-IPS, così com’è scritto, da sempre, nel DNA delle destre, LEGA-ALLEANZA PER SENAGO e PDL.

E’ ora di dire basta. La soluzione non può di nuovo passare dal consumo di territorio. E’ insostenibile sotto ogni profilo, compreso quello della realizzazione di servizi che ciò comporterebbe e che non vengono poi mai fatti. Salviamo il territorio, concentrando invece le esigenze ed i bisogni di chi ha davvero necessità di una casa, passando il testimone ad un nuovo modo di concepire l’urbanizzazzione che filtra ed accoglie le esigenze dei residenti attraverso un percorso di valorizzazione e recupero di tutti gli immobili dismessi nel territorio. Vogliamo che si lavori sul recupero energetico degli edifici e sulla ristrutturazione dei beni esistenti affinchè il patrimonio possa valorizzarsi e rendersi quindi disponibile a forme di affitto sostenibile. Vogliamo un censimento completo degli immobili e convertire aree non più adatte ad uso industriale in aree dove il residenziale pubblico possa finalmente rispondere alle esigenze casa dei residenti che non ce la fanno da soli. I molti, troppi, capannoni industriali sorti come funghi a Senago, saranno luogo destinato alla desertificazione, imposta non da una politica che li osteggia, ma dalla realtà che vede per i prossimi anni il paese in RECESSIONE.

Ritaniamo che lo sviluppo non sia quello di costruire ma quello di conservare. Il lavoro che può essere creato da una politica di conservazione dei valori immobiliari locali e di ristrutturazione in termini di efficienza energetica è l’unica vera crescita economica che si possa auspicare e che non va a discapito dell’ambiente favorendo il lavoro. Crediamo che la crescita indiscriminata, come quella avvenuta dal dopoguerra ad oggi, sia la fine dell’era moderna. Vogliamo che le poche risorse disponibili siano indirizzate alla rinascita delle case di corte, dove la convivenza ed il reciproco aiuto erano un patrimonio di tutti noi, culturale in primo luogo. Vogliamo abbassare gli indici di edificazione per evitare l’insulso sorgere di palazzi dove prima c’erano villette o case di corte. Vogliamo creare una città vivibile, dove lo spazio e la convivialità siano un bene di tutti. Per fare questo non occorre fare nulla: “la popolazione è destinata a diminuire ed allora diciamo STOP al CONSUMO DI TERRITORIO”.

MANOVRA “SALVA ITALIA” aumenta PRECARIETA’ LAVORO, DISSOCUPAZIONE e COSTO VITA

MANOVRA – MASSIMO ROSSI (FDS): “SALVA ITALIA” AUMENTA PRECARIETA’ LAVORO E VITA E INCREMENTA DISOCCUPAZIONEMassimo Rossi, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, ha dichiarato:

“Mentre, passato Natale, partono gli allarmi per l’inevitabile crollo dei consumi, la manovra “salva Italia” prevede paradossalmente la liberalizzazione selvaggia degli orari e delle aperture festive e domenicali delle attività commerciali. Volendo/potendo: giorno e notte senza giornate di riposo neppure nelle festività civili e religiose. Misure ad esclusivo vantaggio della grande distribuzione ma a danno certo per l’occupazione, i consumatori, i cittadini, la qualità della vita di milioni di persone private del piccolo commercio di quartiere o vicinato. Tra tagli, aumenti Iva e liberalizzazione chiuderanno infatti migliaia di negozi (CONFESERCENTI ne prevede 76.000!), che non potranno reggere la concorrenza, e le nuove assunzioni di lavoratori schiavi non compenseranno che in minima parte i posti di lavoro persi. Crescerà la precarietà, già oggi a livelli intollerabili! Complimenti da parte di Federdistribuzione, la potente associazione della grande distribuzione privata …una dei voraci sponsor di questo Governo dei poteri forti!”

RUSSIA OGGI

RUSSIA: DI NUOVO NELLE CARCERI DI PUTIN IL COMPAGNO UDALSTOV

Indignazione in Russia per il nuovo arresto di Sergei Udaltsov, condannato ieri dal tribunale Tverskoi di Mosca per la terza volta consecutiva a una pena detentiva di 10 giorni. Le agenzie riportano che Udaltsov, 34 anni, leader del movimento d’opposizione Levi Front (Fronte di Sinistra), era stato arrestato il 4 dicembre scorso, giorno delle elezioni alla Duma, mentre si recava a una protesta non autorizzata a Mosca. Condannato a 5 giorni per aver attraversato la strada fuori dagli appositi passaggi pedonali. In carcere ha avviato uno sciopero della fame molto duro. Ammalatosi, in condizioni critiche è stato trasferito in ospedale. Nel frattempo gli è stata inflitta una nuova pena amministrativa di 15 giorni per aver abbandonato l’ospedale durante una precedente detenzione. Ieri avrebbe dovuto essere rilasciato, ma così non è stato.  All’ospedale è stato portato in tribunale in ambulanza. Qui il giudice di pace Olga Borovkova lo ha incriminato nuovamente per la partecipazione a un picchetto alla Commissione Elettorale Centrale russa, avvenuto il 24 ottobre. Il processo si è svolto a porte chiuse. Giornalisti e avvocati, non ammessi alla lettura del verdetto, hanno inscenato una protesta fuori dall’aula. Nuove proteste sono attese oggi a Mosca. Amnesty International ha chiesto l’immediato rilascio di Udaltsov, che dal 2010 ha trascorso 86 giorni in carcere.  I comunisti e la sinistra radicale russa come abbiamo scritto da tempo, sono la spina dorsale delle contestazioni a Putin. Senza cedere alle sirene “arancioni” portano avanti una battaglia politica  nella quale si riconosce sempre di più il popolo russo stretto nella tenaglia della crisi. Nonostante i media occidentali non ne parlano ( esaltando le manifestazioni dell’opposizione a matrice liberale e nazionalista  riproducendo uno schema delle rivoluzioni colorate) sempre più giovani si avvicinano alle formazioni della sinistra russa, impegnata in questi giorni a difendere la democrazia contro i brogli delle scorse elezioni. Nel loro giornale i giovani del fronte di sinistra scrivono rispetto alla crisi:  ”  il governo e le grandi imprese hanno una sola ricetta per superarla. Stanno cercando di spostare tutto il suo peso sulle spalle dei lavoratori, degli anziani e dei giovani. L’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari ed essenziali, l’aumento dei prezzi per l’alloggio e servi zi comunali, crescono in maniera incontrollata come le tariffe sui mezzi pubblici, sono sempre meno accessibili i farmaci e l’assistenza medica..” sembra che parlino di Monti invece che di Putin.

Qui il sito del fronte di sinistra

Da Controlacrisi.org (26/12/2011)

Merry crisi

Documento del Consiglio politico della Federazione della Sinistra

Il Consiglio politico della Federazione della Sinistra, riunito a Roma il 10 dicembre 2011 ribadisce la propria collocazione all’opposizione del governo Monti. Tale giudizio si conferma viste le caratteristiche della manovra predisposta dall’esecutivo, una stangata in che non presenta segni di discontinuità rispetto alle politiche economiche e sociali del governo Berlusconi, nè mantiene i promessi segnali di equità sociale. Grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori. E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura. Si portano tutti al contributivo diminuendo pensioni già basse e si blocca la rivalutazione delle pensioni al costo della vita per pensioni da anni non più agganciate all’aumento delle retribuzioni. Per giustificare questi interventi, si è preparato il terreno raccontando molte falsità. E’ falso che l’Italia spenda per le pensioni più del resto d’Europa ed il bilancio dell’Inps è in attivo ormai da anni. E’ vero invece che il sistema previdenziale è iniquo, perché i fondi dei lavoratori dipendenti, dei parasubordinati e quelli per la cassa integrazione, con i loro attivi coprono i passivi degli altri fondi a partire da quelli dei dirigenti, su cui non c’è nessun intervento. Così accade che ci siano pensioni da, 90.246 euro al mese, che prendono dall’INPS ogni 48 ore quanto un pensionato al minimo prende in un anno! Intervenire ancora per fare cassa sulle pensioni dei lavoratori è intollerabile. Così come è inaccettabile l’attacco continuo sui lavoratori pubblici. Tagliare ancora, invece di preoccuparsi di assicurare oggi un reddito sociale e domani una pensione decente per i lavoratori precari e i giovani, altrimenti condannati alla miseria, è scandaloso. E’ inaccettabile tagliare ancora su Regioni ed Enti Locali. Si tagliano altri 5 miliardi da subito, 6,5 dal 2012. Sono tagli ai servizi sociali, agli asili nido, alla non autosufficienza, alle politiche abitative e del lavoro. E’ messa in discussione sempre di più la sanità pubblica, già colpita da tagli per 13 miliardi al 2014. Inoltre nulla si prevede per scuola e università, anzi si proclama la continuità con la controriforma Gelmini. E’ iniquo l’intervento sulla casa. La rivalutazione degli estimi catastali, unito alla reintroduzione dell’ICI sulla prima casa colpirà pesantemente le famiglie italiane. Si colpisce nel mucchio senza tutelare i lavoratori e le fasce più deboli. Senza contare che non è prevista alcuna estensione del pagamento dell’ICI sugli immobili ecclesiastici utilizzati a fini di lucro. E’ inaccettabile che si varino nuove privatizzazioni e liberalizzazioni. Contro 27 milioni di italiani che hanno votato al referendum contro le privatizzazioni dell’acqua e dei servizi pubblici locali, si va avanti su quella strada. Il governo vuole privatizzare i beni comuni e rimuovere ogni residuo intervento pubblico in economia e nei settori strategici. Il taglio sui trasporti e la drammatica vicenda Fincantieri sono li a dimostrarlo. Così come è inaccettabile l’ulteriore aumento dei carburanti. Per uscire dalla crisi era possibile e necessario fare altre scelte, in primo luogo la patrimoniale e una tassa adeguata sui capitali scudati. Con una patrimoniale progressiva a partire dall’1% sopra il milione di euro si potevano e possono reperire 20 miliardi di risorse colpendo solo il 5% della popolazione più ricca. Con una tassa sui capitali scudati del 15% e non dell’1,5% si potevano e possono reperire 15 miliardi, colpendo i grandi evasori e le loro attività illecite. E’ inaccettabile che non siano previsti tagli alle spese militari e che non venga bloccato l’assurdo acquisto di cacciabombardieri e che non si ponga fine alle deleterie missioni di guerra all’estero. Così come è inaccettabile che non sia prevista la messa all’asta le frequenze televisive che da sole potrebbero determinare alcuni miliardi di introiti. Monti in Europa si schiera con la Merkel contro la sola vera possibilità di combattere la speculazione, che passa dall’ obbligo per la BCE di acquistare direttamente i titoli di stato dei paesi membri come fa la FED negli USA. In Italia si schiera con i ricchi contro il lavoro. La manovra è iniqua e recessiva: peggiorerà la crisi, e ci avvicina alla situazione della Grecia. L’esatto contrario di quanto viene la maggioranza di governo ci vuole far credere. La Federazione della Sinistra esprime inoltre vivo allarme e netta contrarietà rispetto ai contenuti del nuovo patto europeo deciso a Bruxelles nei giorni scorsi. Esso prevede un ulteriore restrizione delle politiche di bilancio – che si sono rivelate socialmente inique ed economicamente recessive – ed un ulteriore riduzione della democrazia, togliendo ai parlamenti ed attribuendo alle tecnocrazie europee decisioni che riguardano l’avvenire dei popoli del continente. Analogamente si esprime contrarietà riguardo l’introduzione in Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio. Si chiede che queste decisione siano sottoposte al voto degli italiani con un referendum secondo le procedure previste dalla Costituzione. Questo è tanto più necessario in quanto agli italiani è stato sottratto il diritto di decidere in libere elezioni quale governo e quali indirizzi politici dare al paese dopo il fallimento delle destre e la crisi del governo Berlusconi. Per contrastare questa manovra la Federazione della Sinistra sostiene lo sciopero generale di lunedì 12 e impegna tutte e tutti i suoi iscritti a parteciparvi attivamente, contro il governo Monti e il modello di relazioni sociali voluto da Marchionne. Allo stesso tempo la Federazione della Sinistra rilancia la proposta di costruire un patto di consultazione tra tutte le forze politiche che si pongano all’opposizione del governo Monti da sinistra, in parlamento e fuori da esso. Così come la FdS si impegna a partecipare con le proprie proposte alle diverse istanze di movimento che si oppongono alle politiche neoliberiste del governo Monti e della UE, sia in sede italiana che europea. In questa prospettiva la FdS organizza per domenica 18 dicembre a Roma una assemblea aperta a tutte le forze politiche e sociali che vogliono operare per costruire unitariamente l’opposizione da sinistra alla politica del governo Monti. Il Consiglio politico della FdS da quindi mandato al Coordinamento nazionale e al suo portavoce di mettere in atto tutte le iniziative politiche che possano oggi rafforzare l’opposizione da sinistra al governo. Il Consiglio Politico da altresì mandato al Coordinamento di istruire una prossima riunione per definire il rilancio della Federazione.

Roma, 10/12/2011

(da www.rifondazione.it)

PATTO DI CONSULTAZIONE TRA LE FORZE DI OPPOSIZIONE

«Dall’assemblea tenutasi stamane a Roma,(18 DICEMBRE) convocata dalla Federazione della Sinistra, è emersa con forza la proposta di creare un patto di consultazione tra le forze di opposizione. All’assemblea hanno partecipato non solo le forze sociali dalla Cgil ai sindacati di base, alla variegata rete dei comitati e le rappresentanze di IdV e Sel, oltre al senatore Vincenzo Vita del Pd. È nostra intenzione continuare su questa strada nelle prossime settimane per costruire da sinistra una efficace ed unitaria opposizione alle politiche antipopolari del governo Monti. Vogliamo costruire un punto di riferimento per quegli strati popolari che dal governo Monti sono stati prima delusi e poi bastonati, con una manovra di destra e di rara pesantezza antisociale».
Questo quanto ha dichiarato oggi Paolo Ferrero segretario di Rifondazione Comunista

(Da CONTROLACRISI.ORG 19/12/2011)

Facciamolo a pezzi 3: Partecipazione è democrazia

Terzo appuntamento con le proposte di programma di Rifondaazione Comunista Senago per le prossime elezioni comunali. Dopo aver parlato di “STOP al consumo di territorio” e “PGT a crescita ZERO”, parliamo ora di PARTECIPAZIONE, elemento che riteniamo essenziale per realizzare la nuova società che pensiamo. Scriveteci come già state facendo, assieme cambieremo il volto alla nostra città.

§

3. Partecipazione è democrazia

Lo schema della partecipazione, che Senago ha già avuto modo di vivere quando Rifondazione ha governato la città, è quanto di più democratico possa accadere nel mondo della politica di oggi.

La cittadinanza ha il diritto ed il dovere di partecipare e di divenire il principale attore decisionale della gestione alla cosa pubblica. Senza questo rischiamo il tracollo della democrazia, come purtroppo le recenti questioni nazionali e locali ci hanno fatto intravedere.

Vogliamo tornare a far partecipare la gente alle scelte importanti per il futuro di tutti, perchè tutti noi insieme siamo la politica.

Vogliamo riprendere ciò che le destre hanno vigliaccamente eliminato dalla pianificazione politica, portandoli inevitabilmente all’isolamento ed al commissariamento:

– bilancio partecipato

– agenda 21 locale (leggi la Relazione sullo Stato dell’Ambiente)

e inoltre vogliamo far partecipare i cittadini ad altre importanti scelte:

– piano partecipato della mobilità

– piano dei giovani

– piano partecipato per la salute ed il benessere sociale

– piano della qualità dell’abitare


Rifondazione c’è!

Luca Mercalli: PREPARIAMOCI

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